Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

martedì 26 giugno 2012

BLACK BETSY

Greenville County nella South Carolina era una vasta area ricca di mais, whiskey e ignoranza. Se un uomo imparava a leggere e a scrivere veniva etichettato come un fighetto buono a nulla. Fu il primo Stato ad uscire dalla Union nel 1860 dopo aver sofferto amaramente l'inferno della Guerra Civile. Il Generale Sherman e le sue truppe misero a ferro e fuoco l'intera South Carolina fino alla costa Atlantica seminando morte e disperazione. Le fattorie, i campi coltivati, le città, i ponti, le strade ed ogni via di comunicazione vennero bruciate e distrutte, privando così la South Carolina e la sua gente di tutto il necessario per poter vivere. L'agricoltura, le piantagioni di cotone e di mais erano alla base dell'economia dello Stato. I proprietari terrieri e i mezzadri provenienti dal Nord, si divisero quella terra per poter sfruttare le potenzialità che essa metteva a disposizione. I Profittatori Politici tennero tutto sotto controllo fino al 1876 quando una feroce elezione presidenziale fece riemergere nuovamente il caos e la violenza. Le truppe Federali se ne andarono, nacquero organizzazioni criminali, la più temibile delle quali si chiamava Red Shirts che si fece valere utilizzando l'omicidio e il linciaggio delle persone ostili al regime (quasi due terzi della popolazione erano schiavi negri). I Bourbons, un'organizzazione composta dalla vecchia aristocrazia di razza bianca dettava legge e prese completo controllo del South Carolina. In questa atmosfera di violenza, corruzione e povertà il 16 Luglio del 1888 (alcune fonti parlano del 1887), nacque Joseph Jefferson Wofford Jackson nella cittadina di Pickens Country, situata nel NordOvest dello Stato al confine con le Blue Ridge Mountains. Il primo di 8 fratelli, Joseph iniziò a lavorare nelle piantagioni e nei mulini di proprietà di una delle tante famiglie provenienti dal Nord degli Stati Uniti che avevano acquistato parti della terra della Carolina del Sud. Queste fattorie portavano il nome del proprietario ed ognuna di esse aveva una squadra di baseball composta dai contadini che vi lavoravano. Un posto nella squadra era molto ambito perchè dava l'opportunità ai lavoratori di arrotondare lo stipendio con qualche dollaro in più. Ogni famiglia aveva un campo da baseball sulla sua proprietà dando vita così a piccoli campionati, quello che ancora oggi viene chiamata Carolina League. In quegli anni non c'erano importanti attività di svago e la gente, durante il week-end, ben volentieri assisteva alla partita di baseball del Campionato delle Fattorie. A fine partita, i giocatori più rappresentativi passavano tra gli spettatori per ricevere l'offerta che sarebbe stata divisa tra tutti i componenti della squadra. I proprietari, vedendo che la notorietà del baseball era in crescita, si unirono per formare una Lega con regole ben stabilite aggiungendo 2 partite in più alla settimana. Il padre del piccolo Joseph, un rude contadino del Sud, alcoolizzato e masticatore di tabacco, indirizzò il figlio di soli 6 anni (altre fonti dicono che Joseph aveva 12 anni) al duro lavoro all'interno del mulino. Può sembrare tremendo al giorno d'oggi (anche se in diverse parti del pianeta lo sfruttamento minorile è una realtà drammatica), ma al tempo era una pratica comune causata dalla dilagante povertà. Lavorare in un mulino voleva dire essere esposti a malattie, sopportare condizioni igieniche rischiose, caldo atroce e la sicurezza sul lavoro era in pratica inesistente.
Martha Jackson era una donna forte, energica e vigorosa. Adorava il suo piccolo Joseph. Per lei rappresentava il suo vero uomo della vita e avrebbe sperato di potergli dare un minimo di istruzione come facevano quelli del Nord. Ma il piccolo Joseph, tanto circondato da quell'affetto materno, rifiutò di imparare a leggere e a scrivere, in fondo questo era il Sud, terra di uomini forti, coraggiosi, protettivi verso la propria famiglia e dotati di un forte senso di solidarietà verso la comunità. All'età di 10 anni Joseph scoprì la passione per il baseball e alcune persone si accorsero del suo grande talento sportivo. Ma dopo