Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".
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sabato 4 ottobre 2014

MUSIC IS LOVE

Music is Love. Con questo brano David Crosby esordì nel 1971 per dare inizio ad una luminosa carriera artistica come musicista, compositore e membro del gruppo che comprendeva gli amici, Stills, Nash e Young. Baseball is Love, con queste parole Hank Aaron iniziò la sua lunga carriera in MLB per essere incoronato, 20 anni dopo, Home-Run King. Fu il primo a battere l'intoccabile record dei fuoricampi in carriera di Babe Ruth nell'Aprile del 1974 (qui). La Musica è ritmo, e il Baseball è ritmo. Senza ritmo non c'è musica. Senza ritmo non c'è la danza prima del lancio e non c'è il soundcheck prima della battuta. Bernie Williams lo sa. Lui ama il baseball, ma ancor di più ama la musica. Cresciuto a Portorico, all'età di 8 anni Bernie rimase affascinato dal sound della chitarra latina ancor prima di ascoltare il sound della pallina contro la mazza. Non passò molto tempo e il giovane Williams dovette condividere l'emozione di imbracciare la chitarra con quella di stringere una mazza da baseball. Frequenta la Arts School Escuela Libre de Musica facendo notare, nonostante la giovane età (13 anni), la sua inclinazione e la sua sensibilità artistica. Ma Williams catturò l'attenzione anche per le sue doti atletiche facendo registrare alcuni records nel Track and Field tra cui i 400mt-piani. A 17 anni, il giovane artista-atleta ottenne il suo primo contratto con i New York Yankees e Bernie Williams portò la sua passione per la musica in quel di Albany, squadra di Minor League di AA. Tuttavia, quella passione non si fermò nel capoluogo dello stato di New York e nel 1991, le note della chitarra di Bernie Williams si udirono nel Bronx, in particolare in quello stadio, lo Yankees Stadium, la cui storia scritta annovera pagine indimenticabili del Baseball Americano. Nei 16 anni di carriera, Williams ha vinto 4 World Series, ha partecipato a 5 edizioni della All Star Game, ha ottenuto 4 Gold Glove, MVP nel 1996 e Batting Title nel 1998. Lo Switch-Hitter chitarrista è nelle prime posizioni in ogni compartimento d'attacco nella storia degli Yankees affiancando il suo nome ad illustri Hall of Famers come Ruth, Gerhig, Mantle e Di Maggio. Bernie Williams è primo in assoluto nella storia del Baseball con 80-RBI nel Postseason.
La luminosa carriera sportiva di Bernie non ha intaccato minimamente il suo love for the music. Insieme a mazza e guantone, la chitarra, acustica o elettrica, come fedele compagna, è sempre stata presente nella camera d'albergo, sui voli d'aereo durante le trasferte e negli spogliatoi. Williams non perdeva mai un'occasione per poter esibire il suo talento artistico. Le sue giornate trascorrevano tra una volata di sacrificio, una grounder, un pattugliamento al centro esterno e un assolo o un accompagnamento con la sei corde. Se ancora, la carriera sportiva non è da Hall of Famers, altrettanto non si può dire della sua carriera artistica. Lo sport finisce, l'età ne traccia i confini e il tempo che passa annuncia l'ora di appendere il guantone. Ma l'amore per la musica non finisce, anzi, cresce proprio col passare del tempo, incapace di invecchiare, il giusto fertilizzante in un mondo arido e deserto. Bernie lo sa, e nel 2003 realizza la battuta più importante della sua vita. Firma un contratto con la casa discografica di Paul McCartney: MPL Communications. Disse l'ex Beatles: "Ascoltai la sua musica e ne rimasi profondamente colpito". L'uscita dell'album The Journey Within porta Bernie Williams in cima alle classifiche musicali di Bilboard Contemporary Jazz Chart. Il disco è una perfetta miscela di jazz, rock e ritmi tropicali dove Bernie esibisce accuratezza e precisione nell'eseguire i suoi riffs di chitarra. Ogni brano è ben arrangiato per fornire un ascolto piacevole e rilassante. Come ha affermato Bernie Williams, ogni canzone è un ritaglio di vita vissuta, l'elogio della terra nativa dove emerge il suo feeling per il sound tropicale. Il former Yankees centerfielder si spinge ancora più in alto nel suo percorso musicale con il rilascio del secondo album Moving Forward. Alla realizzazione del disco si uniscono leggende della musica contemporanea come Bruce Springsteen, Jon Secada, Dave Koz e una nuova band di supporto The B. Williams Quartet con rinnovati musicisti di studio. Moving Forward si è posizionato al 2° posto nella Billboard Contemporary Jazz Album mantenendo la posizione per 5 anni consecutivi. I singoli Go for It e Ritmo de Otono si piazzarono al primo posto nella Billboard singles. Infine, Moving Forward ha ricevuto il Latin Grammy Award come miglior album strumentale nel 2009. Bernie Williams e il suo Quartet si esibiranno a fine mese al Dominican College NY. con la presenza del Grammy Award Winner Gil Parris, un grande chitarrista Rock-Blues e Jazz. Anche Paul Simon è stato ospite in uno dei concerti di Bernie Williams. Il duo si è esibito in una rivisitata versione di Mrs Robinson. "È stato l'unico momento della mia vita dove ho giocato al centro esterno", commenta Paul Simon prima dell'esecuzione del brano. (Joltin' Joe has left and gone away. Qui)
 Bernie Williams è co-autore del libro Rhythms of the Game: The Link Between Music and Athletics Performance uscito nel 2011. Il libro esamina l'aspetto simbiotico che intercorre tra la musica, l'arte e le prestazioni atletiche attraverso gli occhi di uno che, come Bernie, è riuscito ad eccellere in entrambi i settori. Il Baseball è uno sport dove il lancio curvo è un'illusione ottica, la screwball può essere un lancio oppure una persona, rubare è legale e puoi sputare dappertutto eccetto sulla faccia degli arbitri. Per Bernie Williams il Baseball è semplicemente Music, Music is Love.

