Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".
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venerdì 13 luglio 2012

PFISTER E VINOY HOTEL

Fantasmi, Spiriti, Poltergeist e Streghe da sempre infestano l'immacolata e ultraterrena dimensione del baseball. Riti magici e culti pagani ne aggiungono quel tocco di mistero e fascino che spesso sono stati descritti nei racconti e nei libri, e non da meno, rappresentati in tanti films e pellicole. Ma esistono gli spiriti nel baseball?. Cosa sono queste manifestazioni eteree e misteriose che ci fanno visita senza invito?. Perchè tanti giocatori, durante le trasferte non dormono in albergo, ma a casa di qualche compagno di squadra?. In America la lista degli alberghi infestati dai fantasmi è ben nutrita specialmente nella zona di New Orleans, Provincial Hotel, Le Pavilion Hotel. La città della Louisiana oltre che per la musica, è famosa per essere il luogo principale dove le pratiche esoteriche rappresentano un credo radicato ormai da centinaia d'anni. Altri alberghi infestati, li troviamo lungo la costa Est degli U.S.A in Nord Carolina e nello Stato di New York, Carolina Inn, Sagamore Hotel. Famoso è anche l'albergo dove è stato girato il film Shining, lo Stanley Hotel, dove lo stesso autore del libro, Stephen King, alloggiò nella stanza N°217, affermando di aver sentito rumori strani e urla durante la sua permanenza nell'albergo.
Stanley Hotel
Esiste un albergo particolare e conosciuto specialmente tra i giocatori di Major League di baseball. Si tratta del Pfister Hotel di Milwaukee. The Pfister Hotel si trova a tre isolati dal lago Michigan. Si distingue dagli altri hotels della zona per la sua impressionante collezione di opere d'arte, che si dice essere la più grande tra gli alberghi di tutto il mondo. La costruzione del Pfister Hotel fu avviata da Guido Pfister e da suo figlio Charles con l'idea di creare un Grand Hotel del West. Il Pfister è stato inaugurato nel 1893 con un design Revival Romanesque, una vera rivelazione per quei tempi. Le sue caratteristiche innovative lo portarono immediatamente ai vertici della classifica degli alberghi più lussuosi e confortevoli d'America. Il Pfister è stato acquistato da Ben Marcus nel 1962 con l'intento di rinnovarlo per mostrare la sua bellezza originale in stile vittoriano. Una nuova torre di tre piani è stata aggiunta all'hotel, offrendo le ultime novità in qualità di sistemazioni di lusso. Oggi, The Pfister dispone di 307 camere elegantemente arredate. I servizi includono connessione internet wireless ad alta velocità, palestra e piscina coperta oltre a cinque ristoranti tra cui il Grill Mason Street, Cafe a Pfister, Café Rouge, Blu e Lobby Lounge. "Non ho dormito per 3 notti. Ho sentito e visto delle cose strane", disse Adrian Beltre, terzabase dei Texas. Mentre si trovava nel letto, Beltre udì dei passi come se qualcuno si avvicinasse a lui. Ma non c'era nessuno in camera. Svegliatosi di soprassalto, il terzabase sentì un suono come se qualcuno battesse dei colpi contro la parete e poi sentì bussare alla porta. Col fiato alla gola Adrian Beltre aprì la porta, ma non vide nessuno. Subito dopo si diresse verso il bagno, e qui verrebbe da dire che se l'è fatta sotto. Beltre raccontò che fu attirato da un forte profumo femminile che proveniva proprio da quella direzione. Non vide nulla, ma fu convinto che qualcuno era stato in camera sua. Alex Cora, compagno di squadra,  disse che l'anno successivo tutti i giocatori cambiarono Hotel. Ma quel giorno, Beltre non fu l'unico ad aver sentito strani rumori in albergo. Anche Eric Gagne, lanciatore, disse di aver sentito strani rumori per tutta la notte. Il coach John Shelby raccontò che spense le luci della camera prima di addormentarsi e ad un certo punto sentì come un profondo respiro provenire da dietro le sue spalle. Shelby, che era coricato sul fianco, aprì gli occhi pensando di trovarsi nel bel mezzo di un sogno. Ma quando avvertì quel respiro vicino all'orecchio, col cuore in gola accese la luce e non vide nessuno. Shelby, fu talmente impaurito che lasciò la lampada accesa per tutta la notte. L'aspetto antico dell'hotel con le sue luci soffuse, le tende spesse e l'arredamento in gran parte modellato con cedro scuro, rappresenta un forte richiamo ad un luogo infestato dagli spiriti. Josè Santiago, lanciatore, non ha mai dormito al Pfister. "Ci sono troppi angeli nei quadri appesi alle pareti", disse Josè. Il lanciatore di rilievo, Chad Harville, disse che prima di ogni trasferta a Milwaukee, tutti parlavano