Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".
Visualizzazione post con etichetta DIVERTENTI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta DIVERTENTI. Mostra tutti i post

mercoledì 16 gennaio 2013

RISATE A DENTI STRETTI


Secondo la nota rivista, The Sporting News, negli ultimi quattro anni, Wade Boggs ha battuto una media di .800 con le donne in zona punto. (David Letterman. Riferito ai presunti festini che si svolgevano in albergo durante le trasferte dei Boston Red Sox).

Dopo essere stato escluso dall'All Star Game dal manager dei Boston Darrell Johnson, il lanciatore Jim Palmer disse di essere stato frainteso per aver definito Johnson un idiota. “Non ho detto che Johnson è un idiota. Qualcun altro l'ha fatto. Io ho soltanto condiviso quell'affermazione!”, disse Palmer.

Un giornalista chiese a Yogi Berra qualche impressione sulla partita del giorno precedente quando Yogi ottenne due battute valide. “Erano tre le battute valide!”, rispose Berra. Il giornalista disse che aveva controllato il boxscore ed erano segnate due battute valide. “La terza deve essere stata un errore di tipografia”, concluse il reporter. “No!”, replicò Berra, “La terza era una battuta valida all'esterno sinistro”.

Un giornalista volle sapere da dove proveniva l'inaspettata potenza in battuta di Alex Johnson. “L'anno scorso”, domandò il cronista, “ hai battuto due foricampi e quest'anno ne hai fatti sette. Qual'è la differenza?”.
“ Cinque!”, rispose Johnson.

Un rookie era seduto in panchina di fianco al manager quando vide Roger Maris che eliminò dall'esterno destro un corridore che dalla prima base voleva arrivare in terza base. “Figliolo!”, disse il manager, “non vedrai un lancio simile per altri milioni d'anni!”. Tre inning dopo, Maris replicò la sua azione difensiva fucilando un altro corridore che tentava di raggiungere la terza base. Il rookie si rivolse al manager e disse: “ Certo che il tempo vola, qui, nelle Major Leagues!”.

Un giorno chiesero a Tom Lasorda l'età dei suoi due pinch-hitters, Manny Mota e Vic Davalillo. “Non saprei, ma qualcuno mi ha detto che erano i camerieri nell' ULTIMA CENA!!, rispose Lasorda.

Prima di una serie di partite contro i Brooklyn, Frankie Frisch, il manager dei St. Louis, disse ai suoi lanciatori di non tirare nesuna fastball a Tony Cuccinello dei Brooklyn. Dizzy Dean obiettò: “Non può battere la mia fastball!”, e pregò il manager di lasciarlo fare. Frisch rifiutò, ma Dean insistette e poco prima dell'inizio della partita il manager acconsentì. Fu così che quando Cuccinello si presentò alla battuta, Dizzy Dean gli lanciò una fastball e Cuccinello rispose con un homer fuori dallo stadio. Il lanciatore, demoralizzato si rivolse al manager: “Cristo, Frankie, avevi ragione!”. Frisch rispose “Ecco perchè quando ti guardi allo specchio vedi un asino”. E Dean concluse “No Frankie, io vedo la mia faccia!”.

Durante un'intervista chiesero ad Alvin Dark di fare un paragone con le squadre che aveva allenato durante i suoi anni di carriera come manager. “Con gli A's si vinceva grazie ai lanciatori e alla velocità sulle basi. Con i Giants si vinceva grazie ai lanciatori e alla potenza nel box di battuta. Con gli Indians si vinceva grazie alla mano di Dio!”.

“Non dimenticherò quel 6 di Settembre del 1950”, disse Phil Rizzuto. “Ricevetti una lettera minacciosa dove era scritto che se avessi indossato la divisa per giocare contro i Boston Red Sox mi avrebbero sparato. Mostrai la lettera all'FBI e ne parlai col manager Casey Stengel. Sapete cosa fece Casey?. Mi consegnò un'altra divisa e diede la mia a Billy Martin. Immaginate un po', forse Casey pensò che fosse stato meglio sparare a Billy Martin!”.

Pedro Guerrero, terza base dei LA Dodgers, commise una serie di errori madornali durante una partita. Tutto questo avvenne in un periodo dove anche il seconda base Steve Sax fu autore di incredibili errori di tiro. Sax divenne così famoso per le sue assistenze in prima base che i tifosi di LA, che prendevano posto dietro la zona della prima base, si presentavono allo stadio indossando l'elmetto da minatore per proteggersi dai tiri errati del difensore. Dopo la partita, il manager Lasorda convocò Guerrero nel suo ufficio. “Cosa succede Pedro?, cosa cavolo pensi quando giochi?”. “Penso a due cose!”, rispose il terza base. “Dimmi la prima!”, replicò il manager. “Dio!, non permettere che loro battano su di me!”. “E qual'è la seconda cosa?” aggiunse Lasorda. “Dio!, non permettere che loro battano su Steve (Sax)!”.

Il manager dei Brooklyn Dodgers, Charlie Dressen, prima dell'inizio delle World Series del 1952, prese da parte il pitcher Billy Loes. “Ho letto il giornale!. Hai detto che gli Yankees ci batteranno in sette partite. Che cacchio ti passa per la testa?”. “Sono stato frainteso”, rispose Loes, “Ho detto in sei partite!”.

In una giornata con forte vento a S.Francisco, il terza base Rocky Bridges si preparò per catturare un alto pop-fly in diamante. Nell'azione, si spostò verso la zona dell'interbase, poi verso il monte di lancio ed infine arrivò in prossimità della zona del prima base. La pallina cade a terra a pochi cm. dal difensore. Il giorno successivo il giornale commentò ironicamente l'accaduto facendo il paragone con una famosa canzone di Ella Fitzgerald dal titolo A tisket, a tasket. I should have brought a basket!. (riferito all'azione del terza base dei SF Giants, il titolo della canzone si potrebbe tradurre “Lesto, lesto, ho bisogno di un cesto!”). Bridges, contrariato, aspettò il giornalista fuori dallo spogliatoio. “Hey tu, vieni qui. Ho letto cos'hai scritto sul giornale”. “E allora?”, rispose il reporter. “Il fatto mi ha dato molto fastidio e non ho potuto dormire la scorsa notte. Devo chiederti una cosa. Qual'è la melodia della canzone?”, concluse il terza base.

In una partita tra i Mets e i Cubs al Polo Grounds, Marv Thronberry realizzò un triplo. Mentre stava prendendo fiato sul sacchetto di terza base, Ernie Banks dei Chicago chiese la palla per fare gioco d'appello perchè Thronberry, durante la corsa, non aveva toccato la prima base. Il gioco d'appello venne convalidato dall'arbitro che dichiarò out il corridore. Il manager Casey Stengel corse nervosamente verso l'arbitro Dusty Boggess per protestare. “Lascia stare Casey!”, disse l'arbitro, “Thronberry non ha nemmeno toccato la seconda base!”.

