Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".
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giovedì 21 febbraio 2013

IL PICCOLO FENWAY

Fluor Field at the West End, è l'unico stadio a Greenville, South Carolina. Costruito in 11 mesi, venne inaugurato nell'Aprile del 2006 e può contenere un massimo di 6.000 spettatori che assistono alle partite dei Greenville Drive, la squadra di Singolo A affiliata ai Boston Red Sox. La caratteristica di questo stadio sta nel fatto che venne ideato come una copia esatta del Fenway Park di Boston. Possiede il suo Green Monster con un tabellone manuale mentre le dimensioni del campo sono le stesse, esattamente come al Fenway compreso il Pesky's Pole all'esterno destro. Oltre ad essere un tributo alla Home of the Red Sox, Fluor Field è un gioiello di attrazione nostalgica per l'area di Greenville in quanto è stato costruito utilizzando i mattoni provenienti da vecchie fattorie ormai in disuso. Come tradizione al Fenway, anche nello stadio di Greenville viene cantata la canzone di Neil Diamond, Sweet Caroline. Nell'Agosto del 2006, Fluor Field ottenne una nomination dalla giuria del sito-web Ballparks.com come il Miglior Stadio dell'anno. Tale riconoscimento include anche gli stadi delle Major Leagues. Koby Clemens, figlio del grande lanciatore dei Red Sox, Roger, entrò in partita come pinch hitter realizzando il primo homer al Little Fenway. Nonostante la sua tenera età, Fluor Field può già annoverare eventi importanti come la presenza del fuoriclasse del Football Americano, Dan Marino, il vincitore del Grammy Award, Edwin McCain che fu l'attrazione del primo concerto svoltosi al Fluor Field. Nel 2007, il candidato alla presidenza degli U.S.A, John McCain, indossando la casacca della squadra locale dei Drive effettuò il lancio inaugurale della stagione e affermò che la sua presenza al Fluor Field diede una spinta positiva alla sua campagna elettorale in corso. Un altro fiore all'occhiello di questo stadio è il Shoeless Joe Museum and Baseball Library che si trova adiacente al Fluor Field. In passato fu la casa di Shoeless Joe Jackson.
Fluor Field-Greenville

lunedì 30 luglio 2012

UN SECOLO DI RED SOX

Il legame e la fedeltà che unisce Boston al suo Fenway Park hanno affossato la tragedia e il dolore che sono emersi nel corso dei decenni di vita di questa franchise. Nel caso particolare di Boston, la sofferenza dei suoi tifosi è durata 86 anni. Per 31.390 giorni, il cuore dei NewEnglanders è stato trafitto dal dispiacere senza intaccare l'ardore, la vicinanza e la credenza che un giorno o l'altro tutto sarebbe finito. Ed è stato così nel 2004 per poi essere certificato nel 2007 con due indimenticabili World Series vinte. Ora Boston non ha più paura della maledizione anzi c'è la consapevolezza di poter condividere una grande squadra in un momento di grandezza come quello della vittoria finale. Ma in una squadra eccellente c'è più di un momento di grandezza e il tempo che passa disegna le sue forme sempre più nitide per non essere dimenticate. Per coronare questi 85 anni di lacrime e sospiri ecco in ordine numerico cosa è successo a Boston in quasi un secolo di storia di questa "franchise".
