Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

domenica 9 febbraio 2014

SOUL OF THE GAME

Soul of the game. Il gioco dell'anima o l'anima del gioco?. Dove si pone il soggetto, e chi subisce l'azione?. Poco importa l'analisi logica, e poco importa il ruolo assegnato ad entrambe le parole. Esse stanno soffrendo, accusando un lieve ma costante deterioramento. Soul of the Game è l'ombra intagliata nel disco solare di un wind-up armonioso ed elegante come un tango argentino mentre l'astro regale si tuffa nelle acque del Great River. Soul of the Game è la sabermetrica che ti dice chi era più veloce tra W.Mays e M.Mantle, che analizza la bontà di un battitore e che, come fosse Nostradamus, profetizza sul numero di HR che farà K.Griffey Jr. l'anno successivo. È il Rotational Swing,  è l'Hands-Eye coordination, è lo Step and Stride ovvero: come allontanare un bimbo dal baseball. L'anima genuina del Gioco è Pete che dice "See the ball, hit the ball", è George, è Tony che parla: "Hitting is simple, hit the ball where the green color is", ovvero: come incantare un bimbo all'Old Game. MLB, Major League Baseball: "Dov'è finita la tua Soul of the Game?". Gli uffici sono pieni di persone, le tasche sempre più larghe. Bronson disse che voleva stare a Boston, gli piaceva e non gli interessava lo stipendio. Dal monte lanciava i suoi accordi rock e dopo una partita prendeva la chitarra in mano cantando: "Il diavolo ha rapito i miei sogni". MLB è trasformata diventando Major League Business. Soul of the Game è Rickey che telefona e dice: "Gioco anche gratis". Soul of the Game è Roberto: "Nobody does anything better than me in baseball", è Tyrus: "Voglio essere primo, voglio essere primo in ogni cosa", è Teddy: "If there was ever a man born to be a hitter, it was me". Soul of the Game è la menzogna religiosa della modestia e dell'umiltà, l'inganno necessario per non rivelare i propri limiti, le proprie incertezze. Soul of the Game è il rituale col quale si indossano gli stretches sopra i bianchi calzettoni sanitari, è l'aggiustarsi i pantaloni appena sotto il ginocchio e abbottonarsi la casacca ad eccezione dell'ultimo bottone in cima per mostrare i villosi pettorali come lastre di marmo. Soul of the Game si è addormentata indossando pantaloni come pigiama, o come gelatai, con rispetto parlando per questa dolce mansione, i caschetti protettivi per i lanciatori e le nuove palline ancora più compatte perchè Soul of the Game ha bisogno di un numero sempre più elevato di fuoricampi. Dov'è il significato di Soul of the Game?. Quello vero, come la parola Ubuntu, nome dato al Sistema Operativo open source, che nella lingua africana bantu significa "benevolenza verso il prossimo". Soul of the Game è il talent scout che riferisce della bontà di un giocatore con l'intelletto e col cuore senza l'uso di pistole radar, cronometri che si avviano, orologi che si fermano e statistiche al computer. È il try-out di un lanciatore, dalle dita callose e dalla forza di un trattore, in una fattoria dove razzolano le galline mentre l'impatto della pallina col guanto cattura l'attenzione delle mucche intente a ruminare paglia e fieno. È il delirio, oltre che mediatico anche cerebrale dell'esaltazione della stupidità, dove lo spreco e lo sperpero di carta e inchiostro servono solo a produrre distrazione di massa. Soul of the Game è avida e narcotizzante. Atei e cristiani, protestanti e musulmani, gelatai e barboni, rockettari e capelloni, riprendete la vostra Soul of the Game, abbandonate i riflettori, danzate sul vostro diamante e sul tappeto erboso del silenzio estivo. Voi siete ciò che siete in virtù di ciò che tutti siamo. Voi siete gli Dei mortali anche se talvolta i migliori non sono dove devono essere.

Ma c'è un Soul of the Game affascinante che, come spesso accade per le cose belle, passa inosservato. È un film girato per la televisione americana nel 1996. Racconta la storia della Negro League, in particolare il periodo a cavallo tra gli anni 30' e 40', quando l'idea di abbattere il muro della separazione e del razzismo venne valutata dai proprietari bianchi delle squadre di MLB. Branch Rickey portò avanti questo percorso che terminerà con l'ingresso di Jackie Robinson in Grande Lega nel 1947 con i Brooklyn Dodgers. Tra le stars Hollywoodiane figurano: Blair Underwood (Posse-La leggenda di Jessie Lee 1993, Deep Impact 1998,...) nel ruolo di Jackie Robinson. Delroy Lindo (Giochi di morte 1990, Malcom X 1992, Il Riscatto 1996, Le regole della casa del sidro 1999...) nel ruolo di Satchel Paige. Mykelti Williamson ( Free Willy 1993, Forrest Gump 1994, Alì 2001...) nel ruolo di Josh Gibson. Inoltre vi sono Harvey Williams nella parte del padre di Willie Mays, quest'ultimo interpretato da Isaiah Washington. C'è anche David Johnson nella parte di Roy Campanella (cast completo). Il film è interessante perchè mette in risalto un aspetto che per molti è rimasto oscuro. Paige e Gibson, le grandi superstars di quel periodo, fecero di tutto per guadagnarsi un posto in MLB generando una forte rivalità all'interno delle rispettive squadre, cercando in ogni modo, anche con la forza, di convincere Jackie Robinson che non ce l'avrebbe fatta ad arrivare nei Brooklyn Dodgers. Un bel film, impreziosito con alcuni video di repertorio, la cui trama si interseca con la vita di Josh Gibson e che culmina con un finale toccante e commovente. Da vedere, specialmente per risollevare il morale dopo il deludente film 42, troppo superficiale, così come Trouble with the curve di C.Eastwood, ben lontano dal magnetismo di Million Dollar Baby. Altre pellicole come Homerun e Season of Miracles sono decisamente fuori contesto.

C'è un altro film, molto, ma molto divertente dal titolo The Bingo Long Traveling All-Stars and Motor Kings del 1976. Sempre ambientato intorno agli anni 40', la pellicola racconta la storia di una squadra della negro league che viaggia attraverso gli Stati Uniti guadagnandosi da vivere giocando a baseball e facendo spettacolo. Tra le stars è presente un giovane James Earl Jones, lo stesso attore che interpreterà Thomas Mann nel film con Kevin Kostner L'Uomo dei Sogni del 1989. Oltre a J.E.Jones, nel ruolo di catcher della squadra, sono presenti Billy Dee Williams, Stan Shaw e Richard Pryor (cast completo). Anche in questo film, la trama ricalca in parte la vita di Josh Gibson, il Babe Ruth Nero, il potente catcher degli Homestead Grays, morto nel 1947 all'età di 35 anni, 3 mesi prima dell'ingresso in MLB di J.Robinson.

Soul of the Game è il film della vita dove l'universo del merito è una galassia che si allontana sempre di più nello spazio oscuro e profondo della nostra anima.