Il 15 Luglio del 1973, Nolan Ryan lanciò la sua seconda no hit in carriera realizzando anche un record di 17 strike-out. Alla nona ripresa, con due out, il catcher-prima base Norm Cash di Detroit si presentò alla battuta con una gamba di pianoforte tra le mani.

Phil Masi giocava catcher quel giorno quando Al Javery si preparò a lanciare contro il line up dei Giants. I primi tre battitori ottennero tutti una battuta valida al primo lancio. Il manager Casey Stengel uscì dal dug out per avere dei chiarimenti dal catcher. “Allora?. Che tipi di lancio sta effettuando?”, chiese il manager a Masi. “Non so!”, rispose il catcher, non ne ho ricevuto ancora uno”.

Il lanciatore Bill Werle costrinse Bill Nicholson ad effettuare una battuta alta in diamante in prossimità del monte di lancio. Secondo le regole prestabilite, per evitare che i difensori potessero scontrarsi nel tentativo di catturare la palla al volo, il lanciatore indicò, urlando, il nome del giocatore che doveva prendere la pallina al volo. “La prende Eddie!, la prende Eddie!”, gridò il lanciatore, puntando il dito in alto verso la pallina. La pallina cadde a terra di fronte al catcher Eddie Fitzgerald, al prima base Eddie Stevens e al terza base Eddie Bockam.

Un uomo si allontana da casa, gira a sinistra, poi ancora a sinistra e ancora a sinistra. Rientra a casa e trova due persone con la maschera. Chi sono?:
Il catcher e l'arbitro.

Sapete perchè quasi tutti gli arbitri sono grassi?:
Perchè puliscono bene il piatto.

Chi possiede 18 gambe e cattura le palline al volo?:
Una squadra di baseball.

Bob, un ragazzo di colore, non crede che il cane di Fred può parlare. Quindi Fred chiede al cane: “Cosa c'è sopra la casa?”. Il cane risponde: “Il tetto”. Bob non è convinto e allora Fred pone un'altra domanda al cane: “Com'è la carta vetrata?”. “Ruvida”, risponde il cane. Non riuscendo ancora a convincere l'amico, Fred chiede al cane: “Chi è il più grande giocatore di baseball?”. E il cane: “Babe Ruth”. A quel punto, Bob si allontana incredulo e irritato. Il cane, titubante, si rivolge al padrone e dice “Ehm, è... forse... Hank Aaron?”.


giovedì 15 settembre 2011

IT'S JUST A GAME

È SOLO UN GIOCO. L'espressione presa con il suo vero significato, ne ha acquistato uno più profondo e sarcastico. Viene definito un gioco, ma parecchie volte assume una dimensione amara, un serio affare dove la frase Il Baseball è il Gioco della vita, si può sostituire con Il Baseball è il Gioco della morte. Vita e Morte?. Certamente. Guardate quello che è successo in Europa e Sud America a proposito del calcio, un vero bollettino di guerra, e ci si rende conto che si può perdere la vita anche assistendo ad una semplice gara sportiva. Football, basketball, hockey e baseball hanno generato risse anche molto violente, dove parecchi giocatori hanno subito gravi infortuni obbligandoli ad un ricovero ospedaliero. Ci sono diversi elementi di pericolo nel baseball, come ad esempio un lancio addosso al battitore, o una scivolata in base con gli spikes che sfregiano la gamba del difensore. Anche il lanciatore si trova in una posizione di estremo pericolo, è già successo che sia stato colpito da un line-drive. L'elemento che più di ogni altro esaspera il grado di pericolosità è senza dubbio l'accanito desiderio di vincere, cioè quel desiderio che genera uragani di emotività. Coloro che deridono gli adulti che giocano col cuore da bambini, forse non sanno di cosa si tratta. Il bisogno di vincere è importante per l'atleta che ha la massima dedizione, così come allo stesso modo è importante il tocco preciso di una nota da parte di un musicista, oppure la perfetta tonalità di colore scelto dall'artista. Interpretare gli sports e i giochi in modo delicato e attento, è divertente per il proprio essere, ma è anche dannatamente serio. Ma è soltanto un gioco. SOLTANTO UN GIOCO?. Chiedetelo a Reggie Smith, che per due volte ha sentito la terra contro la faccia cadendo per evitare due lanci di Bob Humphrey. Voleva combattere, ma qualcuno ha minato alla sua vita. Lasciò il box di battuta per dirigersi verso il monte di lancio. Nessuno può permettersi di usare il suo corpo come bersaglio. Ma altri arrivarono prima di lui e i giocatori si ammucchiarono sul campo. L'arbitro intervenne mentre il massiccio Frank Howard, slugger dei Washington, sovrastava tutti con i suoi 2.06mt di altezza e 135kg di muscoli. Nessun pugno è stato sferrato, nessuno si è fatto male e nessuno è stato espulso. Questa volta la rissa è stata evitata. Ma la prossima volta?. Perchè R.Smith è stato bersagliato?. L'evidenza è chiara. Smith era un forte battitore, i Senators stavano perdendo e nella precedente partita il lanciatore dei Red Sox, Sonny Bert, aveva colpito Howard e polverizzato Ken McMullen. Rappresaglia?. Vendetta?. Vero, tanto nella vita quanto nel gioco. Qualche giorno dopo Ray Culp, lanciatore dei Boston, colpì per ben due volte Don Wert dei Detroit, che aveva realizzato le uniche due battute valide della partita. Intimidazione?. Vero, sia nella vita quanto nel gioco. Il giorno successivo Mickey Lolich di Detroit colpì Carl Yastrzemski dei Boston. L'arbitro ammonì Lolich che si giustificò dicendo che Wert era stato messo KO per ben due volte. Yankees e Boston non vanno certo per il sottile quando si tratta di darsele sonoramente. Nel 1967, T. Tillotson colpì J. Foy nella seconda ripresa. Quando, alla nona ripresa, il pitcher degli Yankees si presentò a battere Jim Longborg lo colpì in pieno. "Non potevo permettergli di lasciare il campo dopo aver colpito uno della mia squadra", disse Longborg. Entrambe le panchine si svuotarono. Petrocelli e Pepitone ingaggiarono un incontro di boxe. Reggie Smith sollevò il corpo di Tillotson e lo sbattè per terra. Sembrava che ci fosse lotta per tutto il campo. Quindi la pace, con Petrocelli che disse: "Io e Pepitone stavamo scherzando, siamo amici e spesso ci punzecchiamo" a vicenda". Quella fu una rissa abbastanza normale, tanta confusione ma nessuno si fece veramente male. Quello che successe a Los Angeles nel 1965 invece fu qualcosa di sanguigno. Juan Marichal dei Giants, aprì la testa di John Roseboro colpendolo con la mazza. Un lancio in direzione della tempia fu la causa di tutto. L'unica differenza è che il lancio proveniva dal catcher Roseboro. "Tirò la pallina colpendomi l'orecchio di striscio", disse Marichal. Il lanciatore dei Giants fece tre giri di mazza e uno di questi colpì Roseboro provocandogli un taglio sulla testa. Marichal venne sospeso per una settimana con una multa di $ 2.000 e Roseboro lo citò in giudizio per $ 110.000. E quello che successe a George Moriarty?. Divertente. G.Moriarty (1885-1964), giocò terza base per Chicago e Detroit dal 1903 (19 anni) fino al 1916. In seguito divenne arbitro dal 1917 al 1940. In entrambi i ruoli, di giocatore e arbitro, Moriarty fece parlare di sè specialmente dopo aver messo KO per ben tre volte, in tre occasioni diverse, il campione della cattiveria Ty Cobb. Moriarty divenne tanto temuto e rispettato al tempo che una volta durante una partita rubò la seconda base arrivando in scivolata. Il lancio del ricevitore lo colpì alla schiena e Moriarty, rialzandosi di scatto, iniziò a urlare, "Chi mi ha colpito con un pugno?". I difensori scapparono via. In qualità di arbitro, Moriarty non perse il suo carattere grintoso. A Cleveland nel 1932, Moriarty era arbitro capo. Stanco delle continue proteste dei giocatori di Chicago, si diresse verso la panchina e disse loro che se volevano discutere lui li avrebbe aspettati sotto le tribune a fine partita. Il lanciatore Milt Gaston terminò in ospedale col naso rotto.
La stessa sorte capitò al manager Lew Fonseca e al catcher Charlie Berry i quali terminarono stesi per terra. Nella sua biografia, Hank Greenberg, Hall of Famer, ricorda Moriarty perchè lo difese dai continui insulti che arrivavano dai giocatori dei Cubs. Greenberg era ebreo, e anche in quella occasione Moriarty si avvicinò alla panchina dei Chicago. Non si sa cosa disse ai giocatori, ma da quel momento smisero di insultare Greenberg. Well, it's just a game folks.