Put on your colors and run come see
Everybody's sayin' that music's for free
Take off your clothes and lie in the sun
Everybody's sayin' that music's for fun
          D. Crosby 1971

Il sito ufficiale di B. Williams

lunedì 2 luglio 2012

BOB DYLAN

Se il Baseball è il gioco più bello del mondo, non dico nulla di nuovo, ormai è "oro colato" soprattutto se si tiene in considerazione il detto che "Dio creò il baseball, ma si rese conto che era un gioco troppo intelligente, e allora creò il calcio". Un giocatore con la sua canzone, che si tratti di andare sul monte o nel box di battuta, può fornire un'immagine particolare di se stesso. L'associazione del ritmo musicale alla cadenza con la quale entrano in azione i players è uno stimolo all'immaginario collettivo per creare una sorta di "eroe" che, con un lancio o una battuta darà la vittoria alla propria squadra. La musica, si sa, ha il potere di stimolare le nostre emozioni, di farci vivere intensamente un qualsiasi avvenimento sia sportivo che artistico. Basti pensare a quel capolavoro cinematografico come "C'era una volta in America" dove la colonna sonora di E. Morricone e il "flauto di Pan" del maestro George Zampfir, hanno toccato profondamente la sensibilità di tutti coloro che hanno assistito alla proiezione del film. Allo stesso modo, così è nell'Old Game, dove uno "stacco musicale" aiuta a "pompare" la situazione di gioco e ad innalzare il grado emotivo e il coinvolgimento dei tifosi. Per molti atleti è semplicemente il brano personale favorito, ma quando si parla dei migliori giocatori di baseball, tuttavia, possiamo davvero attribuire a loro una canzone ben precisa. Tutti gli appassionati degli Yankees, e molti altri sanno, ad esempio, che Mariano Rivera e Metallica vanno di pari passo. Sono tanti i giocatori che hanno una canzone preferita ogni volta che entrano in azione. Ecco altri esempi:
Ryan Spilborghs(Texas)         "Livin' on a Prayer"             Bon Jovi
Dustin Ackley(Seattle)            "Simple Man"                      Lynyrd Skynyrd
Josh Johnson(Marlins)    "Down with the Sickness"           Disturbed
Gordon Beckham(CWS)     "Seek and Destroy"                 Metallica
Anthony Rizzo(Cubs)               "Can't Stop"                        Red H.Chili Peppers
Paul Konerko(CWS)       "Harvester of Sorrow"                Metallica
Nyjer Morgan(MIL) "Wanna Be Starting Something"       M.Jackson
Jared Burton(Twins)     "Bad to the Bone"                         G.Throgood
Mark Teixeira(NYY)      "I Wanna Rock"                            Twisted Sister
Tim Lincecum(Giants)    "Light my Fire"                           The Doors
Trevor Cahill(ARZ)      "White Rabbit"                               Jefferson Airplane
Chase Utley(Phila)      "Kashmir"                                       Led Zeppelin
Jonathan Broxton        "Iron Man"                                     Black Sabbath
Chipper Jones(Atl)      "Crazy Train"                                  Ozzie Osborne
Joakim Soria(KC)        "Welcome to the Jungle"                Guns N'Roses
Mariano Rivera(NYY)     "Enter Sandman"                       Metallica

