Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

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sabato 22 settembre 2012

BASEBALL BLUE, BASEBALL GREY


È stato Abner Doubleday a creare le prime regole del baseball nel 1839?. Well, è come dire: "Chi ha creato l'Universo?, Dio?, oppure la materia si è generata da sè?". Non ci sono certezze, solo il dubbio e un religioso mistero. Una cosa è certa, Abner Doubleday fu il primo Nordista a sparare una palla di cannone durante la Guerra Civile Americana, e fu il comandante del Primo Corpo D'Armata nella battaglia di Gettysburg che, con oltre 150.000 vittime, viene tristemente ricordata come la più sanguinosa del conflitto americano. Gli storici affermano invece che Alexander Cartwright fu il vero creatore del baseball nel 1845, quando definì ufficialmente le prime regole moderne del gioco e fondò la prima squadra ufficiale di baseball: i New York Knickerbockers. A parte le origini del gioco, il baseball era ampiamente diffuso ancor prima della Guerra Civile dove era praticato nell'area intorno a New York, nel New Jersey fino ad arrivare a Washington D.C. Lo stesso presidente Abraham Lincoln fu talmente appassionato al gioco che fece costruire un campo da baseball sul prato antistante la Casa Bianca. Un giorno, i generali si presentarono alla White House per iniziare un tavolo di discussione sulla guerra. Lincoln venne informato e lui rispose così: "Possono aspettare, tra poco è il mio turno di battuta". Bisogna ammettere che, con tutte le brutture e le sofferenze annesse ad una qualsiasi guerra, quella Civile Americana fu un avvenimento speciale per il baseball, al punto che rappresentò l'elemento fondamentale per una completa espansione del gioco, fornendo le basi per quello che in seguito diventerà un vero e proprio business professionale. Durante la guerra vi furono periodi di inattività. Per combattere la noia, i soldati si dedicarono ai semplici esercizi di lancio e di battuta. Gli stessi comandanti stimolarono la pratica del baseball perchè era una buona occasione per mantenere alto il morale delle truppe. Vennero creati veri e propri tornei all'interno di ogni accampamento e i risultati delle partite erano resi noti attraverso lettere e dispacci che venivano recapitati alle altre guarnigioni. I primi a praticare il baseball furono i soldati dell'Unione, i Nordisti, le cui truppe erano composte per lo più da immigrati europei, canadesi e uomini di colore. Le truppe Confederate, i Sudisti, conobbero il baseball grazie ai prigionieri nordisti, i quali insegnarono le basi del gioco ai soldati del Sud. Dall'altro fronte, avvenne la stessa cosa solo che i prigionieri sudisti impararono il baseball vedendolo giocare negli accampamenti dei nordisti. A tutti i soldati piacque il baseball e ben presto vennero create, all'interno di ogni accampamento, squadre con soldati del nord e prigionieri del sud e viceversa. L'entusiasmo e la competizione balzarono alle stelle e se una squadra doveva recarsi in un altro accampamento per giocare, si spostava solamente sotto scorta per evitare i solitari cecchini. Successe che durante uno spostamento, uccisero un giocatore con un colpo di fucile ed un altro venne ferito durante una partita. Va ricordato che le scommesse erano ampiamente valutate e sostenute da tutti i soldati, quindi, privare una squadra di un buon giocatore significava incassare una lauta ricompensa. Oltre ai cecchini, vi era il pericolo di imbattersi in tribù di indiani ostili ma anche in gruppi di banditi, i disertori, i quali erano animati da uno spirito di vendetta personale per aver subìto la distruzione della propria casa o la perdita