Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".
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martedì 10 novembre 2009

IL TEAM DI PINO TRIDENTI


Era il 1973 e un gruppo di amici, appassionati di baseball e frequentatori della Taverna degli Artisti (o era la Caverna degli Autisti...non ricordo), sfidò i frequentatori dello Chez Vous, locale contiguo, ad una partitella. Che accozzaglia di elementi si fece avanti!. Un tale Geppe Anelli, detto Yeti, professore di Inglese, e bi-laureato, oggi stimato architetto si offrì come catcher..mancino, tale Nestore Crocesi, purtrppo mancato qualche anno fa, massiccio gestore di bar e ristoranti, si offrì come mazza di primordine ed esterno sinistro, Piero Spina, avvocato,avrebbe giocato in qualunque ruolo se solo il braccio gli avesse permesso di assistere dalla secona alla prima senza tagli, Daniele Ciotti, detto Corvo, albergatore, si propose come shortstop, a patto che nel guanto ci fosse una taschina per la spazzola con cui sistemarsi i capelli dopo ogni assistenza, Pino Tridenti, (il sottoscritto) avrebbe fatto carte false per giocare in diamante, ma spedito all'esterno centro perché dotato di buon braccio e aveva l'agilita di un rinoceronte caduto in una pozza di fango, Torquato Tristani, detto Tasso, oggi avvocato, era un pitcher con una discreta varietà di lanci ma una statura che lo faceva sembrare in una buca anziché sul monte di lancio, Claudio Tonelli, detto Mago, oggi ingegnere, era uno dei pochi che aveva già giocato in una squadra giovanile, Paolo Anelli detto la Vecchia, già allora avvocato, prima di lanciare faceva un movimento con la testa, quasi girandola per guardare indietro con il risultato che già durante il riscaldamento faceva presagire il peggio e poi c'era Aurelio Girelli, Penzi, Alfredo Lisi, detto Porno (chissà poi perché!) e Chopper, nato come portiere e tramutato in terza base. Non avevamo una divisa e ognuno si era arrangiato a trovare qualcosa in prestito o in qualche negozio di articoli sportivi.


Oddio non è che fosse un gran vedere ma ci sembrava di avere, tutto sommato un aspetto da ball players consumati anche se un pò originali. E a propostito di originalita citerei come autentico campione l'esterno destro: sfoggiava un berretto autentico dell'Afrika Korps. La partita, con il senno di poi non fu bellissima per la pochezza degli avversari ma la gente si divertì lo stesso, soprattutto con gli sfottò e per alcune perle in campo. Mi ricordo di una volata presa dall'esterno destro (sempre lui il compianto Nestore). Era tanta la soddisfazione di aver fatto l'eliminazione che si guardava intorno sorridendo beato e tenendo il guanto alzato come un trofeo...senza rilanciare la palla beninteso. E intanto i corridori sulle basi fecero il loro dovere ed entrarono i pochi punti dei nostri avversari. La sfida si giocò nell'odierno stadio dei Pirati con addirittuta una colonna sonora che con la voce di Khalil (fornitore abituale di colonne sonore per artiste di night club, si insomma... spogliarelliste!), che annuciava in francese con sottofonde musicale in stile grande evento sportivo americano: "Bienvenù a tous les amateurs de ce sport formidable!", del resto Khalil era Libanese e quindi o faceva l'annuncio in francese, (lingua prediletta delle vedette internazionali che frequentavano il suo studio), oppure lo faceva in arabo e ancora in meno lo avrebbero capito. Il pubblico, (saranno stati quasi venti), tutti avventori dell'uno o dell'altro bar, partecipava con sberleffi e incitamenti ed alla fine la sfida si concluse con la nostra vittoria per 16 a 3. Sulle ali dell'entusiasmo, di lì a poco fondammo il Malatesta Baseball e ci iscrivemmo al campionato di serie C.

                                                            Pino Tridenti