Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

sabato 16 giugno 2012

1905 MLB DEBUT 1

Dopo un breve intervallo lei sparò verso la finestra. Avvolta dall'oscurità si avvicinò a quel corpo steso in un bagno di sangue. Joe, che abitava nella casa di fianco, dopo aver udito gli spari si precipitò di fuori e descrisse quella scena come la più brutta che aveva visto nella sua ancor giovane età. Il professore stava ancora respirando, aveva un'ampia ferita all'addome e un colpo gli aveva fatto schizzare il cervello. Joe corse a chiamare il dottor McCreary il quale non potè fare nulla e all'1,30 del mattino decretò la morte di W.H.Cobb. Sotto la sua giacca, in una tasca interna, venne trovata una pistola. Il giorno seguente, dopo aver ascoltato varie testimonianze, il giudice fece arrestare Amanda Cobb con l'accusa di omicidio volontario. Il funerale del marito si svolse in casa, alla presenza di numerose persone che si riunirono anche all'esterno in giardino. Dopo la sepoltura nel cimitero locale, venne stabilita un'ammenda di $7.000, una cifra che Amanda pagò per evitare l'umiliante permanenza in carcere. Alla fine di quel tenebroso mese di Agosto, i giudici si riunirono e decisero che il processo sarebbe avvenuto in Autunno. Tyrus Cobb passò qualche giorno insieme alla madre, al fratello e alla sorella in quei tremendi giorni che seguirono il funerale a Royston. Per lui, che era un giovane ragazzo, fu una sfida dolorosa poter rimettere le cose a posto nella sua testa, ritrovare la concentrazione per giocare a baseball mantenendo così la promessa fatta al padre. La reputazione della sua famiglia era compromessa, lo scandalo era sulla bocca di tutti e l'unico modo per dissolvere questa nebbia d'infamia era quello di dover eccellere come giocatore. Cobb si riunì alla squadra il 16 di Agosto del 1905 quando i giornali riportarono la notizia della morte di suo padre. Ad Augusta, contro i Charleston Seagulls, Tyrus ottenne due valide nella prima partita del doppio incontro, rimanendo a zero nel secondo confronto. La società di Augusta ricevette una lettera da parte dei Detroit Tigers per l'acquisto di Cobb. In quel periodo la squadra dei Tigers era decimata dagli infortuni e, con poche disponibilità economiche, il presidente Frank Navin, si rivolse all'ultima squadra nel farm system di Detroit col proposito di aggiungere un giocatore che avrebbe permesso al club di poter terminare la stagione. Alcuni parlarono bene di Clyde Engle, un interno che poteva giocare anche in campo esterno. Ma Bill Byron, un arbitro di Detroit, suggerì alla società che Cobb era molto promettente. Sempre a Detroit, Bill Donovan, rimasto impressionato da Cobb durante gli Spring Training, disse al manager Bill Armour di acquistarlo per il suo talento e la sua  determinazione. Fu così che per $700, più $200 (perchè la stagione non era ancora finita per la squadra di Augusta), Cobb, a quattro mesi dal suo 19esimo compleanno, diventò un giocatore di Major League. Disse Cobb: "L'unica cosa certa è che mio padre non lo saprà mai".

Il 25 di Agosto fu l'ultima partita di Cobb per la squadra di Augusta. Era un Venerdì ed erano presenti 1400 tifosi per assistere alla partita contro Macon, la prima in classifica. Le prestazioni di Tyrus in battuta e la sua spinta aggressiva sulle basi incantarono i fans di Augusta e quando Cobb si presentò a battere, nella seconda metà della prima ripresa, alcuni tifosi lo omaggiarono con un mazzo di fiori e un orologio d'oro. Visibilmente commosso Ty ringraziò tutti i presenti e finalmente entrò nel box di battuta. Terminò strike-out. In seguito ottenne due valide, rubò una base ed eliminò un corridore con un lancio perfetto dall'esterno centro. Mancavano pochi giorni alla fine della stagione della Sally League, ma Cobb era già il vincitore della media battuta con .326. Tuttavia le prime ombre affiorarono poco prima di lasciare la città di Augusta. Durante un'intervista disse con fermezza ad un giornalista che lui avrebbe dovuto percepire un compenso per la trattativa con i Detroit visto e considerato che per tutta la stagione era stato trattato al minimo dello stipendio.