dei propri familiari. Le violenze e i saccheggi perpetrati in questa guerra fratricida, portarono molti soldati di entrambi i fronti ad abbandonare l'esercito per riunirsi in bande rivoluzionarie pronte ad assaltare treni e diligenze che trasportavano armi e oro. Un altro fatto curioso riguarda la popolazione di colore. Tra le varie motivazioni che generarono questa guerra, oltre a quelle politiche, amministrative e religiose, vi fu quella che riguardava la posizione degli schiavi negri, condannata dagli Unionisti, ma fortemente voluta dai Confederati. Furono centinaia di migliaia gli uomini di colore che si arruolarono presso le file dei nordisti, ma furono altrettanto numerosi i negri che si arruolarono presso le file dei sudisti perchè al di là della loro condizione di schiavi, alcuni padroni li trattavano bene. Anche se non per tutti, parecchi schiavi potevano godere di assistenza sanitaria, avere una propria casa e mettere su famiglia. Certo, il razzismo era dilagante nel sud degli Stati Uniti e spesso sfociava in un odio profondo che portò a continui linciaggi e violenze su intere famiglie di negri. In questo panorama di contraddizioni, contrasti, finti ideali (tanti furono gli uomini che si arruolarono per sfuggire ad una condizione di miseria e non perchè convinti delle ragioni di questa guerra), separazione e segregazione, fuorilegge e banditi, violenze e devastazione, indiani, bianchi, negri e persino messicani, il baseball fu l'unica attività che riuscì ad unire, attenuare e placare i conflitti generati dalla Guerra Civile.
L'attrezzatura per giocare a baseball durante la Civil War era molto spartana. Innanzitutto non esistevano i guantoni, si giocava a mani nude. I soldati usavano una noce che veniva avvolta con del filo e dello spago fino ad ottenere le dimensioni tonde desiderate. In aggiunta, talvolta, veniva usata anche parte della criniera e della coda dei cavalli per avere un insieme più compatto. A quel punto i soldati usavano la pelle di cavallo e la cucivano per ottenere la pallina da baseball. Questo sistema di arrotolamento manuale venne usato fino al 1889, quando fu creata una "macchina arrotolatrice". Potrà sembrare incredibile, ma con tutte le grandi invenzioni brevettate dal tempo della Guerra Civile ai nostri giorni, le palline della odierna Major League Baseball sono ancora cucite a mano in Costa Rica e precedentemente ad Haiti. Nel 1974 una legge vietò l'uso di pelle equina a causa di un forte calo di questi animali e da quel momento le palline vennero ricoperte di pelle bovina. Durante la Guerra Civile, i cavalli ebbero un ruolo fondamentale perchè dovettero trainare i  pesanti pezzi d'artiglieria, affrontando terreni accidentati e spesso in salita. È stato stimato un numero di circa 3 milioni di equini, oltre a muli e buoi, che furono impiegati durante il conflitto. Gli sforzi immani, lo stress della guerra e dei bombardamenti portarono questi poveri animali ad uno stato di schok estremo che terminava con la loro uccisione. Dall'altro lato, avere diverse palline per poter giocare a baseball era prioritario. I campi all'interno dei presidi militari non avevano certo le dimensioni, per così dire, convenzionali, e spesso una battuta usciva all'esterno dell'accampamento. Nessuno pensava di uscire per recuperarla. Nessuno avrebbe rischiato di essere vittima di un'imboscata o di un colpo di fucile alla testa. "Meglio avere qualche pallina di riserva!". Si può affermare che la Guerra Civile fu un'esplosione di palline da baseball, la stessa esplosione che si potrebbe verificare in Costa Rica dove l'odierna fabbrica è situata proprio ai piedi di un vulcano attivo. 

