Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

venerdì 21 giugno 2013

LENNY RANDLE

Lenny Randle in "Talent for the Game"
"TALENT FOR THE GAME" è un altro film sul baseball che uscì nelle sale cinematografiche statunitensi nell'Aprile del 1991. Tra gli attori principali figurano Edward James Olmos e Lorraine Bracco, già presenti in "GOODFELLAS" di Martin Scorsese. È la storia di uno scout dei California Angels alla disperata ricerca di un giovane talento sportivo da inserire in squadra. La posta in palio è altissima perchè lo scout rischia il licenziamento. Come in tanti film sul baseball anche in questo partecipano alcuni ex giocatori di Major League. In questa lista è presente anche Lenny Randle, una star acclamata anche qui in Italia quando nel 1983 giocò per la squadra di Nettuno vincendo la classifica dei battitori con .477. La febbrile ricerca di un talento sportivo porta lo scout degli Angels a fare dei provini nei posti più assurdi. Ad esempio sotto terra, in una miniera, oppure in un fienile con le galline che razzolano intorno.

domenica 16 giugno 2013

CHARLIE CHAPLIN

Tutto avvenne il giorno 31 Marzo 1917 al Washington Park di Hollywood-LA. Scesero in campo due squadre particolari. Una si chiamava The Tragics e l'altra The Comics. Entrambe erano composte da una selezione dei più affermati personaggi del mondo dello spettacolo. La partita venne organizzata a scopo benefico e il ricavato venne devoluto alla Croce Rossa. Solo l'Enneade dell'Antico Egitto conosce il risultato finale. Infatti, dopo solo due riprese, la partita venne interrotta. Tuttavia la manifestazione ottenne un successo clamoroso in quanto 14.000 spettatori affollarono le tribune del Washington Park divertendosi non poco di fronte alle trovate umoristiche dei vari Eric Campbell, Hank Mann, Harold Lloyd, Ben Turpin, Chester Conklin, William Desmond, Jack Pickford, Wallace Reid. Certamente sono nomi sconosciuti per molte persone di oggi, ma il loro contributo alla creazione del cinema comico, fu fondamentale. L'umorismo nel cinema parla una lingua universale che fa ridere tutti e l'Old Game non è da meno perchè le gags comiche hanno sempre rappresentato un toccasana specialmente prima dell'inizio di ogni gara. Se i nomi elencati in precedenza non hanno scosso la memoria, bèh, ce n'è uno che tutti ricorderanno: Charlie Chaplin. Il grande maestro della risata partecipò a quella partita nel ruolo di lanciatore per la squadra dei Comics. Gli ordini di battuta vennero stabiliti secondo i ruoli difensivi, partendo dal lanciatore (N°1) per finire all'esterno destro (N°9). Alla seconda ripresa, il leggendario Charlot si presentò nel box di battuta. Con uno swing colpì la pallina che terminò nella zona foul dopo aver urtato sopra il sacchetto di terza base. Il difensore corse per recuperare la pallina, Chaplin arrivò in seconda base e pensò anche di guadagnare la base successiva. Notando che non avrebbe avuto nessuna possibilità di arrivare in terza base, Chaplin si affrettò a rientrare in prima base correndo in linea retta senza passare per la seconda base. Tra le risate del pubblico, l'arbitro Barney Oldfield, chiamò la battuta di Chaplin Foul-ball. Successe il finimondo. Il pubblico, sempre divertito, fu testimone delle ironiche proteste di entrambe le squadre. Arrivarono anche i poliziotti che ammanettarono il direttore di gara scortandolo fuori dal campo. Tra urti e spintoni, i rappresentanti della legge convinsero l'arbitro a cambiare decisione. Chaplin venne dichiarato Salvo in prima base.
Charlie Chaplin
Nei primi decenni del secolo scorso, l'intrattenimento trovò il suo spazio esclusivo nei ballparks. Prima e anche durante le partite di baseball, questi fuori programma allietarono il pubblico e aumentarono l'afflusso allo stadio di tanti bambini e di tanti giovani. Se C. Chaplin non dedicò mai una delle sue straordinarie pellicole all'Old Game, ci pensò un altro grande comico del tempo, un intramontabile appassionato di Baseball: Buster Keaton. In Three Ages(1923), una parodia sull'amore ambientata in tempi preistorici, romani, e moderni, Keaton offre anche la sua teoria di come sia stato inventato il baseball. Nella parte di un piccolo cavernicolo, il comico, deve competere per l'amore di una donna contro un massiccio primitivo. Quando quest'ultimo gli lancia una pietra, Keaton la colpisce con la clava rispedendola sulla testa dell'energumeno che crolla a terra privo di sensi. La scena venne ripetuta oltre 40 volte per far si che la pietra battuta da Keaton colpisse la testa dell'avversario. Nel film In College (1927), Keaton fa un provino per la squadra di baseball del College. Gioca in terza base, e ne combina di tutti i colori, o meglio, non combina proprio nulla di buono. (qui). La profonda passione per il gioco, portò Buster Keaton a praticarlo anche durante le pause di ogni suo film col risultato di rinviare le riprese dei ciack cinematografici. I produttori, stanchi per i continui ritardi, costrinsero Keaton a firmare una clausola contrattuale che gli avrebbe vietato di giocare a baseball durante le pause dei films. The Cameraman (1928) è considerato un capolavoro di B. Keaton. Nel 2005 venne scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Keaton interpreta la parte di un cine-reporter che si avvia allo Yankees Stadium per fare delle riprese durante la partita della squadra di New York. L'addetto al campo però gli dice che gli Yankees giocano in trasferta, a St.Louis. Keaton allora, per mitigare la sua delusione, si inventa una partita di baseball improvvisandosi nella parte del lanciatore e del battitore per terminare la sua sceneggiata con una scivolata a casa base, sotto lo sguardo incredulo e biasimevole dell'addetto al campo. Un'interpretazione fantastica, da Hall of Fame per il celebre comico.

