Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

mercoledì 8 gennaio 2014

GESÙ È NEL LINE-UP

Ogni volta che il lanciatore dei Cardinals Michael Wacha esitava nel suo wind-up prima di effettuare il lancio, la voce del Fenway sembrava sorgere dalle travi d'acciaio dello stadio stesso, pulsante nelle orecchie in modalità stereo 5.1 Surround: "Waaa---cha, Waaa---cha". Come un vulcano emerso dagli abissi oceanici, il Fenway, dopo 95 anni, ha celebrato la vittoria proiettando lava e lapilli con un imponente rombo eruttivo. È il Veglio della Montagna**, colui che detiene le chiavi del paradiso, con tutte le gioie della vita, ma anche in grado di decretarne la morte. Era dal 1918 che il Verde Mostro non assisteva ad una vittoria. Ora il ciclo si è chiuso dissipando generazioni di angoscia perchè nel 2004 non era successo qui. Forse in un'altra città non sarebbe stato così importante, ma non a Boston, perchè Fenway è il focolare del New England. Uno striscione fuori dallo stadio annuncia: "Il campo più amato d'America". Forse lo è, o forse non lo è, ma il sentimento d'affetto è l'icona dell'intimo e del chiassoso come solo i New-Englanders sanno fare. Le celebrazioni della vittoria sono un richiamo all'antico, alle maree che si alzano lungo la litoranea della North Shore. È J. Lackey, l'indomito guerriero, che non vuole mai scendere dal monte perchè pensa che il numero di lanci è solo un inutile preziosismo mediatico e accademico e che ci fa rivivere le esaltanti prestazioni di altri guerrieri come W.Spahn, T.Seaver, S.Koufax, J.Palmer, J.Marichal, protagonisti di quei tempi in cui l'unico comandamento era: "Non scendo fino a quando non è finita". Azione, azione, dinamismo, gesto. Non inutili discorsi alla TV per dire ciò che non serve, ma l'azione diretta sul campo, il desiderio di raggiungere l'obiettivo. È Johnny Be Good Gomez. "Dannazione!, Johnny, non si gira così la mazza". Ma lui ha colpito. Johnny ce l'ha fatta perchè il suo cuore è immenso come l'universo. Ama tanto il baseball che non si perde una finale, anche se la sua squadra non sta giocando. Lui ha agito, ha corso sulle basi, si è tuffato in difesa. Johnny non ha parlato, Johnny non sa cos'è lo spread. Una squadra, come un popolo, deve agire e non lamentarsi o lucidarsi le scarpe per apparire. Johnny sa che il consumo emozionale renderà schiavi e porterà la sua squadra alla sconfitta. Tutto il team si è riunito, nessun eccesso di sensibilità perchè ciò rappresenterebbe un filtro per l'esito finale. Staccare la mente del tutto vuol dire anche tornare ad ascoltare, vedere e sentire in un modo completamente diverso. È stato l'inizio di una consapevolezza nuova che ha spianato la strada per vivere  qualcosa di fantastico. La vittoria delle World Series. "This is our fucking town. These are our fucking series". (D.Ortiz).

**Il Veglio della Montagna è il protagonista di una storia raccontata ne Il Milione di Marco Polo. La storia, diffusa non solo in Europa, racconta di un luogo protetto da un castello fra le montagne, in cui il capo (Ḥasan-i Ṣabbāḥ) aveva creato un paradiso terrestre con cibo e divertimenti come quelli descritti da Maometto, con vino, latte e miele. I giovani da lui selezionati provavano tutti i piaceri della vita. Da questo luogo i predestinati potevano entrare e uscire solo profondamente addormentati. Quando il Vecchio aveva bisogno di un assassino, faceva cadere in un sonno profondo un adepto tramite hashish (da cui il termine "assassini") oppure oppio e lo faceva svegliare fuori dal paradiso. Il malcapitato disperato e confuso, sarebbe potuto rientrare solo dopo aver portato a termine la propria missione.