domenica 28 agosto 2011

MORDIMI IL SEDERE

Nel baseball si sa, sono tanti i giocatori che si affidano alle cure del trainer o a quelle mediche in seguito agli infortuni riportati durante l'attività agonistica. Ogni anno, quella che si chiama disabled list, rappresenta la nota dolente di tanti managers i quali sperano all'inizio del campionato di avere tutta la squadra in salute almeno per buona parte della stagione. Dall'altra parte la disable list rappresenta una fonte di speranza per tanti Minor Leaguers che vedrebbero la possibilità di un avanzamento di categoria oltre all'opportunità di farsi notare per poter agguantare un ingaggio nella Major League. Gli infortuni sono frequenti specialmente negli sport dove predomina il contatto fisico. Il baseball non è uno sport propriamente violento, tuttavia le percentuali di rischio infortunio non sono da sottovalutare in quanto il lancio della pallina e lo swing della mazza rappresentano movimenti esplosivi che impegnano anche legamenti e tendini. Tutti sanno ormai che i lanciatori sono inclini ad accusare dolori al braccio in particolare alla spalla e al gomito. Altresì i battitori i quali risentono dei dolori provocati dalla rotazione delle anche, dolori che si trasmettono alla schiena, ai polsi, ed anche alle ginocchia. Tutto questo senza tener conto che una pallina battuta assume rotazioni ed effetti talvolta improvvisi e il rischio di un rimbalzo falso con brutte conseguenze al volto non è trascurabile. Aggiungiamo anche i contatti tra corridore e ricevitore talvolta dolorosi e pericolosi per non parlare di qualche lanciatore smaliziato che tira al corpo del battitore e qualche corridore che scivola con la gamba alzata. Insomma, alla fine questo gioco è pericoloso tanto quanto attraversare un fiume con i coccodrilli. Ma gli infortuni ai giocatori di baseball non avvengono solo in campo, ma anche fuori dallo stesso e quando ciò avviene, nella sua triste dimensione, l'infortunio, assume un risvolto divertente e curioso per non dire quasi biasimevole. È il caso di Sammy Sosa, che in seguito ad uno starnuto gli si bloccò la schiena e fu costretto a stare a letto per 2 giorni. Ma l'infortunio più clamoroso successe a Glenallen Hill esterno dei Toronto, nel 1990. Hill stava dormendo ed ebbe un incubo che riguardava i ragni. Si, avete letto bene, lo scrivo ancora: incubo con i ragni. La fobia di Hill nei confronti di questi insetti lo portò ad azioni violente nel sonno al punto che saltò giù dal letto e cominciò a sbattere il suo corpo contro il muro come se volesse liberarsi dai ragni. La moglie, svegliatasi di soprassalto chiamò l'ambulanza perchè il marito era sanguinante alla testa alle braccia e alle gambe. Finalmente Hill si accasciò per terra ferito e con diversi tagli su tutto il corpo. Lo portarono all'ospedale e successivamente la moglie tornò a casa per pulire il sangue che non era di nessun ragno. "Stavo sognando quelle bestiacce", dirà in seguito Glenallen. "Non sto scherzando, volevo liberarmene al più presto". Nel 1990 David Wells, lanciatore, mentre era sonnambulo ruppe il vetro della finestra della camera da letto con la mano con cui lanciava. "Difficile riposare la notte". Altri non hanno avuto molta fortuna nemmeno di giorno. John Smoltz, lanciatore di Atlanta, si ustionò il petto indossando una T-Shirt che era stata pressata col calore per imprimere il nome della squadra. Ruben Sierra si infortunò alla gamba nel tentativo di salvare il figlio sulla scala mobile di un centro commerciale. Von Hayes, esterno dei Phillies, andò in disabled list perchè si tagliò un dito con una sega rotante nel tentativo di ripararla. Scivolò e per proteggersi dallo strumento allungò il braccio infortunandosi. Questi bizzarri infortuni non sono senza precedenti. "Take me out to the ballgame, ma non fatelo in taxi. Il consiglio di non chiudere la portiera del taxi prima di essere completamente usciti dal veicolo, non è stato seguito alla lettera. John Smiley dei Pittsburgh si infortunò alla mano chiudendola nella portiera di un taxi. Non lanciò per un mese, mentre la squadra stava battagliando per vincere il titolo di lega. Lo stesso accadde a Nolan Ryan. Mariano Duncan dei Cincinnati soffrì di cervicale perchè prese un taxi con gli schienali bassi e senza poggiatesta. Casey Stengel addirittura venne investito da un taxi a Boston che gli costò la rottura della gamba e due mesi lontano dai campi da baseball. Alan Trammell di Detroit si travestì da Frankenstein durante l'Halloween Party. Cadde dai trampoli infortunandosi alla gamba. Sempre Trammell, si stava accomodando al tavolo in un ristorante quando Dave Rozema, suo compagno di squadra, innavvertitamente tolse la sedia e il povero Trammell cadendo si infortunò alla schiena. Per di più possedeva un oggetto di vetro nella tasca posteriore che si ruppe e qualche frammento si infilzò nel suo sedere. Il 3 Settembre del 1988 il seconda base Lou Whitaker si infortunò ai legamenti del ginocchio mentre stava ballando ad un party con amici. Attenzione ai catchers dei Mets. Barry Lions nel 1987 andò a sbattere contro il lanciatore John Tudor dei Cardinals nel tentativo di effettuare una presa al volo in territorio foul. Tudor venne ricoverato col ginocchio rotto. Lo stesso accadde a Danny Cox sempre dei Cardinals il quale riportò una leggera frattura all'anca. Entrambi gli episodi avvennero nel giorno di Pasqua. Se Barry Lions è in circolazione, state lontano dai foulballs. Un altro catcher dei Mets, Mackey Sasser prese una sedia e si sedette posizionando una gamba della sedia sopra l'alluce del lanciatore Doc Gooden...OUCH! CHE MALE!. Bobby Ojeda, altro lanciatore mancino dei Mets, si tagliò la mano sinistra mentre potava la siepe di casa sua. Tutti ricordano Vince Beep-Beep Coleman, velocissimo esterno dei St.Louis. Prima di Game 4 dei Play Off del 1985, gli addetti alla manutenzione del campo azionarono la macchina che stende il telone protettivo in caso di pioggia. Coleman era sul campo e, non accorgendosi della macchina, venne investito dalla stessa e il giocatore si infortunò al ginocchio.
Vince Coleman
Venne portato in ospedale col taxi, ma il cab ebbe un incidente che peggiorò la condizione di Coleman. Anche questo è il baseball, dove gli infortuni fanno parte di questo mondo costellato di pazzia e ingenuità. Fate molta attenzione ai taxi, ai catchers, e soprattutto quando volete coricarvi per un buon riposo notturno. Per ultimo, ecco un infortunio veramente storico. Clarence Blethen era un giocatore di Minor League, che fece un paio di apparizioni in Majors durante i suoi 18 anni di carriera. Ebbene, Clarence detiene un record. È l'unico giocatore della storia che è riuscito a mordersi il sedere, si, il suo culo. Blethen era un lanciatore che portava la dentiera e quando saliva sul mound se la toglieva e la metteva nella tasca dietro. Durante una partita andò in battuta dimenticandosi la dentiera in tasca. Avvenne nel 1923 quando Blethen giocò per i Boston. Fu l'unica volta che arrivò in base e, scivolando in seconda, la sua dentiera gli morsicò il sedere. Venne sostituito per sanguinamento alla natica dovuto al suo morso.
             

