Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".
Visualizzazione post con etichetta YEARS. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta YEARS. Mostra tutti i post

martedì 8 maggio 2012

DAY BY DAY NEL 1915

                                                             THE PRE-SEASON
7 GENNAIO 1915: Gli Yankees acquistano il prima base Wally Pipp dai Detroit per $7500. Fu il primo Yankees a vincere la classifica degli homers con 12 nel 1916 e con 9 nel 1917. Fu proprio lui che suggerì al manager M.Huggins di acquistare un giovane promettente che si chiamava Lou Gerhig. Nel Giugno del 1925 Wally Pipp verrà sostituito dallo stesso Gerhig che inizierà la sua luminosa carriera che lo porterà nella Hall of Fame.
11 GENNAIO: La squadra degli Yankees venne acquistata dal Colonnello Jacob Ruppert e dal Capitano Tillinghast. Nel 1922 Tillinghast si ritirò vendendo la
sua quota per $1.50 milioni.
20 Marzo: Apre il nuovo stadio "Boston's Braves Field" che ospiterà le partite di football e di baseball. Era più ampio del Fenway Park e poteva contenere
oltre 40.000 persone. Le esagerate dimensioni dello stadio furono realizzate per soddisfare la richiesta del proprietario, James Gaffney, che voleva vedere tanti "Inside the Park Homerun"!. Le World Series del 1915 e del 1916 verranno
disputate al Braves Field.
                                                           THE REGULAR SEASON
14 APRILE: Herb Pennock degli Athletics sfiora la no-hit in un "Opening Day". Harry Hooper dei Red Sox ottiene la valida alla nona ripresa. Philadelphia vince 2-0.
15 APRILE: Rube Marquard dei Giants ottiene una no-hit contro i Brooklyn Robins al Polo Ground di NY.
22 APRILE: Per la prima volta gli Yankees indossano la divisa a strisce (quella tutt'ora in uso).
24 APRILE: Frank Allen dei Pittsburgh Rebels ottiene una no-hit contro i St.Louis Terriers vincendo per 2-0. (Partita di Federal League).
6 MAGGIO: Il lanciatore Babe Ruth dei Boston Red Sox batte il suo primo fuoricampo dopo 18 presenze alla battuta. Al Polo Ground, Ruth spedisce un lancio di Jack Warhop al secondo anello dello stadio. Yankees vincono 5-3 al 13esimo inning.
15 MAGGIO: Claude Hendrix dei Chicago ottiene una no-hit contro i Pittsburgh Rebels vincendo 10-0 (Federal League game).
2 GIUGNO: Babe Ruth, di ritorno al Polo Ground, ottiene un altro homer contro Jack Warhop. I Boston vincono 7-1 e Ruth lancia tutta la partita concedendo 5
 battute valide.
11 GIUGNO: Ci vogliono 29 riprese e due giorni per decretare la vittoria dei Reds contro Brooklyn. 1-0 in 15 innings mentre il giorno prima era finita 2-2 in 14 innings. Il lanciatore degli Yankees, Ray "Slim" Caldwell diventa il primo giocatore di sempre a battere due homer consecutivi come pinch hitter.
12 GIUGNO: Ray Caldwell ottiene un fuoricampo in un turno regolare di battuta contro i St.Louis Browns. È il terzo in tre giorni.
13 GIUGNO: I Red Sox acquistano dai Philadelphia il lanciatore Herb Pennock.
17 GIUGNO: George "Zip" Zabel dei Cubs lancia la più lunga partita in qualità di"lanciatore di rilievo". Contro i Brooklyn, Zabel entra alla prima ripresa con due eliminati e lancia per 18 innings e 1/3, concedendo 15 battute valide, 2 punti,1 base su ball ottenendo 6 strikeouts. Vic Saier (Cubs) realizza l'homer della vittoria alla 19esima ripresa (risultato 4-3). Il lanciatore perdente fu Jeff Pfeffer che restò sul monte per tutte le 19 riprese.
23 GIUGNO: Ty Cobb ruba casa base contro i Browns per il punto vincente. (3-2). È la quinta "grande rubata " del mese per Ty. Il rookie Bruno "Boon" Haas dei Phillies concede un record di 16 basi su ball, 15 punti e 11 battute valide agli Yankees. La sua carriera nel baseball termina con un totale di 14 riprese lanciate, 28BB, 23H e con un PGL di 11.93. Diventerà una stella del Football Americano!.
24 GIUGNO: George Sisler firma von i St.Louis Brown allenati da Branch Rickey (che era lo stesso allenatore di college di Sisler).
28 GIUGNO: A Chicago G.Sisler al suo debutto sul monte, lancia per 3 riprese perfette pur perdendo per 4-2 contro i White Sox.
2 LUGLIO: Connie Mack continua la sua vendita di giocatori. Jack Berry (MB.222) facente parte dei "$100.000 infielders" viene acquistato dai Red Sox per $8.000.
3 LUGLIO: G.Sisler ottiene la sua prima vittoria contro gli Indians per 3-1.
7 LUGLIO: Dopo 16 riprese senza nessun punto la partita tra Brooklyn e Boston viene sospesa per oscurità. Phil Douglas (Brooklyn) lancia tutta la partita.
14 LUGLIO: Per omologare la partita, a causa della pioggia, il lanciatore dei White Sox Urban "Red" Faber cerca deliberatamente di essere "pescato" fuori base. I Phillies non ci stanno e Faber ruba tutte le basi compreso casa-base. La partita continò fino alla fine e Chicago vinse di un punto.