L'avventura in Major League con i Detroit Tigers era pronta per decollare. Cobb si recò prima a Royston a salutare i familiari poi la sera di Sabato 26 Agosto del 1905, partì alla volta di Detroit col biglietto pagato dalla società di Augusta. Il viaggio di oltre 1.000km lo avrebbe tenuto occupato per almeno 30 ore ma i ritardi delle coincidenze ad Atlanta e Cincinnati portarono l'esausto Cobb a destinazione dopo 4 giorni di viaggio. Arrivò a Detroit nel giorno di Martedì verso le 10,30 di mattina. Scese dal treno col suo piccolo bagaglio che comprendeva la divisa della squadra di Augusta, il suo piccolo guantone Spalding e tre mazze. Cobb si incamminò verso l'uscita del Michigan Central Terminal di Detroit chiedendosi cosa l'avrebbe aspettato in questa città sconosciuta. Nessuno della società di Detroit era in stazione ad attenderlo, così Tyrus salì su un calesse che lo portò in un economico albergo nei pressi del Tigers Stadium. La camera gli costò $10 anticipati alla settimana. All'interno dell'albergo vi era anche un locale dove si svolgevano spettacoli di burlesque. Nel frattempo in città si era sparsa la voce dell'imminente arrivo di Cobb e il 27 di Agosto, il Free Press di Detroit pubblicò la notizia aggiungendo una foto in primo piano del giocatore dove spiccavano i lineamenti del viso dalla pelle chiara, le orecchie a sventola, il naso appuntito, i capelli biondi non ben pettinati e i suoi occhi grigio-verdi che gli davano un aspetto glaciale come quello di persona inquieta quasi senza anima. Tre giorni dopo, sempre sul quotidiano Free Pass, il reporter J.S.Jackson scrisse che Cobb era impressionante dalla velocità con cui usciva dal box di battuta. Nulla fu scritto riguardo la sua media d'attacco e il giornalista aggiunse che in Major League Tyrus avrebbe battuto con una percentuale di .275. In quello stesso giorno, il 30 Agosto 1905, T. Raymond Cobb esordì con i Detroit Tigers disputando la sua prima partita in Grande Lega. Ne seguiranno ancora 3.034.
Il mondo della Major League che vide Cobb nel 1905 non è proprio quello che i fans possone vedere ai giorni nostri. Un tifoso degli anni 30 o 40 che ha avuto l'occasione di sedersi in uno stadio del 1905 lo capirebbe facilmente e potrebbe dichiarare che praticamente tutto è cambiato in un campo da baseball. Se lo stesso tifoso avesse seguito giornalmente le squadre e ogni singolo atleta si sarebbe reso conto delle condizioni dei campi, degli arbitri, del materiale da gioco e dell'organizzazione logistica e finanziaria di tutto l'ambiente sportivo. Il primo ventennio del secolo scorso rappresentò un periodo particolare e distinto del baseball in quanto vi era in atto una vera rivoluzione strutturale che l'avrebbe distanziato dall'epoca precedente. Sotto l'aspetto geografico il baseball nel 1905 era molto compatto. Vi erano 8 squadre in ogni Lega per un totale di 16 e 11 di esse si trovavano in 5 aree metropolitane. Solo Detroit, Cleveland e Washington (American League) e Cincinnati e Pittsburgh (National League), furono le uniche città con una squadra. Queste 16 franchige rimasero stabili per oltre mezzo secolo (1903-1958) e la città più ad Ovest era quella di St.Louis. Questa geografia del baseball aveva permesso di poter sostenere tutte le trasferte in treno, un mezzo altamente valutato per tutto quel periodo. Dopo il 1903, fino al 1961, in entrambe le leghe si giocavano 154 partite a stagione e le squadre si incontravano per ben 22 volte: 11 in casa e 11 in trasferta. Nei primi anni del secolo scorso, ogni attività nel giorno di Domenica era proibita secondo le ordinanze e le leggi di ogni singolo stato americano. Quando Cobb esordì in Major League, solo a Chicago, Cincinnati e St.Louis era concesso giocare di Domenica, quindi nel caso ci fosse stata la necessità di giocare un recupero fra 2 qualsiasi squadre, queste città servirono proprio allo scopo. È capitato che la squadra di Detroit giocò di Domenica nella città di Columbus, Ohio. Questo perseverante Sabbatismo venne interrotto solo nel 1919 e finalmente anche a New York si potè giocare a baseball di Domenica. Successivamente, questa regola venne applicata anche nel Massachusetts fino ad arrivare alla Pennsylvania nei primi anni 30'. La nascita dell'American League nel 1901 portò una ventata di innovazioni rispetto alla vecchia e rigida National League nata nel 1876. I proprietari delle squadre gestivano i loro interessi come fossero baroni feudatari, disinteressandosi completamente di quello che poteva succedere all'esterno della propria franchigia. Il presidente Ban Johnson della nuova American League, subito si prodigò per creare regole e legislazioni che avrebbero interessato tutto il circuito del baseball professionistico, compreso quello delle Minors Leagues. Fu il primo a creare la National Commission che lui stesso presiedeva ed era composta da 4 rappresentanti, 2 della National e 2 dell'American. Lo scopo principale fu, appunto, quella di fornire regole innovative per soddisfare la crescente popolarità del gioco. Fra i tanti problemi che affliggevano i clubs, vi era il fuoco in quanto gli stadi erano costruiti in legno. L'atteggiamento rude e violento dei tifosi era una caratteristica predominante nei primi anni dal 900 in poi. Negli stadi si vendeva birra e anche vino in bicchieri e bottiglie di vetro che potevano trasformarsi in micidiali proiettili in mano ai tifosi più scatenati. Le risse, non erano fatti isolati, anzi tutt'altro. La settimana precedente all'arrivo di Cobb a Detroit, l'arbitro Jack Sheridan fu costretto a rifugiarsi negli spogliatoi perchè un gruppo di tifosi scalmanati lo bersagliarono con bicchieri e bottiglie.