Le mazze invece venivano ricavate tagliando grossi rami di quercia che poi venivano sagomati grossolanamente. Il peso, il bilanciamento e la rotondità della superficie non erano presi in considerazione. Per annerirle, o meglio, per compattare il legno, i soldati, masticatori di tabacco, aggiungevano della resina e ci sputavano sopra. La "Black Betsy", il nome della mazza personale di Joe Jackson, fu proprio realizzata in questo modo. Alcuni reggimenti più fortunati, potevano disporre di mazze professionali costruite a Cooperstown, NY, le quali  venivano spedite insieme ad armi, munizioni e viveri. Il piatto di casa base era rappresentato da una lamina di ferro con dei fori per essere inchiodata al terreno. Le regole di gioco, non erano le stesse per ogni accampamento e solo in seguito vennero uniformate per tutti i presidi militari. Il lanciatore lanciava da sottomano e il battitore doveva indicare la zona in cui avrebbe battuto. Basi su balls, strike-out e regola del foul-ball erano in pratica inesistenti. Il battitore veniva dichiarato "OUT" se la sua battuta veniva presa al volo oppure catturata dopo un solo rimbalzo. Sulle basi non si poteva prendere il vantaggio e nemmeno rubare. Il corridore poteva essere eliminato se il difensore, dopo aver preso la pallina battuta, con un lancio colpiva il corpo dello stesso corridore prima che potesse raggiungere la base successiva. Quest'ultima regola, venne abbandonata in breve tempo. Le partite terminavano con punteggi stratosferici, improponibili al giorno d'oggi. Il 2 Luglio del 1861 il Reggimento militare di Washington fu sconfitto per 41 a 13 in una partita giocata contro il 71esimo Reggimento di New York. L'anno seguente, il 1862, il 71esimo Reggimento raggiunse Washington per dare sostegno e supporto difensivo contro gli attacchi dei Confederati. Giocarono un'altra partita e questa volta vinse Washington per 28 a 13, grazie soprattutto al fatto che alcuni giocatori del 71esimo vennero uccisi nella battaglia di Bull Run (Manassas), che si svolse poche settimane dopo il primo incontro del 1861. Un altro aspetto importante dello sviluppo del baseball durante la Guerra Civile fu la corrispondenza. Nelle tante lettere scritte dai soldati e dai prigionieri ai loro familiari, vi erano chiari riferimenti al gioco, dove venivano elencati i risultati delle partite, le regole e le istruzioni riguardanti l'attrezzatura.
La lettera di George Putman, un soldato dell'Unione che stava combattendo in Texas, è tra le più famose. Così scrisse G. Putman: "Eravamo in prima linea. Durante una pausa del combattimento iniziammo a giocare a baseball. All'improvviso si sentirono dei colpi di fucile e i nostri 3 esterni si trovarono sotto il fuoco nemico. L'esterno centro fu colpito e catturato mentre gli altri due riuscirono a stento a rientrare tra le nostre file. L'attacco fu respinto senza troppe difficoltà. Purtroppo, non solo perdemmo il nostro esterno centro, ma anche l'unica pallina da baseball che avevamo a Fort Alexander, Texas". Un altro soldato, B. Parker del 10imo Massachusetts scrisse: " Il piazzale è stato  occupato per una settimana o più. Abbiamo giocato a baseball e tutti gli ufficiali, i comandanti e i soldati, hanno dimenticato per un momento il loro rango di appartenenza per dedicarsi al gioco con l'ardore di uno scolaro". Un'altra lettera dalla Virginia diceva: "È sorprendente come una persona diventi sprezzante del pericolo. I colpi di moschetto si sentono poco lontano, eppure qui si gioca a baseball con passione, incuranti che da un momento all'altro possiamo essere chiamati a praticare un altro tipo di gioco". Le lettere di quel periodo, accesero una vera e propria esplosione di interesse nei confronti del baseball. Gli stessi familiari che ricevettero le notizie dei propri cari, iniziarono a praticare il gioco ed in breve tempo l'America era il Baseball e il Baseball era l'America. Quando la Guerra Civile terminò nel 1865, l'Old Game era già una pratica stabile e fiorente in ogni comunità. I Colleges organizzarono tornei molto competitivi. La "Princetown University" e la "University of Pennsylvania" oltre che ad essere acerrime rivali rappresentarono il primo segnale di una svolta verso il baseball come pratica professionale. Non passò molto tempo dalla fine della Guerra Civile e nel 1869 il baseball diventò professionistico. Per la prima volta i giocatori vennero pagati e i Cincinnati Red Stocking furono la prima squadra composta da atleti professionisti. Vinsero il campionato con zero sconfitte, e se vogliamo, è un record ancora tutt'ora imbattuto, e c'è da credere che rimarrà tale. E le donne?. Tutti pensano al periodo della II Guerra Mondiale, quando parecchi "majorleaguers" vennero arruolati nella Marina Statunitense. Per riempire questo vuoto nacquero squadre di baseball femminile tra le quali la più famosa fu quella delle "Rockford Peaches", resa celebre anche dal film "Ragazze Vincenti" (A league of their own) con T.Hanks, Madonna, Geena Davis. Ma le origini del baseball femminile risalgono proprio al periodo della Guerra Civile. Nel 1867 venne creata la prima squadra femminile, The Dolly Vardens, composta da donne americane e africane. The Female Baseball Club of Philadelphia invece, fu la prima squadra femminile a giocare a baseball contro gli uomini nel 1880. Tutti giocarono a baseball durante la Guerra Civile e tra un colpo di cannone, una battuta valida, un soldato agonizzante ed un reggimento vincente, mazza e pallina iniziarono un lunghissimo viaggio attraverso gli angoli più remoti del nostro pianeta. "Che strano, c'è voluto un massacro di persone per rendere popolare una pratica sportiva affinchè potesse affermarsi come vera istituzione sociale". Come magia, dal sangue di circa 700.000 soldati, è germogliato il fiore più profumato di sempre. La Guerra Civile terminò nell'Aprile del 1865, guarda caso, proprio all'inizio di una stagione di baseball. La notizia fu resa ufficiale il 9 Maggio del 1865 anche se piccoli focolai di discordia continuarono fino al 22 Giugno, giorno nel quale venne sparata l'ultima palla di cannone.