L'American League fece la sua apparizione nel 1901 con otto squadre, una delle quali fu proprio quella di Boston. Questa è la squadra che vanta alcuni milestones tra i più indimenticabili e memorabili. La prima World Series e la prima perfect game del baseball moderno si svolsero a Boston nell'Hauntington Avenue Grounds ed in entrambi i casi il lanciatore fu Cy Young. Ted Williams ha regalato momenti altissimi con il suo "6 su 8" nell'ultimo giorno della stagione del 1941, il "4 su 4" con 2 HR nella All Star del 1946 e quel Settembre del 1960, quando lo Splendido terminò la sua carriera con un fuoricampo nel suo ultimo turno di battuta. Carl Yastrzemski vinse la Tripla Corona nel 1967, l'ultimo, ancora oggi, ad aver raggiunto un simile traguardo. Fred Lynn si aggiudicò il trofeo per Rookie of the Year e il Most Valuable Player entrambi nel 1975. Carlton Fisk si impose come l'immagine più duratura nella storia dello sport con uno swing nelle WS del 1975, grazie anche a Bernie Carbo il quale, poche riprese prima, ottenne il suo secondo pinch-hit homerun portando in parità la partita. Dave Henderson ottenne l'homer della salvezza all'ultima ripresa con 2 strike contro i California Angels nei Play Off del 1986. Roger Clemens realizzò 20 strike-out in una partita, per due volte. Pedro Martinez lancò una no-hit in rilievo contro Cleveland per agguantare le Division Series nel 1999. Big Papy con i suoi 54 homers nel 2006 diventò il recordman in tutta la storia dei Red Sox battendo il precedente record detenuto da Jimmie Foxx nel 1938. Jason Varitek è l'unico catcher nella storia ad aver ricevuto 4 no-hit, l'ultima delle quali fu realizzata da John Lester nel Maggio del 2008. Questa è la squadra che vinse le prime WS dell'era moderna nel 1903. Hall of Famers come Waite Hoyt, Herb Pennock, Red Ruffing e Babe Ruth iniziarono la loro carriera a Boston. Questa è la squadra che ha testimoniato l'ultimo battitore che ha superato .400 di media e due Triple Corone. Wade Boggs vinse 5 titoli di battuta con Boston e Roger Clemens ottenne per 3 volte il Cy Young Award e l'MVP. Questa è la squadra che vinse 3 WS in 4  stagioni, dal 1915 al 1918 ma è anche l'unica squadra ad aver perso il 7° incontro nelle WS del 1946-67-75-86. Enos Slaughter nel 1946, Bob Gibson nel 1967, Joe Morgan nel 1975, Bucky Dent nel 1978, Bill Buckner nel 1986 e Aaron Boone nel 2003 furono coloro che mantennero vivo un incubo durato 86 anni. Le parole di Johnny Pesky sono come i rintocchi di una morte annunciata. "Ho guardato su, in alto nel cielo e ho pensato a Mr Yawkey, a Cronin, a Collins. Ted è stato il primo a cui ho pensato, Dom e Bobby. Ho pianto e non me ne vergogno. Eravamo come un gruppo di bambini in perfetta armonia per così tanti anni. Ho visto i tifosi arrivare numerosi al Fenway ogni giorno sempre pronti ad incoraggiarci fino alla fine. Sono contento che abbiamo vinto per i nostri fans. Per tutta la vita il baseball è stato dentro di me. Per tutta la vita non ho mai vinto una World Series."