Nel 1907 al Polo Grounds di New York, 17.000 tifosi sciamarono e persero il controllo. L'arbitro Bill Klem fu costretto a dichiarare la sconfitta ai Philadelphia Phillies. Nell'Agosto dello stesso anno un tifoso di St.Louis lanciò una bottiglia contro il giovane arbitro Billy Evans che perse conoscenza per diverse ore prima di riaprire gli occhi in ospedale. Essere arbitri in quegli anni era davvero pericoloso. Quando Cobb arrivò in Major League, gli arbitri non erano di qualità e spesso nemmeno all'altezza del gioco. Non c'erano scuole per arbitri e chi svolgeva questo ruolo faceva affidamento solo alla sua esperienza maturata nelle Leghe Minori. Fu proprio Ban Johnson a reclutare personalmente i direttori di gara aumentando loro lo stipendio e fornendo l'autorità di sospendere o multare i giocatori e i managers. Nel 1908, c'erano solo 6 arbitri per ogni Lega di Major più uno di riserva. Quindi in un giorno completo di quattro partite, 3 arbitri per ogni lega dovevano condurre la partita DA SOLI!. Poco importa quanto bravo poteva essere, sta di fatto che un direttore di gara non era certo nella miglior posizione per giudicare le tante azioni che si svolgono in una partita di baseball. La procedura era semplice. Chi arbitrava da solo si posizionava dietro il piatto di casa base. Se un battitore arrivava in base, l'arbitro si spostava dietro al lanciatore per giudicare i balls e gli strikes. Se c'era un corridore in seconda o terza, l'arbitro ritornava dietro al ricevitore per poter giudicare un eventuale gioco a casa base. La cosa più difficile da giudicare era la doppia rubata. Solo nel 1909 vennero utilizzati più di 2 arbitri per le World Series. Tutto sommato gli umpires di quel periodo fecero un lavoro eccezionale dovendo fare i conti con i tifosi che venivano allo stadio dopo una giornata di lavoro, per cui l'inizio della partita poteva slittare anche di mezz'ora o 45 minuti (a seconda degli orari di lavoro). Inoltre gli arbitri dovevano mantenere le squadre efficenti e veloci nei cambi per poter terminare la partita prima che facesse buio. Parecchie partite venivano completate in meno di due ore perchè i managers non avevano tante possibilità di manipolare il gioco nè tantomeno di usare tattiche particolari. Le squadre erano composte da 15/17 giocatori: 4 esterni, 4 o 5 interni, 2 catchers e solo 5 o 6 lanciatori per tutta la stagione. Ovviamente al lanciatore gli si chiedeva di farsi tutta la partita. Non esistevano i lanciatori di rilievo propriamente specializzati.