del Pfister. "State attenti ai fantasmi", quel posto è pieno di spiriti". Joe Randa, secondabase, disse che le luci in camera si spensero da sole, gli allarmi antincendio si accesero, così come la suoneria della sveglia. Adam Eaton, lanciatore dei Padres, aggiunse che la televisione e il computer sembravano impazziti da questo continuo e ripetitivo ON e OFF. Un altro lanciatore, Ricky Bottalico, tornando in albergo trovò i mobili della camera tutti spostati. Tali descrizioni furono familiari anche al lanciatore Dennis Sarfate. Quando Sarfate venne acquistato dai Milwaukee Brewers, il club lo fece alloggiare al Pfister Hotel. Rimase poco più di un quarto d'ora perchè mentre sistemava i suoi abiti, all'improvviso si accese la TV della sua camera con il volume al massimo. Girandosi di scatto vide tutti i cuscini del letto per terra. Senza pensarci due volte, Sarfate chiese alla società un immediato trasferimento in un altro albergo. Felipe Crespo, utility dei S.F.Giants, raccontò che nel 2000 si era addormentato con la TV e le luci della camera accese quando a notte inoltrata sentì bussare alla porta. Svegliandosi si accorse che la TV e le luci in camera erano spente e aprendo la porta non vide nessuno. Impaurito, Felipe cominciò a bere fino ad ubriacarsi per poter riprendere sonno. Il giorno dopo cambiò albergo pagando la sistemazione di tasca sua. Le tante storie raccontate, fecero il giro in tutti gli spogliatoi e nei dugout delle squadre di Major League ed ogni volta che si giocava a Milwaukee, l'Hotel Pfister era l'argomento principale di discussione. Inoltre, da storia nasce storia per cui tanti giocatori vennero condizionati da questi racconti al punto che, anche camminando nei corridoi dell'albergo, potevano percepire queste strane presenze. Vennero raccontate storie di fuorilegge che alloggiarono al Pfister. La Mafia e il crimine organizzato avevano come base operativa le fondamenta dell'albergo dove si riunivano per poter organizzare le loro losche operazioni, soprattutto delitti, spaccio di alcoolici e droga. "Ecco perchè il Pfister è così tenebroso", disse Adrian Beltre. Jonh Shelby raccontò di aver visto una donna buttarsi giù dalla finestra della sua camera. Fra le tante versioni di quella storia, la più attendibile riguarda una ragazza innamorata di un giocatore di baseball che però la lasciò per un'altra ragazza. Tormentata dal dolore, l'innamorata si suicidò. Armando Rios, esterno centro dei S.F.Giants, dopo aver ascoltato tutte quelle storie disse di non aver dormito tutta la notte, sentendo rumori vari ma senza vedere niente e nessuno. Tim Lincecum, lanciatore, dice che già di suo ha paura del buio e racconta che una notte, verso le 4 di mattina si svegliò e vide la porta della camera che si muoveva come se qualcuno dall'esterno cercasse di forzarla per aprirla. "Sono rimasto nel letto", continua Tim, "fregandomene se era un fantasma o una persona. Non sarei mai andato ad aprire quella porta. Recitai qualche frase, facendo anche degli scongiuri per allontanare misteriose presenze, cose che tutti i ragazzini conoscono. Ho dormito con la luce accesa, ma per sicurezza ho acceso anche la luce del bagno". Matt Treanor, catcher, è certo della sua esperienza passata al Pfister. "Potrei affrontare qualsiasi tipo di test, anche sottopormi alla macchina della verità per confermare la mia storia", dice il forte ricevitore. Si trovava nella camera insieme a Taylor Tankersley, lanciatore, al quinto piano dell'albergo perchè i due dovevano mettersi d'accordo per andare a cena. Ad un tratto entrambi i giocatori sentirono degli strani colpi alla parete che sembravano provenissero dalla camera adiacente. Dopo essersi accertati del fatto, Matt Treanor aprì la porta e di colpo quei rumori cessarono. Allora scesero nella hall dell'albergo per sapere la lista delle camere occupate dagli altri giocatori e si accorsero che la camera adiacente non era occupata da nessuno. Con sorpresa i players rientrarono in camera quando all'improvviso sentirono le urla di un bambino, di età compresa fra i 7 e i 10 anni. Treanor aprì la porta della camera, ma nel corridoio non c'era nessuno. I due si guardarono in faccia e questa volta rimasero parecchio sorpresi. Il giorno successivo Tankersley raccontò a Treanor che quando  era rientrato nella sua camera aveva sentito ancora quei colpetti alla parete, ma aveva notato che sopra la TV c'era come un foro nel muro, una presa o uno sfogo per l'aria, ed ogni volta che lo guardava, i colpi nel muro si fermavano all'improvviso.

