Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".
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domenica 10 luglio 2011

WRIGLEY FIELD

Per le strade adiacenti al Wrigley Field di Chicago altro non si parla che di streghe e fantasmi, di magia, di riti pagani ed ogni sorta di creatura dal mondo delle tenebre. Il suo aspetto sobrio e genuino, con una spiccata impronta bucolica e la sua ancestrale fame di pennant, rendono il Wrigley perfetto per una sorta di esorcismo. E che dire della costante brezza che spira talvolta contro e talvolta a favore del battitore?. È forse il lamento di dolore delle antiche tribù dei Chippewa, dei Potawatomi, dei Kickapoo sterminate dai soldati governativi? Si!, Wrigley Field è il centro dei fenomeni inspiegabili, del mistero ricorrente e dell'alito dell'Antico Bisonte. Tutto è successo al Wrigley Field, tutto succede e tutto succederà al Wrigley Field. Ogni evento, ogni battuta, ogni lancio è impresso nelle verdi foglie dell'edera che da quasi un secolo artigliano, stringono e avvolgono in un abbraccio di gelosia il Wrigley Field. Una perfetta scenografia per lo stadio dal fascino quasi tribale e soprannaturale. Solo al Wrigley Field si è consumato il mistero di due palline in gioco in una partita. Successe nel 1959 durante un confronto tra le squadre dei Cardinals e dei Cubs. Il lanciatore Bob Anderson di Chicago concesse la base per ball a Stan Musial. Il catcher si lamentò con l'arbitro affermando che Musial, sul conteggio di 3 ball e uno strike, aveva fatto un foul ball. Nel frattempo la pallina rotolò dietro allontanandosi dal ricevitore. Musial se ne accorse e dalla prima base iniziò a correre verso la seconda base. Alvin Dark, il terza base di Chicago si precipitò a raccogliere la pallina per assisterla all'interbase Ernie Banks che era andato a coprire la seconda base. Nell'attimo precedente, INSPIEGABILMENTE, l'arbitro consegnò una nuova pallina al lanciatore di Chicago, il quale cercò di eliminare Musial che si stava dirigendo in seconda base. Il tiro fu errato e la pallina finì all'esterno centro. A sua volta Musial, resosi conto della situazione, cercò di guadagnare la terza base, ma venne toccato out da Banks, che aveva ricevuto il tiro dal terza base Alvin Dark. "Dammit!, ci sono 2 palline in campo!. Qual'è quella giusta?. L'arbitro di base dichiarò Musial OUT, perchè venne toccato con la pallina originale di inizio partita. Il manager di St.Louis andò su tutte le furie, ma non successe nulla perchè alla fine i Cardinals vinsero per 4 a 1. La fama e la reputazione del Wrigley Field si è allargata a macchia d'olio come tutto il suo alone di misticismo e superstizione. Nel 1945 il proprietario di una taverna, un certo Billy Goat Sianis si recò allo stadio per acquistare i biglietti per le World Series contro i Detroit Tigers. Aveva con sè una mascotte, come una specie di strega nei panni di un caprone, un animale esoterico in grado di esorcizzare le più nefaste situazioni.
B. Goat e Murphy
Il bigliettaio negò l'ingresso all'animale, il cui nome era "Murphy" perchè il suo odore nauseabondo avrebbe infastidito i tifosi. Allora Billy Goat gettò un maleficio dicendo che la squadra non vincerà mai più fino a quando un altro Murphy-caprone non entrerà nello stadio. Tanto vero, quanto assurdo, la maledizione è tutt'ora incombente. Infatti i Chicago Cubs non vincono una World Series dal 1908. Solo al Wrigley Field si è potuto assistere all'unica e storica partita di 9 riprese senza una battuta valida. Era il 2 Maggio del 1917 allo stadio che al tempo si chiamava Weegham Park. James "Hippo" Vaughan, lanciatore dei Cubs, e Fred Toney, lanciatore dei Cincinnati Reds, si affrontarono in una partita concedendo zero valide agli opposti line-up di battuta. Dopo 9 riprese regolamentari il punteggio era stabile sullo 0 a 0. Gus Getz, terza base dei Reds, si presentò alla battuta all'inizio della 10ima ripresa e venne eliminato al volo