Nonostante questo tirocinio, i pitchers dominarono in quegli anni. Quando Cobb entrò nelle Majors, la media battuta generale della National League era di .255, quella dell'American era di .241. Tutte le squadre totalizzarono appena 337 Home-runs, il più delle volte erano inside the park. Christy Mathewson vinse 32 partite. Tanti battitori si posizionavano vicino al piatto di casa base impugnando la mazza ben al di sopra del pomello cercando di battere la pallina non tanto con potenza, ma con precisione. "Batto la pallina dove non ci sono i difensori!", così disse Willie Keeler, il miglior battitore di quel periodo. I managers erano sempre alla ricerca di giocatori che correvano veloci, in grado di poter rubare un considerevole numero di basi. La media di 3000 basi rubate a stagione in quegli anni è una conferma di questo fatto. I lanciatori non erano specializzati a controllare i corridori e i ricevitori si posizionavano un pò più indietro rispetto a quelli odierni. Non possedevano un'attrezzatura adeguata e per cercare di eliminare i corridori in base non si accasciavano completamente, essi infatti si piegavano circa a metà permettendo a loro di poter rilanciare la pallina più rapidamente. Se l'equipaggiamento dei ricevitori era primitivo, così lo erano i guantoni, che servivano più che altro a parare una battuta piuttosto che catturare la pallina. I campi erano per lo più dei terreni spianati in modo grossolano. C'erano dislivelli, sassi e buche che provocavano rimbalzi del tutto inaspettati. Le palline subivano ogni sorta di tortura da parte dei lanciatori. Per ottenere traiettorie assurde e imprevedibili i pitchers del tempo le raschiavano, le graffiavano,  le tagliavano e ci sputavano sopra. Spesso con una pallina si effettuava una partita. Ogni palla battuta che finiva sulle tribune doveva essere obbligatoriamente rilanciata in campo dai tifosi. Nonostante questi disagi, la popolarità del gioco crebbe in ogni parte degli States producendo grossi profitti per tutte le franchige. Quando Cobb arrivò in Major League, Detroit aveva 286.000 abitanti e la Motor City era in pieno sviluppo demografico e tecnologico. Henry Ford inaugurò la produzione del modello T della celebre autovettura. L'anno successivo nel 1909 William Durant organizzò la Buick, Oldsmobile, Cadillac fondendole tutte insieme sotto il nome della General Motors.
Svegliandosi in quel mattino del 30 Agosto del 1905, Ty Cobb non ebbe nessuna idea del tumultuoso intrecciarsi di così tante forze dinamiche all'interno della città. Non ebbe nessuna idea della gente, del loro modo di pensare e del luogo che sarebbe diventato casa sua per i successivi 21 anni. Cambiandosi d'abito, dopo una breve colazione in albergo, si incamminò per le ampie strade di Detroit contornate dalle costruzioni in robusto cedro. Cobb venne investito dalla febbrile e rumorosa attività quotidiana della metropoli. I fischi delle locomotive, il frastuono delle industrie, lo scampanellio dei mezzi di locomozione, i carri, i carretti, le carrozzine, i venditori ambulanti. Tutto era freneticamente in movimento. Al posto del morbido e fluido accento del Sud, Cobb si trovò di fronte al dialetto grave e gutturale del Medio West, quello più forte Irlandese e quello più secco Germanico. Detroit era una città dove un terzo della popolazione era di origine straniera, proveniente dalle Isole Britanniche, Germania, Canada, Irlanda e Francia. Fu proprio un ufficiale francese, Antoine Laumet a dare il nome di Detroit, (situato a destra), al primo insediamento presso le rive del fiume  nel 1701. Tre quarti degli abitanti avevano almeno un parente straniero. Dall'altro lato il Georgiano-Cobb vide ben poche persone di colore, certamente non come ad Atlanta o Augusta o le città del profondo Sud. Il censimento del 1900 riportò che solo 5000 negri vivevano a Detroit, meno del 2% dell'intera popolazione. Bennett Park, lo stadio dove giocavano i Tigers, si trovava nell'area chiamata Corktown (sughero, tappo), perchè in quella zona vi era la massima concentrazione di Irlandesi. Nel primo pomeriggio Tyrus arrivò allo stadio, quel Bennett Park un pò traballante per gli standards delle strutture in legno del tempo. Era il più piccolo stadio delle Major Leagues e poteva contenere 8.500 spettatori su una tribuna che si sviluppava lungo la linea di foul di terza base ed un'altra più bassa che si estendeva verso l'esterno destro. Appena dietro la zona dell'esterno centro-sinistra si trovava una scomoda tribunetta costruita su un cumulo di terra che opportunamente spianato, anche se rivelò problemi di sicurezza, offrì un posto a sedere ai tifosi denominati