Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

domenica 4 novembre 2012

L'INIZIO DELLA FINE.

Dopo una partita di esibizione contro una All-Star di Cleveland, Joe e i White Sox si prepararono ad affrontare i New York Giants nelle World Series del 1917. Quattro anni prima, le due squadre viaggiarono insieme per un tour promozionale in Europa e in Egitto. Non correva buon sangue tra i giocatori delle due squadre. All'ombra delle Piramidi, dopo una serie di provocazioni, ingaggiarono una furiosa rissa senza esclusione di colpi. "Bastardi musi gialli", urlò Buck "Ginger kid" Weaver, superstar dei White Sox. "Spero soltanto di affrontarvi in una World Series e dimostrarvi cos'è una vera squadra, razza di culi gialli". Ora, a distanza di quattro anni, Weaver e i suoi White Sox ebbero la possibilità di dimostrare il loro valore. La Regular Season del 1917 rappresenta un record per la squadra di Chicago. Infatti, in quell'anno vinsero 100 partite, un traguardo mai più raggiunto dalla squadra della Windy-City. Nel 2005 ebbero un record di 99-63. Il sole brillava alto e luminoso in quell'Ottobre del 1917. I tifosi accorsero in massa per assistere alla prima World Series ospitata al Comiskey Park. I Sox entrarono in campo con una nuova divisa a strisce rosse e calze blue, sopra uno sfondo bianco-crema. Il proprietario della squadra, Charles Comiskey, si agitava euforico dall'alto del settore chiamato Woodland Bards, un circolo privato composto dai ricconi del tempo. L'eccitazione e le emozioni, come quel sole splendente, raggiunsero temperature elevate, ancor prima di assistere al lancio inaugurale di Eddie Cicotte. Non c'era nessun dubbio, i 35.000 tifosi di Chicago erano i più rabbiosi di tutta la lega. I White Sox si riunirono prima della partita sapendo che avrebbero dovuto affrontare le provocazioni degli avversari iniziate quattro anni prima in Egitto. Decisero di non rispondere e di concentrarsi sulla partita incuranti di quello che avrebbero detto i Newyorkesi. E così fu. Subito, anche durante il pre partita, i giocatori di New York iniziarono a punzecchiare quelli di Chicago "Hey, rammolliti, non eravate una squadra di combattenti?. Hey Jackson, come si scrive mamma?. Ti ha insegnato a leggere?". Ma, come stabilito, i giocatori di Chicago rifiutarono di rispondere ad ogni provocazione. Il manager Pants Rowland era molto tranquillo e osservava con attenzione il batting practice della sua squadra. Non aveva mai giocato una partita in Major League, ma conosceva bene il gioco e i suoi giocatori. Al contrario, John "Little Napoleon" McGraw, manager dei NY Giants, era stato una grande superstar dei vecchi Baltimore Orioles ed era conosciuto come il più rude e barbaro giocatore di quella squadra. Anche nel 1917, all'età di 44 anni, McGraw era sempre pronto ad affrontare una rissa sia sul campo che nei bar notturni dove spesso saziava la sua sete di whiskey. Rowland fece un cambio nel line-up prima della partita, introducendo Fred McMullin in terza base e spostando Buck Weaver all'interbase al posto del rookie Swede Risberg. Sul monte di lancio i Sox presentarono il loro asso, Eddie Cicotte, vincitore di 28 partite nella regular season. McGraw invece decise di utilizzare il suo secondo miglior lanciatore, il mancino Slim Sallee, che aveva vinto 18 partite in regular season. McGraw cercava di fermare le potenti mazze di Joe Jackson e Eddie Collins anch'essi battitori mancini. A disposizione del manager di NY c'erano due ottimi lanciatori destri, Pol Perritt e Jeff Tesreau, ma lui avrebbe iniziato ogni partita con un pitcher mancino. Eddie Cicotte sparò il primo lancio della partita sopra il piatto di casa base contro il leadoff di NY George Burns il quale rispose con una secca battuta valida al centro-esterno. Buck Herzog venne eliminato al volo da Jackson. Burns rubò la seconda base e Benny Kauff esplose con un line-drive che venne catturato ancora da Jackson con una presa spettacolare a pochi cm. dal terreno. Fu il turno di Heinie Zimmerman che ottenne una lunga volata al centro che si perse nel guanto di Happy Felsch per il terzo eliminato. I Chicago risposero subito con una valida di Shano Collins sul mancino Slim Sallee. Fred McMullin lo portò in seconda con un bunt di sacrificio e Eddie Collins lo spinse in terza con una battuta a terra sul seconda base. Joe Jackson ottenne una debole volata davanti all'esterno centro ma il seconda base di NY Buck Herzog correndo all'indietro realizzò una spettacolare over-the-shoulder-catch per il terzo out. Nella terza ripresa i White Sox si portarono in vantaggio. Cicotte e Shano Collins realizzarono una battuta valida. Cicotte tentò di arrivare in terza base ma venne eliminato dalla toccata di Zimmerman per il secondo out. Fred McMullin ottenne