Qui di seguito sono elencate alcune partite disputate durante la Guerra Civile.

                                1862
Forze dell'UNIONE. Le reclute del 13esimo Massachusetts e del 51esimo Pennsylvania giocano tra di loro di sera sul campo di guerra prima dello spiegamento delle forze.

Forze dell'UNIONE. La fanteria francese (Zuavi) del 165esimo NY affronta il Reggimento "All-Star-Nine" di NY di fronte a 40.000 soldati-spettatori.

Forze dell'UNIONE. Partita disputata tra la "Brigata Irlandese". Le sentinelle dei Confederati erano appostate dall'altra parte del fiume Cickahominy ad osservare la partita.

Forze dell'UNIONE. Partita tra il 57esimo e il 69esimo di New York. La gara venne bruscamente interrotta dalle cannonate dei Confederati che stavano avanzando.

Forze dell'UNIONE. Partite disputate tra la II° Brigata, II° Divisione e l'artiglieria Potomac contro la selezione "Honey Run Club". Gli appartenenti alle due Brigate, si allenarono costantemente per tutta la durata della guerra.

                                1863
Forze CONFEDERATE. Partita disputata tra i soldati del 24esimo Alabama in attesa dell'avanzamento delle truppe Federali del Gen. Sherman.

Forze dell'UNIONE. Partite disputate tra il 26esimo Pennsylvania e il 22esimo Massachusetts e tra il 13esimo di New York e il 62esimo "Volontari" di NY. Le partite vennero disputate con le regole di New York e le regole del Massachusetts.

Forze dell'UNIONE. 13esimo Massachusetts contro il "Rhode Island Artiglieria Leggera". In molti furono convinti che entrambe le squadre erano competitive per il campionato professionale del tardo 1800.

                                1864
Forze dell'UNIONE. II° Volontari del New Jersy contro il 77esimo Volontari di New York. Partita tra le più importanti riportata anche sui giornali che criticarono il 77esimo per comportamento scorretto.

Forze dell'UNIONE. I° Artiglieri del New Jersey contro la 10ima Fanteria Massachusetts. Il quotidiano "New York Clipper" scrisse della partita vinta da New Jersey per 13 a 5.

Forze CONFEDERATE. 11esimo Mississippi (Prigionieri di guerra), contro "Confederate Club". Partita svolta nel campo di prigionia di Sandusky Ohio. I Confederati vinsero 19 a 11.

                                1865
In seguito alla resa del Gen. Lee i soldati di entrambi i fronti disputarono alcune partite che coinvolse il Reggimento Potomac e quello della "North Virginia".

