Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

giovedì 11 aprile 2013

AMIT, UN SOGNO INDIANO

L'India è l'amore dell'anima che scorre maestoso come le acque del sacro Gange, l'India è dove la terra preme contro l'Himalaya e il Karakorum per accarezzare il cielo di Shankar mentre suona la melodia delle stelle. L'India è il
silenzioso passo della regina del Bengala, è il sospeso respiro delle devote di Krishna. India che cresce, che si fa strada agli occhi del mondo, per celare una povertà sconcertante, nascosta dietro i grattacieli e le grandi arterie di scorrimento di Calcutta, Bombay e Nuova Dehli. Rinku Singh nasce nel 1988 proprio all'ombra dei grandi palazzi, in uno di quei villaggi tormentati dalla miseria. Il padre è un camionista, guadagna $25 a settimana e a malapena riesce a soddisfare le esigenze di una famiglia composta da sette figli. Rinku ottiene l'ammissione per frequentare l'istituto di avviamento allo sport dove pratica il cricket e si esercita nel lancio del giavellotto. Tuttavia, la famiglia e gli abitanti del villaggio di Holepur, considerano il ragazzo come una persona pigra, non in grado di poter affrontare una carriera sportiva. Dinesh Patel nasce nel 1989, nello stesso villaggio di Rinku Singh. I genitori, estremamente poveri, si videro costretti ad affidare il proprio figlio alla nonna che abitava a Khanpur. Qui, il giovane Dinesh comincia a frequentare lo Sampurnanand Sports Stadium a Sigra, dove, anche lui, inizia ad allenarsi nel lancio del giavellotto. Nel 2004, Dinesh Patel viene selezionato per una competizione regionale e nel 2006 vince la medaglia d'oro ai National School Games di Pune. Nel 2008, entrambi i ragazzi parteciparono ad un reality televisivo dal nome Million Dollar Arm. Questo contest venne creato da J.B.Bernstein, un agente sportivo americano, con l'obbiettivo di poter reclutare alcuni giovani talenti che avrebbero lanciato una pallina da baseball il più forte possibile. Alla trasmissione parteciparono quasi 40.000 atleti e Rinku Singh vinse la gara lanciando la pallina alla velocità di 89mph. Dinesh Patel si classificò al secondo posto facendo registrare sullo speed-gun una velocità di 87mph. Prima di quel contest, i due ragazzi non avevano mai sentito parlare di baseball e non avevano mai visto una pallina da baseball. Bernstein portò i giovani a Los Angeles. In albergo, si trovarono subito a disagio perchè Rinku e Dinesh non avevano mai visto e non sapevano cosa fosse un ascensore, quell'ascensore che li avrebbe portati nelle loro camere. Iniziarono ad allenarsi alla University of Southern California, sotto la guida del pitching coach Tom House, un tecnico molto rinomato che in precedenza aveva allenato Nolan Ryan e Randy Johnson. I progressi dei due indiani furono evidenti specialmente quelli del mancino Rinku Singh che nel Novembre del 2008 lanciò ad una velocità di 92mph. Gli scouts e il general manager dei Pittsburgh Pirates decisero di far firmare un contratto ai due giovani i quali entrarono nella storia diventando i primi indiani nel panorama del baseball americano professionale. Il bonus per la firma di entrambi fu di $8.000 e dopo un rientro in India presso le loro famiglie, Rinku e Dinesh affrontarono il training camp dei Pirates a Bradenton FLA. Nel 2009 iniziarono la prima stagione professionale nella Gulf Coast League. Il 4 Luglio Rinku Singh diventò il primo indiano in una partita di baseball in America. Lanciò per 7 riprese e Dinesh Patel entrò in rilievo. Il 13 Luglio Singh vinse la sua prima partita ottenendo uno strike-out finale. Nelle sue ultime 6 apparizioni stagionali concesse un solo punto e tre battute valide agli avversari affrontati.
D.Patel-R.Singh
La storia continua per Rinku Singh che nel 2011 giocò nella New York-Penn League e nella South Atlantic League. L'anno scorso fece parte della Australian Baseball League nella squadra di Adelaide, affiliata ai Pittsburgh Pirates, facendo parte anche della All-Star Team. Dinesh Patel invece, venne rilasciato dall'organizzazione di Pittsburgh nel 2010. Tornato in India insegna il baseball tutt'ora ai bambini e ai giovani di Nuova Dheli preparandoli ad affrontare il Million Dollar Arm, che nel frattempo è diventato un programma televisivo molto importante e molto seguito. "Sono contento di aver dato stima e rispetto alla mia famiglia di fronte alla comunità del villaggio", ha detto Dinesh. Nel 2009 la squadra dei Pirates era composta da 9 giocatori provenienti dalla Rep. Dominicana e dal Venezuela, 5 dagli Stati Uniti, 2 dall'India, 1 dalla Colombia, 2 da Porto Rico e 1 dal Messico, Panama, Australia, Canada e Alaska. In squadra era presente anche M'Poh "Gift" Ngoepe, proveniente dal Sud Africa, il primo del continente nero a firmare un contratto con i Pirates. Ciò avvenne proprio in Italia durante i training all'Accademia di Tirrenia nel 2008. "Mangiavamo tutti insieme e assaggiavamo il cibo del paese di provenienza di ogni compagno di squadra. Ascoltavamo la musica Latina e americana e loro ascoltavano la musica indiana e ci raccontavamo varie storie relative ai nostri paesi. Facevamo tante cose insieme, eravamo come una grande famiglia".