Ho già parlato dell'atmosfera esoterica del Wrigley Field di Chicago e del numero paranormale di sconfitte della squadra. Ciò che però è ancora più paranormale è il fatto che i tifosi dei Chicago Cubs pensano che la loro squadra sia la più forte del mondo. Il Wrigley Field è stata la casa di Harry Carey, il famosissimo speaker, deceduto nel 1998. Tutti lo ricordano perchè indossava enormi occhiali, cantava Take me out to the ballgame e la sua caratteristica frase era "Holy Cow". Si pensa che il suo fantasma si aggiri all'interno del Wrigley Field perchè da quando è morto, la squadra ha iniziato a vincere parecchie partite. Nell'Autunno del 1998, un equipe di ghosthunters iniziò ad investigare sulla possibilità che il fantasma di Harry avesse propiziato le continue vittorie dei Cubs. Dai risultati delle analisi, emerse che all'interno dello stadio erano presenti dei campi energetici ed elettromagnetici del tutto inusuali proprio in prossimità della cabina dove si trovava Harry Carey. Altri esperti del paranormale invece indicarono lo spirito di Steve Goodman come la causa delle vittorie dei Cubs. Famosissimo cantautore e grande tifoso dei Cubs, Goodman morì nel 1984 a soli 36 anni di età. Per onorare il desiderio di essere seppellito sotto casa base, le sue ceneri vennero sparse sul campo. Quattro giorni dopo la sua morte i Chicago Cubs vinsero il titolo di lega, un titolo che mancava dal 1945.