                                1866
Forze dell'UNIONE. I Prigionieri di guerra giocarono contro i Confederati nel Campo di Salisbury NC. Il baseball era già ben diffuso, nonostante la morte di tanti prigionieri per malattie infettive dovute al sovraffollamento nei campi di prigionia.

mercoledì 7 settembre 2011

BONING THE BAT

Da quando l'uomo primitivo raccolse un pezzo di legno per difendersi dagli attacchi della tigre dai denti a sciabola, capì l'enorme forza e il piacere di possedere una mazza. Da Robin Hood, alla mitologica scure di Paul Bunyan, alla clava di Ercole fino al martello di Thor, gli uomini della leggenda hanno sempre adorato stringere un manico, talvolta arrotolato con bende, per colpire l'avversario o il nemico da distruggere. Asce, accette, bastoni e badili col passare del tempo e con l'aiuto della tecnologia hanno subìto una riduzione delle loro dimensioni senza comprometterne la forza distruttrice e la soddisfazione di sferrare un bel colpo secco e preciso. Tali sensazioni sono familiari nello sport dove l'attesa per i nuovi modelli di mazze è sempre vissuta con estremo interesse sia nell'Hockey quanto nel Golf e non di meno nel baseball. Quale sarà il nuovo modello di mazza da coccolare e da nascondere al sicuro, lontano da pericolose mani infedeli?. Non c'è nulla di più noioso di una mazza sbagliata. Tutte le mazze servono per giocare a baseball, tutte le mazze servono ai battitori, ma UNA è quella che fa per voi. La mazza giusta è quella con un bilanciamento perfetto che non fa avvertire il peso, è la trave che sorregge l'anima dei ballplayers, la compagna da stringere a da proteggere. Oltre al guantone, la mazza è l'oggetto di maggior interesse nell'equipaggiamento di un ballplayer. "Se stai cercando dei guai, prova a toccare la mia mazza", disse George Scott dei Boston Red Sox. Di tutte le cose inanimate dello sport, come palle, scarpe, guanti, caschi ed ogni tipo di imbracatura, niente è così strettamente personale e onnipresente come una odorosa Louisville Slugger. Entrare in un magazzino con centinaia e centinaia di mazze da baseball, vederle sagomate partendo da un rude pezzo di legno d'acero, o di hickory, noce americano, il legno preferito di B.Ruth e L. Gerhig, o di frassino, il legno preferito da Ted Williams e J. DiMaggio, per poi essere sistemate in ordine di peso e grandezza, tutte belle lucidate, è un esperienza unica come l'abito indossato da una affascinante modella durante una sfilata di moda.
 Tutte le mazze sono per i giocatori, ma solo una è per il battitore, e quell'unica mazza sarà, per sempre, un amore eterno. "Ogni mazza si sente in modo diverso, anche se appartengono allo stesso modello", disse Roy White degli Yankees. Il forte esterno era uno dei tanti giocatori in grado di percepire la differenza di peso della mazza, anche di pochi grammi. "Una volta feci 5 su 5, con 5 tipi diversi di mazze", continua White, "Continuavo a cambiarle perchè non le sentivo bene nelle mani. Dopo aver ottenuto un 3 su 3 dissi a me stesso che forse era meglio continuare a cambiare mazza". Tommy Agee dei Mets ebbe la stessa sensazione e cambiò ben 22 mazze nel suo 22-game hitting streak. Ken Singleton affermò che era stato il peggior hitting streak della storia perchè Agee era in slump e per questo cambiava mazza tutte le volte. Spesso, nuvole minacciose offuscano l'azzurro e limpido cielo dell'universo delle mazze di legno. Come nel Far West, sto parlando di legno fuorilegge, di delinquente ricercato, di Wanted Wood. Ci sono state persone e atleti che hanno modificato le mazze rendendole più micidiali al contatto