un doppio a sinistra che permise a Shano Collins di segnare il primo punto . I Sox incrementarono il vantaggio alla quarta ripresa quando Happy Felsch sparò la pallina oltre la recinzione per un homer da un punto. I Giants accorciarono le distanze alla quinta ripresa quando Lew McCarty fu autore di un triplo e segnò il punto su valida del pitcher Sallee. "Shoeless" Jackson non ottenne nessuna valida, ma probabilmente salvò la partita quando alla settima ripresa con un out, Walter Holke dei Giants ottenne un singolo seguito da un line drive di Lew McCarty sulla linea di foul di sinistra. Con un disperato sforzo Jackson si tuffò col corpo e col braccio in completa estensione riuscendo a catturare la pallina nel guanto. Holke era già pronto per segnare il punto del pareggio. In seguito Eddie Cicotte non concesse più nulla ai battitori di New York vincendo la partita per 2 a 1. Le due squadre si affrontarono il giorno seguente. Fu la prima volta in assoluto che si disputò una partita nel giorno di Domenica. Ancora una volta i Giants inveirono nel pre-game contro gli avversari con più accanimento, ma i White Sox, ancora una volta non cedettero alle provocazioni. McGraw decise di utilizzare il pitcher mancino Ferdie Schupp, vincitore di 21 partite nel campionato mentre Chicago si affidò ai lanci di Red Faber, artista e maestro della spit-ball. I NY Giants segnarono subito alla seconda ripresa. Robertson e Holke ottennero una valida a testa e arrivarono a punto su una battuta di McCarty che venne raccolta da Jackson. Il rilancio a casa base di Shoeless non venne raccolto dal catcher Schalk, e Faber dubitò molto su questa azione pensando ad una congiura, ad una partita truccata. Questi dubbi non si affievolirono anzi presero più consistenza quando, nella partita decisiva delle Series, il terza base dei Giants Heinie Zimmerman, ex dei Chicago, fu protagonista di un'azione del tutto inusuale che destò molti sospetti. Eddie Collins, dei Chicago, fu preso in ballerina fra terza e casa base. Il catcher di NY, Bill Rariden, lanciò la palla al terza base Zimmerman il quale rincorse l'intrappolato Eddie Collins. Ma tutti sapevano che Collins era molto più veloce di Zimmerman e l'interno dei Chicago arrivò in scivolata a casa base segnando il punto decisivo per la vittoria delle World Series del 1917. Zimmerman si lamentò dicendo che, nè il pitcher, nè il prima base, andarono in copertura a casa base e che quindi non poteva tirare la palla se non all'arbitro. Questi due episodi rappresentarono la miccia per dare inizio, da parte delle autorità, ad una capillare indagine che esploderà con lo scandalo del 1919 quando i Chicago vendettero le partite di finale ai Cincinnati.
A turbare la situazione fu anche l'atteggiamento del prima base di Chicago, Chick Gandil che, nel Settembre del 1917, ricevette l'autorizzazione da parte del manager Rowland per recarsi a Philadelphia. Lo stesso manager disse di non sapere che Gandil, invece, si recò a Detroit per consegnare dei soldi alla squadra dei Tigers. Rowland affermò che Gandil si recò a Philadelphia per far visita ad amici e Gandil rispose che non aveva amici a Philadelphia. Fu proprio Chick Gandil l'artefice dello scandalo del 1919, fu proprio lui l'uomo al quale Joe Jackson diede tutta la fiducia, ma con risultati disastrosi. Tutti sanno che l'esito dello scandalo del 1919 fu l'espulsione a vita di 8 giocatori dei Chicago. A nulla valsero i tentativi di un possibile reinserimento di questi giocatori, il giudice K.Landis fu inamovibile. Nel 1925 lo stesso giudice distribuì la cifra delle scommesse, circa $7.000, in egual misura ai giocatori dei Chicago che vennero giudicati onesti.
Joe Jackson giocò a baseball fino all'età di 44 anni. Disputò vari campionati nel Sud degli Stati Uniti presso leghe non ufficiali di semiprofessionisti garantendosi così i soldi per poter vivere. In seguito iniziò un'attività aprendo una lavanderia-stireria ottenendo delle donazioni dai suoi appassionati e tifosi di baseball. Ma l'orgoglioso Joe li restituiva sempre. Un giorno si presentò Ty Cobb nel suo negozio, ma Il vecchio Joe non lo riconobbe. Se guidate verso Sud in direzione di Greenville e percorrete la East Wilborn Street, potrete trovare un anziano signore con pochi bianchi capelli in testa, seduto all'ombra di una piccola quercia al N° 119. L'azzurro dei suoi occhi è un mare con le acque agitate dal rancore e dalla sofferenza. La sua anima è la tristezza di un fiore appassito nel mezzo di un arido deserto. Lui è Joe, "Shoeless" Joe, talvolta conosciuto come il più grande battitore naturale della storia del baseball. Nella sua South Carolina lui è un idolo ed è un uomo perseguitato. Tutti, per sempre crederanno che "It ain't so Joe!", Joe è innocente."
Ottobre 1949.