Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".
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martedì 29 dicembre 2009

LSD


Tanti sono gli aneddoti, le curiosità e le vicende che hanno contribuito a creare  intorno alL'Old game quell'alone di misticismo e leggenda, il frutto di azioni o meglio, prestazioni di atleti-personaggi veramente singolari. Annusando  vecchie riviste mi sono imbattuto in un nome. Dock Ellis, il miglior lanciatore dei Pittsburgh Pirates nella stagione 1971 quando i "Bucs" vinsero le World Series. Dock era un personaggio controverso e divertente, rissoso e attaccabrighe. In minor league una volta si scagliò contro un tifoso che gli aveva urlato "Nigger", aveva la mazza in mano e successivamente disse ad un giornalista che aveva anche una pistola in tasca. Nel Maggio del 1972, ebbe una violenta discussione  con la guardia di sicurezza al Riverfront Stadium di Cincinnati, perchè non lo volevano far entrare. L'atteggiamento minaccioso di Dock costrinse la guardia, David Hatter, a chiamare la polizia ed Ellis fu portato in questura. Nel 1974 all'inizio della partita contro i Reds disse: "I'm gonna hit these motherfuckers down!", detto fatto. ColpÌ nell'ordine: Rose, Morgan, Driessen e con le basi piene cercò di colpire anche Perez il quale riuscì ad evitare i lanci e andò in  base per ball. Dopo aver colpito anche Bench, venne sostituito. Ma la vicenda che rese famoso Dock Ellis, fu la no-hit sotto l'influsso del LSD. La storia è semplicemente incredibile. Giugno 1970, i Pittsburgh Pirates affrontarono la serie di partite a S.Diego. All'aeroporto  Ellis noleggiò una macchina per andare a Los Angeles a trovare la sua ragazza Mitzie e il suo amico d'infanzia Al Rambo. Le successive 12 ore furono una nebbia di conversazioni, marijuana e anfetamine. Ellis si svegliò dopo mezzogiorno e pensando di avere il day-off assunse il "Purple Haze", un tipo di acido allucinogeno. In realtà avrebbe dovuto lanciare a S.Diego la sera stessa alle ore 18.05. Più tardi, arrivò la sua ragazza col giornale e disse: "Dock, sarai tu a lanciare oggi!", Ellis replicò, "No!, lancerò Venerdì, sono sicuro!". "Baby!", lei replicò, "Oggi è Venerdì. Ieri, hai dormito tutto il giorno!". Dock aveva 4 ore di tempo e prese l'aereo da L.A. per S.Diego quindi si infilò in un taxi e bestemmiando all'autista gli disse, "Get to the fucking stadium, i got to play!". Alle ore 17 nello spogliatoio si rese conto che l'effetto dell'acido non sarebbe svanito per la partita, quindi come "MISURA PRECAUZIONALE!", prese dalle 4 alle 8 pastiglie di anfetamina!. Quando entrò in campo, un'abituale conoscienza, da anni ormai, gli diede una manciata di "White Crosses" ovvero Benzedrina, una sorta di eccitante. Dopo questa "supplementazione" Ellis si recò nel "bullpen" per scaldarsi. "Ricordo soltanto dei pezzi di partita", disse Dock, "ero psicotico e avevo una sensazione di euforia. Delle volte non vedevo il catcher, delle volte non vedevo il battitore. Ricordo di averne colpiti un paio e di aver avuto le basi piene. La pallina era talvolta piccola, talvolta molto grande. Ebbi la convinzione che Richard Nixon arbitrava a casa base, e una volta pensai di lanciare a J.Hendrix che faceva lo swing con la chitarra. Mi dissero anche che ebbi 3 o 4 opportunità per giocare la pallina in difesa, ma ricordo solo che dopo un bunt, mi tuffai di lato pensando che fosse un line-drive. Con 8 Basi su Ball e due colpiti il 12 Giugno del 1970 al Jack Murphy Stadium di S.Diego, Dock Ellis fu l'autore della no-hit più grottesca e chiaccherata che nessuna persona si sognerebbe di fare sotto l'influsso dell'LSD. Quando il dottore del centro di riabilitazione chiese la lista delle sostanze che aveva usato si mise le mani nei capelli domandandosi come faceva ad essere ancora vivo. In seguito Ellis venne ricoverato più volte nei centri di riabilitazione. Terminata la carriera sportiva si dedicò al recupero delle persone cadute nel tunnell della droga operando specialmente presso le carceri degli States. Dock Ellis morì il 19 Dicembre 2008 all'età di 63 anni.
Nel Gennaio del 2014, il produttore cinematografico, Jeff Radice, ha presentato al "Sundance Film Festival" di Park City Utah, il documentario
"NO NO: A DOCUMENTARY", che narra la storia di Dock Ellis.