con la pallina. Artiglieria Mafiosa? Nessun numero seriale?. Greg Nettles, ruppe la sua mazza dopo aver effettuato una debole battuta al volo. Dal bastone rotto uscirono 6 palline di gomma durissima (paragonabili a quelle che noi chiamiamo palline-magiche), il catcher Bill Freehan di Detroit le raccolse indicando Nettles come prossima vittima di un plotone d'esecuzione. Mazza illegale equivale ad essere un automatico-eliminato. "What a hell", disse Nettles a Freehan, "Con una battuta del genere sarei stato eliminato in ogni caso". Diversi giocatori hanno usato mazze truccate in particolari momenti della partita. Niente di più facile. Con un trapano si pratica un foro sulla testa della mazza, si inserisce del sughero ben pressato e si richiude il foro sigillandolo con del legno plastificato. Earl Weaver disse che a New Orleans tutte le mazze della squadra erano truccate e lui stesso fece 6 homers in un mese. Quando gli arbitri se ne accorsero entrarono nello spogliatoio della squadra come se fossero dei poliziotti antisommossa, presero le mazze, le portarono sul campo e davanti a tutti i tifosi, con furia devastatrice le spaccarono tutte. "Volevo piangere", disse Weaver attuale manager degli Orioles (siamo nel 1979). Certamente non si può dire all'arbitro di controllare la mazza ogni volta che uno si presenta a battere perchè dovrebbe portare con sè una sega. Ma ci sono situazioni in cui un recidivo viene tenuto sotto osservazione, e in un momento cruciale della partita è facile sentire "Hey arbitro, dai un'occhiata alla sua mazza". Successe a Norm Cash di Detroit mentre si dirigeva nel box di battuta, con punteggio pari e corridore in terza base. Weaver avvisò l'arbitro di controllare la mazza e Cash fece prontamente dietrofront per dirigersi verso la panchina e cambiare la mazza. Risultato?. Fuoricampo di Cash. Nel 1978 Hal McRae dei Royals venne accusato più volte di usare mazze truccate. Gli arbitri, insospettiti, segarono più volte le mazze incriminate. ma il risultato fu quello di trovare solo segatura sparsa per terra. In Minor League vi fu l'abitudine di inserire all'interno della mazza un tubo riempito parzialmente con mercurio. La sostanza, essendo  pesante, garantiva un impatto devastante sulla pallina. Il fatto curioso era che, tenendo la mazza in verticale, la stessa sembrava più leggera. Ma quando iniziava lo swing, il mercurio si spostava all'interno del tubo per effetto della forza centrifuga e la mazza diventava più pesante col risultato di ottenere legnate più lunghe. Il Sig. Mercurio non giocò mai in Major League, pur possedendo una mazza invincibile. Anche l'universo della conservazione delle mazze  è lontano dall'essere semplicemente prosaico. Durante l'inverno, Frankie Frisch teneva le sue mazze nel fienile come fossero prosciutti. Honus Wagner invece, aveva un approccio scientifico e per evitare il deperimento del legno dovuto principalmente a fattori climatici, teneva le sue mazze a bagno nel CREOSOLO, sostanza disinfettante derivata dal petrolio meglio nota col nome di IDROSSIMETILBENZENE oppure METIL-FENOLO. Frank "Home Run" Baker, prima base dei Phillies, non rivelò mai il suo unguento segreto per conservare al meglio le mazze. Jimmy Frye di Baltimore era più grezzo e rustico. Lui insaponava le mazze con olio motore. Altri giocatori sbattevano la mazza contro superfici dure per meglio compattare il legno. "OH!, the baseball bat", con le venature sottili, con le venature larghe. Ogni giocatore ha la sua scelta e ha la sua teoria di conservazione per mantenerla sempre fresca e vivace, se vuoi che ti dia il meglio.