Quest'ultima storiella invece coinvolge Telly Savalas ed Harry Agannis. Il primo, lo ricordiamo tutti come il famoso attore di origine greca, l'interprete principale dell'altrettanto famosa serie televisiva Kojak. Harry Agannis fu il prima base dei Boston Red Sox dal 1954 al 1955 ed anche quest'ultimo fu di origine greca. Per le sue qualità atletiche, Agannis venne soprannominato The Golden Greek. Telly Savalas raccontò che nel Giugno del 1955 verso le 3 di mattina si stava dirigendo a Long Island alla guida della sua macchina quando si accorse di essere a secco di benzina. La vettura si fermò e lui decise di proseguire a piedi verso la vicina stazione di rifornimento. Conoscendo la zona in cui si trovava, Savalas prese una scorciatoia addentrandosi in un bosco a lato della strada. All'improvviso l'attore sentì una voce. "Hai bisogno di un passaggio?". Savalas disse di essere rimasto sorpreso nel vedere quella persona ben vestita all'interno di una Cadillac nera perchè non aveva nemmeno sentito il rumore del motore della macchina che si stava avvicinando. Savalas accettò il passaggio. Arrivati alla stazione, si accorse di non avere sufficiente denaro per acquistare benzina e allora quell'uomo gli diede dei soldi dicendo che non c'era problema e che avrebbe potuto restituirglieli in seguito. Durante quel breve tragitto l'uomo chiese a Savalas se conosceva Harry Agannis. L'attore rispose di no e che non lo aveva mai sentito nominare. Il giorno dopo, il Kojak televisivo ricevette una sorpresa leggendo la notizia che Harry Agannis, giocatore dei Boston Red Sox, era morto il giorno prima all'età di 26 anni per polmonite. La notizia riportava anche l'ora del decesso, e la cosa strana fu che Harry morì nel momento in cui quell'uomo della Cadillac nera pronunciò il suo nome. Savalas naturalmente pensò ad una pura coincidenza, ma, quando più tardi telefonò al numero che gli aveva dato quell'uomo per restituirgli il denaro, rispose una voce femminile e Savalas le spiegò il motivo di quella chiamata. La donna al telefono rimase per un attimo in silenzio, poi chiese all'attore com'era vestito quell'uomo e che tipo di macchina aveva. Dopo la descrizione fornita da Savalas, la donna scoppiò a piangere e disse all'attore che aveva appena descritto il marito, morto tre anni prima. Nonostante tutte le possibili spiegazioni logiche, Telly Savalas si convinse di aver avuto un passaggio in macchina da un...morto.
Sarà tutto vero?. Forse no, o forse si. O forse è il frutto della nostra immaginazione. Poco importa, se uno spirito dovesse bussare a casa mia, lo farei accomodare chiedendogli in che modo posso essergli utile. Il punto non è credere o non credere agli spiriti, il fatto è che, certe volte, gli spiriti credono a noi.
Un altro luogo interessante, è il Vinoy Renaissance di St.Petersburg. Nel 1923 l'imprenditore Aymer Vinoy Laughner, acquistò il terreno per la costruzione dell'albergo da Benjamin Williamson perchè si accorse che la proprietà offriva una suggestiva e ampia visione della città di Tampa Bay. Immerso nelle palme Washingtoniane e coronato da una torre ottagonale ben decorata con archi e stucchi ornamentali, il Vinoy Hotel è un punto di riferimento sul lungomare di St.Petersburg non solo per le persone ricche e famose, ma anche per le squadre di baseball. George Sisler, coach dei St. Louis Browns frequentò il Vinoy Hotel durante gli Spring Training verso la fine degli anni 20'. Anche Babe Ruth fu ospite gradito, per la sua esuberanza e propensione ad un ricco soggiorno al Vinoy Hotel. Oggi l'hotel ospita le squadre che affrontano i Tampa Bay Devil Rays. Ma le stars del cinema e i giocatori di baseball non sono gli ospiti più famosi al Vinoy, i fantasmi lo sono di più. Il relief-pitcher Scott Williamson non aveva mai sentito parlare degli spiriti del Vinoy, ma quando alloggiò nella vecchia ala dell'hotel con i Cincinnati Reds ebbe un'esperienza non facile da dimenticare. Racconta Williamson. "Ero in camera ed ho spento le luci quando ad un tratto, mi sono sentito come se qualcuno premesse sul petto rendendo la respirazione faticosa. Aprii gli occhi, e vidi che c'era qualcuno in piedi proprio dove si trovavano le tende della finestra. Era un ragazzo che indossava un cappotto che sembrava fosse degli anni 30', o 40'". La rete televisiva ESPN fece un servizio il giorno dopo e un amico di Williamson decise di fare una ricerca. Il risultato fu che un ragazzo morì in quell'albergo.
Vinoy Hotel
La cosa strana è che il ragazzo si chiamava Williamson, proprio come il lanciatore dei Reds. Dopo i Reds, alloggiarono al Vinoy i Pittsburgh Pirates. Frank Velasquez raccontò di aver visto la stessa persona, ma era talmente stanco che si addormentò. L'assistente della squadra di Pittsburgh sentì qualcuno che voleva forzare la porta della sua camera. Si alzò e andò ad aprirla e vide nel corridoio la stessa persona che era vestita con abiti del primo 900. L'assistente della squadra seguì quella persona, ma svoltato l'angolo alla fine del corridoio, si accorse che era svanita. Bruce Tanner (Bullpen Coach), mentre era sotto la doccia, sentì qualcosa urtare la vasca. Guardò in basso e raccolse una moneta da 1cent; la moneta era del 1950. Jason Kendall e Alvaro Espinoza furono intimoriti da questi racconti e decisero di dormire a casa del compagno di squadra Scott Sauberbeck. Gerald Perry, hitting coach, si svegliò in piena notte accorgendosi che la porta della camera era completamente aperta pur essendo matematicamente certo di averla chiusa a chiave. L'ex lanciatore dei Blue Jays, John Frascatore, e sua moglie Kandria, furono anch'esse vittime di uno spiritello burlone. Entrambi erano a conoscienza delle storie che accadevano al Vinoy Hotel anche perchè i giornali locali ne parlavano spesso. Ad esempio, negli anni 90 sul St.Petersburg Times è stata riportata la notizia che alcuni artisti-pittori che alloggiarono al Vinoy, quando rientrarono in camera dopo aver fatto colazione, trovarono tutta l'attrezzatura sparsa in giro, pennelli di varia grandezza, barattoli di vernice e tubetti tutti aperti e le pareti della camera imbrattate e pasticciate con ogni tipo di colore. John Frascatore si trovava al campo, la squadra stava facendo il Batting Practice, quando il segretario Kevin Malloy lo informò di andare nello spogliatoio perchè c'era la moglie al telefono ed  era molto preoccupata. Frascatore pensò che fosse successo qualcosa ai suoi figli. Al telefono la moglie chiese di essere subito trasferita perchè non voleva stare più al Vinoy Hotel. "Cosa è successo?", chiese il marito. Kandria gli disse che Gavin, il figlio di 5 anni, dopo essersi spazzolato i denti non riusciva a chiudere l'acqua nonostante avesse girato il rubinetto. Continuando il racconto, la moglie aggiunse che era andata in bagno e aveva chiuso il rubinetto ma dopo pochi secondi l'acqua usciva di nuovo compreso quella della doccia e dello scarico. Ripetendo l'operazione più volte, non aveva ottenuto il risultato sperato anzi, l'acqua usciva di nuovo ed era bollente. Dopo essersi trasferiti dal Vinoy Hotel, Frascatore ne parlò coi compagni di squadra e tutti concordarono che di sicuro c'erano dei problemi con l'impianto idraulico o cose del genere. Ma Frascatore aggiunse che avevano da poco eseguito dei lavori di ristrutturazione, avevano ridipinto, rinnovato e restaurato tutta l'ala dell'Hotel, i circuiti elettrici e l'impianto idraulico. "Chissà", forse il vecchio proprietario Williamson non ha gradito il nuovo volto del suo Vinoy Hotel!.