mercoledì 27 aprile 2011

HAVE FUN WITH TRIVIA QUESTIONS

Cosa avevano in comune Casey Stengel e Cliff Mapes?, e Clint Courtney con  Harry Chiti?. Queste sono soltanto 2 tra le innumerevoli e infinite Trivia Questions che alimentano la curiosità degli appassionati. Aneddoti, stranezze, numeri, statistiche, è tutto catalogato e monitorato. La storia dell'Old Game viene scritta ogni giorno che passa, per testimoniare la crescita, l'evoluzione, le gesta di grandi atleti resi immortali a Cooperstown, ma è anche scritta per far sorridere elencando una miriade di vicende divertenti. L'immenso capitolo che riguarda le curiosità è ricchissimo di domande e risposte che farebbero sobbalzare il compianto King of the Quiz, Mike Buongiorno, furto di cadavere permettendo. È impossibile fare un elenco completo di Trivia Questions, chi vuole può spulciare all'interno del Web e si renderebbe conto che il Pianeta-Baseball non riguarda solo i grandi records di atleti eccezionali, ma all'interno di esso vi è un'enorme quantità di vicende strane e divertenti al limite dell'immaginabile. Ad esempio, è successo durante una partita di Minor League che la pallina rilanciata dall'esterno centro verso casa base, rimbalzò per andare a sbattere contro la sacca delle palline dell'arbitro. Nella confusione di quell'attimo, il catcher si voltò e vide per terra più di una pallina. Rapidamente ne prese una a caso e toccò il corridore per eliminarlo. Infinite furono le proteste. Stengel e Mapes sono gli unici giocatori della storia ad avere 2 numeri di casacca che sono stati ritirati da 2 squadre. Le circostanze non furono identiche, però furono curiose. Il N° 37 di Stengel venne ritirato dagli Yankees e dai Mets. E Cliff Mapes?. Well, lui aveva il N°3 con gli Yankees al tempo del ritiro di Babe Ruth nel 1948. Inutile dirlo ma il numero venne letteralmente strappato da Mapes. Fu allora che Mapes ebbe il N°7, ma l'arrivo di Mickey Mantle e il ritiro di tale numero di casacca costrinse Mapes a vestire il N°13. Quindi Mapes e Stengel, in modo diverso hanno avuto 2 numeri di casacca consegnati all'immortalità. Courtney e Chiti?. Sono gli unici giocatori ad essere scambiati per loro stessi. SI, proprio così. Durante la loro carriera entrambi vennero scambiati per un giocatore il cui nome verrà definito in seguito. (La clausola dello scambio, tuttora vigente, dice: traded for a player to be named later). Alla fine della stagione, furono LORO a rappresentare il suddetto giocatore, cioè il named player, ritornando nel roster della squadra che li aveva scambiati. Quando si parla di affari. Maury Wills, Lou Brock, Matty Alou e JoJo Moore sono gli unici giocatori ad ottenere 200 valide a stagione senza riuscire a battere con una media di .300. Andiamo avanti, queste forse non sono dei trivia questions, forse qui si raggiunge la trividiozia. Dave Koslo è l'unico lanciatore con la miglior media PGL senza aver effettuato una shutout. Whitey Herzog detiene il record per aver battuto in un triplo gioco eseguito da interni cubani: Camilo Pasqual, Julio Becquer e Josè Valdivielso. Nessuno sa che fine ha fatto Julio Becquer. Preston Gomez è l'unico manager che in 2 occasioni ha sostituito all'ottava ripresa i suoi lanciatori partenti. Nulla di male, solo che entrambi i pitchers stavano lanciando una no hit. Il primo fu Clay Kirby nel 1970 con i S.Diego, il secondo fu Don Wilson nel 1974 con Houston. Marshall Bridges fu una tragedia. Nonostante avesse giocato in Major per ben 7 anni, non ebbe mai la sua immagine nella collezione di figurine. Un vero record. Wally Berger?. Di tutti i giocatori che hanno partecipato alle World Series e all'All Star game lui è l'unico senza aver battuto valido in 20 turni di battuta. E Bill Sharman, lo stesso Sharman che diventò una stella del basket professionistico, è l'unico giocatore ad essere stato espulso senza mai aver giocato una partita in Major League. Il 27 Settembre del 1951 il rookie Sharman era seduto in panchina con i Dodgers quando l'arbitro Frank Dascoli con un gesto barbaro espulse 15 giocatori della squadra tra cui Sharman che in seguito non giocherà mai più a baseball diventando un forte giocatore di basket. Bob Avila è stato il primo Latino a vincere la media battuta. Ron Blomberg è stato il primo battitore designato. Tom Sullivan è l'unico giocatore nativo dell'Alaska. Il pitcher Clem Labine realizzò solo 3 valide nella stagione 1955, tutte furono degli homers. Bob Gibson ha rubato più basi di tutti i lanciatori della storia. 13 in 17 anni. Al Benton è l'unico lanciatore che ha affrontato Babe Ruth e Mickey Mantle. Mike Ryba è l'unico giocatore che ha ricevuto e lanciato in entrambe l'American League e la National League. Hugo Bezdek, chi sarà mai?. Questo signore è stato manager in Major League e nella NFL senza mai aver praticato nessuno sport.