21 LUGLIO:A St.Louis, Babe Ruth ottiene un mostruoso homer contro Big Bill James dei Browns. La pallina sorvola le tribune dell'esterno destro, passa oltre "Grand Avenue" e si schianta contro la vetrata di un salone di esposizioni di automobili. Ruth ottenne anche 2 doppi e un singolo, segnò un punto battendone a casa 2 e lanciò una partita completa vincendo 4-2.
29 LUGLIO: Honus Wagner, 41 anni, realizza un "grande slam" nell'immenso Forbes Field al centro contro i Brooklyn. È il più vecchio giocatore di sempre ad ottenere questo risultato. I Pirates vincono 8-2.
8 AGOSTO: A Cincinnati, l'esterno dei Phillies Clifford Cravath ottiene un Major League record con 4 doppi in una partita. I Phillies vincono 14-7.
16 AGOSTO: Nella Federal League, Miles "Alex" Main ottiene una no-hit contro i Buffalo Blues.
18 AGOSTO: I Browns acquistano l'esterno William "Baby Doll" Jacobson dai Tigers in cambio dei lanciatori Bill James e Grover Lowdermilk. Com'è possibile che un gigante come Jacobson, alto 2mt. per 100kg, venga soprannominato "Baby Doll"?(piccola bambola). In lega minore nella città di Mobile realizzò un homer talmente lungo e profondo che la banda musicale gli dedicò la canzone "Oh You, Beautiful Doll". Viene inaugurato il Braves Field a Boston. All'evento assistono 46.000 tifosi. Nella partita inaugurale i Boston Braves vincono contro St.Louis per 3-1. 6.000 tifosi non vennero fatti entrare. Dick Rudolph fu il lanciatore vincente.
21 AGOSTO: I White Sox ottengono Joe "Shoeless" Jackson dagli Indians in cambio di 3 giocatori più $31.500.
31 AGOSTO: Jimmy Lavender dei Cubs non concede nessuna valida al line-up dei NY Giants. Il lanciatore perdente è il russo Alexsander Schauer. I Giants vendono il loro "asso di un tempo" il lanciatore Rube Marquard ai Brooklyn Robins e l'esterno Fred Snodgrass (.194 in 103 partite) ai Boston Braves.
 7 SETTEMBRE:  Big Dave Davenport di St.Louis ottiene una no-hit contro Chicago.
 9 SETTEMBRE: A S.Diego muore Albert Goodwill Spalding all'età di 55 anni.
10 SETTEMBRE: Debutta Roger Hornsby e ottiene 0 valide su due turni contro Charles "King" Lear di Cincinnati. Il 19enne Hornsby terminerà la stagione con una media di .246 in 18 partite.
11 SETTEMBRE: Eddie Plank ottiene la sua vittoria N° 300 in carriera. È il primo lanciatore mancino nella storia ad ottenere un simile traguardo.
16 Settembre: Al Fenway Park è lotta fra Ty Cobb e i tifosi di Boston. L'esterno di Detroit è arrabbiato perchè George Foster e Carl Mays gli hanno lanciato vicino al corpo per tutta la partita. All'ottava ripresa, dopo due lanci di Mays, Cobb agita la mazza contro il pitcher chiamandolo "muso giallo". Il lancio successivo colpisce Cobb al polso e i tifosi iniziano a tirare bottiglie contro il giocatore di Detroit. Quando termina la partita sul punteggio di 6-1 per Detroit, numerosi tifosi invadono il campo e si avventano su Cobb. I compagni di squadra con le mazze in mano e la polizia riescono a scortare Cobb fuori dal campo.
24 SETTEMBRE: A Philadelphia solo 300 presenti alla partita vedono Cobb che ruba la sua 90esima base.
29 SETTEMBRE: A Boston, Grover Cleveland Alexander concede solo una valida ai Braves vincendo per 5-0. È la sua 31esima vittoria, 12esima "shutout" e 4° "one hit game". I Phillies vincono la National League.
 5 OTTOBRE: A Cleveland Cobb ruba la sua 96esima e ultima base per il record stagionale. Indians vincono 5-0.
 6 OTTOBRE: A New York "Dutch" Leonard porta alla vittoria N°101 i Boston vincendo per 2-0.
Babe Ruth. Boston 1915
                                                                      NOTE
La Federal League era un'altra lega professionistica che venne fondata nel 1913 da John T. Power. Un gruppo di magnati decisero di coronare l'idea di formare una nuova lega autonoma e in competizione con le due più affermate leghe ufficiali (AL e NL). Le preoccupazioni furono molte,le polemiche altrettanto aspre al punto che questa lega venne chiamata la "Lega Fuorilegge". Vennero costruiti nuovi stadi e vennero formate nuove squadre. Gli agenti della "Federal League" contattarono parecchi giocatori offrendo loro un contratto migliore rispetto a quello delle due Leghe ufficiali. Tale atteggiamento provocò l'ostilità dei proprietari delle squadre di AL e NL. Vi furono accese dispute a livello legale con accuse e processi in tribunale. La Federal League venne bandita e morì proprio alla fine del 1915. I proprietari delle squadre vennero risarciti e gli stadi servirono per ospitare squadre di minor league. Uno di questi è tutt'ora in uso. È il Wrigley Field di Chicago, l'unico stadio sopravvissuto alla Federal League. La squadra dei Cubs, originariamente, si chiamava Chicago Whales conosciuti anche col nome di Chicago Federals, che vinse il campionato di Federal League nel 1915. Nel 1914 i Chicago si piazzarono al secondo posto dietro agli Indianapolis Hoosiers. Queste erano le squadre della FederalLeague: 
Chicago Whales    
St. Louis Terriers
Pittsburgh Rebels    
Kansas City Packers
Newark Peppers         
Buffalo Blues         
Brooklyn Tip-Tops    
Baltimore Terrapins