da Art Wilson, il catcher dei Cubs. Quindi si presentò a battere Larry Kopf, che ottenne la prima valida dell'incontro. In seguito fu il turno di Greasy Neale che venne eliminato al volo da Cy Williams, l'esterno centro dei Cubs. 2 OUT. È ora il turno di Hal Chase che batte una facile volata in campo esterno, nella zona centro-destra. I difensori, correndo verso la pallina, esitarono nell'effettuare l'eliminazione permettendo ai corridori di arrivare in terza e in seconda base. In battuta si presentò Jim Thorpe, famoso atleta Olimpionico plurimedagliato e anche giocatore di football, il quale realizzò una debole battuta in direzione del lanciatore che frettolosamente raccolse e tirò la pallina verso casa base per prevenire il punto. (Thorpe era velocissimo, e non c'era nessuna possibilità di eliminarlo in prima base anche perchè la sua battuta produsse un ampio rimbalzo della pallina). Tuttavia il corridore di terza base rinunciò all'idea di poter segnare il punto. Il ricevitore dei Cubs non si aspettava l'assistenza del proprio lanciatore e la pallina gli rimbalzò sulla pettorina rotolando lontano permettendo al corridore di terza base di segnare il punto che risulterà vincente in quanto i Cubs, essendo squadra di casa, non segnarono e non fecero nessuna valida. Il lanciatore dei Reds vinse una partita lanciando una no-hit di 10 riprese. Il lanciatore dei Cubs perse il confronto anche se statisticamente non era stato responsabile del punto subito. Negli spogliatoi, "Hippo" Vaughan se la prese con il suo catcher e furono coinvolti in una violenta rissa che venne interrotta con l'ingresso del presidente della squadra, Charlie Weegham, che disse: "You're a bunch of dumbasses!", (siete un gruppo di asini!). Al Wrigley Field ci sono i "Bleacher Bums" all'esterno sinistro, un club esclusivo dove i tifosi si presentano in canottiera e le ragazze in bikini e la birra scorre generosa come le acque del Mississippi, non solo negli stomaci dei fans, ma anche sulle teste dei giocatori avversari con particolare predilezione verso quelli dei Mets. E dopo il folklore ecco che l'esoterismo e la superstizione si affacciano di nuovo al Wrigley Field. Nel 1994 un gruppo di predicatori arrivò allo stadio in compagnia di un altro caprone-Sianis per porre fine ad una striscia di 12 partite perse in casa. Il gruppo di stregoni assieme al caprone girarono intorno allo stadio diverse volte fino a quando entrarono in campo da un ingresso secondario. Fecero tutto il giro agitandosi con ampi gesti cerimoniali e passarono davanti al bullpen dei lanciatori dove si stava scaldando il lanciatore dei Cubs, Steve Trachsel. I Cubs vinsero 7 a 2 contro i Reds spezzando la sequenza di sconfitte consecutive. Ma la superstizione affligge anche i numeri al sempreverde Wrigley Field. 8-8-88, fu il giorno dove venne disputata la prima partita storica in notturna. Per tanti anni Chicago e i tifosi dei Cubs sono sempre stati contrari a disputare le partite sotto le luci al punto che negli anni 50, il proprietario della squadra consegnò un nuovo impianto-luci ad un team di minor league per mantenere la tradizione del Wrigley. Alla fine dovettero cedere alle continue richieste da parte della Lega di costruire un impianto luci. Ad ogni modo, il malumore dei tifosi generò un onda di negatività e quella partita venne sospesa dopo 3 riprese per...pioggia!. Tutto succede al Wrigley Field, perchè è sempre in crescita senza mai invecchiare, perchè la sconfitta possiede il dolce sapore della condivisione e della vicinanza, perchè la luna e le stelle svelano i loro poteri astrali, perchè l'abbraccio al Wrigley è il forte legame del blues di Chicago e del sole che si tuffa nel lago Michigan. Perchè la corsa sulle basi è l'antico tam-tam delle tribù indiane pronte al più alto sacrificio. Tutto è successo, e altro succederà al Wrigley Field perchè si è consapevoli che il silenzio dopo l'attacco rafforza il cuore dell'avversario.