L'intrattenimento divenne sempre più popolare tanto da richiedere la partecipazione dei giocatori e dei managers. Tra le più famose scenette comiche vi è quella che coinvolse il manager Wilbert Robinson e la pilota d'aereo Ruth Law. Il 13 Marzo del 1915 a Daytona Beach FLA, Robinson avrebbe dovuto prendere al volo una pallina fatta cadere dall'aereo ad un'altezza di circa 180mt. Casey Stengel, esterno dei Brooklyn, disse alla pilota di lanciare un pompelmo al posto della pallina. Inutile dirlo, il frutto si spiaccicò sulla testa dell'ignaro Robinson che pensò di aver perso un occhio perchè rimase accecato dal succo acido del pompelmo. Tuttavia, riuscì ad effettuare la presa al volo. Col passare degli anni e con l'ingresso delle nuove tecnologie audio-video, l'intrattenimento venne sempre più valutato, sia sotto l'aspetto economico, sia come forma di aggregazione sociale. Il divertimento contribuì enormemente a definire il Baseball come National Pastime. Non più un semplice sport, ma un'autentica istituzione da custodire e conservare gelosamente. Fu l'epoca dei grandi artisti della risata. Da ricordare un trio divertente composto da Al Schacht, Max Patkin e Jackie Price. Tutti e tre ebbero una breve esperienza come giocatori, ma il loro talento si rivelò in seguito come comici e attori di spettacolo.
Max Patkin
Max Patkin, The Clown Prince of Baseball (presente anche nel film "Bull Durham"), vanta una carriera durata 50 anni con più di 4000 apparizioni. In pratica Patkin, doveva colmare quei brevi istanti di pausa del gioco (ad esempio, una pallina battuta in territorio foul, oppure il cambio dell'inning...), con una delle sue scenette. In una manciata di secondi il clown-Patkin doveva allietare il pubblico con gesti scoordinati e movimenti del corpo dinoccolati. Una sorta di body language, aiutato da un fisico magro e secco. Oltre al baseball, Patkin partecipò anche alle manifestazioni di basket. Un altro personaggio comico fu Al Schacht, famoso per il suo abbigliamento per metà da baseball e per metà con frack e tuba in testa. Da ricordare la sua scenetta in cui si presenta a casa base con un guantone del diametro di 1,50mt. Jackie Price fu straordinario perchè con un solo movimento riusciva a tirare 3 palline a tre diversi giocatori.

