Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".
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sabato 30 marzo 2013

SATCHMO

Louis Armstrong fu un grande appassionato di baseball, un sentimento che crebbe durante tutta la sua vita. Il leggendario trombettista fece un elenco dei suoi giocatori preferiti: Jackie Robinson, Pee Wee Reese, Gil Hodges e Duke Snider, tutti appartenenti alla squadra dei Brooklyn Dodgers. Successivamente finì per diventare tifoso degli Yankees. Ha praticato l' Hardball frequentando innumerevoli Ballparks americani. La sua presenza fu sottolineata nel Game-5 delle WS del 1969, quando i Mets conquistarono il primo titolo della franchigia. Quella di Armstrong fu una storia d'amore sportiva che ebbe inizio durante la sua infanzia. Nel libro, Louis Armstrong: Una vita sregolata, Laurence Bergreen racconta che ogni volta che la  squadra del prodigioso jazzista, i Black Diamonds, giocava vicino al Cimitero McDonald, i giocatori interrompevano la partita per rendere omaggio alla marcia funebre di passaggio e Satchmo con la sua tromba riempiva il silenzio con una struggente melodia. Una volta il corteo funebre si fermò e i presenti si misero a piangere, toccati profondamente nel cuore dal suono di quella tromba. La passione di Armstrong per l'Old Game fu talmente intensa che, nei primi anni '30 a New Orleans, diventò proprietario di una squadra, The Secret Nine, procurando ai giocatori le più belle divise, bianchissime, mai viste sugli spiazzi terrosi, i sandlots della Big Easy.

