Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".
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sabato 5 novembre 2011

TWO AT THE TIME

Bob Forsch, che fu protagonista di due no-hitters ed è il terzo lanciatore più vincente nella storia dei St.Louis Cardinals, è partito per un lungo viaggio Giovedi sera dopo collasso nella sua casa vicino a Tampa, Fla. Aveva 61 anni. La moglie di Forsch, Janice, ha detto al St. Louis Post-Dispatch che l'ex lanciatore è stato vittima di un aneurisma nella parte superiore del torace. Forsch era al Busch Stadium Venerdì scorso, per effettuare il classico lancio cerimoniale prima di gara 7 delle World Series. Con la squadra dei Cardinals, Forsch è stato protagonista di 3 World Series vinte  (82-85-87) ed è l'unico lanciatore nella storia della franchigia ad aver lanciato 2 no-hit.

Matty Alou, un ex campione di battuta MLB, è morto a S.Domingo all'età di 72 anni. Alou ha giocato per 14 anni in Major League dal 1960-74, soprattutto con i Giants e i Pirates. Ha avuto una media battuta in carriera di 307. Era il più piccolo di tre fratelli, pesava appena 72kg. Gli "Alou's Brothers", Matty, Jesus e Felipe fecero storia quando tutti e tre insieme giocarono una partita all'esterno. Era il 10 Settembre del 1963 a New York, quando il manager Alvin Dark fece entrare Jesus a battere per Josè Pagan. Il successivo battitore fu Matty al posto del lanciatore Bob Garibaldi! ed infine fu Felipe ad andare in battuta. Tutti e tre vennero eliminati in successione. Matty Alou vinse la media battuta nel 1966 con 342. Il fratello Felipe arrivò secondo con 327. Anche Matty Alou fece parte dei St.Louis Cardinals nel 1971-72.
RIP.

                                                             NEW KID IN HAVEN
"There's a new kid in town", così cantavano gli Eagles nel 1976 in un famoso brano quando uscì quel meraviglioso album dal titolo "Hotel California". "È la fugace e volubile natura dell'amore e del romanticismo", dirà Don Henley lead-singer della band. Allo stesso modo Gary Carter ha intrapreso il suo viaggio d'eternità, rapidamente nell'amore dei familiari e di tutti coloro che lo conoscevano. Un Hall of Famer, non solo come giocatore ma anche come uomo, come padre di famiglia e come esempio di impegno sociale. "The Kid", come veniva soprannominato, non ha risparmiato nemmeno una goccia della sua energia per diffondere la gioia, la devozione e la passione verso il gioco. Senza di lui i Mets non avrebbero vinto le drammatiche World Series del 1986 contro i Boston Red Sox. Non è stato Bill Buckner a perdere la partita col suo clamoroso errore, ma è stato Gary Carter a vincere, col suo entusiasmo e la sua presenza. "Solo The Kid, è riuscito a guidare un parco lanciatori così giovane come quello dell'86". disse Davey Johnson, al tempo manager dei Mets, "Lui era il vero allenatore, scriveva e prendeva appunti su tutti i battitori della National League. Il suo sorriso e la sua gioia verso la vita sono stati contagiosi per tutta la squadra e i tifosi.
                                                  2 FEBBRAIO 2012.
Verso la recinzione che delimita il confine del campo è arrivato Gary Carter seduto in una "golf cart", 10 minuti prima di inizio partita. Opening Day. Nonostante la sua malattia il manager ha voluto essere presente in questa serata speciale. "Tutto bene?", chiese ai ragazzi che nel frattempo avevano "sprintato" verso di lui circondandolo con entusiasmo. Era il loro manager, la loro ispirazione. "Let's get a win tonight!", disse Carter stringendo la mano ad ogni giocatore. "Voleva essere qui, con i suoi ragazzi", disse Kimberly, "È stanco e affaticato, ma quando si tratta di baseball mio padre trova tutta l'energia che serve, come in questo momento."
SABATO FEBBRAIO 18 2012 11:56 PM EST
Così scrive Kimberly, la figlia di Carter, nel suo "Journal", un diario completo dove è stata monitorata la vita del padre da quando gli è stato diagnosticato il tumore al cervello.
GARY EDMUND CARTER "The Kid" 57, ha raggiunto il Signore il 16 Febbraio. Dopo 37 anni di matrimonio ha lasciato sua moglie Sandy, i suoi 3 figli e 3 nipoti. Gary è entrato nella Hall of Fame nel 2003, dopo 19 brillanti stagioni in Major League Baseball. È conosciuto come uno dei più forti ricevitori di tutta la storia del Baseball, fu proprio lui a portare i Mets a vincere le WS nel 1986 grazie alla sua valida con due out alla nona ripresa. Gary lascia dietro di di sé un patrimonio incredibile in tanti ambienti sportivi per le sue capacità atletiche, per le opere di carità e per la sua fede incrollabile. È il fondatore della "GARY CARTER FOUNDATION", che è stata determinante nella raccolta di fondi e nel processo di sensibilizzazione verso malattie come la leucemia, diabete giovanile, il "Progetto Autismo", e fornendo risorse educative a beneficio delle scuole locali. La famiglia desidera porgere un particolare ringraziamento alle magnifiche persone dell'Ospedale di Palm Beach County, per aver dato comodità, conforto e sostegno a Gary nelle ultime settimane di vita". Continua il brano degli Eagles, e la voce di Glenn Frey si aggiunge a quella di Henley "...Quando lo guardi negli occhi, la musica comincia a danzare...".
                               
                                         SO LONG...MY FRIEND!

G.Millay
Gar was so sweet, he was a strong man like a Canadian Maple tree. He had blue eyes like the sea meets the sky where you could feel his heart beatin' for baseball. He was so devoted to the game as he was in life to his wife and his daughters. His desire and dedication was second to none...always ready to play, always ready to give everything he had to win ballgames...always ready to turn you up painting a smile on your face. A great companion on and off the field, an extraordinary partner of those morning workouts. Thanks Gar!. You made me love this game more than i did before.

Gar Millay è deceduto il 2 Luglio 2011 all'ospedale di S.Diego. Aveva solo 46 anni. Colpito da un tumore al cervello lascia la moglie e tre figli. Giocò per tre anni in AAA ad Oklahoma (Texas Rangers). Venne ingaggiato dal Rimini nel 1992. Insieme al lanciatore Tim Birtsas (ex Major con i Cincinnati) fu una pedina vincente per la squadra che vinse il titolo in finale contro il Bologna. Insieme a Gar passavo tutte le mattine al campo per lavorare sulla battuta usando il batting tee e la macchina lanciapalle. Durante questa fase, Gar impostava la velocità della macchina al minimo, proprio per aver tutto il tempo da dedicare alla meccanica di battuta. Nella fase successiva invece tutto il contrario, ovvero velocità massima per l'esecuzione di decine e decine di bunts. Grazie a questa impostazione di allenamento quell'anno vinsi la Media Battuta con .442 e ottenni nel mese di Luglio la 1.000esima valida in carriera. Fu proprio Gar il primo a complimentarsi con me per il "piccolo milestone" raggiunto come se anche lui ne facesse parte. In realtà era proprio così. So long Gar!. Later my friend!
1992
                                                 Leaders  Regular Season 1992