Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

lunedì 5 agosto 2013

HIGH FIVE

Con una lettera a Sports Illustrated scritta Il 29 aprile 2013 insieme al giornalista Franz Lidz, il giocatore di basket NBA Jason Collins, annunciò di essere gay. La sua rivelazione venne commentata da tutti come il primo coming-out di un atleta professionista ancora in attività. Il settimanale The Atlantic invece, raccontò un’altra storia, quella di Glenn Burke, un giocatore di baseball che 37 anni fa non tenne nascosta la sua omosessualità. Fu la stampa, all’epoca, a non essere pronta a raccontare la sua storia. Glen Burke nacque ad Oakland, in California, nel 1952. Praticò il basket e il babseball vincendo  numerosi premi e tornei con la squadra universitaria di Berkeley. Nel 1976 firmò il suo primo contratto da professionista con i Los Angeles Dodgers. Non nascose a nessuno la sua omosessualità. Lo sapevano i dirigenti, l’ufficio stampa e anche i suoi compagni di squadra. Burke era così aperto sul tema che quasi tutti all’interno del team temevano che la storia potesse arrivare ai mass media. Nel 1976 proposero a Burke di organizzare un finto matrimonio con una donna e gli offrirono 75 mila dollari per accettare. Burke rifiutò. Sotto la pressione del manager Tom Lasorda, G. Burke venne ceduto agli Oakland Athletics. Le ragioni di questa scelta non furono chiare perchè il giocatore dimostrò più volte di possedere talento e abilità nel baseball. Il manager dichiarò che la cessione di Burke era stata una scelta tecnica per avere in squadra un giocatore d'esperienza come Billy North. In molti però credettero che l'amicizia di Burke con il figlio di Tom Lasorda, fu la causa principale dell'allontanamento del giocatore. Nel 1977, Dusty Baker realizzò il suo 30imo-HR nel corso dell'ultima partita di Regular Season. Glenn Burke andò a congratularsi col compagno di squadra aspettandolo a casa base col braccio in alto e la mano aperta. Non sapendo cosa fare, Dusty Baker diede uno schiaffetto a quella mano. Nacque così un gesto simbolico, che tutt'ora si chiama High Five.
Glenn Burke
"Nel 1978", scrisse Burke nella sua autobiografia, "tutti sapevano che ero gay e non lo nascosi nemmeno ai giornalisti". Quando l’argomento venne fuori, i reporters si limitarono a scuotere il capo e a dire: "Questo proprio non posso scriverlo". Molti anni dopo Burke raccontò: "Penso semplicemente che tutti facessero finta di non sentirmi. Era una storia che nessuno era pronto ad ascoltare". La prima volta che i giornalisti trovarono il coraggio di scriverlo fu nel 1982, 4 anni dopo il suo ritiro dalla carriera professionistica. Poco tempo dopo l’uscita dell’articolo, Burke accettò di essere intervistato durante una trasmissione televisiva. Tutto lì. I compagni di squadra, la dirigenza e la stampa sportiva non si accorsero della notizia, anche se sarebbe giusto affermare che la ignorarono. Del caso non se ne parlò praticamente per tredici anni, fino a quando nel 1995 il settimanale People pubblicò una breve intervista in occasione dell’uscita del suo libro autobiografico: Out at home. "Nessuno può dire che un gay non può giocare nella Major League, perché io sono gay e ce l’ho fatta", così affermò l'ex majorleaguer. Burke morì lo stesso anno per cause legate all’AIDS. La sua storia venne di nuovo ignorata dai media e in particolare da quelli che si occupano di sport. Il documentario sulla sua vicenda umana e sportiva "Out: The Glenn Burke Story" non venne trasmesso dalla ESPN, uno dei principali network