Nel Marzo del 1938 venne trasmessa alla radio quella che diventerà la rappresentazione comico-teatrale più famosa del periodo. I due attori, Bud Abbott e Lou Costello, si cimentarono in una parodia lessicale dal titolo Who's on First?. La traduzione del titolo è "Chi è in prima base?". Ma la stessa frase venne interpretata da Costello come se "Chi" fosse il nome di un giocatore. Tra l'ambiguità e l'ambivalenza del significato della frase, i due comici con domande e risposte, diventarono famosissimi e la loro scenetta venne trasmessa per due anni consecutivi, prima in radio e poi in televisione. Qui

Dal Gennaio del 1961 al Febbraio del 1966 venne trasmessa una serie televisiva dal titolo Mister Ed. Il protagonista era un cavallo parlante, un genio, che riusciva con i suoi consigli, a risolvere ogni situazione intricata e complessa. Il cavallo dialogava solo col suo padrone, Wilbur Post interpretato da Alan Young, il quale ricavava tutti gli onori dovuti a chi risolve qualsiasi tipo di problema. In una puntata, il cavallo e il suo padrone si presentano allo stadio dei Dodgers per dare alcuni consigli ai giocatori specialmente sulla battuta. Il cavallo, muovendo le labbra, dà i suggerimenti al padrone il quale poi li espone all'incauto manager. Notando che i consigli di battuta funzionarono, il manager vuole mettere sotto contratto il padrone del cavallo. Mister Ed, il nome del cavallo, si arrabbia e allora addenta una mazza e va a battere mostrando tutta la sua abilità. Nella puntata televisiva si vedono i giocatori dei Dodgers, tra cui Sandy Koufax che subisce l'unico e storico home run da un cavallo.

sabato 8 giugno 2013

ANNIE SAVOY

"Credo nella Chiesa del baseball. Mi sono avvicinata a tutte le grandi religioni, e alla maggior parte di quelle minori. Ho adorato Buddha, Allah, Brahma, Vishnu, Shiva, alberi, funghi, e Isadora Duncan (una danzatrice del primo 900, figura imponente che aprì le strade a quella che sarà poi la danza moderna. Morì tragicamente, strangolata dalla sciarpa che indossava, le cui frange si impigliarono nei raggi di una delle ruote della Bugatti sulla quale era appena salita). Ad esempio io so che i sutra di Buddha sono 108; che ci sono 108 perle in un rosario cattolico e ci sono 108 punti in una palla da baseball. Quando l'ho saputo, ho dato a Gesù una chance, ma semplicemente non ha funzionato tra di noi. Il Signore fece ricadere troppo quel senso di colpa su di me. Preferisco la metafisica alla teologia. Vedete, non c'è alcun senso di colpa nel baseball, e non è mai noioso. La tal cosa, lo rende come il sesso. Le ho provate  di tutte, davvero, e l'unica chiesa che veramente ha nutrito la mia anima, giorno dopo giorno, è la Chiesa del baseball".