"Sit down for a while now". Rilassatevi per 5 minuti e viaggiate nel tempo perchè ora è il momento di elencare questo sogno durato 86 anni numerandolo progressivamente e associando il numero ad un momento indimenticabile del vecchio Fenway e della sempre-giovane squadra dei Red Sox.
1 I Boston vinsero il primo titolo delle WS battendo i Pttsburgh Pirates nel 1903.
2 È il numero di post-season disputati da C.Yastrzemsky. È il leader nelle partite disputate in carriera con i Red Sox con 3.308. È il secondo in tutta la storia delle Major League. Il primo è P.Rose con 3.562.
3 È il numero delle "Triple Corone" Vinte da un player dei Red Sox. Ted Williams nel 1942(.356 36 137). Sempre Williams nel 1947(.343 32 114). C.Yastrzemski nel 1967 (.326 44 121).
4 È il numero ritirato della casacca dell'interbase Joe Cronin. 24 stagioni con i Red Sox. Come manager ha il record di partite vinte: 1071.Eletto nella Hall of Fame nel 1956.
5 Dwight Evans vinse 5 Gold Glove consecutivi dal 1981-85. Grande battitore ma ancor di più straordinario esterno in possesso di un braccio come un bazooka. Oggi i tifosi vanno allo stadio per vedere il batting practice. Una volta al Fenway arrivavano prima della partita per vedere Evans e Rice che si scaldavano il braccio stando all'esterno sulle linee di foul a sinistra e a destra. Niente lanci con parabola, ma "tese cannonate"!.
6 È il numero di casacca ritirato di Johnny Pesky nel 2008. Anche il commissioner Bud Selig era presente per testimonare l'illustre carriera con i Boston del grande interbase.
7 Wade Boggs ha battuto più di 200 valide a stagione per 7 volte.
8 È il numero ritirato di Carl Yastrzemski. È stato eletto nella Hall of Fame al primo turno di eleggibilità nel 1989 con il 95% di voti a favore.
9 È il numero di Ted Williams. Una leggenda del baseball. Nel 1982 i tifosi lo votarono il miglior giocatore nella storia dei Red Sox.
10 È il numero di RBI ottenuti da Nomar Garciaparra nella partita disputata contro i Seattle Mariners del 10/5/1999. Nomar realizzò 3HR (2 Grand Slam). Lo stesso numero di RBI è stato ottenuto anche da Fred Lynn, Rudy York e Norm Zauchin.
11 Babe Ruth ottenne 11 homer nel 1918 vincendo il primo titolo della speciale classifica.
12 Heinie Wagner ottenne 12 valide nel 1902 con i NY Giants. Dopo solo 17 partite venne ceduto ai Boston Red Sox che vinsero le Series del 1912 contro i Giants.
13 Buck Freeman con 13 HR nel 1903 vinse il suo scondo titolo con i Red Sox. Fu anche il terzo consecutivo compreso quello per gli RBI.
14 È il numero di stagioni di Bobby Doerr tutte giocate in seconda base per i Red Sox. Hall of Famer, anche il suo numero 1 di casacca è stato ritirato.
15 Don Schwall vinse 15 partite su 25 opportunità nel 1961 guadagnandosi il "Rookie of the Year Award".
16 Dave Morehead perse 16 partite nella disastrosa stagione del 1965 quando i Red Sox persero 100 partite.
17 È il numero di "Grand Slams" realizzati da Ted Williams.
18 Roger Clemens lanciò 18 partite complete nel 1987, ottenendo 256 strike-out e il secondo "Cy Young Award".
19 Bill Mueller ottenne 19 HR nel 2003. Contro i Rangers in una partita realizzò 2 Grandi Slams e un "solo shot", il 12esimo atleta in tutta la storia del baseball.
20 È il numero di strike out di R.Clemens contro i Mariners in una partita (29 Aprile 1986). Major League record.
21 Nel 1988 Mike Greenwell realizzò il suo 21 HR che gli permise di ottenere un "Cycle" nel Settembre del 1988 contro i Baltimore.
22 Jim Longborg vinse 22 partite nel 1967 guadagnandosi il "Cy Young Award".
23 Jon Lester affrontò 23 battitori nelle WS del del 2007 dopo solo un anno di distanza dalla sua convalescenza dovuta ad un linfoma maligno. Fu onorato per questo con il "Tony Conigliaro Award", per aver combattuto e vinto la sua battaglia per la vita.
24 È il numero di partite vinte da Roger Clemens nel 1986 consegnandogli il primo dei suoi 7 "Cy Young Award".
25 Jim Rice ottenne 25 "basi totali" in 24 partite quando debuttò in Major League nell'Agosto del 1974. Il leggendario slugger terminò la carriera con 4.129 basi totali,la terza più alta in tutta la storia dei Red Sox.
26 Nel Giugno del 1917 Babe Ruth, dopo aver concesso la base su ball al primo battitore, venne espulso per proteste. Entrò a lanciare Ernie Shore. Il battitore-corridore venne eliminato nel tentativo di rubata e Shore affrontò esattamente 26 battitori per completare la partita con un "quasi perfect game".
27 È il numero ritirato dell'immortale Carlton "Pudge" Fisk. Pur non avendo mai vinto una WS, nel 2004 gli venne consegnato l'anello commemorativo in onore della sua carriera da "Hall of Fame".