Per esorcizzare un pò i timori dopo questi racconti del brivido, Baseball in Heaven è una famosa barzelletta che narra la storia di due fratelli, Ricky e Bobby. Ricky è un lanciatore mentre Bobby gioca nel ruolo di seconda-base. Un giorno i due fratelli si trovavano in casa seduti comodamente sul divano quando Ricky improvvisamente chiese a Bobby: "Pensi che si possa giocare a baseball in Paradiso?". "Non lo so", replicò Bobby. "C'è un modo per scoprirlo?", chiese Ricky. "Ho un'idea", aggiunse Bobby, "Cosa ne pensi se uno di noi due muore e in seguito ritorna per dire all'altro se si gioca a baseball in Paradiso?". "OK, affare fatto". Ricky fu d'accordo.
Pochi giorni dopo Bobby era in giro con la bicicletta e venne investito da una macchina. Morì mentre lo trasportarono in ospedale. Ricky andò al funerale e distrutto dal dolore pianse per giorni interi. Dopo un paio di settimane il fantasma di Bobby fece visita al fratello. "Sei venuto a dirmi se si gioca a baseball in Paradiso", chiese Ricky. "Well, ho un bella notizia e una brutta notizia", rispose Bobby. "La bella notizia è che si gioca a baseball in Paradiso, la brutta notizia è che sarai tu il lanciatore partente nella gara di domani".

domenica 17 ottobre 2010

THE BENCHWARMERS

Molti di loro imparano ad adattarsi al ruolo secondario di essere delle riserve. Ma, se sono pronti in quel momento, diventano la gioia del manager e in un attimo si trasformano negli eroi dei sogni di tutti i tifosi. Stanno seduti nel dugout, osservano e studiano i lanciatori e la posizione della difesa. Forse un giorno chissà, saranno l'asso nella manica del coach perchè sanno che non potranno mai vestire i panni di una superstar ben pagata e tantomeno di un titolare della squadra. Vengono spesso descritti come dei tappabuchi ed ogni squadra ne possiede almeno uno che raramente ottiene stima e riconoscimento dalla stampa e dai tifosi. Ma le persone che contano, come il manager, i dirigenti e i compagni di squadra capiscono la sua importanza. Casey Stengel disse: " Non vinci la stagione senza quei ragazzi", e certamente non parlava di Mantle, Musial, Mays, si riferiva piuttosto a giocatori come Al Weis che fece l'homer vincente per i Mets oppure a Gary Waslewski che vinse una partita delle World Series. Chiamateli come volete, vacanzieri, sostituti, utility players o macchie o forse nullità. Qualcuno lo deve fare e parecchi che vengono scelti lo sanno fare. Paul Popovich, ad esempio, è stato in Major League per 9 anni e veniva utilizzato per circa la metà della stagione. Nonostante fosse stato titolare nel 1968 con i Dodgers è finito per essere una riserva con i Pittsburgh Pirates. "Quando sei in una squadra piena di talenti", disse Paul, "ti puoi aspettare che starai seduto in panchina per parecchio tempo". Popovich iniziò la sua carriera nei Cubs come seconda base quando decisero di impiegarlo anche in altri ruoli come terza base e interbase. "Ho giocato in seconda per tutti i miei anni a partire dal college", continua Popovich, "ma non hai molte scelte se vuoi stare in Major League. Se non sei un titolare e se vuoi aiutare la squadra, devi adattarti a giocare anche in ruoli differenti. Durante l'inverno ho dovuto allenarmi a battere anche di mancino per poter offrire ancora più possibilità di essere utilizzato". Cambiare posizione in difesa, abituarsi a tirare da tutte le posizioni o modificare l'assetto in battuta possono danneggiare i titolari, ma per Popovich essere diventato un battitore ambidestro è stato un aggiustamento essenziale al punto che preferiva battere di mancino perchè un giocatore di riserva ha molte più possibilità di entrare in partita e affrontare un lanciatore destro. Come molti benchwarmers, la più grande emozione per Paul era quella di poter osservare il talento degli altri. "Ho giocato una volta quando Don Drysdale stava realizzando il record delle riprese consecutive senza subire un punto", dice Popovich. "Lui era incredibile, un gran controllo e potenza nei suoi lanci. Un ricordo ancora fresco nella mente e che non dimenticherò mai". Quando sei una riserva cerchi qualcuno o qualcosa da ricordare, o da dimenticare. Prendete Walt Williams, che è qualcosa che il manager degli Yankees Bill Virdon, ha visto di rado sui campi da baseball. Williams non era un candidato per restare in panchina, anzi per lui si aprirono le porte del successo considerando che nel 1973 terminò la stagione con una media battuta di .305. Ma nel 1974, l'uomo chiamato Senza-collo si ritrovò ad essere l'uomo senza-corpo in seguito ad un 6 su 54 slump che lo trascinò in una vertiginosa discesa.