Ci sono tante altre canzoni. Vale la pena di ricordare anche "Wild Thing" di J.Hendrix, che in passato è stata associata al lanciatore mancino M.Williams (Cubs, Phillies) e che troviamo anche nel film tragicomico "Major League", con C.Sheen, T.Berenger, W.Snipes. Il forte legame che intercorre tra il baseball e la musica è stato, e lo è ancora, rafforzato dalla presenza di tantissimi musicisti di ogni genere che si sono cimentati nel primo lancio inaugurale della gara, oppure cantando l'inno nazionale americano. Tra le più belle e incantevoli presenze voglio ricordare quella di Ray Charles in occasione delle World Series del 2001 tra Yankees e Arizona dove il leggendario Ray cantò la superba "America the Beautiful". Paul Simon cantò l'addio di Joe Di Maggio con la sua presenza al vecchio Yankees Stadium intonando la famosa canzone "Mrs. Robinson". Nel 1970 i Jackson 5 cantarono l'inno americano come introduzione alle World Series tra Cincinnati e Baltimore. In quel periodo faceva parte del gruppo canoro un 12enne di nome Michael Jackson che diventerà in futuro una delle stars più acclamate del mondo intero. Proseguendo sull'onda delle melodie, troviamo tanti artisti che hanno dedicato almeno una canzone al caro e "Vecchio Gioco". Anche qui la lista è pressochè infinita ed è quasi impossibile farne un elenco completo. Tra le più importanti e famose, troviamo "Take me out to the Ballgame", il vero inno del baseball. La canzone fu scritta nel 1908 da Jack Norworth e Albert Von Tilzer che, guarda caso, al momento della scrittura del brano, non avevano mai visto una partita di baseball. La fama di questa canzone è diventata planetaria perchè da quel 1908 ai giorni nostri (e futuri) viene intonata ad ogni partita all'inizio della settima ripresa. L'annuncio dello speaker coinvolge tutto il pubblico presente, il quale si alza in piedi e comincia a cantare. Anche in questo caso, rimangono famose al Wrigley Field di Chicago le "performances" di due grandi artisti della scena rock mondiale. Si tratta di Ozzie Osborne (Black Sabbath) e Eddy Vedder (Pearl Jam) entrambi in compagnia di quel grande speaker di nome Harry Caray (deceduto nel 1998 a 83 anni). I tifosi presenti ricorderanno che i due artisti non fornirono una buona prestazione canora avendo entrambi gradito la compagnia di Caray deliziata da un numero considerevole di birre. Lo stesso vale per Alice Cooper, vero demonio del rock nella sua performance a Kansas City.
G.Brett _ Alice Cooper
Tra le singole canzoni dedicate al baseball e pubblicate, troviamo la famosa "Centerfield" di John Fogerty, che appare nell'album del 1985 con l'omonimo titolo. "Glory Days" di Bruce Springsteen dall'album "Born in the U.S.A" del 1984. "All the Way" un singolo di E.Vedder scritto nel 2007. "Say Hey" cantata dal gruppo "The Treniers", un classico "swing" degli anni 50 dedicato a Willie Mays. "Talkin' Baseball" cantata dal folk-singer Terry Crashman nel 1981. "Tessie" cantata dai Dropkick Murphys. Nel 2004 questo gruppo "punk-rock" fece una versione del brano datato 1904 al quale parteciparono anche Johnny Damon, Bronson Arroyo e Lenny DiNardo, giocatori dei Boston Red Sox. "Cheap Seats" cantata dagli Alabama, celebre "country-rock" band, è stata registrata nel 1993. "Joltin' Joe DiMaggio" eseguita da Les Brown Orchestra nel 1941. "Right Field" di Peter Paul and Mary, brano del 1960 che parla dell'importanza di quel ruolo difensivo. "The Greatest" di Kenny Rogers del 1998, una tenera melodia dei sogni di un bambino. "Subway" cantata da Jim Nuzzo, sottovalutato cantautore della scena newyorkese. "Stan The Man" di Dennis Massa, un tributo al forte esterno di St.Louis. "Third was the Fence" di Michael J. Hays dall'album "Home Grown" del 1970. Michael Franks col brano "Baseball" del 1980 dall'album "One Bad Habit". Trace Adkins con la famosa "Swing" dall'album "Dangerous Man" del 2006. Un altro brano simpatico è stato scritto da Joe Pickering Jr. dal titolo "All I want for Christmas is the Yankees to lose" cantato da Phil Coley. Stupenda anche "There used to be a Ballpark" del 1973 cantata da Frank Sinatra, una dedica all'abbattimento dell'Ebbets Field di Brooklyn. Steve Goodman, noto cantautore dell'Illinois, ha scritto numerosi brani dedicati ai Cubs di cui era un grande tifoso.

