Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".
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venerdì 7 maggio 2010

THE IMPOSSIBLE DREAM

Yastrzemski si stava allenando in battuta. Erano i giorni degli Spring Trainings e i giocatori dei Metz si fermarono intorno al Batting Cage. Alcuni di loro si appoggiarono col mento al tubo di ferro, che era parte della struttura di sostegno del cage, in una posizione rilassata e con gli occhi sgranati. "Diamine!, i professionisti non fanno così". I professionisti non pensano che altri giocatori possano avere qualcosa da insegnare a loro. Gli unici che avevano suscitato  tale attenzione furono T.Williams, M.Mantle, S.Musial. Ora guardano Carl Yaz. La fastball arrivò interna e la fastball se ne andò lontana. Carl disse al lanciatore di tirare un pò di curve e poi gli chiese di tirare altre dritte. Infine disse qualcosa al catcher: "Ancora due curve!", e il catcher lo segnalò  al lanciatore. Ron Swoboda tolse il mento dal tubo di ferro e sorrise dicendo: "Se uno dei nostri giocatori se ne sta così  tanto nel cage sentirebbe gli urli degli altri: "Hey, ti facciamo servire anche il pranzo?". Qualcun altro aggiunse: "Dannazione, se vinci la Media Battuta per due anni di fila anche tu potresti stare nel cage, eh Tony?". "Scherzi?", disse Tony Conigliaro, "come potrei, io sono un battitore destro e non un mancino". "Cosa vuoi dire Tony?, che ci sono più lanciatori destri che mancini?". "È già", replicò Conigliaro. Dopo una breve pausa, Swoboda aggiunse: "Ma allora cosa ne dici di quel Mostro Verde che hanno costruito al Fenway per voi battitori destri?". Conigliaro: "Non è come tutti pensano. La metà delle volte si gioca fuori casa e non puoi portarti il Muro con te. Quando sei al Fenway cerchi di battere il più possibile in anticipo. Se adotti questa tecnica poi devi aggiustarti quando sei fuori casa. La questione  non è facile e complica l'approccio alla battuta. Nel frattempo Yastrzemski fece il suo swing, il suo giro di basi e scomparve nel dug out quasi fosse letteralmente svanito nel nulla. "Ho visto che stai con le gambe più larghe in battuta", disse un giornalista a Carl. "Si un poco, e le mie mani partono in una posizione più bassa", continuò Yastrzemski. La scorsa stagione con le gambe più vicine e le mani più alte Yaz vinse la Media Battuta per la terza volta. Solo quattro giocatori l'hanno fatto prima di lui. Ha vinto la Media Battuta per la seconda volta di fila, solo sette giocatori l'hanno fatto. "Non sei soddisfatto?, o qualcuno te l'ha suggerito?", disse il giornalista. "Il Grande Uomo", rispose Carl. "È sempre stato un maniaco della battuta e mi disse che anno dopo anno è meglio allargare le gambe quando sei in battuta perchè muovi di meno il corpo e usi di più le mani per aggiungere velocità allo swing". "Il Grande Uomo.?", "Si, Ted Williams!". "Oh!, quindi stai dicendo che il corpo è sprecato in battuta?". "Credo proprio di si", rispose Carl. "Le mani sono fondamentali, ti permettono di aspettare di più sul lancio". "Perchè Ted Williams ti ha detto che anno dopo anno è meglio allargare le gambe?, voglio dire, se è la cosa giusta  perchè non farla subito?". "Ci vuole tempo e maturità per essere convinti", disse Yaz". Un ragazzo pensa che per battere lontano bisogna usare tutto il corpo!". "E abbassare le mani?, di chi è stata l'idea?". "Di nessuno, l'ho scoperto da solo perchè il mio swing è più  veloce".