wildcat bleachers, i gatti randagi, che scomodamente potevano assistere agli incontri per 5 cent. Le partite importanti invece costavano, sempre nei Wildcat Bleachers, dai 10 ai 15 centesimi. Il campo era stato costruito sopra una superficie di sassi e ciotoli i quali, in seguito, si trovavano sparpagliati dappertutto tra la terra rossa e l'erba. Nonostante tutto, Bennett Park sembrava un tempio davanti agli occhi del giovane Cobb. Un addetto al campo gli fece vedere dov'erano gli spogliatoi, gli unici, perchè al tempo non esistevano i locker-room per la squadra ospite. Chi giocava in trasferta indossava la divisa in albergo e veniva avvisato che spesso durante il tragitto verso lo stadio poteva essere bersagliato dai tifosi di casa con lanci di frutta e verdura. Ma tutto questo sembrava non importasse molto ai giocatori. Cobb si presentò nell'ufficio di Bill Armour, un elegante e piccolo signore sulla cinquantina che gli fece firmare il contratto. Sebbene fosse riferito ad un salario stagionale di $1.500, Cobb venne pagato solo per l'ultimo mese di campionato. Prima della partita Armour parlò con Cobb seduto sulla panchina all'aperto (al tempo non esistevano i dugouts come li vediamo oggi), per metterlo al corrente che giocherà esterno centro contro i New York Highlanders. Armour gli disse che avrebbe affrontato un lanciatore del calibro di Jack Chesbro, un ruvido ed erculeo spitballer, vincitore di ben 41 partite nell'anno precedente. "Queste sono le Major Leagues, ma ce la puoi fare!". Cobb era N°5 nel line-up e davanti a 1200 spettatori i Tigers si trovarono già all'arrembaggio contro Chesbro nella parte bassa della prima ripresa. Matty McIntyre, esterno sinistro, ottenne un doppio, Chris "Pinky" Lindsay, prima base, lo portò a punto con un singolo. Lindsay raggiunse la seconda su bunt di sacrificio di German Schaefer e arrivò in terza su battuta di Sam Crawford. Cobb catturò l'attenzione di tutti perchè fece degli swings di riscaldamento con tre mazze in mano. I compagni di squadra pensarono ad una forma di esibizionismo, non si era mai vista una cosa del genere. Tyrus si posizionò al piatto di casa base leggermente chinato con i piedi distanti 20/30cm. La mazza ben lontana dal corpo ed impugnata con le mani leggermente distanti l'una dall'altra. Era lunga 34 inches e pesava 40 once. Dopo uno swing a vuoto contro il primo lancio di Chesbro ed una curva chiamata strike dall'arbitro, Cobb girò la mazza solo con i polsi su un lancio alto e ottenne una valida al centro-sinistra, arrivando in seconda base prima del rilancio dell'esterno centro. Lindsay segnò il punto.

Quella fu l'unica battuta valida di Cobb della partita. In seguito ottenne una base su ball e venne eliminato su un tentativo di doppia-rubata. In difesa effettuò due prese al volo e mentre i Tigers vinsero 5-3, Cobb guardò attentamente i suoi compagni di squadra imparando di che pasta erano fatti i giocatori di Grande Lega. "Non ho mai pensato che quegli uomini potessero battere e difendere così bene," ricorda Tyrus. "Una tale velocità, classe e stile col fuoco negli occhi!". Schaefer scivolò contro Norman "Kid" Elberfeld e quando quest'ultimo tentò di bloccare la base, il rookie di New York terminò la stagione con un inforunio alla caviglia. Bill Coughlan, protestò violentemente contro l'arbitro Francis "Silk" O'Laughlin e venne espulso. Cobb capì subito che aveva raggiunto un livello dove la competizione era estrema, praticata da persone più vecchie, intelligenti, aggressive e più dotate di quello che aveva mai immaginato. Il giorno seguente Tyrus era ancora all'esterno centro con McIntyre a sinistra e Crawford a destra. Ottenne 2 singoli su 4 turni, mentre Bill Donovan lasciò a zero gli Highlanders. Detroit vinse 5-0. Kid Elberfeld diede il benvenuto a Cobb dopo la sua prima valida. Nel tentativo di rubare la seconda il giovane si tuffò di testa verso la base solo per constatare che il ginocchio dell'interbase premeva sul suo collo obbligandolo a sbattere la faccia contro la terra. Con il volto graffiato Cobb uscì dal campo in fretta e furia. In prossimità della panchina fu vittima dell'ironia dei compagni di squadra che considerarono quella scivolata da Lega dei Pivelli. Dopo quella figura Cobb non scivolò più di testa, e non segnò nessun punto, anzi fece un'altra figura da acerbo rookie quando tentò di arrivare a casa base partendo dalla seconda su una valida al centro esterno. Nonostante il coach di terza gli avesse intimato di fermarsi, Cobb continuò la sua corsa e venne eliminato di almeno 3 metri. Il manager e i veterani della squadra poterono soltanto scuotere le loro teste.