Dopo questa generale panoramica, vorrei sottolineare due brani molto interessanti. Il primo non è mai apparso in una discografia ufficiale. Si tratta di "Catfish" del 1975 cantata da Bob Dylan inserito in un bootleg del 1991. Il brano "country-blues" è dedicato a James Hunter, il forte lanciatore degli A's che venne ceduto ai New York Yankees. Ecco il testo:

Lazy stadium night / Catfish on the mound.
"Strike three," the umpire said. / Batter have to go back and sit down.
Catfish, million-dollar-man. / Nobody can throw the ball like Catfish can.

Used to work on Mr. Finley's farm. / But the old man wouldn't pay
So he packed his glove and took his arm / An' one day he just ran away.
Catfish, million-dollar-man. / Nobody can throw the ball like Catfish can.

Come up where the Yankees are. / Dress up in a pinstripe suit,
Smoke a custom-made cigar, / Wear an alligator boot.
Catfish, million-dollar-man, / Nobody can throw the ball like Catfish can.

Carolina born and bred, / Love to hunt the little quail.
Got a hundred-acre spread, / Got some huntin' dogs for sale.
Catfish, million-dollar-man, / Nobody can throw the ball like Catfish can.

Reggie Jackson at the plate / Seein' nothin' but the curve,
Swing too early or too late / Got to eat what Catfish serve.
Catfish, million-dollar-man, / Nobody can throw the ball like Catfish can.

Even Billy Martin grins / When the Fish is in the game.
Every season twenty wins / Gonna make the Hall of Fame.
Catfish, million-dollar-man, / Nobody can throw the ball like Catfish can.

                                                           TRADUZIONE

Notte pigra allo stadio / Catfish sul monte.
"Strike tre", l'arbitro ha detto, / Il battitore torna indietro a sedersi.
Catfish, un milione di dollari-man, / Nessuno può lanciare la palla come Catfish.

Abituato a lavorare nella fattoria di Mr.Finley
Ma il vecchio non voleva pagare / Così ha confezionato il guanto e il suo braccio/
e un giorno se n'è andato.