La vicenda successiva è avvenuta nella Negro League. La squadra dei KC Monarchs, la più prestigiosa della Negro League, doveva recarsi a Memphis per la partita contro i Red Sox Memphis. Dopo un quarto d'ora dall'orario stabilito per l'incontro, la squadra dei Chcago American Giants entrò  in campo per SOSTITUIRE la squadra dei Monarchs la quale si trovò nella scomoda situazione di dover affrontare un ritardo del treno. Quando i Monarchs arrivarono, SOSTITUIRONO a loro volta la squadra dei Giants assumendone la situazione di gioco e il punteggio in quel momento. Nel dettaglio: lo score era di 4 a 2 per i Memphis e si stava giocando la quinta ripresa. Alla nona ripresa i Monarchs segnarono 2 punti per ottenere il pareggio: 10 a 10. Nella parte bassa della ripresa i Memphis non segnarono nessun punto e la partita terminò in pareggio con un totale,per le 3 squadre, di 20 punti, 26 battute valide e 7 errori. Il quotidiano Chicago Defender scrisse che Jackie Robinson, che giocava con i Monarchs, si trovava a Boston al Fenway Park per fare il provino per la Major League. Arrivato a Memphis, uscì dallo spogliatoio in divisa solo per incrociare gli altri giocatori che si dirigevano verso le docce!.


                                                                                                                                          COBB...BIRICHINO                       

Per qualche ragione oscura, Oscar Melillo, coach degli Indians, stava ricordando un episodio anni dietro quando era un impareggiabile seconda base dei St.Louis Brown. "Stavamo giocando contro i Tigers," ricorda Melillo, "e Ray Kolp stava lanciando. Durante il primo turno di battuta di Ty Cobb, Ray gli lanciò vicino al mento e Cobb cadde per terra. Si alzò e si spolverò con le mani la divisa ma non disse niente. Allora Kolp effettuò un altro lancio vicino al mento. "Cobb si rialzò ancora e sbattendo la mazza contro gli spikes urlò verso Ray. "Se succede ancora, credo che tu avrai dei problemi" disse Cobb. Il lancio successivo arrivò in mezzo al piatto e Ty avrebbe potuto tranquillamente battere un homer. Invece eseguì un bellissimo bunt nella direzione del prima base vicino alla linea di foul. L'idea di Cobb era quella di obbligare Kolp a raccogliere la pallina per poterlo mettere KO con una spinta oppure, pestandogli il piede, nel caso Kolp fosse stato costretto a raggiungere la prima base. Il lanciatore, forse consapevole delle conseguenze, non raccolse la pallina e la lasciò rotolare verso il prima base permettendo così a Cobb di arrivare salvo. Quando Cobb, dopo la corsa, rientrò sul sacchetto di prima base, Kolp sogghignando gli disse. "Ah!,..Ah!,..sono riuscito a farti fare solo un singolo!".

                                                      FANTASIA DI WAGNER

Cose incredibili successero a Honus Wagner, le cui verità spesso ricercate  appaiono come una sorta di gesta eroiche che non sfigurerebbero all'interno di un poema epico. Agli inizi della sua carriera, Wagner giocava in prima base e un giorno durante la partita decise che era il momento di masticare un pò di tabacco. Sfilò la mano sinistra dal guantone, opportunamente bloccato sotto l'ascella destra. Disse al lanciatore di aspettare un attimo prima di effettuare il lancio e con la mano sinistra cercò il tabacco nella tasca posteriore sinistra. Ma il pitcher lanciò e l'interbase raccolse la battuta e si posizionò per rilanciare la pallina verso il prima base. L'enorme mano di Wagner, (Honus era famoso per questo, le sue mani venivano spesso etichettate come dei prosciutti), si incastrò nella tasca posteriore. Freneticamente cercò di liberarla mentre la pallina lanciata dall'interbase si dirigeva verso di lui. Wagner lasciò cadere il guanto ed effettuò una presa a mano nuda per completare l'eliminazione. Successivamente dovettero tagliare la tasca per poter liberare la sua mano. Un'altra volta Wagner ottenne un triplo arrivando in terza base con una scivolata. Si accorse che il difensore di quella base stava cercando la pallina. In un attimo Honus si diresse verso casa base e l'arbitro lo chiamò OUT per interferenza su suggerimento del manager avversario John McGraw. Wagner chiese spiegazioni e l'arbitro, sempre su suggerimento di McGraw, gli disse di sbottonarsi la casacca. Wagner eseguì e, a sua insaputa, scoprì che la pallina era finita sotto la manica della casacca. In un'altra occasione Wagner era in difesa nella posizione di interbase. Una battuta a terra venne raccolta dal terza base il quale decise di eliminare il corridore che, in seguito alla battuta, si trovò a metà fra casa base e la terza base. Wagner, secondo lo schema difensivo, si trovò coinvolto in quell'azione comunemente chiamata ballerina o trappola. Con la palla in mano si rese conto che non poteva tirarla al catcher senza colpire il corridore. Cosa fece?. Honus lanciò una curva, che scavalcò il corridore e finì nel guanto del catcher per la definitiva eliminazione del corridore.
                                                                                                                                    DOUBLE PLAY!