La Sony Pictures Entertainment  si è molto interessata alla storia dei due talenti indiani e sta progettando la realizzazione di un film. Le riprese doverebbero iniziare tra un mese e la data di uscita del film è prevista per il 2014. Il ruolo del talent scout, J.B.Bernstein, è stato assegnato all'attore Jon Hamm che ha recitato in vari film quali Space Cowboy di C.Eastwood, We were Soldiers, Ultimatum alla Terra, Stolen, Sucker Punch...
Il titolo del film dovrebbe essere AMIT, una parola molto importante in India, Pakistan, Bangladesh, Iran. Rappresenta il nome comune maschile più usato perchè possiede il sifgnificato di eterno, senza confini. La radice della parola Amit è legata ad Amitabha Buddha, e rappresenta uno dei 108 nomi della divinità Indu Shri Ganesha, col profondo significato di amicizia universale. Anche in ebraico, Amit significa amico e nella lingua araba il nome  Ahmed deriva da Amit cioè profondamente adorato.
Ringrazio Deep Solanki, attivo e dinamico scout, allenatore e promotore del baseball in India, per avermi comunicato questa bella notizia. Lo stesso Solanki ha seguito in prima persona la storia dei due atleti indiani, viaggiando con loro, aiutandoli ad imparare la lingua inglese e fornendo supporto tecnico nel ruolo di ricevitore. In un suo recente messaggio, mi ha confermato che il dito gli fa ancora male per aver ricevuto i lanci dei due talenti indiani. Non è da escludere un suo coinvolgimento nelle riprese del film, come non è da escludere che il suo ruolo e la sua figura vengano impersonate da un attore indiano.
Deep Solanki con R.Johnson e B.Bonds
Qui, le statistiche di Dinesh Patel
Qui, le statistiche di Rinku Singh
Qui, il sito del reality televisivo, con le foto e i festeggiamenti ai due lanciatori.

A seguire, il filmato della ESPN, dove viene narrata la storia dei due giovani indiani. A 3min.20sec. si vede l'Ambasciatore americano in India che consegna i passaporti ai due giovani atleti, alla presenza di Deep Solanki, con la maglia celeste. Verso la fine del video si vedono i due lanciatori, ormai senza speranza e pronti per tornare in India, che entrano nell'ufficio di Tom House. "Salve ragazzi!", dice il pitching coach americano, "conoscete i Pittsburgh Pirates?". "No!", rispondono i due indiani. "Bene", replica Tom, "è una squadra di Major League, e vi hanno appena ingaggiato".