Tyrus fu l'esterno titolare per tutte le rimanenti partite di fine stagione. La sua media battuta fu di .240 (36 su 150) ma destò un'ottima impressione e rappresentò una pedina importante per la risalita della squadra che dal sesto posto, si piazzò terza in classifica vncendo 27 delle ultime 40 gare. Il rendimento di Cobb fu altalenante, le sue giocate furono maldestre e imbranate ma anche brillanti ed estrose, da grande superstar. Nella seconda partita contro i White Sox davanti a 7.500 persone, Cobb pose fine ad una rimonta di Chicago catturando al volo una battuta di John "Jiggs" Donohue. Il giovane corse all'indietro ed in totale estensione del braccio effettuò la presa al volo con una mano provocando una standing ovation tra il pubblico. Più tardi eliminò lo stesso Donohue che dalla prima tentava di andare in terza base su un singolo. In prossimità della panchina Cobb si tolse più volte il cappello per ringraziare il pubblico che gli stava creditando un applauso a scena aperta. Contro Cleveland al Bennett Park, Tyrus vinse la partita alla nona ripresa. Il rookie ottenne una valida e raggiunse la seconda su bunt di sacrificio per poi lanciarsi spedito a punto su una rimbalzante di McIntyre che venne catturata in tuffo dal seconda base il quale rilanciò la pallina verso casa base. Cobb scivolò evitando la toccata del catcher Nig Clarke consegnando la vittoria ai Detroit Tigers. A Washington, il manager Armour fu costretto  a spostare Cobb all'esterno sinistro dopo che il giovane rookie aveva sbagliato 3 facili prese al volo. Il giorno dopo, 23 Settembre 1905, il diciottenne Cobb colpì un lancio di Cy Falkenberg dei Washington Senators e ottenne il suo primo fuoricampo in Major League. La pallina rimbalzò lontano dall'accorrente esterno "Honest John" Anderson permettendo a Ty di completare il giro delle basi. Freddo e imprevedibile, Cobb impressionò tutti nell'ambiente del baseball. Paul Bruske del Detroit Time lo descrisse come un infant prodigy and a sensational fielder and thrower. Tenendo conto della sua giovane età e del peso della responsabilità derivante dalla morte del padre, Bruske aggiunse :"È incredibile la sua capacità di affrontare la vita". B.F.Wright, corrispondente del Sporting News scrisse :"C'è la convinzione che vedremo una potente locomotiva sui campi da baseball. È troppo veloce e non si accontenta di fare delle prese al volo nella sua zona, vuole anche quelle dell'esterno sinistro e quelle dell'esterno destro". Detroit terminò la stagione a Cleveland il 7 Ottobre con la vittoria per 7-1. Cobb ottenne 2 valide e stava imparando precocemente come si gioca in Major League. Si buttò contro il seconda base Bill Barbeau facendogli perdere la pallina e consentendo a Crawford di segnare il punto. Se tanta ammirazione aveva ottenuto Cobb al suo debutto in Grande Lega, non si può dire lo stesso per quanto riguarda la squadra. Parecchi giocatori non apprezzarono Cobb e nemmeno mostrarono il minimo interesse per quello che riguardava la sua tragedia familiare. Come dirà in seguito Tyrus, "l'unico che rivelò un atteggiamento amichevole fu il manager Bill Armour che mi diede consigli e mi aiutò nei miei miglioramenti". Terminata la stagione, i proprietari della squadra, Navin e Yawkey, organizzarono una cena per celebrare l'ottimo risultato ottenuto nell'ultimo mese di gioco consegnando ad Armour una targa con un diamante incastonato. Per il giovane Cobb fu una novità poter brindare con lo champagne tenendo conto che non beveva liquori nè tantomeno masticava tabacco. Il mondo si apriva rapidamente agli occhi del 19enne Tyrus.
Cobb ricevette $60 per aver giocato due partite con i Tigers contro squadre di semi-pro nell'area di Detroit. Era una consuetudine del tempo disputare queste partite a fine stagione, dove i giocatori potevano dividere i profitti. Il 10 di Ottobre si trovò sulla strada, o meglio, sul binario di ritorno verso il Sud. Era un ragazzo con 5 settimane di esperienza in Major League, con alcuni bei ricordi e altri imbarazzanti e col pensiero e il desiderio di far parte della squadra nella Primavera successiva. Questo gli avrebbe permesso di fornire il necessario supporto alla famiglia, alla madre e alla sorella. Il fratello Paul se la sarebbe cavata, ma la preoccupazione maggiore era verso la madre, che forse, avrebbe dovuto affrontare il carcere.