sportivi, e da nessun altro canale televisivo importante. Alla fine, il merito di Burke, cioè quello di essere stato il primo atleta ad aver dichiarato di essere gay a fine carriera, e di averci provato mentre la sua carriera erano ancora in corso, non è stato pubblicamente riconosciuto. La sua storia spiega anche quanto sia importante l’attenzione che la stampa sta riservando al caso Jason Collins. In momenti come questi, c’è bisogno che i media e le persone affrontino questi argomenti perchè i gesti di singoli coraggiosi, come quelli di Burke e di Collins, rischiano di non produrre i grandi cambiamenti che sono alla base dell'evoluzione delle coscienze umane. Ancora oggi, nonostante i grandi manifesti e il coraggio di pochi che affrontano con caparbietà una condizione che opprime e calpesta la dignità delle persone facendole passare per esseri di serie B, le parole di Albert Einstein suonano come un oscuro monito: "È più facile spezzare un atomo piuttosto che un pregiudizio". E visto che qui si parla di Old Game, lo stesso Albert Einstein si rese famoso per aver detto: "Se io vi spiego la relatività, e voi mi spiegate il baseball, capireste la relatività molto prima che io possa capire il baseball". I San Francisco Giants sono stati il primo team di professionisti dello sport a rilasciare un video per il progetto "LGBT" (Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender), dal titolo "It Gets Better". Tale progetto vuole diffondere un messaggio di solidarietà, contro ogni forma di censura per diffondere e dare coraggio a tanti atleti e giovani che ancora oggi vivono nel silenzio e nella paura di mostrare la loro natura omosessuale. Anche le squadre di baseball di Boston, Chicago, Philadelphia, Seattle e Tampa Bay, nonchè i San Francisco 49ers della NFL, hanno seguito l'esempio dei S.F. Giants con altri video clip promozionali.
Tante Superstar dello sport americano fanno parte del progetto LGBT. Tra i più famosi ricordiamo Martina Navratilova, Amélie Mauresmo (tennis). Balian Buschbaum, Caster Semenya (Atletica Leggera), Brittney Griner (Basket), Esera Tuaolo (Football), Gareth Thomas (Rugby), Greg Louganis (Tuffi).
Billy Bean
Billy Bean, esterno mancino che terminò la sua carriera in Major League nel 1995, è stato il secondo giocatore di baseball a rivelare di essere omosessuale. Ha scritto il libro "Going the Other Way: Lessons From a Life in and out of Major League Baseball". Il libro sottolinea la tragica esperienza di dover sopportare l'ambivalenza affettiva generata dal conflitto di un'enigma senza fine: "Amare di più il baseball o amare di più l'uomo?". Billy Bean ha giocato per 8 stagioni con i Detroit Tigers, Los Angeles Dodgers, and San Diego Padres. Detiene il record di 4 battute valide al suo debutto in Grande Lega. Di seguito, ecco l'elenco degli altri players con lo stesso record di Billy Bean

5 valide: Fred Clarke, NL-Louisville 30 Giugno 1894
                Dal 1900
4 Ray Jansen, AL:StL. 30 Settembre 1910
  Casey Stengel, NL:Brk. 17 Settembre 1912
  Art Shires, AL:Chi. 20 Agosto 1928
  Russ Atta,  AL:NY.  25 Aprile 1933
  Ed Freed, NL:Phil. 11 Settembre 1942
  Spook Jacobs, AL:Phil. 13 Aprile 1954
  Willie McCovey, NL:SF. 30 Luglio 1959
  Mack Jones, NL:Mil. 13 Luglio 1961
  Ted Cox, AL:Bos. 18 Settembre 1977
  Kirby Puckett, AL:Minn. 8 Maggio 1984
  Billy Bean, AL:Det. 25 Aprile 1987
  Delino DeShields, NL:Mtl. 9 Aprile 1990
  Derrick Gibson, NL:Col. 8 Settembre 1998
          Extra-Inning Game:
5 Cecil Travis, AL:Wash. 16 Maggio 1933 (12 inn)