Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".
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venerdì 30 settembre 2011

IT'S HIS RECORD


È il suo record. Gli appartiene grazie a 756 swings disciplinati. Diamogli pure un free pass come hanno fatto molti pitchers contro di lui. In questo giorno si può tranquillamente parlare di tregua come hanno fatto gli antichi Greci quando gli atleti erano diretti verso Olimpia. Ora si può celebrare il record più prestigioso di qualsiasi attività sportiva. Quando il lancio di Mike Bacsick dei Washington è stato catapultato verso le tribune del Park di S.Francisco, lo sport Americano ha registrato una pagina di storia che ha coinvolto l'intera nazione. Davanti ai suoi tifosi e alla sua famiglia lo swing di Barry Bonds viene immortalato in tutto il pianeta e il messaggio di Aaron apparso sul tabellone è stato il momento più significativo. Nessun altro ha girato la mazza contro oggetti che si muovono a 80 90 o 100 miglia. Ha dovuto farlo da solo con i suoi superbi riflessi e la sua abilità, compiaciuto da una vecchiaia sempre più lontana. Non importa cosa pensa la gente di Bonds come persona. Ha camminato verso casa base con una mazza in mano, con una gomitiera protettiva, con il suo talento e i suoi pensieri, portando il baseball ad una dimensione agro-dolce, salmastra. È il suo record, cosa può fare il baseball?. Inventare una formula magica per diminuire il N° degli homers?. Appartengono tutti a Lui, uno per uno. Victor Conte, fondatore della nota Bay Area Laboratory non ne ha battuto uno. Greg Anderson, intimo trainer di Bonds, non ne ha battuto uno. La gente che ha fatto soldi sulla figura di tanti sluggers e i funzionari delle analisi antidoping non hanno fatto un homer. Barry Bonds li ha fatti. Uno per uno. Tutti 756. Non li fece secondo lo stile di Rob Deer o Gorman Thomas, ma con una misurata disciplina, uno swing composto e compatto come un maestro di arti marziali. Bonds aveva autocontrollo, sapeva quello che stava facendo. Non andava a battere improvvisandosi un geniale suonatore di jazz come faceva Yogi Berra, e non usava l'istinto naturale come il grande Roberto Clemente. Semplicemente Bonds ipnotizzava i lanciatori. Nessun paragone con Aaron o Babe Ruth, il suo record è il frutto di una profonda arroganza e pazienza ereditata da Ted Williams. I lanci devono arrivare a lui. Se non sono in quella zona lui non gira la mazza, aspetta, e aspetta. "Che Swing!". Quando Bonds giocò la sua prima World Series ogni sua apparizione al piatto era come un leopardo che attende il momento propizio dell'agguato, concentrato nell'essenziale con brevissimi ondeggiamenti della mazza. Solo un leggero passo e gli occhi fissi sulla pallina. Da qualsiasi parte lo si guardi, quello swing rimarrà impresso nella mente di tutti, nessuna deviazione o imperfezione. Capita spesso che una star delle World Series altri non è che un giocatore decente, qualcuno che al momento giusto si ritrova ad essere protagonista. Ma Bonds dominò quelle Series come pochi fecero precedentemente. Sette partite, 8 su 17, 6 RBI, 3 Strike-out e 4 Homers. Ne avrebbe battuti di più se i California Angels non gli avrebbero dato 13 Basi su Ball, di cui 7 intenzionali. I lanciatori sono molto cauti e lavorano con i lanci agli estremi della zona di strike. A 43 anni Bonds non è nulla in confronto al figlio di Bobby Bonds, al nipote di Willie Mays. È stato educato ad essere sempre all'erta perchè il mondo è contro di lui, portando la sua fetta di insolenza nello spogliatoio dei Pittsburgh Pirates e affrontando con rabbia il manager Leyland. I compagni di squadra avrebbero guardato da un'altra parte, ma quel giovane giocava, eccome se giocava. Nel libro Game of Shadows di Lance Williams si racconta in modo esplicito come la persona di Barry Bonds fosse fredda e manipolatrice, in grado di giurare il falso in tribunale e di negare i profitti ricevuti con l'uso di sostanze anabolizzanti. I test hanno evidenziato che tanti giocatori ne fecero uso per poter sognare quel contratto da 1 milione di dollari. Tanti test furono positivi sui lanciatori che speravano di aggiungere qualche miglia alla loro fastball. Quanti lanciatori hanno gioito per ogni homer di Bonds?. Pensate si possa attenuare la colpevolezza di Bonds?. I Giants lo hanno messo da parte accettando il suo ritiro. Ora è l'ombra dell'atleta che ha dominato nei campi per 2 decenni. È un Hall of Famer al primo ballottaggio, poco importa cosa ha usato. Il suo nome non sarà mai distante dalle note a piè di pagina, dagli asterischi, dai dubbi e dai sospetti. Ma Barry Bonds ha battuto tutti i suoi homers. È il suo record. The Road to History has just come to an end. "I move over and offer my best wishes to Barry and his family on this historical achievement," così ha parlato Hank Aaron "My hope today, as it was on that April evening of 1974, is that the achievement of this record will inspire others to chase their own dreams." Parole intense e ricche di contenuti dette da una persona che, come Jackie Robinson, ha dovuto affrontare le più forti ostilità sia in campo che fuori. Ma con grande signorilità e devozione come fosse Mahatma, ha combattuto un mondo che era contro di lui, un mondo che Barry non ha combattuto. Barry Bonds ha battuto tutti i suoi 756 homers!.