Le World Series del 1915 vennero vinte dai Boston Red Sox contro i Philadelphia Phillies per 4-1. Incredibilmente i Detroit Tigers di Ty Cobb non fecero il post season nonostante avessero vinto 100 partite.
I Red Sox di Babe Ruth vinsero 101 partite e fu proprio il confronto diretto contro i Tigers a decidere il pennant.
I Boston vinsero la partita decisiva al 12esimo per 1-0.
Nel 1915 Grover Cleveland Alexander (PHI) vinse la "Tripla Corona" dei lanciatori (Wins-31 ERA-1,22 K-241).
Cobb vinse la media battuta (.369) e realizzò il record stagionale di basi rubate (96 su 154 partite di regular season). Tale record verrà battuto da Maury Wills (LAD) nel 1962 con 104 basi rubate (162 partite di regular season). Rickey Henderson, nel 1982, porterà il record a quota 130.
Nel 1887 Hugh Nicol dei Cincinnati rubò 138 basi in 125 partite giocate. 

sabato 28 aprile 2012

1912

Non c'è mai stata una World Series come quella del 1912. Quelle partite furono caratterizzate e avvolte all'insegna di una costante incertezza. Tra grandi giocate e tremendi errori, gli atleti  passarono dall'essere eroi a vergognose capre da latte. Tutto è successo, anche un pareggio all'11esima ripresa che ha portato le Series a disputare l'ottava partita. Quelle del 1912 furono le prime WS disputate al Fenway Park di Boston che vide un esterno autore di un doppio gioco senza assistenza, un altro che realizzò una presa miracolosa, un lanciatore che vinse tre partite mentre un altro, un cavallo di battaglia, che non ne vinse nemmeno una. Un rookie che giocò come una grande stella e altre stelle invece offuscate nella loro brillantezza. Furono le più belle World Series mai giocate dove i Boston vinsero contro New York di misura, con punteggi stretti e verranno ricordate per il "colpo da babbeo" di Fred Snodgrass su una palla al volo. Un errore straziante che trasformò la figura di un solido esterno di New York in una vergogna storicamente dichiarata dove il nome verrà ricordato tanto quanto si giocherà a baseball. Il suo appuntamento col destino alla 10ima ripresa della partita decisiva brucerà il suo nome così a fondo che sarà impossibile cancellarlo. Il mondo ricorderà che l'errore di Fred Snodgrass ha spianato la via della vittoria ai Boston Red Sox facendo dimenticare altri episodi rilevanti accaduti durante il corso delle Series del 1912. Snodgrass non fu l'unica vergogna di quelle Series, ci fu anche Christy Mathewson, the "Big Six", che lanciò tre partite complete senza vincerne una. Ci fu Fred Merkle, il prima base dei Giants, e Chief Meyers il catcher e anche Daffy Lewis dei Red Sox, tutti quanti seri candidati alla nomina di "giocatore della vergogna delle Series!". Il palco era stato ben allestito in quell'Ottobre del 1912 quando più di 30.000 tifosi si accalcarono nell'appena costruito Fenway Park. Le due squadre avevano vinto tre partite a testa. Una di quelle terminò all'11esima ripresa sul punteggio di 6-6 e venne sospesa per oscurità. Christy Mathewson dall'alto della sua dominante carriera lanciava per i Giants mentre i Red Sox battagliavano con il loro asso del tempo, Hugh Bedient che aveva vinto il 5° incontro per 2 a 1. Mathewson aveva già lanciato in due partite perdendole entrambi e si apprestava a sostenere l'ultimo "ruggito", quello finale per la vittoria. La sua squadra gli diede il vantaggio per 1 a 0, alla terza ripresa del game N°8.In quegli anni un punto era come averne un milione, quando Matty era in forma. Alla settima ripresa il lanciatore affrontò il rookie dei Boston, Olaf Henriksen, che si presentò a battere al posto di Bedient ottenendo un doppio che portò Jake Stahl a segnare il punto del pareggio. Smoky Joe Wood entrò a lanciare per i Boston. Dopo 9 riprese regolamentari il punteggio era fermo sull'1 a 1 e per la seconda volta le due squadre affrontarono gli extra inning. Al 10imo i Giants segnarono un punto. Sembrava fatta, con Mathewson sul monte la squadra di New York era pronta a festeggiare la vittoria finale. La tristezza dei tifosi del Fenway crebbe inesorabile sugli spalti, una sconfitta era come un totale disastro e i 30.000 presenti lo stavano già assaporando. Il primo battitore per Boston fu
Fred Snodgrass
Clyde Engle, pinch hitter al posto di Joe Wood. Clyde ottenne una debole volata proprio nella direzione dell'esterno centro Snodgrass che, senza nemmeno muoversi stava per effettuare la più semplice delle semplici prese al volo. Ma l'inevitabile diventò all'improvviso un'oscura incertezza quando Snodgrass, immobile, si fece cadere la pallina dal guanto. Rinvigorito da quel "pauroso liscio",Engle, che aveva corso verso la prima base con la convinzione di essere eliminato, raggiunse prontamente la seconda base. Il boato crescente dei tifosi accompagnò la corsa di Engle, in una ritrovata speranza di vittoria. Il Fenway si era animato con orgoglio e meraviglia e il battitore successivo, Harry Hooper esplose con una battuta tesa nella zona tra il centro-destra. Con estremo sforzo Snodgrass corse verso la pallina riuscendo ad