                                                                                                        
   UMILIANTE E MISERABILE 

I mesi invernali del 1905-06 si rivelarono difficili per il giovane Georgiano così come per coloro che furono vicini alla sua famiglia per la morte di William Herschel Cobb. Appena giunto a Royston, Tyrus fu informato che l'udienza in tribunale per l'omicidio del padre sarebbe stata posticipata alla Primavera successiva. Gli avvocati di Amanda Cobb ebbero così parecchio tempo per organizzare una linea di difesa, nonostante le spese gravassero pesantemente sulla famiglia. Il futuro di Cobb con i Tigers era incerto. In fondo, la sua breve permanenza in Major League gli aveva fruttato una media battuta di appena .240, con 2 basi rubate e qualche incertezza in difesa. I Detroit Tigers cedettero Duff Cooley e il manager Bill Armour affermò che il popolare Jimmy Barrett, appena fosse guarito dall'infortunio al ginocchio, sarebbe stato l'esterno centro titolare per la stagione successiva. I Tigers acquistarono anche un altro esterno, Davy Jones, che aveva giocato a Chicago nel 1905 terminando il campionato con una media di .348. Se Barrett si fosse ripreso, due dei tre fra Cobb, Jones e McIntyre sarebbero partiti come riserve tenendo conto che a destra c'era l'affermata superstar di nome Sam Crawford. Il giornalista Paul Bruske scrisse che Cobb aveva avuto un impatto favorevole tra i tifosi e che sarebbe stato un urlo di disprezzo se non veniva riconfermato. Appena 19enne, l'idea di non far parte della squadra cominciava a perseguitare il giovane Cobb. I suoi dubbi svanirono in parte quando nel Gennaio del 1906 ricevette per posta il contratto da firmare insieme alle felicitazioni di Armour. La cifra stabilita era di $1.500 per l'intera stagione ed erano $300 in più rispetto a quello che era stato pattuito prima della partenza di Cobb. Armour spiegò questo fatto come la volontà da parte del club di raggiungere un accordo soddisfacente sperando che quella cifra fosse anche di sostegno per la causa della madre. In più Armour si assicurò di vedere il suo giovane talento concentrato e motivato in ogni partita. Cobb spedì il contratto firmato al manager il quale gli rispose dicendogli di presentarsi ad Augusta per gli Spring Training. In quell'inverno Cobb fece molti allenamenti dedicandosi all'esecuzione delle smorzate. I dirigenti dei Tigers non gli dissero che altri club si erano interessati al suo acquisto, la risposta del presidente Navin fu unica e telegrafica: "Cobb non è in vendita!". Per racimolare qualche soldo extra, Tyrus fece il tecnico presso la University of Georgia situata a Stone Mountain ad Est di Atlanta. Il manager non fu d'accordo all'inizio ma quando in Febbraio si incontrarono alla stazione di Atlanta, Armour diede il benestare a Cobb per rimanere qualche giorno in più prima di raggiungere la squadra per gli Allenamenti di Primavera. Il 9 Marzo Cobb si registrò all'Albion Hotel di Augusta dove si trovavano tutti i giocatori e presto indossò la divisa pronto per allenarsi al Warren Park. Nonostante le preoccupazioni e i pensieri, Cobb mostrò un buon appetito durante l'inverno e si presentò in campo con 5kg di peso in più ma la sua forma atletica e la sua velocità non vennero intaccati da questo aumento di peso. Era in perfetta forma fisica e adesso era tra i più muscolosi giocatori della squadra. I reporters lo notarono, e se prima lo chiamavano Tyrus Cobb ora, per tutti, lui era TY. S. Jackson del Free Press fu il primo a dargli il soprannome di Georgia Peach e tale nomignolo rimarrà inalterato per sempre.