Da titolare al ruolo di nessuna entità pur percependo il doppio assegno da Aprile fino a Ottobre. "Walter è un ragazzo terribile", disse Virdon, "Non si abbatte mai, continua a lavorare duramente e incita con energia tutti i compagni di squadra. E' il primo a stuzzicare i lanciatori avversari. Deve essere stato l'inferno per lui ma so che è tenace e continuerà a provarci". "Amo il baseball, questo è tutto", dice Williams sorridendo, "certo, quando non giochi è dura da sopportare. Però credo che ci siano tanti modi per contribuire al successo della squadra. Ho sempre voluto giocare e anche adesso che sono un panchinaro, amo il baseball". Ancora più triste è la storia di Bill Plummer catcher di Cincinnati, costretto a stare in panchina da Johnny Bench. "La situazione di Plummer non è unica", disse Alex Grammas, "sicuramente Bill sarebbe il ricevitore titolare in tante squadre, ma non qui perchè J. Bench è il più grande ricevitore del pianeta. "E' frustrante", risponde Plummer, "però c'è molto da imparare anche stando seduti in panchina ad osservare  Johnny". Qualche volta lui gioca in prima base oppure in esterno", continua Plummer, "e allora ecco il mio momento e devo essere pronto perchè gioco in una grande squadra costruita per affrontare il post season". Nel baseball, una carriera può svanire in un attimo e all'età di 28 anni è difficile cambiare e ricominciare da capo in un nuovo ambiente. I Reds rappresentano un team ricco di talenti e farne parte, anche stando seduti in panchina, è una grossa sfida, una prova durissima ed è un motivo di orgoglio perchè quando il manager pronuncia il tuo nome hai la possibilità di cambiare il risultato, l'acqua in vino, di diventare l'eroe di un piccolo sogno condiviso. E' il coronamento di tanto lavoro sotto gli occhi di tecnici e compagni di squadra, tanti sacrifici dietro le quinte perchè mass-media e tifosi hanno microfoni e sorrisi per i titolari. Sono i benchwarmers, gli scaldapanchina, i personaggi in cerca d'autore ma anche il fiore all'occhiello di tanti managers. Rappresentano l'ultima chance, l'ultimo sperone di roccia che separa lo scalatore dalla cima della montagna. Sono le riserve, ancore di salvezza, oasi di verde speranza nell'arido deserto della sconfitta.
                