effettuare una gran presa al volo che bloccò Engle in seconda base. L'azione fu talmente rilevante che l'esterno pensò di essersi rifatto dal precedente errore. Mathewson concesse la base su ball a Steve Yerkes e affrontò Tris Speaker dei Red Sox. Per la seconda volta nella ripresa il grande Matty subì l'ennesima delusione. Speaker fece una semplice volata in territorio foul tra casa base e prima base.Ordinaria amministrazione...una facilissima eliminazione!. Ma il prima base Merkle e il catcher Meyers entrambi "chiamarono" la pallina e vennero assaliti dal timore di potersi scontrare e infortunarsi seriamente. La pallina cadde in mezzo a loro, Mathewson immobile  e freddato, Speaker che doveva essere eliminato si trovò ancora a battere con un out e due uomini in base e Matty realizzò di dover affrontare un pericoloso battitore. Il resto fu "anticlimatico" e deludente per New York. Speaker ottenne un singolo, Engle segnò il pareggio, Yerkes raggiunse la terza base e andò a punto su una lunga volata di sacrificio di Larry Gardner...e i Red Sox erano a casa!. Così, come sono andate le cose, si potrebbe puntare il dito contro Merkle e Meyers senza dimenticare che Mathewson era nella miglior posizione per effettuare la presa al volo sul foul di Speaker che avrebbe chiuso la ripresa perchè Gardner in seguito venne eliminato al volo. Ma la storia mette in risalto la "papera" di Fred Snodgrass perchè fu quella che diede inizio al gran finale dei Red Sox permettendo ad Engle di segnare il punto del pareggio. E mentre sugli spalti i tifosi come sacerdoti brahmaniani con baffi da montone e whiskey zampettavano come tacchini avvolti in una frenesia di gioia, le ruote della vergogna cominciarono a girare vertiginosamente per Fred Snodgrass. Si avvicinò alla panchina a testa bassa, riluttante come se stesse percorrendo l'ultimo cammino della vita. I compagni di squadra lo evitarono e nessuno parlò con lui. Tutto l'ambiente dei Giants provò dispiacere per Snodgrass. Josh Devore, che ritornò in albergo insieme a lui in taxi, disse in seguito che le prime parole di Fred furono: "Credo di aver perso le Series per voi". I giornali in tutti gli States uscirono con l'esplicita notizia che condannava Snodgrass come "l'uomo che aveva perso le finali per i Giants". Quel clamoroso errore portò nell'ombra una serie di spettacolari giocate in una World Series carica di emozioni e suspence. A nulla valse, ad esempio, la valida come "pinch hitter" del rookie Henriksen, un potenziale eroe, per aver battuto a casa il punto del pareggio. Ci fu anche la presa al volo più sensazionale che la storia delle World Series ricorda. Accadde alla quinta ripresa di Game 8. Larry Doyle colpì verso l'esterno destro. Dal momento che la pallina venne battuta, la certezza che sarebbe volata verso le tribune per un fuoricampo era realtà e disperazione per il giovane Fenway Park. Ma un angelo dal nome Harry Hooper indietreggiò verso il muro, con uno sforzo estremo volò in alto col braccio teso e la mano nuda fermando la traiettoria della pallina diretta verso gli spalti. Non riuscendo a trattenerla, Hooper fece un ultimo sforzo e prima che la pallina toccasse terra riuscì a catturarla col guanto. Quella giocata diventò il simbolo di ogni esterno, ma le enormi dimensioni della "papera" di Snodgrass rimpicciolirono quel capolavoro. Lo stesso vale per la doppia eliminazione senza assistenza da parte di Tris Speaker, fu la prima volta da parte di un esterno durante una partita regolare. E poi ci fu Smoky Joe Wood che lanciava proiettili vincendo la prima, la terza e l'ottava partita. Uno dei pochissimi lanciatori ad ottenere un simile trionfale traguardo. Dall'altra parte vi fu la tragedia di Christy Mathewson uno dei più grandi lanciatori della storia, nel disperato tentativo di vincere una partita in quelle che saranno le sue ultime World Series. Matty, nel 1912 era ancora brillante sul monte di lancio, ma con i suoi 33 anni aveva lasciato alle spalle i suoi giorni migliori.Nonostante tutto fece una ottima figura lanciando 3 buone partite, pareggiandone una e perdendone 2. Concesse 10 valide sparpagliate in 11 riprese nel Game 2. In Game 5 ne concesse 5, ma perse il confronto con Bedient che ne concesse 3. Infine nella partita finale "The Big Six" tenne sotto controllo i Red Sox fino alla tragica 10ima ripresa. Gli eroi nelle World Series vengono e vanno, così come se ne vanno gli emblemi della vergogna.Il povero Fred Snodgrass essendo stato il primo, sarà per sempre il "porta-bandiera" del più grande errore commesso in una finale. Chissà!, se avesse effettuato la presa al volo il suo nome sarebbe scomparso nel limbo speciale e dedicato di tanti buoni giocatori senza i quali non sarebbe stato possibile elogiare le loro prestazioni come sigilli, in questo caso, di morte e disperazione. Discorso a parte per Christy Mathewson, un atleta stellare e di impeccabile condotta, una figura esemplare e di valore indefinibile per come ha portato il baseball nei cuori di tutte le generazioni a seguire.

