Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

sabato 15 luglio 2017

UNDER-18 GLI ANNI SUCCESSIVI

Dopo il 1972, il Campionato Europeo Juniores venne disputato ogni 2 anni. Nel 1974, in Olanda, vinsero i padroni di casa ad Apeldoorn. Non ho notizie più approfondite perchè quell'anno partecipai al raduno selettivo, ma non fui convocato per la selezione finale (sob!). L'unica nota mi viene scritta da Orlando Vegni, lanciatore e slugger della squadra di Torino: "Lanciai contro la Spagna vincendo la partita e contro l'Olanda entrai come Pinch hitter realizzando una battuta valida. Da noi lanciava C. Scerrato ma da loro lanciava un fenomeno". Il nome di questo fenomeno rimane un'incognita per ora, ma presumo che si tratti di Burt Volkerijk, colui che nella decade successiva diventera una "bestia nera" per il line-up Italiano della Nazionale Maggiore.
Nel 1975, il Campionato Europeo Under-18 non venne disputato, ma ci fu una serie di partite tra noi e l'Olanda a Rimini. Non fu un Europeo vero e proprio con la partecipazione di diverse Nazioni, si trattò invece di un confronto tra le due migliori squadre d'Europa. Vennero disputate 5 partite nell'arco di una settimana e l'Italia vinse nettamente il confronto per 4 a 1. Gli olandesi erano i favoriti per la presenza di due nuovi talenti, due lanciatori che in seguito affronteranno l'esperienza nei pro U.S.A arrivando in Classe AA: Hyzelendoor e Ronnenberg. Entrambi destri si distinsero per la velocità della loro fast-ball e per, quello che si dice in gergo, "nasty slider". Tuttavia il line up italiano si comportò in modo pregevole, ottenendo le battute valide al momento giusto (con grossa sorpresa degli olandesi). Anche qui, come nel precedente scritto, dalla vecchia cassapanca ho recuperato un articolo della Gazzetta dello Sport che descrive una delle 4 vittorie (addirittura per manifesta inferiorità). Il mattatore di quella vittoria fu Claudio Scerrato (Nettuno), che oltre a contenere le mazze olandesi, si fece notare anche in attacco. In questo torneo, voglio ricordare la figura di un altro grande hurler scomparso, un altro "Sugar Man" che, come Ezio Manni nel 1972, inflisse 17K al line up olandese. Il suo nome è Marco "Piva" Pivetta originario di Caronno Pertusella un piccolo comune dell'area metropolitana milanese. Il "Piva", come una potente locomotiva, sbuffava al momento del rilascio della pallina, la quale, nelle sue mani assumeva le dimensioni di quella da tennis. Marco, come altri, abbandonò la carriera in seguito agli infortuni al braccio. Non fu l'unico, ma a quel tempo, nella propria squadra di club, il "Piva" era il lanciatore partente della prima gara e ricopriva il ruolo di rilievo nella seconda gara. La stessa sorte accadde anche a me quando nel 1976 con la squadra di Codogno lanciai 172 riprese più 18 riprese nelle finali vinte contro Ronchi dei Legionari. Inutile dirlo, ma da lì in poi non vidi più il monte di lancio se non in qualche sporadica apparizione. Ricordo che quando capitava una bistecca e dovevo tagliare un boccone (il coltello nella mano sinistra), mi faceva male il gomito!.

Nel 1976 il Campionato under-18 si svolse a Parma. Anche in questa edizione vincemmo gli Europei. I mattatori furono entrambi parmigiani con un Claudio "Pocho" Corradi, in forte ascesa tecnica tanto che diventerà titolare di quello squadrone di Parma negli anni 80'. "Pocho" venne premiato come miglior battitore. L'altro parmigiano fu il lanciatore Stefano "Il Manzo" Manzini, forte e potente dalla collina con una fastball pesantissima e un drop micidiale. La carriera da lanciatore di Stefano, in seguito, terminò prematuramente a causa di una sempre più dolorosa epicondilite al gomito. Tuttavia Il Manzo diventerà un battitore di rara potenza tanto da meritarsi il soprannome, che sarà quello definitivo, di Stefano "Boom Boom" Manzini. Alcuni pensavano ad un nickname come "Caveman", altri invece dicevano "Rockets" perchè quando Stefano si conneteva con la pallina, quest'ultima usciva dalla mazza in costante decollo tanto che ci chiedevamo: "Ma quando scende?". Curiosamente furono proprio i giornalisti olandesi che gli diedero il soprannome di "Boom Boom" in seguito a due homers disumani nel mondiale del 1986 in Olanda che vennero sottolineati dal folto pubblico del Pim Mulier con una standing ovation.

S.Manzini-C.Corradi
Qui termina la mia avventura con l'Under-18. Ma non finisce qui perchè sempre in tema con la crescita di talenti italiani, nel 1980, grazie al progetto di sviluppo del Rimini Baseball, fui testimone di quella che potrei definire l'Avventura delle Avventure, oppure l'Avventura della vita. In compagnia di Paolo Ceccaroli e Davide Uberti ripercorrerò nei ricordi ciò che accadde in quel lontano 1980 a Miami. Dopo tanti anni mi sono rivisto con "Ciga" (attuale manager dei Pirati) e con Dodo e ci siamo detti: "Ma come siamo sopravvissuti a quella trasferta?". Ciao, al prossimo racconto.