28 Boston ottenne 28 valide in una partita contro Florida nel 2003, 13 delle quali vennero realizzate alla prima ripresa obbligando la squadra dei Marlins ad una maratona difensiva di 54minuti.
29 Babe Ruth realizzò 29 HR nel 1919 in solo 432 presenze alla battuta. Come lanciatore affrontò anche 591 battitori concedendo solo 2 fuoricampi in tutta la stagione.
30 Dustin Pedroia realizzò almeno una battuta valida in 30 partite consecutive giocate in trasferta. Il record precedente di 29 partite apparteneva a Tris Speaker che lo fece nel 1913.
31 È il numero di presenze alla battuta di Mike Greenwell quando esordì in Majors nel 1985. Le sue prime 3 battute valide furono 3 HR.
32 Tony Conigliaro fece 32 HR nel 1965. A soli 20 anni diventò l'HR Champion più giovane nella storia dell'American League. Firmò il contratto per i Boston a soli 17 anni.
33 È il numero di casacca del terzo capitano nella storia dei Red Sox. Jason Varitek. Gli altri due furono: C.Yastrzemski e Jim Rice.
34 A soli 22 anni Smoky Joe Wood vinse 34 partite nel 1912. Un record che sembra quasi imbattibile anche ai nostri giorni.
35 Jimmy Foxx battè 35 HR nel 1939. Aveva vinto la Tripla Corona nel 1933.
36 Sono gli homers di Ted Williams nel 1942 che gli diedero la "Tripla Corona" e il "Player of the Year Honors".
37 Jon Lester alla sua 37esima partita ottenne una no-hit contro Kansas City nel 2008. Effettuò 130 lanci, 86 strikes, 44 balls.
38 Cy Young lanciò 38 partite complete nel 1901 vincendone 33 con una percentuale di 1.62.Ottenne la "Tripla Corona" dei lanciatori.
39 Jim Rice vinse il titolo degli homers nel 1983 con 39.
40 Nel 1948 Dom Di Maggio ottenne 40 battute da due basi segnando un club record di 127 punti.
41 È il numero delle "opportunità di salvezza" per il rookie Jonathan Papelbon nel 2006. Ne realizzò 35 con una percentuale di 0.92.
42 Nel 1997 i Boston Red Sox ritirarono il numero 42 per onorare Jackie Robinson, il primo giocatore di colore nella storia delle Major League. Robinson fece un try-out con i Boston nel 1946 ma il GM B.Rickey dei Brooklyn "arrivò prima" e fece firmare il contratto a Robinson. Chissà, la storia forse sarebbe cambiata!.
43 È il totale dei fuoricampi battuti da Manny Ramirez nel 2004.
44 La "Hall of Fame Legend" Carl Yastrzemski realizza 44 HR nel 1967, vincendo la Tripla Corona.
45 Manny Ramirez batte 45 HR nel 2005.
46 Jim Rice batte 46 HR nel 1978.
47 È il N° di HR realizzati da David Ortiz nel 2005.
48 È il numero di battitori affrontati da Babe Ruth nelle WS del 1916 disputate contro i Brooklyn Robins (più tardi si chiameranno Dodgers). Ruth vinse la partita per 2-1 lanciando 14 riprese. Boston vinse le WS.
49 Nel 1927 i Boston avevano un distacco di 49 partite rispetto ai primi in classifica, i NY Yankees. Fu una stagione disastrosa per i Red Sox ma nonostante questo incolmabile divario, nel Settembre di quell'anno, i tifosi di Boston si accalcarono in massa al Fenway per assistere a due partite contro gli Yankees. Un record di quasi 40.000 spettatori testimoniarono la vittoria dei Boston in gara 1 per 12-11 in 18 riprese.
50 L'"Hall of Famer" Jimmie Foxx realizza 50 HR nel 1938
51 È il numero di "doppi" realizzati da Joe Cronin nel 1938, Wade Boggs nel 1989 e Nomar Garciaparra nel 2000.
52 Sono i battitori affrontati da Josh Beckett nei Play Off del 2007 contro Cleveland che portarono Boston alla vittoria con Beckett MVP delle Series.
53 L'"Hall of Fame Legend" Tris Speaker realizzò 53 "doppi" nel 1912.
54 È il numero di HR di David Ortiz nel 2006.
55 È il numero delle partite del rookie seconda base Bobby Doerr nel 1937. Aveva 19 anni e fu l'inizio di una brillante carriera con Boston che durò 14 anni. È stato eletto nella Hall of Fame.
56 N.Garciaparra ottenne il record di 56 "doppi" nel 2002.
57 È il numero di lanci "strikes" effettuati da Pedro Martinez nelle Division Series del 1999. Alla terza ripresa di Game 5 delle Series sul punteggio in parità di 8-8, entra a lanciare Pedro che lascia il line-up di Cleveland senza battute valide lanciando un totale di 97 lanci e consegnando la vittoria a Boston per 12-8.
58 Buck Freeman ottenne 58 "tripli" in totale dal 1902 al 1904.
59 È il numero di "tripli" realzzati da Carl Yastrzemski dal 1961 al 1983. Uno di questi venne realizato nel 1965 contro i Tigers in aggiunta a 2 HR, 1 doppio e 1 singolo per un totale di 5 su 5  più il "cycle" e 5 RBI.
60 Tris Speaker nel 1913 ottenne questo numero di battute di "extra base".
61 È il numero di errori in seconda base di Hobe Ferris nel 1901. Ancora oggi è un record nella storia dei Red Sox.
62 Sono i punti concessi da Joe Smoky Wood nel 1911 su 275 riprese lanciate con una percentuale di 2.02.
63 Sono i punti concessi da Babe Ruth nel 1916 per un totale di 323 riprese lanciate.