domenica 3 ottobre 2010

CHECAGOU

Chicago racchiude una scheggia all'interno di una delle sue ampie spalle. La scheggia si trovava lì ancor prima che un elegante reporter, A.J.Liebling, con fermezza chiamò la città col nome di "Second City". Ma quella scheggia venne carbonizzata perchè la città visse la sua prima esperienza di vita col fuoco. Se Phoenix è la "Wrong City", Chicago di certo "is the right one" poichè risorge dalle sue proprie ceneri. Ma il fatto è che Chicago aveva già un nome, un nome che i nativi Seminoles gli avevano dato: "Checagou", cipolla selvatica. Ogni città con un nome del genere dovrebbe essere amarognola più che delicata o dolce. E Chicago lo è, come lo è la Chicago del baseball. In America si sa, una organizzazione di Major League all'interno di una città è come un fiore, robusto in eterno che cresce alimentato dalla diversità sociale, dai suoi attriti e dalla sua solidarietà. E' modellato e modella la sua città. Chicago ne possiede due e sono proprio così, ma con una differenza. Ognuno di essi è cresciuto per sviluppare una diversa Chicago pur appartenendo alla stessa radice. Ma sto correndo troppo. La storia della "Second City" iniziò con una calamità. Era l'8 Ottobre del 1871, Mr O'Leary, ubriaco o negligente, questo non lo sapremo mai, lasciò la lanterna accesa nel fienile mentre stava mungendo una mucca. Ad un tratto l'animale diede un calcio alla lanterna e tutto il fieno prese fuoco. L'incendio si propagò per 36 ore e tutta Chicago che al tempo era costruita in legno crollò sotto le fiamme. Da quel momento la città divenne l'emblema di una energica rinascita che coinvolse tutti i cittadini. Dal grano al bestiame, dal bestiame al grezzo ferro e dal fuoco al senso di euforia di una popolazione desiderosa di ricostruzione. E con tale desiderio si stava materializzando l'idea di un passatempo nazionale, un gioco, un carosello di vita che meglio poteva identificare e dare un senso alla rinascita. Pioniere e interprete di questo progetto fu un giovane lanciatore il cui nome si diffonderà come polline al vento diventando il marchio di una delle più prestigiose linee sportive: A. G. Spalding. Spalding arrivò a Chicago al tempo in cui la città non disponeva di confini, anzi non c'erano confini, soltanto una frenesia di costruzione che contaminava le iniziali 500 anime che poi, verso gli inizi del 900, sarebbero diventate 1.000.000. Alacremente erano in costante movimento in mezzo a 1.300 miglia di binari che si intersecavano con le strade per collegare la North Side con la South Side. Il risultato fu una costante carneficina. Chicago incorpora il moderno dilemma americano. La tensione tra lo stoico individualismo e l'inveterata e tranquilla comunità. Ma la grande frattura della città era tra Nord e Sud, dove le numerose etnie, sempre in crescita, erano in costante ostilità e, appartenere ad una razza, significava essere dei vicini di casa molto scomodi e lontani. Si è detto che il baseball è Greco, perchè si basa sulla rivalità fra città-stato. Chicago è diversa perchè rispecchia la rivalità tra Nord e Sud. L'astio che corre fra i Cubs e i White Sox è duraturo e talvolta feroce. Ma il luogo e la posizione delle due squadre ha garantito la lealtà e la correttezza tra i tifosi in quanto appartenenti allo stesso suolo sociale, alla stessa radice. Oh, Chicago!, con Michigan Avenue, il Miglio Magnifico, e i suoi appartamenti sulla "Gold Coast" che rappresentano una visione folgorante da togliere il fiato. Oh, Chicago!, dove il giorno più bello per gli innamorati è stato festeggiato con mitra e pallottole. Oh, Chicago!, c'è tanto  baseball, un'alternanza continua di gioie e dolori, una mescolanza tra il dramma di una sconfitta e l'estasi di una WORLD SERIES. Fu proprio nel 1932 a Chicago al Wrigley field che Babe Ruth "dichiarò" il suo fuoricampo. Fu proprio al Comiskey Park che si materializzò la più grande infamia mai successa nel baseball, quando nel 1919 i Sox barattarono le Series e 9 giocatori vennero espulsi a vita dal commissioner Landis. Anche la gloria del baseball di Chicago possiede un aspetto mortificante. I White Sox del 1906 vinsero la regular season con la media battuta più bassa di tutti (.230) meritando l'appellativo di "hitless wonder" diventando in seguito, poderosi nelle finali; contro quale squadra?: I Chicago Cubs. Giocatori dalla lunga carriera senza partecipare alle World Series dove si trovano?: a Chicago. Luke Appling 19 anni, Ernie Banks 20 anni, Ted Lyons un record di 21 anni di carriera sportiva senza mai giocare una World Series. Solo a Chicago i Cubs segnarono 5 punti all'11esimo e persero la partita. I Mets ne segnarono 6 nella parte alta della ripresa. Il 18 Giugno 1911 i Sox conducevano per 7 a 0 contro i Tigers. A metà partita per 13 a 1 per poi perdere 16 a 15. Quale squadra concesse 13 punti con 2 out?: i Sox del 1956. Chi perse la partita dopo aver segnato un record di 22 punti?: i Cubs!. "Vincere è una vergogna!", era lo slogan per le strade di Chicago. Baseball è una dolce emozione ed è una bella esperienza in particolare se lo si osserva da uno stadio ben fatto. E Chicago li ha sempre avuti, ma anche qui, con una differenza. L'ex Comesky Park è idoneo per i lanciatori con il suo ampio prato esterno in grado di assorbire le volate più profonde. Mentre il Wrigley Field con la sua edera crescente al limite del fuoricampo, è più congeniale ai battitori nonostante l'alito del vento sia diretto verso casa base. Sono meravigliosi nell'architettura, come antichi templi in contrasto con i grattacieli ad un passo dalle stelle, dove il jazz, il blues e la pizza, da sempre, sono gli stili del baseball, a Chicago.