giovedì 11 marzo 2010

LA "FOLLE CORSA" DI FRED MERCKLE


23 settembre 1908.Fu uno di quei giorni nell' Old Game, perchè se non fosse successo ciò che è successo, bisognerebbe aggiungere qualche anno agli oltre 100 di assenza dalle WS da parte dei Chicago Cubs. Nessuno, che giocò quella partita, o che l'avesse vista, è ancora in vita. Anche Il Polo Grounds di New York, dove venne giocato l'incontro, non è più in vita perchè venne demolito 50 anni più tardi. Non importa, la partita rimane. In quel giorno, 23/7/1908, Joe Tinker, interbase dei Cubs, realizzò un homer portando la sua squadra in vantaggio per 1 a 0. Dall'altra parte, il lanciatore dei Cubs, Jack Pfeister, concesse un punto ai NY Giants. Col risultato in parità, 1 a 1, si  arrivò alla fine della nona ripresa, con i Giants in attacco. Moose McCormick arrivò in prima su scelta della difesa, e con 2 out giunse in terza base spinto dal singolo del rookie Fred Merkle. E qui cominciano i misteri. Molti reporter e tifosi che seguirono la partita, si accorsero che Merkle avrebbe potuto ottenere un doppio. Ma la sua decisione di restare in prima base, venne considerata come una sorta di smart baseball. Infatti, non aveva senso rischiare di arrivare in seconda base, quando c'era il punto della vittoria in terza base. Al Bridwell, il successivo battitore dei NY Giants, sparò un secco line-drive nella zona centro-sinistra del campo, permettendo a McCormick di segnare il punto della vittoria. Ma ci fù un problema. Correndo verso la seconda base, Merkle vide McCormick toccare il piatto di casa base. I tifosi dei Giants, festanti ed euforici, si riversarono in campo ancor prima che McCormick segnasse il punto. Decidendo che la partita fosse terminata e vinta, Merkle, per sottrarsi all'entusiasmo della folla, puntò dritto verso gli spogliatoi che si trovavano dietro la recinzione dell'esterno centro, ad oltre 5ooft. da casa base. Nei pressi della seconda base, Merkle tagliò verso destra dimenticandosi di toccare il sacchetto. Johnny Evers, seconda base dei Cubs, vide l'azione e urlò all'esterno centro di tirargli la pallina. Ciò che successe dopo rimane ancora un mistero. Il giorno successivo, i giornali raccontarono l'accaduto con almeno una dozzina di versioni differenti. Nel momento in cui McCormick segnò il punto della vittoria, vi erano in campo ogni sorta di persone, una bolgia infernale tra tifosi, giocatori, arbitri, forze dell'ordine, polizia a cavallo, giornalisti e fotografi. La  partita, rappresentava una grande sfida fra due grandi città come Chicago e New York. Immaginatevi Merkle che scappa verso gli spogliatoi ed Evers, trovandosi in mezzo tra i tifosi che accorrevano da ogni parte, che urla per avere la pallina. Alcuni affermarono che il lanciatore Christy Mathewson dei New York Giants, allontanò Merkle dalla seconda base. Altri dissero che invece ci arrivò. Altri giornali scrissero che il lanciatore dei Giants, Iron Man J.McGinnity si tuffò nel tentativo di fermare il tiro sbagliato dell'esterno centro verso la seconda base. McGinnity si trovava nella zona del box del suggeritore di prima base e la pallina, rimbalzando finì sulle tribune. Intanto Evers continuava ad urlare. A quel punto, McGinnity decise di procurarsi un'altra pallina. E così fece. Alcuni raccontarono che fu la vera pallina che, dopo essere rimbalzata sulle tribune, venne sottratta ad un tifoso. Il lanciatore di riserva, tale Rube Kroh fu l'autore del recupero della pallina. Altri invece dissero che era un'altra pallina, ed era stata intercettata dall'interbase dei Cubs Tinker, il quale avrebbe dovuto tirare in seconda per completare l'eliminazione di Merkle. Ad ogni modo Evers, venuto in possesso di una qualsivoglia pallina, toccò il sacchetto di seconda base e disse all'arbitro che l'out di Merkle, per gioco forzato, avrebbe annullato il punto vincente di McCormick. A sua volta, l'arbitro di base Emslie, rispose che non aveva visto niente perchè si era tuffato per evitare il secco line-drive vincente di Bridwell. In seguito venne interpellato l'arbitro di casa base il quale affermò di aver visto tutto e disse che Merkle non aveva toccato il sacchetto e lo dichiarò out, annullando il punto della vittoria. Siamo ancora in parità. Successe di tutto. Proteste, risse, una gran confusione e la partita fu sospesa col punteggio di 1 a 1, alimentando una forte polemica che coinvolse le autorità e qualche losca presenza. Il Presidente della Lega Pulliam, non decise frettolosamente, perchè  mancavano 2 settimane alla fine della stagione e sperava che una delle due squadre potesse terminare al primo posto in classifica, vanificando l'opportunità di dover ripetere o continuare la partita. Purtroppo per lui, Chicago e New York finirono alla pari, rendendo necessario lo spareggio. Vinse Chicago per 4 a 2. Prima di questa partita, i Cubs vinsero contro Pittsburgh per 5 a 2. Quella fu un'altra partita di spareggio che portò Chicago esattamente alla pari con New York nel conteggio delle vittorie e delle sconfitte, 98-55, relegando Pittsburgh a mezza partita indietro. L'incontro di spareggio tra Cubs e Giants fu seguito da 250.000 persone. Un record per quel tempo. Le conseguenze per il rookie 19enne Merkle furono disastrose perchè diventò una sorta di vergogna nazionale ricevendo il soprannome di bone-head. Nonostante tutto, il giocatore rimase nell'ambiente per altri 20 anni, ricoprendo il ruolo di coach. Una volta disse: "Spero che non lo scrivano sulla mia tomba". I Cubs vinsero le World Series contro i Detroit di Ty Cobb per la terza volta consecutiva. Quelle del 1908 furono anche le ultime WS alle quali parteciparono i Cubs, e nei cuori dei tifosi di Chicago, il miracolo di una loro apparizione è ancora vivo e forte tuttora. E cosa successe al Presidente Pulliam?. Venne trovato cadavere con un colpo di pistola nel suo ufficio pochi giorni dopo lo spareggio. Ed anche qui, le notizie si accavallarono intorno alla morte del Presidente della Lega. Si parlò di suicidio ma la voce piu' diffusa fu quella che riconosceva Pulliam come  vittima della malavita imperante nel settore delle scommesse.