Quell'anno verrà ricordato da Ty come "la più miserabile e umiliante esperienza della mia vita". Per Cobb si stavano aprendo le porte della disperazione e della costante agonia. Non sarebbero bastate le sue doti fisiche, avrebbe dovuto aggiungere fermezza e solidità mentale per affrontare un calvario che partì proprio all'interno del club. Un gruppo di giocatori, guidato da Matty McIntyre, decise che Cobb non poteva far parte della squadra per il suo carattere e per la sua antipatia. In realtà McIntyre voleva assicurarsi il posto all'esterno sinistro relegando Cobb al ruolo di riserva. Sapendo che il giovane non avrebbe accettato questa situazione McIntyre coinvolse intorno a sè un gruppo di giocatori per poter attuare il suo bieco disegno. Lui era un buon esterno, al quarto anno in Major League. Aveva un buon braccio e poteva coprire una vasta zona di campo sia alla sua destra che alla sua sinistra. In accordo col suo compagno di camera, il pitcher mancino Ed Killian, i due si convinsero che Jones era migliore di Cobb nel ruolo di esterno centro. Nel frattempo Barrett non guarì completamente e venne ceduto ai Cincinnati. Anche Crawford e altri giocatori della squadra si unirono a McIntyre e Killian, creando così un'atmosfera di ostilità e disprezzo nei confronti del giovane Georgiano che diventò la vittima di soprusi, scherzi e talvolta di azioni crudeli. È difficile dire quanto questo atteggiamento possa essere riferito ad una sorta di benvenuto al rookie, dove, come era abitudine in quei tempi, venivano fatti innocui scherzi alle matricole. Cobb, il più delle volte reagì con decisione alimentando l'atteggiamento di disprezzo nei confronti di McIntyre e la sua gang. "Non eravamo cannibali o pagani", disse Crawford qualche anno più tardi. "Eravamo solo giocatori che cercavano di andare d'accordo, e lui arrivò in squadra con l'antagonismo di quelli del Sud che vedono tutti quanti noi come dannati yankees". Cobb era cresciuto sotto una rigida educazione paterna ed era stato indottrinato presso la chiesa Battista, la cui principale caratteristica era un forte dissenso nei confronti della Chiesa di Roma. Nel Nord-Est invece, il Cristianesimo rappresentava un credo comune ed anche quest'aspetto contribuì a creare una forte separazione tra Cobb e la squadra. Tyrus era un giovane ben temprato e solido mentalmente con una straordinaria sensibilità e mai accettò la parte del rookie perseguitato. Era determinato a dimostrare il suo valore al padre che aveva perso, agli amici che si chiesero perchè non fosse stato a casa vicino alla madre, agli abitanti di Royston che spettegolavano sulla famiglia e sulle circostanze di quell'omicidio, ai tifosi di Augusta che lo osannarono e che erano dubbiosi sulla sua carriera in Major League ed infine ai giocatori della squadra che risero di lui quando esordì l'anno precedente. Era come se Cobb volesse dimostrare a tutto il mondo di essere il migliore. Intanto la data del processo alla madre si stava avvicinando e gli avvocati erano fiduciosi sull'esito, ma chi poteva assicurarlo?. Con tutti questi pensieri che si agitavano nella mente, l'ultima cosa di cui Cobb aveva bisogno era la preoccupazione di essere preso di mira dalla squadra. McIntyre e la sua gang iniziarono dal campo di gioco e Cobb si ritrovò ben presto escluso dal fare l'allenamento in battuta. In albergo venne chiuso fuori dal bagno che veniva usato dalla squadra e costretto ad aspettare infreddolito e livido. L'acqua della doccia per lui era fredda. Una volta, terminata la cena in solitudine, si alzò per prendere il cappello e lo trovò con la visiera strappata. Sul pullman fu vittima dello schiaffo sul collo da dietro eseguito con un giornale arrotolato. L'apice della crudeltà di McIntyre e della sua gang venne raggiunto quando Cobb trovò la sua mazza di frassino, costruita dal padre di Joe a Royston, segata in due. Cobb maledì gli autori di quello scempio usando parole volgari e offensive, dicendo che erano un mucchio di yankees codardi e che non erano tanto uomini da affrontarlo faccia a faccia. Il manager Armour non diede troppo peso a quella situazione pensando che prima o poi si sarebbe risolta tra gli stessi giocatori. Bill Donovan e Davy Jones cercarono di parlare con Cobb e si resero conto che il giovane del Sud non aveva nessun senso dell'humor sia verso gli altri ma soprattutto verso se stesso. Solo, amareggiato e sempre più sospettoso, Cobb iniziò a portare con sè una pistola dalla quale non si separò mai. Anche quando andava a letto, la teneva stretta nella mano e si addormentava. "Ero un ragazzo di buone maniere, ma quei veterani mi trasformarono in un gatto selvatico e ringhioso", dirà Cobb dopo tanti anni.