Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

mercoledì 11 luglio 2012

AMORE APPASSIONATO

Phil "Shufflin" Douglas
1962. Leslie Mann era considerato un esterno veloce, uno che correva sulle mine. Nei primi decenni del secolo scorso, giocò per i Boston Braves, St.Louis, New York Giants e Chicago Cubs. Leslie cambiò completamente la vita di un altro giocatore: Phil Shufflin'Douglas, un lanciatore che ottenne successi prestigiosi militando nei White Sox, Cincinnati, Cubs e infine nei New York Giants. Douglas fu presente nelle World Series del 1918 con i Cubs e nel 1921 con i Giants dove raggiunse l'apice lanciando 3 partite e vincendone due, concedendo 6 punti in 26 riprese lanciate contro gli Yankees. Ma nel 1922 Phil Douglas iniziò una lunga storia d'amore con una ragazza dagli stupendi occhi ambrati. Questa ragazza aveva un nome, si chiamava Whiskey. L'intensa e appassionata relazione del lanciatore con la bevanda lo portò alla fine quasi grottesca e ironica della sua carriera, nella quale Leslie Mann ebbe una parte non fondamentale, ma degna di nota per come si sviluppò la vicenda. Il manager dei Giants, John McGraw, sapendo del vizio di Douglas, cercò in tutte le maniere di allontanarlo dall'alcoolismo arrivando al punto di umiliarlo davanti alla squadra etichettandolo con frasi anche pesanti del tipo: "vecchio ubriacone, oppure, hai male al gomito?, l'hai alzato troppo stanotte?". Dall'altra parte, Douglas era diventato incorreggibile al punto che non si presentò nemmeno alle partite preferendo andare a pesca. La situazione si trascinò fino all'esasperazione e John McGraw fu costretto ad assumere degli investigatori privati per poter sorvegliare Douglas fuori dal campo. Lo stesso Douglas si accorse di questa mossa e adottò una serie di espedienti e trucchi per poter sfuggire alla sorveglianza degli agenti. Qui si arriva al ridicolo perchè capitò che Douglas prese appuntamento con amici sotto casa per potersi mescolare indisturbato. Altre volte spegneva le luci del suo appartamento per far credere agli investigatori che andava a dormire quando in realtà avrebbe serpeggiato nel buio per uscire di casa dalla finestra del retro. Spesso usava travestimenti e quando entrava in un pub oltre all'whiskey chiedeva al barman dove fosse la porta di servizio e dove erano i bagni per una eventuale fuga. Tutte queste strategie furono inutili, perchè gli investigatori, che non erano certo degli inetti, comunicavano al manager McGraw ogni mossa e ogni passo del povero Douglas vanificando ogni suo tentativo di sottrarsi al controllo. Fu così che il giorno 16 del mese di Agosto dell'anno 1922 il club dei Giants annunciò la sospensione dall'attività di Phil Douglas. Questa sospensione venne permanentemente avvalorata dal commissioner della Lega John Landis, lo stesso commissioner che tre anni prima espulse a vita 8 giocatori di Chicago per lo scandalo delle scommesse denominato The Black Scandal. L'accusa a carico di Douglas fu una lettera che lui scrisse inviandola all'ex compagno di squadra Leslie Mann che in quel periodo giocava per i St.Louis. Durante la fase finale del campionato, i Giants e i Cardinals erano in lotta per il titolo. Ecco cosa scrisse nella lettera Douglas: "Non ne posso più. Non voglio vedere McGraw vincere il titolo. Leslie, tu sai che sono in grado di lanciare e vincere le partite ma ho paura che se rimango in questa squadra, vincerò il titolo per loro. Parlane con gli altri ragazzi e se sono d'accordo speditemi un buon carico, il termine in questione sta ad indicare una cassa di whiskey, a casa mia, ed io quel giorno non sarò al campo perchè me ne andrò a pescare. Fammi sapere". Dopo aver spedito la lettera Douglas entrò in un centro di riabilitazione. In seguito si rese conto del gesto scellerato che aveva compiuto e avvisò Mann di distruggere la lettera. Ma fu troppo tardi. Infatti Mann l'aveva già ricevuta, ma fu colto da un atroce dubbio. Osservando la busta si accorse che era stata aperta e probabilmente intercettata e letta da qualcun altro. Nel timore di trovarsi nella scomoda situazione di complice, Mann consegnò la lettera a Branch Rickey, GM dei St.Louis, il quale la consegnò al commissioner Landis. Davanti al tribunale Douglas ammise di aver scritto la lettera, ma aggiunse che era sotto l'effetto dell'alcool e non sapeva cosa stava facendo. Nonostante questa giustificazione, il commissioner Landis fu irremovibile e decretò l'espulsione a vita del povero quanto ingenuo lanciatore. Un atleta, un personaggio che all'apice della sua carriera venne paragonato ai grandi come Grover Alexander, Jimmy Vaughan, Fred Toney. Una brutta fine per Douglas che nelle World Series del 1921 mandò al piatto per ben 5 volte l'immortale Babe Ruth. Venne visto giocare in piccole leghe di semiprofessionisti in Alabama, Tennessee e in Georgia e chi lo vide assicura che era sempre barcollante, Shufflin', da qui il suo soprannome, dalla panchina al monte di lancio e viceversa. Forse un ritaglio della storia del baseball e la vita di Phil Douglas sarebbero state diverse se Mann avesse stracciato la lettera ritenendola uno scherzo. Senza dubbio lo stesso Mann fece la cosa giusta, senza dubbio lo stesso Mann non si chiese cosa può provocare nel cervello di una persona...una appassionata relazione d'amore con una donna di nome Whiskey.