Annie Savoy, alias Susan Sarandon, esordisce con queste parole nel film Bull Durham. La presenza di attori affermati come  Kevin Kostner e Tim Robbins diede alla pellicola notorietà e successo al punto che ancora oggi è considerato tra i top sports movies mai realizzati. Esattamente 25 anni fa, nel mese di Giugno, il film uscì nelle sale cinematografiche meritando il pieno consenso della critica e del pubblico. Ron Shelton, regista e scrittore, ottenne la candidatura all'Oscar per la migliore sceneggiatura e nel 1994 fu il regista di un altro film sul baseball intitolato Cobb, interpretato da Tommy Lee Jones. L'argomento baseball, tanto amato da Shelton, lo si deve al fatto che il regista giocò nel ruolo di esterno nella squadra di AAA di Rochester, i Red Wings, affiliati ai Baltimore Orioles di Major League. Va ricordato che i Red Wings furono i protagonisti della partita più lunga in tutta la storia del baseball professionale (qui). Il film Bull Durham, sebbene parli di baseball, con tante scene girate sul campo nel vecchio stadio di Durham City, North Carolina, ruota intorno alla figura sensuale e fascinosa di Susan Sarandon nella parte di una tenace e assidua tifosa della squadra locale. Le conoscienze tecniche e tattiche che possiede Annie Savoy in materia di Baeball, vengono sottolineate dalla sua interpretazione del gioco, un intermezzo di seduzione e magnetismo al pari di una pomata erotizzante da spalmarsi su tutto il corpo. Il baseball è donna, il baseball è femmina e più donne devono inginocchiarsi all'altare del passatempo americano abbracciando il loro Annie interiore. Fra le tante occupazioni piacevoli dove viene identificato il modello femminile americano come lo shopping, lo yoga, Desperate Housewives, la caccia al marito, amare il baseball non è solo un diritto di nascita, ma una responsabilità femminile.
Nessun altro sport professionale come l'Old Game unisce e integra così tante persone. Allo stadio gli estranei diventano amici, i posti a sedere sono occupati da intere famiglie e, a differenza di altri sport, la conversazione non è solo possible, ma è ampiamente valutata e incoraggiata. Lo stesso vale per gli uomini sul campo. È raro sentire un linguaggio spazzatura e volgare, grugniti o urla. Nel baseball si incontrano giocatori che sono chiamati a tenere la bocca chiusa al servizio del bene più grande. È il gioco che lo richiede. È la necessità di lealtà e trasparenza, dell'attrazione verso il lavoro di gruppo. Sono giocatori che ammirano la bellezza della routine e le ricompense dell' impegno, qualità che una donna può apprezzare. (L'ascesa del libero arbitrio ha cambiato la natura della lealtà nel gioco, ma lasciamo perdere Johnny Damon e concentriamoci su Cal Ripken Jr.). Come una singola ragazza volge il suo sguardo a tutti gli amici del gruppo, con pensieri e idee condivise, si può dire con certezza che molte di esse hanno tenuto al caldo il cuore solitario di un ballplayer e lo hanno accompagnato nelle fresche serate estive. Il baseball è pieno di sex-appeal. The playground è come il tuo corpo, se sai dove si trova il piatto di casa base, sai anche dove si trova il resto. C'è tanta fisicità che viene evidenziata guardando gli sports in televisione. C'è tanto distacco nel vedere atleti dal volto coperto e racchiusi nelle loro armature. Il lato erotico nel baseball, non sono solo gli avambracci e le forme dei pantaloni della divisa che richiamano ad un bel sedere (o lato B), oppure il sospensorio che delinea una forma fallica. Ad un attento esame del gioco le donne cominciano ad apprezzare la mascolinità del duro lavoro e della dedizione con la quale si esercitano i giocatori. Essi hanno sostituito le più primitive caratteristiche dell'uomo come l'aggressività, il dominio e la rabbia, con qualcosa che si avvicina alla grazia e all'eleganza. Il caschetto del battitore non copre il suo viso, e quando il catcher si alza togliendosi la maschera, è l'erotico immaginario del condottiero coraggioso. Certo, ci saranno sempre, così come in campo anche al bar, persone dal brutto comportamento, animate dall'ostilità e dal dissenso. Il punto è che, in un clima politico e sociale dove l'arroganza, la superbia e l'esibizionismo sono sempre in prima pagina, per una donna non c'è nulla di più sensuale se non vedere un ragazzo che si avvicina a testa bassa verso casa base, che sta in silenzio e ...che gioca bene insieme agli altri.

                                       GIBSONBURG THE MOVIE

Gibsonburg è un villaggio della Contea di Sandusky nello stato dell'Ohio. La popolazione è composta da 2.581 anime, secondo il censimento effettuato nel 2010. La National Arbor Day Foundation ha inserito di recente Gibsonburg nella lista delle Tree City (città degli alberi). Lo scopo principale di questa Fondazione, nata nel 1972 e che trova le sue origini nel 1872 a Nebraska City, è quella di ispirare le persone verso una maggiore sensibilizzazione all'ambiente, in questo caso per la piantagione di alberi da foresta. Gibsonburg ha una sua High School, di conseguenza ha una sua squadra di baseball che detiene un record storico, tutt'ora imbattuto. Infatti The Gibsonburg High School Team è l'unica squadra ad aver vinto il Campionato dell'Ohio con un record sotto .500. Nella Stagione 2005, i giocatori di Gibsonburg si presentarono alle fasi finali con 6 vittorie e 17 sconfitte e vennero praticamente dichiarati out dalla corsa per il titolo. Sorprendentemente avvenne il contrario e Gibsonburg vinse tutte le 8 partite del Post Season. Questa vicenda ha coinvolto la Xcelerate Media Inc. nella produzione di un film, girato nel 2011 dal titolo Gibsonburg The Movie. La storia, oltre alla miracolosa stagione 2005 di baseball, ruota intorno alla famiglia del capitano della squadra, Andy Gruner, alle prese con grosse difficoltà economiche. Tra gli attori figura l'ex Majorleaguer e lanciatore mancino Kent Mercker.