venerdì 4 dicembre 2009

FORSE

Pete Gray
Fu una di quelle serate che nessuno ricorderà perchè forse, troppo unica. Infatti, ci sono eroi nell'Old Game che vengono dimenticati. Forse, sono  inadeguati agli standards promozionali e commerciali, forse sono scomodi e possono oscurare le immagini pubblicizzate dai promoters e dai giornalisti. Forse non sono quei modelli di riferimento che il sistema mediatico propone per ottenere il controllo sulle popolazioni. Ai giorni nostri, questi biechi e servili personaggi vengono erroneamente chiamati creativi, con i loro sciocchi spots, forse tendenti a sottolineare il fatto che siamo utenti, clienti, acquirenti, consumatori, dimenticando che, forse, prima di questi appellativi, noi siamo persone che hanno reso necessario, forse, lo sviluppo della percezione, della reazione cognitiva e della consapevolezza. Forse l'eroe di quella sera ha un nome. Si chiama Gene Rye e viene descritto come un giocatore che era alto poco più della mazza che usava, e il suo peso corporeo oscillava tra i 70 e 72Kg. Era soprannominato Mezza Pinta Rye. Nella calda serata del 6 Agosto del 1930, nello stato del Texas, forse, si stava svolgendo una partita di baseball tra la squadra dei Waco Cubs e quella dei Beaumont Exporters. Siamo all'ottava ripresa e Rye, della squadra di Waco Cubs, si presenta nel box di battuta e a basi vuote, forse, ottiene un fuoricampo. Poco più tardi, stessa serata e stessa ripresa, Gene Rye si presentò nel box di battuta con un corridore in base e forse, ottenne un altro fuoricampo. Ancora più tardi, sempre nella stessa ripresa, Gene Rye si presentò nel box e con le basi piene, forse, fece un altro fuoricampo. La partita terminò col punteggio di 20 a 7 e in quella ripresa il team di Waco segnò 18 punti. Rye non ebbe più l'opportunità di andare in battuta e dovette accontentarsi di quello che è, ancora ai giorni nostri, un record imbattuto per un giocatore professionista. Forse, sarà impossibile batterlo, ma anche eguagliarlo. Un altro eroe fu Peter Gray. Tutti si misero a ridere quando il manager di Memphis nel 1943 fece giocare all'esterno Gray il quale aveva un solo braccio. All'età di 6 anni, mentre guidava un trattore, scivolò e il braccio destro si spappolò sotto le ruote. Portato in ospedale gli venne amputato l'arto fin sopra il gomito. Ciò non fu abbastanza per allontanare la  passione di Gray per il baseball. Nel 1944, con 63 basi rubate e una media battuta di .333 Peter Gray forse, vinse il most valuable player nella Southern Association. Un altro fu Henry Oana, un hawahiano dal fisico scultoreo che arrivò in Major come battitore di potenza e ritornò nelle Minors per affermarsi come grande lanciatore diventando anche una sorta di leggenda nella tenue e fioca luce delle Leghe Minori. Forse, per molti, Oana venne adorato come un oggetto di culto.  Joe Bauman fu il primo, ed è l'unico tutt'ora, ad aver battuto 70HR quando giocava prima base per Roswell nel 1954. Bill Bell lanciò 2 no-hit consecutive per Bristol nel 1952. Ron Necciai, anche lui con la squadra di Bristol sarà ricordato per sempre quando il 13 Maggio 1952 lanciò l'unica partita in tutta la storia lasciando al piatto 27 battitori.  Joe Wilhoit di Wichita, ha battuto valido per 69 partite consecutive nel 1919. Da allora nessuno si è mai nemmeno avvicinato ad un simile hitting streak. Myril Hoag, all'età di 39 anni ha battuto .358, vincendo 17 partite come lanciatore con 1.83 di media punti guadagnati. La lista di questi recordman è lunga, ed è tanto lunga quanto dimenticata.
Essi sono gli eroi sconosciuti, perchè Rye era troppo basso di statura, Bauman aveva le mani troppo piccole, Oana aveva i piedi enormi ed era circondato dalle carezze femminili. Hoag lanciava la spit ball e la sua sete di whiskey era insaziabile. Wilhoit non era mai in albergo la notte. No, per loro non c'è mai stato il benchè minimo ritaglio nelle prime pagine dei giornali, nemmeno una riga e neanche il nome. Sono solo lettere che risiedono nei cuori di chi li ha visti giocare. Questi atleti sono condannati all'oblio, ancorati agli abissi come antichi relitti. Per loro, forse, non ci sarà mai un posto a Cooperstown. Ma i veri tesori non si nascondono nelle profondità oceaniche?. Allora Mr. Selig allarghiamo questo museo per ospitare questi tesori?. Forse. Lasciatemi cantare gli sconfitti che giacciono in strada mentre l’ultimo bus se ne va. I marciapiedi sono deserti, i canali di scarico si tingono di rosso mentre si brinda al Dio delle feste convenzionali. Tutti hanno un nome per i vincitori, il mio è il nome di chi ha perso. Descrivono l'Alabama come la Crimson Tide, descrivetemi come il Diacono della Malinconia.