È molto difficile trovare ampio spazio sui quotidiani italiani quando si parla di baseball. Però, questa vittoria dei Boston Red Sox ha permesso a due prestigiose firme del nostro Batti e Corri di sgretolare il muro più difficile per ogni essere umano: il Muro del Pregiudizio. Grazie agli sforzi di Elia Pagnoni e di Filippo Fantasia, il quotidiano Il Giornale ha dedicato mezza pagina sulla vittoria dei Red Sox. Ecco di seguito l'articolo di F. Fantasia
Barba e baffi hanno una sacra storia col baseball, molto intima. Nel Marzo del 1903 in Michigan, Benjamin e Mary Purnell, una coppia di predicatori, fondarono una comunità religiosa. Tale organizzazione crebbe nel tempo fino a diventare una vera città-stato con infrastrutture ed un tessuto sociale ben organizzato. Gli adepti, che da poche decine, diventarono migliaia, seguivano una dottrina di vita che si basava sui dogmi del Nuovo Testamento. Si dedicavano all'agricoltura, all'artigianato e seguivano il corso di evangelizzazione attraverso gli insegnamenti di B.Purnell. Per trovare sostentamento, la comunità commerciava i loro prodotti con le vicine città del Michican fino a diventarne un punto di riferimento che portò le vendite oltre i confini dello stato generando benessere e ricchezza alla comunità. In questo modo, Benjamin Purnell ebbe l'opportunità di ampliare il suo processo di conversione religiosa. Nel 1913 decise di creare una squadra di baseball convinto che tale pratica fosse un ottimo supporto per aggiungere disciplina e correttezza, lealtà e carattere alla sua crescente comunità. Avere una squadra di baseball pronta per viaggiare non era solo un fatto sportivo, ma avrebbe esteso ancor di più il percorso di evangelizzazione di B.Purnell. The House of David fu la prima squadra di baseball i cui giocatori, come del resto tutta la comunità, donne comprese, seguirono la regola di non radersi e di non tagliarsi i capelli per poter assomigliare a Gesù Cristo. Inutile dirlo che questo aspetto generò un notevole interesse ed in breve tempo The House of David rappresentò il titolo principale di tante prime pagine dei giornali.

                                        THE HOUSE OF DAVID TEAM

B.Purnell investì molto per la creazione di una squadra di baseball competitiva. La scuola, all'interno della comunità, formò atleti-discepoli di grande talento in grado di competere a livello dei clubs professionistici. Durante i viaggi, the House of David Team, trovò enorme sostegno e simpatia presso tifosi ed appassionati, tutti ad osservare questi talentuosi atleti dai lunghi capelli.  Approfittando di questo entusiasmo, fu facile per Benjamin Purnell avvicinare tante anime peccatrici al suo percorso spirituale. Ad alcuni apostoli-giocatori venne offerto un contratto per gareggiare in MLB, ma  Walter "Dutch" Faust, Dwight "Zeke" Baushke, Jesse Lee "Doc" Tally, David Harrison, Paul Mooney, Percy Walker, John Tucker, George "Andy" Anderson, Austin "Tex" Williams, and Frank Wyland rifiutarono perchè era contro la loro religione. Grover Cleveland Alexander e Babe Ruth fecero delle apparizioni con la squadra corredati di barba e capelli finti. Fu vita breve per i due Hall of Famers che vennero allontanati a causa della loro indisciplina e inclinazione verso l'alcool. Satchel Paige e i Kansas City Monarchs li chiamavano I Ragazzi di Gesù. The House of David Team viaggiò negli Stati Uniti per oltre tre decenni diventando una sorta di leggenda, un miracolo sportivo da non perdere. Jesse Lee "Doc" Tally creò il famoso peppergame che diventerà un icona di destrezza e abilità con la pallina da baseball. Pepper Martin, St.Louis Cardinals, si cimentò in questo trick da giocoliere rendendolo famoso negli stadi di MLB. 
The House of David fu tra le prime squadre a giocare di sera con l'illuminazione e nei loro peregrinaggi coast to coast affrontarono anche tre partite in un giorno. Famoso è l'incontro del 12 Settembre 1933 allo Sportman's Park di Stl.Louis. Così è stato scritto sul St.Louis-Post del tempo: "George Anderson e the House of David Ball Club sono in città e hanno gareggiato contro Dizzy Dean e l'orgoglio di St.Louis, in cui Jackie Mitchell, è l'unica ragazza al mondo che gioca a baseball come professionista. I Nomadi Israeliti con le loro barbe hanno conquistato i Cardinals di Leo Durocher per 8-6, ieri sera allo Sportman's Park". Tra i dogmi imposti dalla comunità, oltre al divieto di non fumare e bere, ve ne fu uno un pò particolare: quello di lavarsi ogni quattro giorni. Va ricordato che la Squadra di Gesù condivise il pullman insieme alle squadre della Negro Leagues e, se gli spogliatoi erano un privilegio delle MLB, un pietoso pensiero lo rivolgo al povero autista che certamente, sorretto dalla misericordia divina, avrebbe guidato con i finestrini abbassati anche sotto una tempesta!. Battuta di spirito a parte, la fine di questa squadra è incerta. Si sa che the House of David Team viaggiò e giocò fino agli anni 50'. Tuttavia la loro attività religiosa non si fermò, anzi proseguì delineando quella che è tutt'ora un'intricata rete di percorsi spirituali che caratterizzano la società americana. Battisti, Metodisti, Protestanti, Vangelisti, sono solo alcune delle correnti religiose in piena attività.