L'arbitro Bill Summers racconta."Non dimenticherò quella partita in New York. Io arbitravo in base e Ben Chapman era in seconda dopo aver ottenuto una valida da due basi. "Ed Linke era sul monte per Washington e si preparava ad affrontare Jesse Hill. Sul lancio, Jesse sparò una linea che colpì in piena testa il lanciatore che cadde a terra svenuto. Nell'impatto la pallina si alzò in volo nella direzione della panchina. La squadra di Washington aveva un giovane catcher, Redmon, il quale riuscì a prendere la palla al volo e la lanciò prontamente in seconda base eliminando Chapman che si stava dirigendo verso la terza base. Quando Linke si risvegliò all'ospedale chiese cosa fosse successo. Gli mostrarono il giornale dove era scritto che aveva usato la testa per effettuare un formidabile doppio gioco col quale vinse la partita."

                                                     RUBE WADDELL                              

Rube Waddell, un grande lanciatore nella storia del baseball, oltre ad essere un robusto bevitore, Rube aveva un'affezione particolare per il fuoco tanto forte da costringerlo a lasciare il campo da baseball anche durante le partite per assistere ad un incendio osservando i vigili del fuoco all'opera. All'inizio di carriera Waddell fece il classico periodo di tirocinio giocando nella squadra di Louisville. Arrivò nell'albergo alle due di mattina, ubriaco e agitato. In preda ad una forte esigenza maniacale, a quell'ora Waddell chiese al portiere di svegliare il manager Fred Clarke. L'impiegato, resosi conto dello stato di Rube, si rifiutò di farlo e allora Waddell salì le scale. Arrivato alla stanza di Clarke iniziò a bussare violentemente contro la porta fino a quando il manager gli aprì e lo fece entrare. Rube lo annoiò per mezz'ora raccontando quanto bravo fosse come lanciatore. Il manager ebbe un'idea. Ancora assonnato disse a Waddell: "Perchè non ti presenti agli altri giocatori, così ti fai conoscere. Saranno contenti di vederti". Un'ora più tardi Rube tornò dal manager interrompendogli ancora il sonno. "Ho svegliato tutti tranne uno", sbraitò Waddell in preda al panico, "Quello nella stanza n°128 non si vuole alzare, forse c'è qualcosa che non va, devi controllare". Il manager Clarke sbuffò e con quella calma che preannuncia il termine della pazienza e l'inizio di una burrascosa incazzatura, disse a Waddell: "Nella stanza 128 c'è Dummy Hoy, lui è un esterno...ed è sordo muto!".

giovedì 30 dicembre 2010

PAZZI SCATENATI


Bill Veek, proprietario di diverse squadre di Major League, fu un grande innovatore del baseball. Bill catturò l'attenzione su di sè per il suo carattere stravagante e per l'originalità delle sue azioni con cui ha dato impulso e notevole interesse all'OLD GAME. Curiosa fu l'invenzione di una porzione di campo all'esterno destro con una rete semovibile, montata su ruote. In pratica quando la squadra avversaria aveva buoni battitori mancini Veek spostava la rete indietro. Inutile dire che questa operazione fu immediatamente interrotta dal commissario Landis. Un'altra stravagante mossa di Veek fu quella di far entrare come pinch-hitter un nano, Eddy Gaedel, che ottenne la base su ball per poi essere sostituito. La squadra di Veek, al tempo i St.Louis Brown, vinse l'incontro per 5-3. Prima di entrare nel box di battuta, Veek parlò al nano e gli disse: "Mettiti sul piatto e chinati e se provi a girare la mazza c'è un cecchino sulle tribune pronto a spararti!". Nel 1947, 3 mesi dopo l'ingresso in Major di J.Robinson, Veek firmò il contratto a Larry Doby il quale diventò il primo "negro" a giocare nell'American League con i Cleveland Indians. L'anno successivo, sempre Veek, firmò il contratto a Satchel Paige, il quale diventò il Rookie più vecchio di tutta la storia con i suoi 42 anni. Quale personaggio se non Bill Veek, acerrimo fumatore e che aveva il portacenere intagliato nella sua gamba di legno, può elencare i 9 componenti di una ipotetica squadra di pazzi scatenati?. Cominciamo subito.