C.Yastrzemsky-1967
Yastrzemsky contribuì alla realizzazione dell' Impossible Dream. Nel 1967 quando vinse la Tripla Corona, portò i Boston Red Sox alla vittoria della Lega dopo 21 anni, l'ultima volta successe nel 1946. Quell'anno ci furono 4 squadre in lotta per il titolo. Nelle ultime 2 settimane Yastrzemski fu autore di una performance a dir poco mostruosa, con una MB.513 (23 su 44), 5 HR e 16 RBI, per portare i Boston a vincere di una sola lunghezza sopra Detroit e Minnesota. Quando qualcuno va a braccetto, passo dopo passo, con una stagione da Triple Crown, l'autorevole e talvolta leggero mondo giornalistico del baseball sente l'obbligo di fare qualsiasi riferimento a Carl Yastrzemsky. Ci vuole un Miguel Cabrera per aggiungere uno sforzo letterario che non esalta la figura del terza base dei Tigers, attualmente il miglior giocatore di baseball esistente, ma bensì proietta Yaz ancora più in alto nella sfera delle leggende del passato. E così, poeti e scrittori sottolineano l'immagine inimitabile dell'ultimo uomo che ha vinto la Triple Crown, il Guardiano del Mostro Verde, il druido del Sogno Impossibile, The King che ha regnato per 45 anni. Non faccio parte di questa elìte letteraria, avevo 9 anni in quel tempo. Avevo creato una mazza da baseball ricavata da un manganello di plastica, di quelli che si usavano nei giorni di Carnevale. Il manganello era costituito da 2 parti simmetriche unite fra di loro tramite il procedimento a calore. Seguendo la linea di divisione con un coltellino, aprii il manganello riempiendolo con una sorta di pasticcio composto da carta, cartone ed una boccetta intera di vinavil. Una volta compattato il tutto, unito le due parti con del nastro isolante, la mazza era pronta, perfetta, con un peso attorno alle 22/24 once. La stringevo con soddisfazione mentre osservavo i filmati di Clemente, Palmer, Cuellar, Powell, Robinson, Blair, Gibson per arrivare alla stagione 1967, Il Sogno Impossibile, l'anno più romantico di tutta la storia del baseball. C'era lui, Yaz, che prima di entrare nel box, raccoglieva un pò di terra e si sfregava le mani per stringere una Hillerich-Bradsby da 34 once: è lui, The last man to win the Triple Crown. Al tempo non esaltarono più di tanto questa prestazione, in fondo Frank Robinson aveva ottenuto la Triple Crown nell'anno precedente, il 1966, e prima ancora la MLB aveva prodotto un Triple Crown Man ogni 10 anni circa. Nonostante non fossi presente durante L'Estate dell'Amore di Boston, osservare la prestazione di Yastrzemsky aggiunge dettagli importanti per delineare quella che ancora oggi rappresenta una figura leggendaria. Sono 3 gli aspetti fondamentali che hanno reso Yaz un vero titano dell'Old Game. Per primo va ricordato che la stagione del 1967 non fu la sua migliore. Yaz vinse 3 titoli di battuta e ne perse uno per pochissimi punti di percentuale. Era il 1970 e Alex Johnson vinse il titolo di media battuta con .328,990228013 realizzando 202 battute valide su 614 turni di battuta, contro .328,621908127, 186-566, di Carl Yastrzemsky. Va ricordato che all'ultima giornata di campionato, Alex Johnson realizzò 2 valide su 3 turni e poi venne sostituito per assicurarsi il titolo di Media Battuta. Solo una stagione separò il 1968 dal 1970 quando venne approvata la regola di alzare il monte di lancio aprendo le porte a quella che in seguito venne definita L'Era dei Lanciatori, un decennio e oltre di dominio da parte degli Hurlers di ogni squadra. Ma non per Yaz che riconquistò il titolo di battuta con un insolito .301, l'unico in AL a superare quota .300. Nel 1970, le figure dei grandi battitori dovettero affrontare la frustrazione di non poter eccellere come di consueto, ma, ancora una volta, l'unico fu Yastrzemsky con un career high di .329, 40 Homerun e 102-RBI. Oltre a questi numeri d'attacco, Yaz aggiunse anche 23 basi rubate come per dire: "Just for the fuck of it". E per quanto riguarda la difesa?. Solo una stretta elite di All-Timers sono inseriti in questa speciale classifica. Da Honus Wagner, Eddie Collins, Tris Speaker, Willie Mays, Mike Shmidt, Stan Musial, Eddie Matthews, ma Yastrzemsky è stato il miglior esterno sinistro dell'American League per almeno un decennio. Negli anni 70' ricoprì il ruolo di prima base per far posto ad un giovane Jim Rice e nel 74' diventò il DH ufficiale per dare, ad un promettente Cecil Cooper, l'opportunità di far carriera. Il grande ritorno nel prato esterno avvenne nel 1975, quando Jim Rice si fratturò il polso in seguito ad un check swing. A 35 anni suonati, Yaz, rinvigorito dalla corsa per il titolo, giocò ogni pallina battuta su di lui con estrema energia, con la furia di un lupo selvaggio, oscurando due giovani presenze come l'esterno centro Fred Lynn e l'esterno destro Dwight Dewey Evans. Fu proprio nel 1977, a 37 anni, che Yastrzemsky vinse il suo 7° Gold Glove giocando 152 partite in esterno. Il Sogno Impossibile di Carl e di tutti nel New England fece dimenticare una figura leggendaria come Ted Williams il quale non riuscì mai a guidare la squadra ad un risultato significativo. Non è un fallimento che Carl sia stato l'ultimo out in game 7 delle WS del 75' contro i Cincinnati. Non è un fallimento che ancora lui con 2 corridori in base nei Play-Off del 78', sia stato eliminato da Greg Nettles degli Yankees con una semplice volata in zona foul. Non è indegno essere l'ultimo out dopo aver fatto così tanto per la squadra e il club. "No!", non è un fallimento, è soltanto tragedia, il dramma di realizzare un Sogno Impossibile.