64 Sono i punti concessi dai Boston nelle 17 partite di extra inning disputate nella stagione 1969. Persero tutte le partite. Disperazione dei tifosi di Boston ogni volta che la squadra andava agli extra inning!.
65 È il numero di "tripli" realizzati da Jimmy Collins quando giocava con Boston. Il totale in carriera dell'Hall of Famers sono 116.
66 Hideo Nomo lanciò 66 strikes dei suoi 105 lanci contro Baltimore nel 2001 vincendo per 3-0 con 11 strike-outs.
67 L'esterno Earl Webb ottiene un franchise-record di 67 doppi nel 1931.
68 È il numero di strikes di Tim Wakefield contro Texas nel 2008 su un totale di 86 "knuckle-balls".
69 È il numero di riprese lanciate da Cy Young e Bill Dinneen nelle WS del 1903. Boston usò solo 3 lanciatori per le series che al tempo si disputavano al meglio delle 9 partite. Il terzo lanciatore fu Tom Hughes. Dinneen lanciò 4 partite complete, Young ne lanciò 3 e Hughes 1. Hughes fu il partente in un'altra partita, ma Young entrò in rilievo alla terza ripresa.
70 È il numero di lanci effettuati da Chase Wright lanciatore degli Yankees. Nel 2007 con due out e le basi vuote, M.Ramirez, J.D.Drew, M.Lowell e J.Varitek realizzarono 4 HR consecutivi contro Chase Wright. Fu la quinta volta nella storia del baseball in cui una squadra realizza 4 HR consecutivi. Ma fu la seconda volta per J.D.Drew. Infatti nell'anno precedente, il 2006, Drew giocava con i Dodgers i quali realizzarono anche loro 4HR consecutivi in una partita. Il secondo homer dei 4 consecutivi venne realizzato proprio da J.D.Drew. Questo curioso primato è stato "statisticamente calcolato" dal Dr. Nancy Rallis del Boston College Stats. & Matematics. Non so come, ma il docente ha affermato che c'è 1 possibilità su 14,3 milioni di volte nel quale un giocatore può ottenere il risultato di J.D.Drew!.
71 Furono i punti segnati da C.Yastrzemski nel 1961. In quell'anno i riflettori erano puntati su Mantle e Maris che erano in lizza per il record stagionale di HR (1927 Babe Ruth con 60). Pochi si accorsero del rookie Carl all'esterno sinistro. Yastrzemski terminò la carriera con un Red Sox-record di 1816 punti segnati. Attualmente è al 17esimo posto All Time. Gli unici atleti, nei primi 20, ancora in attività sono D.Jeter (1827 punti segnati, 15esimo posto) e A.Rodriguez (1878 punti segnati, 11esimo posto). Al primo posto c'è Rickey Henderson con 2295 punti segnati.
72 È il numero di battute valide del rookie 21enne Harry Hooper nel 1909.
73 È il numero di partite del rilievo Tom Gordon nel 1998. Ottenne 46 salvezze e gli venne assegnato il "Rolaids Relief Man Award". Stephen King scrisse un "best seller" dal titolo "The girl who loved Tom Gordon".
74 È il numero che rappresenta il tentativo di rubata di Steve Lyons nel 1986. Lyons dalla seconda cercò di rubare la terza base ma venne eliminato. Alla battuta c'era Boggs che stava "viaggiando"con una media di quasi.400. Boston perse quella partita contro Milwaukee 7-5 e Lyons venne ceduto ai White Sox...pochi giorni dopo.
75 È il numero di HR in carriera dell'Hall of Fame Harry Hooper. Possono sembrare pochi, ma tutti gli homers vennero realizzati durante la "Dead Ball Era".
76 È il numero di partite del lanciatore di rilievo Heathcliff Slocumb nel 1997. Venne ceduto ai Seattle in cambio di Derek Lowe e Jason Varitek.
77 I tripli del nativo inglese Hob Ferris dal 1901 al 1907.
78 Le partite disputate da Juan Beniquez nel 1975. Venne impiegato all'esterno sinistro, centro e destro oltre che in terza base, prima base e DH. La sua media battuta fu di .291.
79 Sono i tripli del leggendario Jim Rice in carriera con i Boston.
80 È il numero di strike-out ottenuti da Pedro Martinez nei post seasons dal 1998 al 2004.
81 Il numero di battute da extra base di Ted Williams nel 1947.
82 Il numero di battute valide in carriera del lanciatore Slim Harriss con una media di.146. Nel 1923 realizzò soltanto 4 valide su 61 presenze alla battuta per una media di.066. Harriss viene ricordato perchè in quell'anno realizzò l'unica battuta valida della partita fra Boston e Philadelphia. Purtroppo, correndo verso la seconda base, saltò il sacchetto di prima base. Venne eliminato su "gioco d'appello" consegnando a Boston la vittoria per 4-0 e al lanciatore Ehmke una no-hit.
83 È il numero di battute da extra base di Ted Williams nel 1946.
84 È il numero di partite disputate con i Boston di Bob Watson prima di essere ceduto agli Yankees nel 1979. Nel 1974 diventò il primo giocatore nella storia ad ottenere un "cycle" in entrambe le Leghe e, piccola curiosità, segnò il milionesimo punto nella storia del baseball!.
85 È il numero di battute da extra base di (sempre lui), Ted Williams nel 1949.