Catfish, un milione di dollari-man, / Nessuno può lanciare la palla come Catfish.
Vieni dove sono gli Yankees, / Vestito con un completo gessato,
Fumi un sigaro su misura, / con stivali di alligatore.

Catfish, un milione di dollari-man, / Nessuno può lanciare la palla come Catfish.
Nato e cresciuto in Carolina, / con l'amore per la caccia alle quaglie.
Hai una distesa di centinaia di acri, / e cani da caccia in vendita.

Catfish, un milione di dollari-man,
Nessuno può lanciare la palla come Catfish.
Reggie Jackson al piatto / vede solo la curva,

Gira la mazza troppo presto o troppo tardi
Deve mangiare quello che Catfish gli serve.
Catfish, un milione di dollari-man.

Nessuno può lanciare la palla come Catfish.
Anche Billy Martin sorride / Quando Catfish è nel gioco.
Ogni stagione vince 20 partite / e sarà nella Hall of Fame.

Catfish, un milione di dollari-man,
Nessuno può lanciare la palla come Catfish.

Il secondo brano, anch'esso interessante è "Say it ain't so Joe". La canzone fu scritta nel 1975 da Murray Head, un cantante e attore inglese. Murray Head diventò famoso con "Superstar", brano dell'album concept originale "Jesus Christ Superstar" del 1970. Infatti fu lui ad interpretare Giuda Iscariota. Ian Gillan (Deep Purple), sostenne la parte di Gesù Cristo. "Say it ain't so Joe" sono le parole di un bimbo che aspettò Joe "Shoeless" Jackson all'uscita del tribunale in occasione del processo riguardante il famoso "Black Scandal" dove i Chicago "vendettero" le World Series del 1919 ai Cincinnati. L'esito di quel processo fu la squalifica a vita di 8 giocatori di Chicago da parte del giudice M.Landis. Ancora oggi ci sono lati oscuri per quanto riguarda il coinvolgimento del leggendario "Shoeless". Tenendo conto che terminò le finali con una media battuta di .375, furono in molti a credere all'innocenza di Joe Jackson. Ad ogni modo il brano, a parte il titolo, non sembra collegato alla vicenda di "Shoeless" anche se qualche strofa lo confermerebbe. Lo stesso Murray non fornisce nessuna indicazione e molti critici musicali affermano che la canzone è un chiaro riferimento allo scandalo del "Watergate" dove fu coinvolto il presidente americano R.Nixon. Vale la pena inserire il brano (fra l'altro molto bello), tra le "hit" dedicate al baseball perchè "Say it ain't so Joe" è tutt'ora una delle frasi più famose di tutta la storia dell'Old Game. Roger Daltrey, cantante del gruppo rock "The Who" ne fece una cover nel suo album "One of the boys" del 1977. Anche Gary Brooker, fantastico tastierista del gruppo "Procol Harum", ne fece un singolo nel 1979. Un duo francese, Nolwenn Leroy et Pascal, in occasione di un concorso canoro avvenuto in Francia, esibirono una loro personale interpretazione del brano. Ecco il testo di "Say it ain't so Joe":

Say it ain't so, Joe please / Say it ain't so
That's not what I want to hear Joe and I've got a right to know.

Say it ain't so, Joe please / Say it ain't so
I'm sure they're telling us lies Joe please tell us it ain'tso.

They told us that our hero has played his trump card
He doesn't know how to go on.
We're clinging to his charm and determined smile
But the good ole days are gone.

The image and the empire may be falling apart
The money has gotten scarce.
One mans word held the country together
But the truth is getting fierce.

Say it ain't so, Joe please / Say it ain't so
We pinned our hopes on you Joe and they're ruining our show.

Say it ain't so, Joe please / Say it ain't so
That's not what I want to hear Joe please tell us it ain't so
Say it ain't so, Joe please/Say it ain't so
I'm sure there telling us lies Joe and I've got a right to know

They told us that our are hero has played his trump card
He doesn't know how to go on.
We're clinging to his charm and determined smile
But the good ole days are gone.