Il ruolo di Satchmo come proprietario di una squadra di baseball venne consolidato durante l'estate del 1931, quando tornò a Crescent City per quello che fu un trionfo del suo Tour di concerti durato tre mesi. Fece tappa a San Raimondo Park di fronte a 1.500 tifosi dove erano in programma due partite nelle quali si affrontarono 4 squadre diverse. Una delle due gare vedeva la squadra di Armstrong, i Secret 9, che dovevano affrontare una squadra composta da atleti semi-professionisti: The Melpormene White Sox. Un articolo apparso sul settimanale Louisiana, annunciò l'arrivo di Armstrong allo stadio. "Hey, ragazzi!, stanno dicendo che il Mago della tromba sarà là fuori, sulle tribune per tifare i suoi Misteriosi, pronti a giocare come fa il Diavolo con le vostre anime". Questo fu l'annuncio apparso sul quotidiano il 22 Agosto 1931. La presenza di Armstrong sulle tribune rappresentò un irresistibile richiamo per tutta la comunità locale, in particolare per quella afro-americana. Appena la notizia fu resa nota, tutti quanti accorsero allo stadio in preda ad eccitazione ed entusiasmo per la presenza di Satchmo. In seguito, lo stesso Jazzista dirà in un'intervista, che le sue apparizioni agli stadi non gli permettevano di godere in pieno lo spettacolo offerto dalle partite di baseball perchè veniva letteralmente assalito dai tifosi e dai cacciatori di autografi. Solo più tardi i tifosi capirono che il grande jazzista non era sulle tribune, ma fece la sua apparizione in campo per l'inaugurale lancio della pallina. La giornata si concluse con una terza partita di baseball ed un pic-nic assieme a tutta la comunità. Secondo il giornale, Louis Armstrong e la sua coppia di guardie del corpo, Cook 'Professor' e 'Little Satchel Mouth' Joe Lindsey, si cimentarono in una sorta di baseball-show. Armstrong sul monte di lancio, Lindsey a battere e Cook a ricevere. Al primo lancio di Satchmo, Lindsey rispose con un goffo swing della mazza e Cook, per attirare il pubblico, con una mossa del braccio fece cadere a terra il guantone e la pallina colpì la maschera appena sopra il naso. Lo show continuò per altri due lanci e si concluse con la chiamata del terzo stee-rikes! a favore di Armstrong. Il pubblico gradì quella scenetta finale e la giornata si concluse con uno strike-out, così come erano terminate le partite. I Secret 9 di Armstrong non furono una grande squadra e poco si sa di loro perchè anche i giornali non offrirono ampie notizie a riguardo. Vennero spesso snobbati dalla stampa ed ogni volta che giocavano, l'attenzione era focalizzata sulle divise bianco-luccicanti che indossavano i giocatori. Questi ultimi, non scivolavano nemmeno sulle basi per non sporcarle. Talvolta, la stampa sottolineava i Secret 9 col nome di Ordine Misterioso, tenendo fede alla cultura esoterica dilagante in uno stato del Sud come la Louisiana che, da sempre è appesa alle sorti e ai verdetti della magia e dell'occulto. Ancora oggi, nonostante le varie ricerche effettuate, l'origine di questa squadra è ancora misteriosa. Alcuni biografi di Louis Armstrong affermano che ogni giocatore apparteneva ad un ordine religioso il cui credo gravitava esclusivamente sulla figura degli angeli. Ecco il perchè delle divise bianchissime che attiravano l'attenzione di tutti. Altri biografi e ricercatori asseriscono che l'origine della squadra va ricercata nella comunità afro-americana degli Zulù, etnia numerosa a New Orleans, molto vicino alla pratica della cosiddetta magia bianca e magia nera. Tuttavia non esistono fonti sicure e l'argomento è frutto di supposizioni e di fatti non documentati. Gli sforzi dello storico attuale dei Secret 9, Clarence Becknell, si sono rivelati infruttuosi nonostante la consultazione dei giornali del tempo tra cui il prestigioso Louisiana Weekly. Poche le notizie, a parte una del 1932 dove viene raccontato che il lanciatore Killdee Bowers, fu l'artefice della 10ima vittoria consecutiva dei Secret 9 contro i St. Raymond Giants. Questo articolo smentisce l'idea di una squadra materasso dalle bianche divise. I Secret 9, non scivolavano sulle basi, ma riuscirono lo stesso a vincere tante partite. In conclusione, i giornalisti di adesso e quelli di un tempo, come gli appassionati di jazz di ogni epoca, sono consapevoli del fatto che Louis Satchmo Armstrong non è stato solo una leggenda musicale, ma la sua vita, come la sua passione per il baseball e i suoi Secret Nine, vanno a vantaggio della storia perchè quest'ultima si fonde tra leggenda e realtà, tra il mito e la verità riscoperta. È il Diavolo che bussa alla porta oppure l'Angelo che ti accarezza il cuore?. Poco importa, quando il nostro cuore viene rapito da una melodia, lasciamoci andare, sia esso un Diavolo oppure un Angelo.

"Satchmo" è a destra, in piedi con cappello e pantaloni bianchi
                                                   NOTA BIOGRAFICA

La data di nascita di Louis Armstrong è stata avvolta nel mistero fino a pochi decenni fa, quando Tad Jones riuscì a trovare i certificati di nascita ufficiali. Il Re del Jazz ha sempre affermato di essere nato il 4 Luglio del 1900 ma i documenti ritrovati da Jones affermano che Armstrong nacque il 4 Agosto del 1901. Il jazzista ebbe un'infanzia drammatica. I genitori si separarono poco prima della sua nascita e Louis venne affidato alla nonna Josephine, mentre la madre, con ogni probabilità si prostituiva. Le sue giornate trascorrevano in bilico tra l'emarginazione e la delinquenza, anche se l'interesse per la musica si fece strada dentro di lui tanto da allontanarlo da pericolose deviazioni e sollevarlo da quello squallido ambiente. Il suo palcoscenico erano le strade e per difendersi dagli attacchi dei prepotenti di quartiere, Louis nascondeva in bocca le mance e le monetine che gli lasciavano i passanti. Da qui il suo soprannome Satchmo, letteralmente bocca a forma di mestolo, bocca a sacco, un nomignolo che gli era stato affibbiato grazie anche alle sue enormi labbra.