Ecco fatto!..Una breve cavalcata quasi secolare fatta di ricordi, imprese memorabili ed atleti che rimarranno nella storia per sempre. Sono tinte variopinte che, come le corde delle emozioni, dipingono esaltanti imprese e lugubri ricordi in un teatro come il vecchio Fenway Park, ormai eletto a nuova meraviglia globale. È il luogo d'incontro del mondo intero dove tutti sanno come guarire le ferite perchè il romanticismo del Fenway è un cuore che si spezza da cui nasce un fiore che profuma vittoria. Poco importa il tempo che intercorre tra un sentimento e l'altro. Ciò che rimane è la certezza che, come il dubbio di un credo, un giorno o l'altro tutto succederà.

sabato 17 dicembre 2011

AQUILE E DELFINI

"La Perfezione è una cosa", disse il ragazzo, "ma sono sempre convinto che un buon battitore va nel box per girare la mazza e non per prendere i lanci". Loro sono un gruppo di ragazzi, esperti di baseball nonchè epidermici tifosi. Un giorno, si erano trovati tutti insieme e stavano parlando degli Yankees e dei Red Sox oltre a rispondere a quella che è considerata un pò la domanda da un milione di dollari. Tale domanda, anno dopo anno, aumenta sempre di più il suo valore e viene costantemente riproposta. Hanno discusso su Phil Rizzuto, Joe Di Maggio, Mel Parnell, Ellis Kinder e Bobby Doerr per arrivare al punto, quasi obbligatorio, di discutere di colui che è considerato il più grande battitore di sempre. Ted Williams. "Ancora la stessa storia", dice il primo ragazzo, "Non penso che Williams sia stato il miglior battitore di sempre". "Se non è il migliore", disse un altro, "Stai affrontando il problema di nominarne uno ancora più bravo". "Hey, listen", disse ancora il primo "Tu parli di Williams e mi dici che non batterà mai un brutto lancio e che per fargli girare la mazza devi mettere la pallina sopra il piatto altrimenti lui prende la base su ball. Pensi che questo sia sufficiente per giudicarlo il miglior battitore di sempre?. Io penso invece che sia una qualità che appartiene a tanti giocatori". "Dico che è il migliore che c'è", replica l'altro ragazzo, "dico che nessuno come lui possiede una meccanica perfetta". "La meccanica è una cosa", ribatte ancora il primo ragazzo, "Vincere una partita è un'altra. Sai perchè gli Yankees sono stati capaci di neutralizzare Williams?. Perchè sapevano come si comportava nel box di battuta. Il che vuol dire che Williams aspettava un buon lancio da spedire fuori dal campo". "Yes", interrompe l'altro ragazzo, "Aspettava il lancio buono per fare un homer. Nessuno swing a caso". E ancora l'altro ragazzo, "Solo pazienza e attesa per quel lancio che non è mai arrivato". I grandi battitori vanno nel box per girare la mazza, bello o brutto che sia il lancio, ed hanno vinto tante partite importanti". Il tifoso di Williams si agita e dice: "Ruth ha avuto 170 basi su ball in una stagione!". "Esatto", risponde l'anti-Williams", "ma Ruth andava nel box per girare la mazza specialmente quando c'erano corridori sulle basi". "Nelle World Series del 1921 Ruth è andato Kappa girando un brutto lancio. Williams avrebbe preso la base!", replicò il tifoso di Williams. L'altro ragazzo disse: "Ma Ruth andava per girare, Williams per prendere. Ecco perchè Ruth era Ruth e Williams è stato un giocatore che ha giocato per tutta la carriera in una squadra da secondo posto". E qui finisce la discussione. I due boys si allontanano in direzioni opposte, ma si incontreranno ancora, perchè Williams è stato meglio di Ruth, anzi, Ruth è stato meglio di Williams. Bisogna ammettere che Williams non ha mai fatto nulla nelle partite importanti come le World Series del 1946, i Play Off del 1948 oppure le due partite finali per il titolo di lega del 1949. Forse sono coincidenze, ma io affermo che è quella la causa e cioè che Williams andava nel box per aspettare un improbabile lancio dell'asino prima di girare la mazza. Lui aspettava il lancio perfetto, l'errore del lanciatore. In questo processo, anno dopo anno, lo Splendid Splinter non ha mai rappresentato una fonte d'ipirazione per i giovani, i tifosi e i mass media come lo è stato Ruth. Meglio Ruth o Williams?. Preferisco Cobb. Dato che ci siamo, facciamo tutti e tre. La questione rimane apertissima perchè il baseball è cambiato, sono cambiati i tempi, i materiali da gioco, i campi, l'approccio e la tecnologia, i metodi di preparazione atletica, la scienza applicata allo sport e alla dietologia, l'aspetto medico e sanitario. Cosa avrebbero fatto Cobb e Ruth se fossero nati nei tempi moderni?. Cosa avrebbe fatto Williams se non avesse interrotto la sua carriera per prestare servizio militare in Korea?. Cosa avrebbe fatto Joe Jackson se non fosse stato espulso a vita per lo scandalo delle scommesse nel 1919?. Quanti atleti di colore non abbiamo potuto ammirare fino al 1947?. E quanti ne avremmo persi se in quello stesso anno i muri della segregazione razziale non fossero stati abbattuti?. E, al contrario, cosa avrebbero fatto le superstar dei nostri tempi se fossero nate nei primi anni del secolo scorso?. Gli interrogativi sono numerosi e probabilmente sarà quasi impossibile fornire risposte esaurienti, ovvero in grado di cancellare qualsiasi ombra di dubbio. Ma è proprio il dubbio e l'incertezza che forniscono il fascino all'Old Game, quel fascino che si mescola all'illusione di potersi sentire sul tetto del mondo dopo aver realizzato l'homer vincente in una partita. Teniamoci questo dubbio come una favola senza fine. In fondo il dubbio non è meno religioso di una preghiera. E se il baseball è l'unica religione senza peccato, non esiste un Dio e non esiste il miglior battitore di sempre ma, come un variopinto arcobaleno, ognuno porta dentro di sè il colore e la gioia di essere parte di un universo che non ha confini, predominio esclusivo del proprio talento e della propria abilità. "Chi è il miglior battitore in assoluto di tutta la storia?". È un eco che rimbomba tra le pareti del Gran Canyon. Alcuni, come aquile, si sono spinti tanto in alto quanto la regina dei cieli, altri, come delfini, hanno cavalcato in moto perpetuo le onde degli oceani. Ma non basta. Ancora siamo incapaci di camminare tutti insieme.