Babe Ruth. Chi altri arrivava al campo ubriaco, scommettendo 1000$ sul cavallo vincente, andando a battere con la cinta slacciata?. Forse una figura grottesca, ma i bambini lo amavano e lui amava i bambini. The Babe è l'esterno destro. Al centro c'è Hack Wilson, divertente con i suoi pantaloni sopra la pancia. Aveva l'abitudine di legare i passeggeri alle sedie della sala d'aspetto nelle stazioni dei treni e spesso si arrampicava sulle tribune per ingaggiare risse con i tifosi. Ted Williams è a sinistra con i suoi foul balls nei pressi di fans ostili, che sputa in direzione dell'ufficio stampa e che chiama i politici "persone senza budella". Art Shires è in prima base. Lui che ha picchiato il manager nello spogliatoio, che ha morsicato il dito della segretaria durante una rissa in un albergo e che ha gareggiato contro George Trafton, il pugile, in un combattimento d'esibizione  sul ring. Roger Hornsby è il seconda base, perchè si comportava da "stronzo" con i suoi compagni di squadra. Ma quando era nel box di battuta per molti lanciatori era impossibile lanciargli anche vicino al piatto. Se Roger non girava la mazza, per l'arbitro il lancio era un ball. Rabbit Maranville è l'interbase. Nel giorno delle Ceneri, entrò nella sala ristorante di un albergo con un secchio pieno di polvere di carbone e la soffiò sulla cena dei clienti. È l'unico nella storia ad aver perso "18 TAXI IN UNA NOTTE". Pepper Martin, il pellerossa, è il 3° base. Lui suonava "l'asse da lavare" nella Mudcat band della squadra di St.Louis soprannominati "The Gashouse Gang", pazzi scatenati e rissosi al punto che facevano "a botte" anche tra di loro. Rollie Hemsley è il catcher. Membro dell'Anonima Alcolisti, passò una notte in tre prigioni diverse situate in tre diversi sobborghi di New York. Entrava negli alberghi con whiskey in una mano e seltzer nell'altra chiedendo a donne dignitose di avere un drink con lui. Al rifiuto, lui spruzzava il seltzer in faccia alle signore. Per i lanciatori, la lista è assortita. Malone e Alexander li mettiamo nella sezione "alcoolizzati". Una volta hanno buttato Malone nella vasca del ghiaccio, altrimenti non avrebbe trovato il monte di lancio. Lefty Gomez è stato l'unico a sposarsi in California mentre stava divorziando in Messico. Quando lanciava aveva l'abitudine di guardare gli aerei che passavano sopra lo stadio e col tempo accusò problemi alla vista. Una volta in battuta contro Bob Feller accese un fiammifero e l'arbitro gli chiese: "Hey!, non riesci a vederlo?". "Si", rispose Gomez, "ma voglio essere sicuro che lui veda me!". Un altro pitcher è  R.Waddell, un piromane attratto dal fuoco. Dove c'era un incendio, lui era presente perchè dopo averlo generato, osservava i vigili nell'opera di spegnimento. Parecchie volte non si presentava  alle partite perchè preferiva andare a pesca. In questa colorita squadra aggiungiamo due pinch hitters. Il primo è Ty Cobb, violento e cattivo. A Toledo, prima di una partita, si fece togliere le tonsille da un veterinario il quale non usò nessuna anestesia. Un'altra volta andò sulle tribune per picchiare un disabile di colore. Venne processato e assolto. L'altro pinch hitter è Paul Waner, che dopo una notte "impegnata ad alzare il gomito" da un pub all'altro, il giorno dopo ottenne un triplo. L'unico problema è che scivolò sul piatto del bull pen, dove si scaldavano i lanciatori a circa 15 metri dalla terza base. Conclusione. Questa lista di giocatori è da Hall of Fame, ma forse è meglio non imitare il loro comportamento fuori dal campo. Sicuramente sono stati dei pazzi scatenati, ma hanno vinto tanto da meritare un posto a Cooperstown dove saranno ricordati per sempre. Allenare una squadra del genere?. Perchè no, non bisogna fare nulla. Basta sedersi in panchina, il divertimento e lo spettacolo sono assicurati. Nel mondo di oggi non ci sarebbe spazio per questi personaggi. Il falso perbenismo e i modelli comportamentali proposti dai mass media, rappresentano i tristi ostacoli alla libertà individuale e alla genuinità dell'essere. Per questi "Pazzi Scatenati", l'obbedienza non è una virtù, ma una subdola tentazione.

mercoledì 20 ottobre 2010

BASEBALL CON OPZIONI

Si è spesso parlato di velocizzare i tempi morti nel baseball con l'introduzione di nuove regole che in certi casi graffiano e contaminano l'anima e l'essenza del gioco. Ad esempio c'è il numero limitato di visite da parte del coach per l'eventuale sostituzione del lanciatore, oppure l'impossibilità da parte del battitore di uscire dal box tra un lancio e l'altro e che dire della formula del Tie-Break, che ha un pò diviso gli appassionati e i tifosi in merito alla sua applicazione. La storia dell'Old Game è ricca di modifiche e trasformazioni come ad esempio la distanza dal monte a casa base, oppure la stessa altezza del monte di lancio o ancora le dimensioni dei campi da gioco. Nell'ultimo decennio dell'800 il conteggio degli strikes per eliminare il battitore era di 4. Nel 1886 Matt Kilroy fece registrare un record di 513 strikeout quando da appena un anno i lanciatori iniziarono a tirare da sopra la testa e la distanza del monte da casa base era appena di 15 mt!. Inoltre quando un battitore veniva colpito il lancio era considerato un ball. Immaginatevi quei poveri battitori, a fine partita, rischiavano di essere colpiti 5, 6, 7 volte!, a fine campionato erano da ricoverare se ci arrivavi!. Nel 1945 ci fu una reale volontà di creare un baseball con opzioni. Allo Yankees Stadium durante un doppio incontro Walter Haight seguiva attentamente la partita quando sentì battere sulla sua spalla. Si girò di scatto quasi impaurito. "Haight del Washington Post?", chiese educatamente Dan Parker, un esile e minuto reporter con la genuina abitudine di guardare dritto negli occhi. Colpito da quello sguardo Haight non fece in tempo a rispondere e osservò Parker che, frettolosamente srotolava dei fogli di carta e aggiunse, "Conosci le mie nuove regole del baseball?. Riguardano le basi su balls, i battitori colpiti e le basi intenzionali!. Ho altro da dire, ma sei occupato?". Haight rispose, "Si, quando guardo una partita, non voglio perdermi nemmeno un lancio". "Allora ci vediamo più tardi!", Parker sorrise e se ne andò. Ci fu una discussione durante la partita tra un giocatore e l'arbitro, Haight si rilassò un attimo appoggiandosi allo schienale della sedia. "Cosa ne pensi del mio sistema di conteggio nel tennis?", sussurrò una voce alle spalle di Haight. Si voltò, e lo stesso Parker dileguandosi disse, "Allora ci  vediamo più tardi". In serata, Haight venne a conoscienza che vi era un football con opzioni, golf con opzioni più regole per altri sport con opzioni compreso il badmington, lo squash, la pallamano, il ping pong. Il giornalista si innervosì e si mise a cercare qualcosa da bere, con o senza opzioni. Julian Rice è una persona seria e meticolosa soprattutto se si tratta di riscrivere le regole di uno sport. E' stato in guerra e ha lavorato per i sistemi di difesa ed è un maestro di Bridge. Ha rielaborato le regole di gioco per il basket, il football e il golf ed ora Haight sta osservando quel foglio con le regole del baseball con opzioni. La prima  dice che un battitore ha la facoltà di rifiutare di andare  in base nel caso fosse colpito oppure, dopo 4 balls, di rifiutare la base, nel tal caso rimarrebbe a battere ancora. Se il battitore riceve una base per la seconda volta, ha il diritto di andare direttamente in seconda base con conseguente avanzamento dei corridori, se la prima e la seconda sono libere il corridore di terza rimane dov'è. Questo, eliminerebbe tutte le basi per ball intenzionali, con corridore in seconda o in seconda e terza. Se con 2 out e corridore in seconda il battitore riceve una base per ball e il prossimo battitore è debole, sarebbe una bella situazione specialmente se ci troviamo verso la fine della partita sotto di un punto quindi si può scegliere se andare in base su balls, oppure provare a battere il punto a casa base. Una cosa è certa, verrebbero eliminate tutte le basi per ball intenzionali che sono l'oggetto principale della noia da parte dei tifosi. Nelle regole di Rice, ci sono anche tre zone di foul, dietro il catcher, lungo le linee e sulle tribune. Con 2 strikes, il foul dietro al catcher o sulle tribune, sempre dietro al catcher, viene conteggiato come uno strike-out. Mentre le regole del foul lungo le linee rimangono invariate. La zona di campo che sta dietro al ricevitore è delimitata dalle linee di fouls di prima base e di terza base le quali continuano fino al muro che sta dietro al catcher. Ma a quel punto Haight ha già scolato 3 bicchieri con opzioni, e pensa che al terzo strike il battitore è out!.