Verso la metà del secolo scorso, vi fu un notevole aumento della produzione di mazze di legno di frassino. Essendo più leggero dell'hickory, il frassino si adattava meglio per essere usato anche dai giocatori che non disponevano di forza bruta come quella di B.Ruth, J.Foxx, K.K.Keller, J.Jackson, L.Gerhig, H.Wilson. Ma col passare del tempo, il frassino tendeva a sfogliarsi, perdendo così la sua compattezza. Ecco allora che i giocatori iniziarono una nuova attività che prese il nome di Boning The Bat, ossia sfregavano la testa della mazza con un grande osso di bovino appena macellato, ripristinando così la giusta densità al legno di frassino. In seguito venne usato un cilindro di porcellana e al giorno d'oggi gli stessi produttori di mazze come la Louisville Slugger dispongono di uno specifico attrezzo per ossare le mazze prima della consegna.

Babe Herman (1903-1987) esterno dei Brooklyn Dodgers, era sempre alla ricerca di mazze diverse da usare. Una volta chiese al bat-boy di andare a prendere una dozzina di mazze. Quando il bat-boy ritornò, Herman esaminò le mazze provandole con qualche swing a vuoto e disse "No, non le voglio, mi servono mazze più pesanti". Il bat-boy raccolse le mazze e le riportò nello spogliatoio. Una settimana più tardi Herman chiese ancora al bat-boy di portare delle mazze. Il ragazzo andò nello spogliatoio e prese le stesse mazze della settimana precedente. Herman ne provò qualcuna. "Finalmente, ecco le mazze che volevo". Si rivolse al bat boy e disse: "Fai un ordine di 2 dozzine per me".

lunedì 25 ottobre 2010

DALLE PIRAMIDI A PIRI RE'IS

Mentre le origini del baseball organizzato risalgono circa al 1840, quelle del gioco con mazza e pallina rimangono ancora impenetrabilmente incerte, nonostante vi siano alcuni riferimenti che fanno credere ad una sorta di protobaseball intorno al XIV secolo. Ma la ricerca delle origini di questo gioco ci obbligano ad effettuare un lungo viaggio attraverso le maglie del tempo fino ad arrivare alle sabbie del deserto Egiziano. Beh, nemmeno tanto lontano da noi. C'è solo un particolare. Siamo nel 2000 AC e in una delle meravigliose tombe di quell'epoca antica e misteriosa sono state rinvenute delle raffigurazioni interessanti. Procediamo con ordine. Sappiamo dai reperti archeologici che al tempo i sacerdoti egizi praticavano una sorta di gioco rituale con bastoni e, ehm, oggetti rotondi. Papiro arrotolato?, bende di lino?. Sappiamo anche che ogni gesto nell'Antico Egitto, possedeva una forte carica simbolica, di conseguenza siamo certi nell'affermare che questo gioco aveva una funzione divinatoria, rivolta verso la rinascita e lo splendore di nuovi e rigogliosi raccolti. I sacerdoti si disponevano uno di fronte all'altro secondo l'asse est-ovest, cioè il percorso quotidiano del sole RA, che nasce a est e cala a ovest. L'oggetto rotondo rappresenta il sole ed è associato a Osiride, divinità di spicco nell'intricata Enneade Egizia. Il dio Osiride è il protettore l'agricoltura ed è il massimo artefice della sua rigogliosità. I pezzi del puzzle combaciano perfettamnte. I sacerdoti dovevano trovarsi ad una distanza tale da permettere la riuscita del gioco. Una palla sufficientemente grande da rendere agevole il contatto con il bastone. In pratica la palla-sole veniva lanciata da est e veniva
battuta nel punto ovest nella direzione di est. Ed è così che quotidianamente il sole sorge ogni mattina. Il lungo viaggio nella ricerca delle origini del baseball ci porta a Beni Hassan, un piccolo villaggio sulle rive del Nilo. Qui, fu fatta una grande scoperta. Venne rinvenuta la tomba di un faraone del Medio Regno, ascrivibile alla XI Dinastia. Il suo nome è Khet Neferkara, e come altri faraoni di questo periodo storico, le notizie sul sovrano sono oscure e frammentarie. Sta di fatto che vennero trovati diversi graffiti e pitture riguardanti la vita quotidiana con le sue mansioni e le varie pratiche sportive. Le due immagini seguenti sono  degne di interesse e di attenzione.
Ci sono donne che giocano con una palla e due uomini alle prese con palla e bastone. Certo, parlare di baseball è molto azzardato, istintivamente verrebbe da pensare a qualcosa come il golf o l'hockey, e sarebbe ugualmente azzardato. Rimane il fatto che palla e bastone esercitarono un forte impatto simbolico nell'Antico Egitto. La palla è il sole, le donne, come il bastone erano associate al fiorire della vita, perchè chiaramente, la gravidanza femminile era strettamente connessa alla vita così come il bastone, nelle sue varie forme, come scettro regale oppure come supporto al cammino dell'anziano, rendeva possibile lo scorrere della vita. E quante volte abbiamo sentito la famosa frase: "Il baseball è il gioco della vita". Il viaggio prosegue e dalle sabbie dell'Egitto all'Europa, il salto è breve. La Cristianità dilagante accolse con interesse questa pratica, tanto da introdurla in vari riti cerimoniali, dove si possono trovare alcuni riferimenti nella Cattedrale di Rheims. E dalla Francia arriviamo in Inghilterra, dove il gioco prese il nome di stoolball. Un lanciatore doveva colpire uno stool, sgabello, il quale era protetto da un battitore. Crescendo di notorietà, il gioco, inizialmente praticato nei parchi dei monasteri e delle cattedrali, si sviluppò all'esterno nelle campagne dove i contadini aggiunsero altri stools o basi, e il giocatore le doveva raggiungere dopo aver battuto la palla. Con il nome di rounders, e l'aggiunta di regole al gioco, si può iniziare a parlare di quel baseball vicino a quello praticato tutt'ora.
Nel XIX secolo, mentre l'America cambiava da stato rurale a vera e propria nazione con moderne città e grandi industrie, il baseball si delineò come pratica altamente organizzata e qualificata per atleti professionisti in grado di intrattenere e soddisfare spettatori paganti. Ma torniamo indietro, con un salto di circa 500 anni, quando dall'Europa salpò Cristoforo Colombo con le sue navi e con il suo equipaggio di marinai parecchi dei quali di origine musulmana. Che Colombo fosse un bastardo è una notizia certa e ampiamente valutata dalla comunità scientifica, la quale afferma che il navigatore italiano nacque da  madre di origine Ottomana e il padre invece fu il Papa Innocenzo VIII. Inoltre gli storici stanno affrontando un argomento scottante, perchè il rinvenimento delle mappe di Piri Re'is, ammiraglio turco, illustrano il continente americano ancora prima della scoperta di Colombo. Allora i Musulmani hanno portato il baseball in America?.