THE WILD RACE

 
Tra i più curiosi e originali pennant race, la volata finale dei Detroit nel 1907 merita un posto d'onore nella memoria così come è stata descritta da Davy Jones, esterno sinistro della Motor City. Nel Settembre di quell'anno i Philadelphia Athletics si trovavano in vetta alla classifica mentre i Detroit Tigers, con 2 partite perse in più, erano al secondo posto e dovevano affrontare gli ultimi incontri della stagione in trasferta, rispettivamente a New York e poi a Boston. I Tigers vinsero 5 partite su 6 guadagnando il primo posto in classifica alla pari con i Philadelphia e prepararondosi ad affrontarli il giorno 27 di Settembre. "Wild Bill" Donovan, asso dei Tigers, lanciò una gran partita vincendo il confronto con Eddy Plank degli A's per 5-4. Era Venerdì e le squadre avrebbero disputato un doppio incontro il Lunedì successivo. La partita del Sabato non venne disputata a causa della pioggia e il manager degli A's, l'immortale Connie Mack, suggerì di giocare 3 partite nel giorno di Lunedì perchè, secondo le regole del tempo, non si poteva giocare durante la Domenica. L'allenatore dei Tigers, Hughie Ee-yah Jennings, rifiutò di giocare il triplice incontro sapendo che, dopo gli A's, il suo club avrebbe dovuto affrontare i Washington per le ultime 4 partite di stagione. Si arrivò così a Lunedì 30 Settembre 1907 pronti per il double header tra A's e Tigers. A Philadelphia, famosa per i suoi abitanti dal temperamento infuocato, lo stadio venne assalito dai tifosi e la loro irruenza provocò la rottura dei tornelli che si trovavano all'ingresso dell'impianto al punto che molte persone entrarono senza pagare il biglietto. Vennero richieste forze dell'ordine supplementari e i poliziotti si sistemarono anche dentro il campo e lungo la recinzione del fuoricampo. Al Columbia Park di Phila. venne proibita la vendita di birra ma ciò non bastò per contenere l'ostilità dei tifosi degli Athletics nei confronti dei Tigers. Lo stadio non disponeva degli spogliatoi per gli ospiti per cui i giocatori delle squadre avversarie dovevano cambiarsi in albergo. Scortati dalla polizia, Cobb e compagni entrarono in campo e fu subito guerra. I tifosi accolsero l'ingresso dei Tigers con un incessante lancio di frutta e verdura. Non mancarono anche alcune bottiglie di vetro, una delle quali colpì proprio Ty Cobb il quale si diresse verso le tribune con una mazza in mano pronto ad usarla se necessario. Molti sostennero che aveva anche una pistola infilata nella cinta. Cobb venne trattenuto da Sam Crawford e da alcuni poliziotti. Questo sarebbe stato il preludio alla partita più controversa e discussa di tutta la stagione del 1907. Per i Tigers salì sul monte di lancio Bill Mullen il quale subì l'irruenza delle mazze di Philadelphia che fissarono il punteggo sul 7-1. Alla settima ripresa i Tigers segnarono 4 punti e all'ottava ripresa entrambe le squadre segnarono un punto. Iniziò così l'ultima ripresa col risultato di 8 a 6 per gli Athletics di Philadelphia. Sam Crawford dei Tigers iniziò l'inning con una battuta valida. Seguì Ty Cobb che realizzò un fuoricampo portando il risultato al pareggio: 8 a 8. Il lanciatore degli A's, Waddell Il piromane, venne sostituito da Eddy Plank, lo stesso lanciatore che aveva perso il confronto con Donovan il giorno 27. Il manager degli A's era convinto che il desiderio di rivalsa di Plank avrebbe portato alla vittoria la sua squadra. Anche lo skipper dei Tigers pensò allo stesso modo e prontamente sostituì Mullen ancora con Bill Donovan. All'undicesimo inning Detroit passò in vantaggio con un doppio di Cobb portato a punto dal successivo singolo del Prima Base Claude Rossman. Si arrivò così alla parte bassa della ripresa quando l'interbase degli A's, Simon Nichols, battè una profonda volata all'esterno sinistro. Il difensore Davy Jones indietreggiò fino ad arrivare alla recinzione dove venne investito e bersagliato da numerosi pezzi di carta arrotolati lanciati dai tifosi. In quella confusione l'esterno non riuscì ad effettuare l'eliminazione e la pallina, rimbalzando, terminò sulle tribune. Nichols venne accreditato con un doppio, raggiunse la terza base su lancio pazzo e segnò il punto del pareggio grazie ad una volata di sacrificio. Feroci furono le proteste da parte dei Tigers, ma gli arbitri, forse intimoriti dall'ambiente vulcanico del Columbia Park, decretarono la regolarità dell'azione. La partita andò avanti e si arrivò alla fatidica ripresa N° 15. Gli Athletics, con il capitano Harry Davis alla battuta ottennero un'altra volata lunga e profonda nella zona centro-destra del campo. Il difensore Sam Crawford dirigendosi verso il muro del fuoricampo, urtò contro un poliziotto seduto su una cassa vuota di bottiglie di soda. L'ufficiale si stava spostando ma non riuscì ad evitare lo scontro col difensore. Tuttavia Crawford sarebbe stato ancora in grado di effettuare la presa al volo, ma avvicinandosi alla recinzione dovette affrontare l'insidia dei tifosi i quali sporgendosi e agitandosi smanacciarono la pallina togliendola quasi dal guanto del difensore (un pò come successe a Moises Alou dei Cubs, nella vicenda chiamata The Steve Bartman Incident nel corso dei Play-Off del 2003). In quel momento l'atmosfera in campo e sugli spalti si trasformò in un uragano di violenza. I giocatori di Detroit protestarono ancora chiedendo l'eliminazione del battitore per interferenza. L'arbitro di casa base Mr. O'Loughlin disse che non aveva visto nessuna irregolarità, per cui Harry Davis venne accreditato con una battuta da due basi. Durante le proteste i giocatori di entrambe le squadre più i tifosi scesi in campo ingaggiarono una vera rissa con calci e pugni. Nella confusione Bill Donovan colpì Monty Cross stendendolo a terra. Due poliziotti afferrarono Donovan, il quale stava lanciando per Detroit. Non potendo fare a meno di lui, il compagno di squadra, Germany Schaefer, con rapidità disse ai poliziotti: "Avete sbagliato persona, sono stato io a colpire Cross". Bill Donovan venne rilasciato e Schaefer fu portato in caserma. Ma non è finita. In seguito alle feroci proteste del manager di Detroit, l'arbitro di casa base si consultò con quello di seconda base, Mr T.Connolly, il quale affermò di aver visto l'esterno subire l'interferenza, prima dal poliziotto e poi dai tifosi. Il battitore venne dichiarato OUT. La rabbia dei giocatori di Philadelphia fu incontenibile e le forze dell'ordine ebbero un gran da fare per sedare gli animi permettendo la ripresa della partita. Ma le sorprese non finirono perchè con un eliminato Danny Murphy ottenne un singolo che avrebbe permesso a Harry Davis di segnare il punto della vittoria. La partita continuò senza segnature da entrambe le squadre e venne sospesa alla 17ima ripresa per oscurità. In seguito i Detroit vinsero tutte le 4 gare contro Washington relegando gli Athletics al secondo posto. Fu così che i Tigers si apprestarono ad affrontare i Chicago Cubs in finale. Le World Series  del 1907, vinte dai Chicago Cubs, non furono anch'esse prive di sorprese. La prima partita terminò 3 a 3 al 13imo inning. Venne sospesa per oscurità e per la prima volta in una finale, una partita terminò in pareggio. I Cubs erano squadra di casa al West Side Grounds e all'ultima ripresa erano in svantaggio per 3 a 1. Contro il lanciatore "Wild Bill" Donovan dei Detroit, Chicago segnò un punto e con 2 out avevano un corridore in terza base. Il manager-giocatore Frank Chance ordinò a Del Howard di andare in battuta al posto di Joe Tinker. Howard terminò strike-out, ma la pallina rimbalzando davanti al ricevitore, non venne trattenuta e il corridore dalla terza base segnò il punto del pareggio. Le successive partite vennero vinte da Chicago che si aggiudicò il titolo. L'anno successivo, nel 1908, le Finali vennero disputate dalle stesse squadre. Chicago riconfermò la sua supremazia vincendo le World Series e, ancora oggi, nel momento in cui scrivo, rappresentano le ultime vinte dai Cubs. In seguito, Chicago e Detroit si affronteranno un'altra volta, nel 1945, e questa volta l'esito fu a favore dei Tigers che vinsero alla settima e decisiva partita. I Cubs non vincono una finale dal 1908 e non partecipano ad una World Series dal 1945. "Maghi e Stregoni, riportate Chicago nelle World Series". I Detroit Tigers furono la prima squadra nell'American League a vincere 3 titoli consecutivi di lega e la prima squadra a perdere 3 finali consecutive. Nel 1907, all'età di 20 anni, Cobb vinse la media battuta con .350, il più giovane nella storia, fino al 1955 quando un altro giocatore dei Tigers, Al Kaline, ottenne il titolo di battuta con .340, ma, Kaline era più giovane di Cobb di appena 1 giorno. Entrambi nacquero nel mese di Dicembre; Cobb nel giorno 18 e Kaline nel giorno 19. La Pesca della Georgia (soprannome di Cobb), vinse la Tripla Corona nel 1909 con .377 di Media, 107 RBI e 9 HR. Il fatto curioso è che i 9 HR furono tutti inside the park. La grandezza di Ty Cobb era un qualcosa che doveva essere vista, e vederla significa ricordarlo per sempre.

FLASH INTO THE 40'