The image and the empire may be falling apart
The money had gotten scarce
One mans word held the country together
But the truth is getting fierce.

Say it ain't so, Joe please / Say it ain't so
That's not what I want to hear Joe and I've got a right to know
Say it ain't so, Joe please/Say it ain't so
They keep on telling us lies Joe please tell us it ain't so

Say it ain't so/Say it ain't so
Cause I've got a right to know

       TRADUZIONE

Dimmi che non è vero, ti prego Joe
Dimmi che non è vero
Non è quello che voglio sentire Joe, ho il diritto di sapere.

Dimmi che non è vero, ti prego Joe
Dimmi che non è vero
Sono sicuro che ci stanno dicendo bugie Joe, ti preghiamo di dirci che non è così

Ci hanno detto che il nostro eroe ha giocato la sua carta vincente
Non sa come andare avanti.
Siamo aggrappati al suo fascino e al sorriso determinato
Ma i bei tempi se ne sono andati.

L'immagine e l'impero stanno cadendo a pezzi
Il denaro è diventato scarso.
La parola di un uomo ha tenuto insieme il paese
Ma la verità è uscita feroce.

Dimmi che non è vero, ti prego Joe
Dimmi che non è vero
Le nostre speranze sono su di te, Joe
e loro stanno rovinando il nostro cammino.

Dimmi che non è vero, ti prego Joe
Dimmi che non è vero
Sono sicuro che ci stanno dicendo bugie Joe, ti preghiamo di dirci che non è così
Dimmi che non è vero, ti prego Joe
Dimmi che non è vero
Sono sicuro che Joe ce lo dirà e io ho il diritto di sapere

                                                                 RUTH IN ROCK

Babe Ruth è musica rock. Non è soltanto il nome del leggendario "Bambino" degli Yankees, ma è anche stato il nome di un gruppo musicale attivo principalmente durante gli anni 70'. I musicisti erano originari di Hatfield, Hertfordshire, Inghilterra. Il loro sound tipicamente rock è stato caratterizzato anche da un buon impasto sonoro con l'aggiunta di momenti acustici delineati da strumenti a fiato. La voce di Janita (Jenny) Haan assieme ai riff del chitarrista-fondatore del gruppo, Alan Shacklock, hanno permesso alla band di avere un grande successo commerciale in Nord America più che in patria. Certo, Babe Ruth è molto conosciuto negli States più che in Inghilterra dove  nomi come "George Best" oppure "Kevin Keegan" sarebbero stati più appropriati ad un gruppo musicale inglese. C'è da aggiungere che la scena pop-rock di quel periodo (sempre in Inghilterra) era dominata dai supergruppi come i Beatles, i Led Zeppelin, i Deep Purple...ecc, ed il ruolo dei "Babe Ruth" era quello di gruppo di apertura dei concerti delle grandi star. Ma l'uscita del primo album chiamato "First Base" diede l'opportunità alla band di farsi notare all'estero, in particolare in America e in Canada dove il vinile ottenne l'onoreficenza di "Disco d'Oro". Nonostante il risultato incoraggiante, il gruppo soffrì parecchie tensioni all'interno che provocarono una continua alternanza dei suoi componenti. In tutto i musicisti realizzarono 6 album e intrapresero un "reunion tour" di grande successo in Canada nel luglio 2010 all'Ottawa Bluesfest Metropolis di Montreal e al Festival International du Blues De Tremblant. Da notare nell'album "First Base" una rielaborazione rock del tema musicale, composto da Ennio Morricone, del film "Per qualche dollaro in più". È il caso di dire che "Babe Ruth" non ha fatto homers all'inizio, ma in molti hanno apprezzato le qualità artistiche dei musicisti del gruppo...e l'homer della vittoria alla fine è arrivato!
Jenny (Janita) Haan: voce
Dave Hewitt: basso e voce
Dick Powell: batteria e percussioni
Dave Punshon: piano elettrico e pianoforte
Alan Shacklock: chitarre, organo, percussioni e arrangiamenti d'archi