                                              BASEBALL SGABELLO
 

L'immagine sopra, risale al medioevo con datazione che si aggira intorno al 1300. "E' questa la prima immagine di persone che giocano a baseball nella storia dell'Occidente?". Per ora sembrerebbe di si. La raffigurazione si trova in un libro fiammingo del XIV secolo, Ghistelles Hours. Il manoscritto venne frammentato come pagine singole e il suo ritrovamento è ancora incompleto. Varie pagine sono state vendute all'asta Sothesby's e Christies e tutt'ora il libro, ancora incompleto, risiede al Walters Art Museum di Baltimore. Quindi, siamo disposti ad accettare questo dipinto come prima immagine del baseball?. Gli storici sono concordi nell'affermare che questa è una versione di un gioco chiamato palla Sgabello, il baseball giocato con una sola base. Non si conoscono nè le regole nè il conteggio dei punti, ma gli storici sono concordi nell'affermare che il lanciatore doveva colpire un bersaglio, sgabello?, alla cui guardia vi era il battitore. Se il battitore colpiva la palla, doveva correre verso l'unica base e compiere più giri possibili intorno alla stessa, prima che la palla venisse recuperata da altri giocatori. Non c'è nessun fondamento scientifico a riguardo, sono solo intuizioni scaturite da profonde ricerche in merito. Così su due piedi mi sembra un qualcosa tipo il Cricket, quando il battitore corre avanti e indietro più volte possibili prima del recupero della palla, oppure quel gioco tradizionale che una volta si svolgeva a Pasqua, dove si colpiva un oggetto e poi si girava intorno ad una specie di base, o sacco che conteneva vivande varie. Ma questo è solo un preludio alla successiva immagine (qui sotto),


sempre di quel periodo storico, ma più giovane di 20 anni e appartenente ad un altro scritto conservato al Bodleian Library di Oxford. La più antica immagine di scimmie che giocano a baseball. Il fatto è molto credibile perchè se l'uomo deriva dalle scimmie, e l'uomo gioca a baseball, di sicuro le scimmie giocavano a baseball ancora prima di noi. Del resto non ci possiamo stupire se gli Anaheim Angels hanno introdotto allo stadio il Rally monkey.