Al Kaline
Tutto iniziò con una lotta al titolo che venne decisa da un lanciatore tanto oscuro e sconosciuto che in seguito non venne nemmeno registrato negli annali del "Baseball Register". La corsa al titolo terminò in entrambe le leghe all'ultimo giorno della regular season. Fu una decade, quella degli anni 40', in cui 11 squadre parteciparono alle World Series. Furono i 10 anni più competitivi nella storia del baseball e non di meno i più spettacolari. Proprio in quel periodo, l'Old Game registrò nelle sue statistiche per l'ultima volta, una media battuta di .400 e un lanciatore che completò più di 35 partite in una stagione. Infine, la cosa più importante che avvenne negli anni 40', fu quella di vedere, per la prima volta nella storia delle Major Leagues, un giocatore di colore posizionarsi in prima base. Fu come l'inizio di un nuovo mondo, una dimensione del gioco mai vista in precedenza. Certo, durante la guerra ci furono momenti in cui il baseball non raggiunse buoni livelli tecnici al punto che non furono pochi i puristi che auspicarono un'interruzione del campionato. Tante furono le superstar che prestarono servizio militare durante la Grande Guerra. Ted Williams, Joe DiMaggio, Hank Greenberg, Bob Feller, Jackie Robinson giusto per citarne qualcuno. Gli Yankees, ancora una volta, presero il volo per affermare una dinastia che sarebbe stata ancora più dominante rispetto agli anni precedenti. Senza uno stop da parte dei Tigers la squadra di New York avrebbe iniziato la decade con una striscia di 5 vittorie stagionali consecutive. Detroit e Cleveland battagliarono fino all'ultimo giorno della regular season del 1940 con i Tigers in vantaggio di una partita. In una disperata ricerca per affrontare Bob Feller che aveva vinto 27 partite quell'anno, il manager dei Tigers, Del Baker fu l'autore di una delle più "disgraziate" decisioni che un manager potesse prendere in situazioni del genere. Affondando le dita nel classico cappello, tirò fuori il nome di Floyd Giebell, un lanciatore destro di 30 anni che aveva vinto 2 sole partite in  quell'anno. Oggi Giebell rappresenta una nota a piè di pagina di un ipotetico "trivia book" oppure potrebbe essere la risposta esatta in un quiz televisivo con la domanda da 1, 2, 3 milioni di dollari. Ebbene, Giebell battè Feller per 1 a 0 e i Tigers vinsero la stagione. Non fu la sua partita più importante della vita, ma fu l'unica partita importante della carriera di Giebell. Infatti da quel momento non sarà più presente in major league. Dall'altra parte gli Indians furono fortunati a trovarsi in una posizione del genere. Il manager Ossie Vitt passò l'intera stagione seminando discordia nella squadra e i giocatori presentarono più volte al presidente, Alva Bradley, una petizione per esonerare il manager. Questa situazione portò all'assurda idea di assimilare la squadra ad un gruppo di bambini piagnucolosi. Il manager venne esonerato a fine stagione. Passarono altri otto anni prima di vedere gli Indians ancora in corsa per il titolo e, ironia della sorte, affrontarono ancora i Detroit. Gli Indians persero una partita con un lanciatore che mai più vincerà un Major League game: Russ Christopher. Quell'anno, il 1948 fu testimone della prima partita di spareggio per il titolo di lega nel corso della storia. Con la sconfitta contro i Tigers all'ultima giornata di stagione, i Boston e Cleveland si trovarono alla pari in classifica e disputarono una partita di spareggio il 3 Ottobre 1948. Cleveland vinse 8 a 3. In seguito gli Indians vinsero le World Series contro i Boston Braves, presentando per la prima volta in assoluto un lanciatore di colore: Satchel Paige. Il 15 Maggio del 1941 Joe Di Maggio iniziò la sua scalata alle 56 partite consecutive con almeno una valida, un record inaccessibile ai giorni nostri, non per difficoltà, ma perchè un talento come "Joltin Joe", è paragonabile al suo record e si traduce in una sola parola: fantascienza. Anche in questa occasione vennero coinvolti i Cleveland Indians perchè furono proprio i lanciatori  di quella squadra a porre fine al record di Di Maggio. Il 17 Luglio a Cleveland di fronte a 70.000 spettatori, i lanciatori Al Smith e Jim Bugby Jr. contribuirono ad uno 0 su 4 ottenuto da Joe il quale nell'intervista di fine partita si mostrò amareggiato non per aver terminato il suo hitting streak, ma per aver perso $10.000, un bonus che gli era stato promesso nel caso avesse raggiunto quota 57, un numero che sarebbe servito come etichetta pubblicitaria da porre sulla confezione del ketchup. Un altra star della decade fu Pete Reiser. Dopo una solida e spettacolare stagione come esordiente, emerse l'anno successivo come il più giovane vincitore della media battuta nella storia della National League. Tante persone che videro Reiser giocare, affermano che sarebbe stato il miglior esterno-centro della storia se solo non avesse avuto una serie di frequenti infortuni. Per coloro che vissero negli anni 40, il ricordo di Reiser svenuto a terra nel prato esterno dopo aver sbattuto il corpo contro il muro di recinzione nel tentativo di effettuare una presa al volo, è nitido e stampato nella memoria. Mentre per i più giovani la figurina con la sua immagine ha assunto una dimensione leggendaria, irraggiungibile. Quanto era bravo Reiser?. Non si può dire, ma senza i continui infortuni il paragone più autentico sembra quello con Al Kaline, che vinse la media battuta a 20 anni per poi non vincerne più a causa di tanti infortuni. "Ho sempre giocato a baseball nell'unico modo che sapevo fare!", dirà più tardi Pete Reiser. Il passato è come un ladro: non porta nulla, ma può rubarti il futuro.

UN ANNO DISPARI


Il 1957 fu un anno dispari. In quell'anno vi fu l'annuncio ufficiale del trasferimento di 2 franchige newyorkesi verso la California. I Giants a S.Francisco e i Dodgers a L.Angeles. Jackie Robinson, nel Gennaio del 1957 ufficializzò il suo ritiro dal baseball. Nello stesso anno Ted Williams vinse la media battuta con .388, Hank Aaron vinse la classifica degli homers realizzandone 44. Stan Musial per la 15esima volta terminò la stagione sopra .300 di media battuta, vincendo nella National League con .351. Nel 1957 i Phillies utilizzarono il primo giocatore di colore (John Irvin Kennedy). Il pitcher Herb Score di Cleveland, venne colpito in pieno volto da una battuta tesa di Mc Dougald che gli procurò diverse
fratture oltre al rischio di rimanere cieco. Mc Dougald dichiarò di voler smettere di giocare. Il 1957 fu un anno dispari. Di sicuro non si è mai visto che un giocatore, arrivato salvo sulla base, inizia a discutere animatamente con l'arbitro e viene cacciato fuori. E' successo nel 1957 a Milwaukee, quando Gran Hamner in scivolata venne giudicato salvo dal direttore di gara. Il giocatore si rialzò e si diresse verso l'abitro protestando e dalla chiamata "Salvo!" ottenne una chiamata "agli spogliatoi!". Nel Settembre del 1957 a Kansas City, il seconda base Bill Graves "sparò" la pallina oltre la recinzione all'esterno sinistro. Invece di compiere l'usuale giro delle basi, Graves fece una scivolata ad ogni base concludendo con un tuffo a casa base. "L'avevo promesso alla mia ragazza!", così disse il giocatore. Nel 1957, una partita White Sox-Yankees venne sospesa per un'ora a causa della pioggia. Un tifoso dei Sox fu portato in commissariato per aver causato una rissa sugli spalti. Dopo aver pagato la multa ritornò allo stadio, ricomprò il biglietto proprio nel momento della ripresa dell' incontro. Il tifoso non perse nemmeno un lancio della partita!. Quando Tom Brewer (lanciatore dei Boston) raccolse un bunt di sacrificio di Bob Lemon dei Cleveland, sentì urlare: "Seconda!..Seconda!". Si girò e tirò la pallina in seconda base eliminando il corridore che stava arrivando in scivolata. La voce era di Eddie Stanky, suggeritore di prima base dei Cleveland!. Successe nella trasmissione televisiva di Frankie Frisch. Conclusa l'intervista con Johnny Logan, interbase dei Braves, Frisch fece il classico annuncio pubblicitario "Questa confezione di Realcreme è per te Johnny", "Grazie", rispose l'interbase dei Braves "Adesso sono pronto per farmi la barba". La Realcreme non era sapone da barba ma bensì brillantina. A Buffalo un commerciante decise di farsi pubblicità offrendo $500 a chi avesse fatto un fuoricampo colpendo la sua insegna posizionata all'esterno destro. Joe Caffie fece un patto con il suo compagno di squadra Luke Easter. "Se uno di noi due lo colpisce, dividiamo a metà". Easter rifiutò dicendo "No, non puoi farlo, non hai la forza. Io posso farlo e non voglio dividere a metà con te". Indovinate un pò?. Qualche giorno più tardi Caffie colpì l'insegna e intascò il premio. Frank Malzone, terza base, esordì con i Boston nel Settembre del 1955 e ricevette il Gold Glove nel 1957, ed era ancora un Rookie!. Fu l'ultimo nell'American League ad ottenere l'Award prima dei 16 consecutivi di un certo Brook Robinson!. Nel 1957 il libro On the Road, di Jack Kerouac fece il giro del mondo. La bibbia della Beat Generation, un viaggio  mistico e psichedelico in macchina attraverso gli Stati Uniti d'America, venne scritto in 21 giorni sul tavolo della cucina di casa di Kerouac su un unico foglio arrotolato. Eh già, il 1957 fu proprio un anno dispari.