Nel linguaggio del baseball, la base su ball viene chiamata anche Walk, passeggiata, camminata. Kevin Mitchell, grande esterno sinistro dei S.F.Giants degli anni 80', fece parlare di sè per il suo atteggiamento aggressivo nel box di battuta. Diventò famoso anche per una presa al volo a mano nuda correndo all'indietro. Durante una intervista gli fu chiesto come mai riceveva poche basi su ball e lui rispose: "I don't like walks, only the mail men walk!". Solo i postini "passeggiano!".
Miller Huggins è stato il manager degli Yankees nei primi decenni del secolo scorso. Un giorno venne fermato da uno scrittore che stava cercando del materiale per una storia. "Puoi dirmi la formula segreta del tuo successo come manager?", chiese lo scrittore. "La formula del mio successo è molto semplice!", replicò Huggins, "Tutto quel che faccio è pregare di poter avere le basi piene. Quindi prego che in quella situazione ci sia Babe Ruth o Lou Gehrig. Come vedi, è molto semplice!".

mercoledì 10 novembre 2010

FENWAY PARK

1912
Fenway Park era già vecchio appena costruito. Visto dall'esterno è sgradevole, sembra un antico deposito di mattoni assemblati disordinatamente tanto da fornire un aspetto estetico, informe e sregolato nelle sue prospettive. Può ospitare 36.000 tifosi la cui maggioranza arriva all'ingresso di malumore perchè forzati a parcheggiare la macchina in quel di Worchester, distante qualcosa  come 15 km. Entrano allo stadio in modo caotico, confuso e prendono posto sulle tribune trangugiando birra. Fischiano e deridono la propria squadra quando sono scontenti e urlano in modo stravagante ogni volta che i loro istinti selvaggi vengono deliziati. Fenway Park è unico. Non c'è costruzione al mondo in grado di trasmettere tanto fascino pur possedendo le sue colpe. Come un adulto alle prese con il gioco dei  suoi bimbi circondato da una folla rumorosa che lo prende sul serio. L'esterno sinistro è angusto sormontato dal Muro alto 30 mt. E' tanto  inquietante da essere soprannominato Mostro Verde e si erge ossessivo ad una  distanza di circa 90 mt da casa base. E' così vicino che rappresenta la massima  tentazione per i battitori destri, i quali si aprono nella loro posizione di battuta con  l'intento di colpire in anticipo per ottenere un fuoricampo. Il Green Monster è anche la  disperazione di tanti battitori autori di grandi legnate che si schiantano contro il Mostro trasformandole in semplici singoli. Fenway Park è piccolo, è pazzesco, devi ordinare un biglietto in Marzo per una serie  con i Baltimore in Settembre e trovarti in Aprile con i biglietti sulle tribune  in alto all'esterno destro. Gli hot-dog sono sempre squisiti e deliziosi, mentre le  bevande sono state migliorate per soddisfare i "forti bevitori", parecchi dei quali, entrano allo stadio nascondendo tra gli abiti liquidi ben più euforici della birra. E infine la squadra...ooh!, The Boston Red Sox. Tanti giocatori leggendari, un gruppo in grado di mettere alla prova la pazienza di tutti, dagli ubriachi ai più sobri. Ma, nonostante questi difetti, Fenway Park è ampiamente assolto in quanto, con rassicurante energia e certezza, parla in favore della vita che numerosi New Englanders hanno acquisito dalla nascita all'età adulta. Tralasciamo quella parte di vita che si chiama maturità, perchè Fenway è la bellezza, è l'eternità riflessa nello specchio della nostra vita. Forse un giorno chissà, arriverà anche l'età adulta, ma a noi piace così, sempre in crescita. Non c'è limite al magnetismo del Fenway Park. Ammassati sulle tribune c'erano due giovanotti. Entrambi vestivano  con un giubbotto ed avevano il classico cappellino colorato con la grande B di Boston e tutt'intorno al berretto si leggevano i nomi dei giocatori, Rooster, Dewey, Yaz, Pudge, Boomer, Fred, Jim e Rico. Rico era Rico Petrocelli che quell'anno, nel 1975, giocava terza base quando vennero messi in vendita i cappellini. Il ragazzo più  giovane, muscoloso e riccioluto disse che non aveva il biglietto e per procurarsene  uno se ne andò a Cincinnati, proprio a Cincinnati. Disse alla moglie che quella sera doveva allontanarsi per lavoro, un lavoro che lo tenne lontano per 4 giorni!. Il giovane aveva con se una carta di credito e $ 300 in contanti. Non avendo effettuato prenotazioni in nessun albergo, dormì in una bettola paragonabile ad una casa per gatti. Vi era un frenetico viavai di gente per tutta la notte tanto da non poter chiudere occhio. Il giorno dopo, subito al Fenway. Davanti allo stadio si vendono i programmi e gli "scorekeeper" delle partite. Il ragazzo li compra tutti  per $100 e riceve il giacchetto e il gadget in omaggio. Voleva assistere a tutte e tre le partite!. Prima della terza partita fece la stessa cosa energicamente, quasi volesse uccidere la gente, comprò per $50 tutti i programmi rimasti...e, oltre al giacchetto, questa volta ottenne anche il cappellino!. Dopo 4 giorni tornò a casa, si, tornò a casa. Per altri 4 giorni la moglie lo fece dormire sul divano. "Cacchio, com'era incazzata"..."Cacchio, se ne è valsa la pena". Al Fenway, non è come Los Angeles. All'Ovest il baseball è visto come puro intrattenimento, per Boston la partita è come un certificato di sopravvivenza e di rinascita. È l'eterno e antico paganesimo che avvicina i bostoniani  alla squadra, il tutto rinforzato dalle dominanti teologie dell'area circostante che sintetizzano annualmente la parabola della tentazione e della debolezza nel Giardino dell'Eden. Non c'è dubbio che un qualsiasi credente possa comprare  un biglietto per il Fenway, perchè il Fenway è il paradiso. Ci sono Cattolici, Italiani, Polacchi, Tedeschi, Cinesi, Calvinisti, Protestanti ,Metodisti, Ebrei e Giudei, oltre alla Chiesa Africana Episcopale. Insomma!, Fenway Park è il paradiso di tutti e Dio li accomuna. A nulla importa se si appartiene ad un credo apocalittico e pessimista o angelico e speranzoso, il comandamento e la regola teologica è una soltanto, "Let's go Red Sox!".

