Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".
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martedì 24 gennaio 2012

THE WATERBURY WIZARD

Viviamo in un mondo bizzarro e colorito. Tutto sembra andare alla deriva come battelli ebbri in preda ai marosi. Timore, paura, angoscia e incertezza, rappresentano da sempre le colonne portanti di chi, dall'alto e con elegante retorica, promuove un atteggiamento compiacente sulle quali erigere la bandiera della sottomissione. Falso perbenismo e icone di perfezione vengono proposti come piatto prelibato per il succulento banchetto che, come enzimi duodenali, viene assorbito e metabolizzato senza la preoccupazione delle tragiche conseguenze tossiche. OOOOH!, noi consumatori. OOOH!, noi utenti, pazienti, clienti, contribuenti. Siamo tutto, tranne che, Persone. Tutto questo non ha nulla a che vedere con il caro Old Game, eccezione fatta per i tanti personaggi bizzarri e singolari che hanno reso la storia di questo sport affascinante e carica di magnetismo. Ci sono stati dei leaders che si sono affermati perchè spiriti di frontiera, menti aperte, libere dai tentacoli delle monotone convenzioni imposte. Uno di questi è stato, anzi è, perchè ancora in vita, The Waterbury Wizard, meglio conosciuto col nome di Jimmy Piersall. Nato nel Novembre del 1929, Piersall ha giocato in Major League per ben 17 anni indossando la casacca dei Boston, dei Cleveland, dei Washington, dei Mets e dei Los Angeles Angels. Piersall diventò professionista all'età di 18 anni quando firmò un contratto con i Boston Red Sox nel 1948. Entrò nelle Majors nel 1950. Nel 1952 iniziarono i problemi per il giovane Jimmy. Tali problemi furono conosciuti con il termine scientifico di Disturbi Bipolari. In pratica passava da uno stato di euforia ad uno stato di angoscia dovuti ad un forte esurimento nervoso. Con questi sbalzi di umore e questi disordini della personalità, è facile capire il motivo della sua fama nelle Major Leagues. Piersall è stato l'autore di rappresentazioni teatrali tra le più singolari mai viste su un campo da baseball. Eccone alcune:
Nel Maggio del 1952, poco prima di una partita contro gli Yankees, Piersall fece a pugni con Billy Martin. Concluso il match, ne ingaggiò un altro negli spogliatoi con il compagno di squadra McDermott. Nel mese di Giugno dello stesso anno prese a sculacciate, sempre nello spogliatoio, il figlio di 4 anni di Vern Stephens, un altro compagno di squadra. In seguito a questi incidenti venne spedito in Minor League dove venne espulso 4 volte in 2 settimane. In una di quelle volte, si recò per festeggiare il fuoricampo del teammate Milt Bolling. Con una pistola ad acqua spruzzò il piatto di casa base e poi fece lo stesso con l'arbitro. Espulso dal gioco, Piersall andò sul tetto delle tribune per inveire e sbeffeggiare lo stesso arbitro, Neil Strocchia. Il trainer della squadra, finalmente, decise di far ricoverare Jimmy in una clinica, dove il giocatore venne sottoposto a 7 settimane di terapia. Ma non furono sufficienti. Piersall tornò con i Boston nel 1953. Una volta andò in battuta con una parrucca da Beatle agitando la mazza come se volesse suonare la chitarra. In difesa, all'esterno centro, si immedesimava come se fosse un tifoso agitandosi e urlando. In realtà faceva il tifo per se stesso. Allo Yankees Stadium durante la pausa di una partita scomparve e lo trovarono dietro all'esterno che stava dialogando con la tomba di Babe Ruth. Piersall è stato selezionato per la All Star Game nel 1954 e 1956, anno in cui guidò la classifica dei doppi (40), segnò 91 punti battendone a casa 87 per una media battuta di .293. Nel 1957 realizzò 19 homers e segnò 103 punti vincendo il Gold Glove. Ma i viaggi di Piersall non si fermarono qui. Nel 60' a Chicago durante un doppio incontro, venne espulso in gara 1 per proteste presentandosi a battere col caschetto di una squadra di Minor League. In gara 2 fu l'autore dell'ultimo out della partita con una presa al volo. Iniziò un balletto euforico che terminò con un lancio finale della pallina contro il tabellone. Dopo una serie di incidenti, il trainer degli Indians, squadra per cui militava in quel periodo, ordinò un altro ricovero in clinica per il bizzarro giocatore. Dopo una breve assenza dai campi, Jimmy tornò in forma e venne subito espulso perchè, con Ted Williams alla battuta, iniziò a correre per il prato esterno avanti e indietro nel tentativo di distrarre il forte battitore dei Boston. Nel 61' ottenne il secondo Gold Glove e terminò 3° nella media battuta con .322, ma la sua instabilità mentale cavalcava in libertà, senza sosta. Lanciò il caschetto sulle tribune e litigò selvaggiamente contro i lanciatori che gli tiravano addosso. Durante una partita contro gli Yankees, un paio di tifosi entrarono in campo e si avvicinarono a lui. Nella confusione, erano presenti anche gli addetti alla sicurezza, prese a pugni un tifoso mentre l'altro riuscì a malapena ad evitare un calcio nel sedere.
Dopo questo fatto venne addirittura premiato con un bonus di $2500. In seguito l'esterno venne ceduto ai New York Mets e fu proprio con quella squadra che Jimmy diede il massimo della sua bizzarria. Nel Giugno del 63', contro i Philadelphia Phillies, Piersall ottenne il suo 100imo home run in Major League. Per celebrarlo fece il classico giro delle basi, ma con una variante che rimarrà nella storia. Infatti, al posto di correre verso la prima base, fece il giro del diamante al contrario.
Fu l'ultimo riff di un colorito solista che concluse la sua carriera con i California Angels totalizzando 104HR, 591RBI in 1.734 partite in Major League. La storia e la vita di Jimmy Piersall sono state raccontate in un film del 1957, Fear Strikes Out, Prigioniero della Paura. Un giovane Antony Perkins interpreta la parte del giocatore offrendo un' interpretazione direi sobria ed essenziale. Assieme a lui vi è anche l'affermata stella Hollywoodiana Karl Malden che interpreta il padre di Jimmy Piersall. Lo stesso Piersall, deluso, dopo aver visto il film, disse che Perkins è un bimbo piagnucolone. "Le cose più belle della mia vita sono successe quando la mia testa non rispondeva", così disse Jimmy Piersall ad un giornalista. Forse nelle sue parole c'è un barlume di saggezza. Quanto è importante dare un calcio o un pugno alla felicità delle cose per ritrovare la felicità dell'essere?.