RUST IN THE 60'

                                                                      
 Nessun'altra decade nella storia del baseball può offrire una combinazione di ottimi lanciatori e battitori come quella degli anni 60'. Raggruppare un così alto numero di talenti ha permesso a questa decade di essere ricordata come la più prolifica ed una tra le più importanti  e spettacolari decadi di tutta la storia del baseball. In questo decennio i lanciatori hanno fatto registrare la media PGL  più bassa di sempre oltre alla percentuale più alta di strike-out per 9 inning. In un periodo dominato dai lanciatori viene da  chiedersi: "E i battitori?, chissà le sofferenze". Tutt'altro. Gli anni 60' hanno prodotto i più forti sluggers della storia sottolineando l'importanza di una decade senza precedenti. In aggiunta, come in un sogno, viene riconosciuta tale soltanto quando tutto è finito perchè nel momento che lo vivi con entusiasmo non ci si rende conto del periodo storico che si sta vivendo. The beautiful 60', dramma e felicità  di una generazione. La guerra in Vietnam,  l'assassinio di Kennedy,  la contestazione e la protesta nelle strade. "4 dead in Ohio", cantava Neil Young, e Jimi, e Janis, e i Beatles e i Rolling Stones, e Martin Luter King, e l'atterraggio sulla luna, e il libero amore, e i diritti per le minoranze, tutti avvenimenti storici di grande impatto sociale che hanno coinvolto il mondo intero. But not the game of Baseball. Il gioco è permeato da quell'alone di magia che lo difende, e dalla sua capacità di erigere un muro invalicabile alla sofferenza. Un'isola di pace in mezzo ad un oceano rabbioso, un bosco incantato che rassicura e ci avvolge protettivo. Negli anni 60' i giocatori avevano in mente due cose soltanto. La prima riguardava le loro statistiche, perchè era l'unico modo per essere giudicati. Ogni battitore sa che quando sta soffrendo attraverso un 1 su 6, il prossimo turno di battuta rappresenta la differenza tra battere .143 oppure .286. Due su sette è .286 e lo sai dal momento che si corre in prima base mentre la pallina passa in mezzo agli interni. La seconda cosa che i players avevano in mente, e per la quale si  sono consumati, era quella di stendersi con una beautiful chick, una ragazza dei sogni. Donne e giocatori, giocatori e donne, birra e statistiche, numeri e marjiuana, ballparks e hotels. Un viaggio senza fine e senza confini per battere, tirare, fare belle giocate, rubare e scivolare in base e segnare punti. La chiesa del baseball non conosce gli assassinii, la guerra, la protesta. La chiesa del baseball è una religione che non conosce l'inferno e nemmeno il peccato. C'è solo il gioco, e attraverso gli occhi abbiamo potuto ammirare la bellezza dell' OLD GAME negli anni 60' e 70'. I giocatori erano come noi, un pò più bravi. Non avevano corpi artificiali anzi, Aaron era magro, Mays era basso, McLain era un cicciottello che suonava l'organo in chiesa, ed è l'ultimo lanciatore ad aver vinto 30 partite. Il gioco era diverso, migliore, non più di 2 ore a partita con ottimi pitchers and  hitters, niente free-agents, steroidi e big money, dopo tutto è legale rubare nel baseball. Oggi viviamo in un periodo dove uno che batte 280, ha un contratto pluriennale di 50 milioni di dollari. Willie Mays nel 66' guadagnava $100.000, se lui e Mantle giocherebbero oggi, sarebbero i proprietari della  squadra. I forti pitchers degli anni 60' avevano il sangue bollente. Quando un battitore scavava la buchetta nel box per trovare maggiore comodità, ecco che sicuramente arrivava una dritta vicino alle mani oppure alla testa. E come si difendevano i battitori?. Semplice, al lancio successivo piazzavano un bunt verso la prima base costringendo il difensore a raccogliere la palla che poi doveva assistere all'accorrente lanciatore per completare l'eliminazione del battitore. A quel punto al lanciatore, toccando il sacchetto di prima base, gli veniva restituito il favore con una bella pestata da parte del battitore anch'egli in corsa verso la base. Ty Cobb e Jackie Robinson erano maestri in questo genere di vendetta. Un bell'esempio di "occhio per occhio, dente per dente". Nel baseball, se perdoni, non sarai perdonato. Se ti affidi a Dio ti ritrovi col sedere appiattito grazie ad una lunga permanenza in panchina.
Alcuni nomi di giocatori di quel periodo e le loro statistiche:
FRANK ROBINSON.Il primo giocatore a vincere l'MVP in entrambe le leghe.
Durante la decade ha battuto 303, con una media homers di 32, 101RBI e 101 punti segnati
HARMON  KILLEBREW  nella decade ha battuto 393 HR  e 1013 RBI
HANK AARON 308 di media, con 375 HR e 1107 RBI. Il migliore della decade
WILLIE MAYS 10 volte ALL STAR, 350 HR e più di 1000 RBI
ROBERTO CLEMENTE dal 1960 al 1969 MB 328, con una media di 190 valide a stagione, 18 HR e 87 RBI
SANDY KOUFAX media Strikeout per 9 inning di 9.51. The best. 1910 in totale nel decennio
BOB GIBSON 2071 K. 200 strike-out e oltre  per 7 stagioni. Nel 1968 ha ottenuto 1.12 ERA. The best stagionale in tutta la storia
SAM MCDOWELL 9.41 strke-out a partita toccando quota 300 in due stagioni
JIM MALONEY 158OK. Dal 1963 al 1966 registrò una media di 234 k a stagione
BOB VEALE mancino di oltre 2 mt, vinse 100 partite per Pittsburgh e totalizzò 1428 K negli  anni 60'.