Un uomo e i suoi 4 bimbi avevano i posti sopra il dug-out della squadra, all'altezza della prima base. I bambini avevano in testa delle imitazioni in plastica dei caschetti che usano i battitori. Odiano i pop-corn e parlano solo di Jim Rice. Odiano i gelati e vogliono l'autografo di Jim Rice. Sono impazienti perchè aspettano Fenway Franks, gli hot-dog più buoni pubbicizzati da Jim Rice. Uno di questi bimbi critica energicamente Yaz, perchè quando lui gioca, J.Rice stà in panchina.

Il padre tranquillo sorride e pensa che portare il figlio allo stadio è stato il miglior regalo di compleanno che poteva fare. Il bimbo ha 9 anni, e ne sarebbero passati altri 9 prima di mostrare interesse per la birra, pensò il padre, appoggiando teneramente la mano sulla spalla del pargolo. Poi l'uomo stende il braccio alla sua sinistra coprendo un paio di posti vuoti mostrando così agli altri tifosi, di essere il proprietario di quelle due seggiole. Ed ecco arrivare sua moglie in compagnia della graziosa figlioletta la quale tiene in mano un triangolo di pizza mentre il sugo di pomodoro era sparso qua e la sul bianco vestitino e intorno alla bocca. Nell'altra mano la piccola creatura stringe un pupazzo dei Red Sox il quale aveva un occhio fuori dalla sua sede e ciò provocò qualche lacrimuccia alla bambina. Rincuorandola, il papà la solleva e la fa accomodare in una delle due seggiole libere mentre la mamma con un blazer rosso Sox e jeans controlla con un'occhiata i figli per farsi notare. "Hi Mom", salutano i ragazzi. "Questi sono ottimi posti", dice la donna al marito. "Si, Howard ha fatto una buona scelta". "Devono essere costosi", aggiunge la moglie. "E' tutto ok, lo dovevo fare per il compleanno di Joy. Poi Howard mi dirà il prezzo". "Ci puoi scommettere", aggiunge con tono risoluto la moglie. "E' stata una gran bella idea", dice il marito con tono ironico indicando la bambina, "quel vestitino si abbina molto bene con la pizza". "Sono sorpresa che non hai ancora una birra tra le mani", replica la moglie con tono civettuolo. "Non ti preoccupare, presto ne avrò una", aggiunge il marito allontanandosi. Al suo ritorno i Boston Red Sox stavano ultimando il pregame in difesa, e il piccolo Joy dice al padre, "Daddy, quanto pesa George Scott?". "Molto", risponde l'uomo, "È troppo grasso, ci vogliono tre rimorchiatori per spostarlo". "Perchè non gli fanno perdere un pò di peso?", replica il bimbo. L'uomo si siede. "Perchè l'unico modo per farlo sarebbe quello di bollirlo, ma non c'è una pentola così grande". E il padre comincia a bere la sua birra. Nel frattempo lo speaker annuncia l'ordine di battuta, la donna, sempre con tono civettuolo rivolgendosi al marito dice "Non riesci nemmeno a rilassarti alla partita". Il marito, per un pò non risponde e dopo un altro sorso di birra dice, "Certo...mia cara".
Si dice che un giorno il mondo spezzerà i cuori degli uomini. Ma a Boston sono fortunati, perchè il loro cuore è trafitto tutti i giorni al Fenway Park.