Per un lungo periodo di tempo nessuno seppe il motivo dell'espulsione di un rookie, proprio al primo turno di battuta quando mosse i suoi primissimi passi verso casa base in qualità di pinch hitter. Finalmente, un giorno, l'enigma venne risolto. Appena il rookie entrò nel box di battuta l'arbitro gli chiese il nome per poterlo comunicare all'annunciatore della partita, al tempo non c'erano gli speaker odierni e questa era la prassi. Il rookie rispose all'arbitro "Shut up!", sta zitto. L'arbitro sbuffò ma fece finta di niente e formulò di nuovo la stessa domanda al battitore, ricevendo la stessa risposta. "Shut up!". A quel punto l'arbitro si rivolse al giocatore con tono deciso e seccato ottenendo la stessa risposta da parte del rookie il quale si sentì infastidito dalla stessa domanda. La pazienza dell'arbitro giunse alla fine e con il classico gesto puntò l'indice al giocatore e successivamente, sempre con l'indice, indicò al giocatore la direzione da seguire, cioè quella degli spogliatoi. Poco tempo dopo, il mistero di questa decisione venne svelato. Il giocatore si chiamava Shaddup. Questo nome detto in un dialetto Brooklinese, o in un linguaggio da montanaro del Tennessee assume il significato di "shut up!", che vuol dire "cuciti la bocca!".

Dave Altizer, di Pearl Illinois, di ritorno dalla II Guerra Mondiale fece una buona carriera come interbase. Lo chiamavano "DDD" (Dare Devil Dave) in quel di Chicago e fu vittima di uno tra i più divertenti show che si sono visti sui campi da gioco. Altizer venne ceduto dai Cleveland e quel giorno al Comesky Park di Chicago si disputò la partita che vedeva di fronte i Sox contro la ex squadra di Altizer, appunto, i Cleveland. Desideroso di riscatto per essere stato ceduto, alla settima ripresa, col risultato di 2 a 1 per Cleveland, Altizer con zero out ottiene una valida e con estrema soddisfazione trotterella verso la prima base compiaciuto della battuta e consapevole che rappresentava il punto del pareggio. Segnale di batti e corri. Altizer vola verso la seconda, il battitore spara una linea in bocca al prima base il quale tocca il sacchetto di prima base per la doppia eliminazione. Altizer non si accorse di nulla perchè stava procedendo verso la seconda base, lasciandosi il prima base alle spalle. Nick Altrock, coach di terza base, prese spunto dell'occasione e urlò ad Altizer di scivolare in seconda. Nel frattempo George Stovall, il prima base, avendo completato la doppia eliminazione fece quello che di norma fanno tutti e cioè tirò la pallina verso la seconda base per il classico "giro della palla" tra gli interni. Però la pallina finì all'esterno centro. Allora Altrock ordinò ad Altizer di rialzarsi e procedere velocemente verso la terza base. L'esterno centro raccolse la pallina e tirò prontamente verso la terza base. La pallina colpì Altizer in scivolata e finì verso le tribune. Altizer si rialzò e, sempre su consiglio del coach Altrock, si diresse verso casa base incitato dal suggeritore che urlava "scivola Dave!...Scivola!". Il terza base di Cleveland dopo aver rincorso la pallina, la lanciò al ricevitore Clark il quale, intenzionalmente, non toccò Altizer, perchè era stato eliminato per regola dal prima base. L'arbitro, che aveva seguito tutto il percorso di Altizer, si mise a ridere e formalmente dichiarò Altizer "out!", mentre sulle tribune i tifosi rumoreggiavano vivacemente. Un inning più tardi, Dave Altizer mentre si dirigeva verso la sua posizione difensiva, si fermò a casa base e abbaiando si rivolse verso l'arbitro dicendo: "Continuo a sostenere che hai fatto la chiamata più vergognosa che abbia mai visto!...NON SONO STATO TOCCATO!!!!"

                        ALL'OMBRA DI MORFEO

Joe Cantillon, vecchio e attempato manager di Minneapolis, nell'ultima
partita di stagione  dell'American Association a Milwakee, si addormentò nel
dugout durante la partita. Dopo poche riprese di gioco Carl Fisher, interno
della squadra, versò un secchio d'acqua sulla testa del manager. Cantillon si svegliò spaventato e borbogliando con voce roca disse, "Andiamo ragazzi!, arriviamo al 5°inning così la paga è assicurata!".
Ci fu anche la storia di George Binks, un rookie che proveniva da Milwakee
e che giocò esterno destro per Washington, Philadelphia e St.Louis. Alto e dinoccolato George era un  mancino e vinse la classifica come miglior battitore nelle Leghe Minori affrontando solo lanciatori destri. Un giorno, e la storia continua, Binks si addormentò nel dugout. Il manager Casey Stengel lo svegliò con un calcio dicendogli di andare a battere per sostituire un altro battitore. C'erano le basi piene. Svegliatosi di soprassalto, ancora incoscente nel
torpore del sonno George disse, "chi?...Io?". Ebbene, dopo un paio di sbadigli
e una stirata ai muscoli con qualche swing a vuoto, George Binks entrò nel box di battuta e ottenne un Grande Slam!. Binks nacque l'11 Luglio del 1914 ed è tutt'ora, il quinto giocatore più vecchio ancora vivente. Ecco nell'ordine gli altri "veterani", aggiornato al 22 Settembre 2010 e, visto l'argomento trattato, direi che questa classifica è suscettibile di modifiche!.
Tony Malinosky  101 anni e   7 giorni   Brooklyn Dodgers
Connie Marrero   99 anni e  62 giorni   Washington Senators
Ace Parker       98 anni e 148 giorni   Philadelphia Athletics
Art Mahan        97 anni e 126 giorni   Philadelphia Phillies
George Binks     96 anni e  93 giorni   Washington, Philadelphia, St.Louis
qui si trova la lista completa...http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_oldest_living_Major_League_Baseball_players
Bene!..se qualcuno ha ancora dei dubbi riguardo al fatto che il baseball è il gioco della vita, qui si deve ricredere perchè
...GIOCARE A BASEBALL...ALLUNGA IL...CORSO DELLA VITA!
George Binks