La lista si può allungare, aggiungendo Carl Yazstremski (l'ultimo a vincere la tripla corona, al momento in cui scrivo), Juan Marichal, Dick Allen, Don Drysdale, Mantle e Maris, ovvero The 61 race del 1961. Forse non basta dire beautiful, forse è meglio dire The Wonderful 60'. Non nel nome del sentimento o della nostalgia, ma nel più assoluto pragmatismo. Niente confini o soffocanti restrizioni, ma un nuovo e costante nutrimento e legame tra il gioco e i suoi seguaci, non l'occhio della cinepresa ma la totale visione del tempo passato e del tempo a venire. Mentre l'estate del 68' si allontanava dai campi, la temperatura e il fresco autunno si presentarono puntuali per sussurrare a tutti The Last Waltz, l'ultimo mese prima del Post Season. Nonostante tutto, la linea di mercurio segnava ancora "alte temperature" sottolineando che i bracci dei lanciatori erano ancora caldi e pronti a congelare le mazze dei battitori. Erano i migliori lanciatori della decade, in quella che fu considerata la decade dei lanciatori. Intanto si andava avanti tra una shutout e un'altra. I lanciatori dominavano letteralmente sui battitori al punto che a metà stagione nell'American League non ci fu un battitore di ruolo con la media di .300. Gli equilibri dell'OLD GAME sono forse saltati?. L'armonia tra il lancio e la battuta sono stati gravemente compromessi?. Critiche, polemiche e tante discussioni si sono mescolate nella ricerca di trovare una soluzione. È già successo nel corso degli anni di assistere a cambiamenti strutturali del gioco. Palline più leggere, distanza monte-casa base spesso rivalutata in termini di misura. Per non parlare dell'altezza del monte di lancio, anch'essa soggetta a cambiamenti. Qualche anno fa, per soddisfare l'esigenza di accorciare i tempi della partita venne incrementata la parte verticale della zona di strike. Harry Walker, il miglior hitting-coach del tempo, diceva che nelle Little League non facevano allenamenti di battuta a sufficienza. Sam Byrd, esterno degli Yankees, crede che gli swings vengono eseguiti soltanto con i polsi. I battitori usano poco il corpo. Frank Lane dei Baltimore dice che l'innalzamento del monte (15 inches) ha dato un grosso vantaggio ai lanciatori. Infatti dall'alto la pallina arriva più veloce. Walter Alston (Dodger manager) invece pensa che il problema risiede nell'aspetto scouting. E' piu' facile giudicare un lanciatore piuttosto che un battitore. Leo Durocher, che ha sempre detestato gli arbitri, trova in questo dibattito una buona occasione per colpevolizzare i direttori di gara, affermando che è loro la colpa. I lanci vicino alla zona erano giudicati strikes e i battitori per forza di cose giravano parecchi lanci fuori da quella zona. La ricerca della battuta lunga piuttosto che il fare un buon contatto con la pallina, ha ulteriormente degradato l'immagine e le prestazioni dei battitori. Un altro aspetto sono le difese, più attrezzate sia in termini di materiale (guanti) sia in termini di giocatori, decisamente migliori rispetto agli anni passati. In questi anni i lanciatori hanno una varietà di lanci maggiore e buon controllo, quindi il battitore può aspettarsi qualsiasi tipo di lancio in qualsiasi conteggio. Difficilmente un battitore affronta un lanciatore stanco perchè al minimo segnale di affaticamento, il manager lo sostituisce con un lanciatore fresco. Non è una novità che se uno batteva .300 anni fa, oggi raggiungerebbe quota .250 oppure se va bene .275. Dopo tutto non c'è una grossa differenza: ad esempio su 400 turni ufficiali di battuta, uno che batte .250 realizza 100 valide. Sono solo 20 valide in meno per raggiungere quota.300. Ma non è facile. I lanciatori sono specializzati imparano a lanciare con controllo e al massimo. Sono consapevoli che hanno il supporto dal bullpen con i suoi lanciatori di riserva. Il battitore invece è costretto ad aggiustarsi repentinamente contro un lanciatore di riserva. I lanciatori sono super osservati dalle Minors fino alle Majors. I battitori sono lasciati a loro stessi e trovano eventuali suggerimenti parlando fra di loro. Hank Aaron una volta telefonò a Stan Musial per avere un consiglio sulla battuta. "Keep swinging", disse Musial al telefono. Le cose andavano così. Il primo hitting coach fu Wally Moses nel 1958. E' forse la battuta un'arte che non si puo' insegnare?. O forse il tecnico deve avere un approccio Maieutico e Socratico?, come avveniva nell'antica Grecia, l'insegnamento era basato sulle domande e non sull'apprendimento nozionistico. L'aiuto e la conseguente crescita sapienzale si nascondeva nelle risposte a quelle domande. Oppure è necessario essere talenti e quindi non aver bisogno di lezioni?. Yastrzemski ebbe un'ottima stagione nel 1967 dopo i consigli di T.Williams. Matty Alou riconobbe l'importanza  del suo coach per essere migliorato in battuta. Joe di Maggio ebbe un impatto notevole sui battitori di Oakland. Ralph Kiner uno dei più forti della storia, è convinto che i battitori devono prendersela solo con se stessi. Dice che sono pigri e non hanno voglia di fare extra BP. "Ho passato ore ed ore con Paul Waner a fare tanto BP extra. Se i Lanciatori migliorano, e sono ben supportati dai tecnici, i battitori devono fare lo stesso". Hank Greenberg sottolinea l'aspetto importante dell'extra battuta, "Di più è meglio. Come facevano Williams, Foxx, e tutti i grandi battitori dell'epoca. L'unico battitore che conosco e che non ha mai fatto extra BP  è  J.DI Maggio. Ma per lui è diverso, considerando ciò che ha fatto in campo", conclude Greenberg: "La battuta è un'arte e come tale va sempre migliorata". La battuta è ritmo, il lancio è contro il ritmo.