pochi mesi si ammalò di morbillo e rimase paralizzato nel letto. La madre curò il suo gioiello giorno e notte fino a quando riuscì a guarirlo ed in breve Joseph ritornò a lavorare al mulino. In seguito Martha andò a parlare con i proprietari della fattoria, Mr's Brandon, chiedendo a loro di dare una possibilità al figlio per poter giocare nella squadra locale di baseball, The Brandon Mill Team. Joseph aveva 13 anni, ma batteva e lanciava molto meglio di tanti giocatori più vecchi di lui. Chi era in squadra percepiva $2,50 a partita, il doppio di una paga giornaliera di lavoro. Brandon Mill era la più importante azienda, era specializzata nella lavorazione del cotone e nella produzione di farina. Vantava circa 800 dipendenti e si trovava alla periferia di Greenville. Il 13enne Joseph iniziò la sua carriera sportiva come lanciatore, ma in una partita di allenamento colpì un battitore procurandogli la rottura del gomito. Da quel momento nessun altro giocatore-operaio rischiò di andare a battere. Allora Joseph fu spostato nel ruolo di ricevitore, ma tale posizione non piacque al giovane perchè con un lancio dall'esterno, la pallina, rimbalzando vicino al corpo, colpì e piegò una barra della maschera da catcher procurandogli una ferita che lascierà un segno permanente sulla fronte del giovane countryman. Martha, sempre protettiva e vigile sul proprio figlio, non permise più al giovane di giocare in quel ruolo. Il manager allora lo spostò all'esterno. Joseph batteva impressionanti line drives a tutto campo, dall'esterno tirava la pallina con rara potenza ed effettuava prese al volo incredibili sotto gli occhi dei tifosi meravigliati da tanta bravura. Quel giovane diventò la star della squadra e la sua popolarità crebbe intorno all'ambiente della Lega delle Fattorie. Ogni sua legnata veniva soprannominata The Saturday Special e all'età di 15 anni la sua fama si estese a tutto lo Stato arrivando anche al Nord, sede dell' elìte del baseball professionale. Un tifoso locale di nome Charlie Ferguson costruì una mazza personale per Joseph ricavata dal tronco di un particolare albero di noce, forte e resistente. La mazza era lunga 36 inches e pesava 48 ounces. (per avere un'idea, oggigiorno i majorleaguers usano mazze con un peso medio che varia tra le 31 e le 35 ounces). Ferguson scurì la mazza con resina e tabacco come piaceva al piccolo Joseph il quale diede un nome a quel tronco di legno chiamandolo Black Betsy. Anche nelle Major Leagues del tempo non si era mai vista una mazza di tali dimensioni, ma per il robusto 15enne era perfetta al punto che sarà la sua compagna d'avventura che lo vedrà apparire in Grande Lega. Spesso capitava che un giocatore-operaio cambiava squadra-fattoria in virtù di un migliore trattamento economico e il piccolo Joseph, tutelato dalla madre, non fu esente da questo tipo di comportamento. Infatti lui giocò per Victor Mills team, una grossa azienda agricola presso Greer poche miglia a Nord di Greenville. Joseph giocò anche in una lega di Semipro chiamata Near League gestita da un imprenditore locale della South Carolina il quale era desideroso di capitalizzare la crescente febbre del baseball tra i Sud-Caroliniani. Il nome Near League era dovuto al fatto che questa lega era quella che più si avvicinava al baseball organizzato. Aveva una struttura ben definita e non priva di regolamento ufficiale. Nel 1906 e 1907 il giovane Joseph fece parte di diverse squadre-fattoria e ogni tanto tornava a West Greenville per giocare con Brandon Mill. Durante una partita contro Victor Mills, Tom Stouch, ex seconda base di Major League, vide per la prima volta il giovane Joseph in battuta. "Appena questo ragazzo entrò nel box, non pensai che potesse avere delle grosse potenzialità", racconterà Stouch negli anni a seguire, "ma quando colpì la pallina verso di me, non ebbi il tempo di reagire". Il line drive si schiantò contro lo stinco di Stouch che si accasciò per terra dolorante. "Se questo campagnolo batte sempre così, è come un mortaio e potrebbe affondare una balena". La squadra di Stouch e Victor Mills giocarono 5 partite, ma in nessuna di esse riuscirono a tenere il giovane Joseph lontano dalle basi.
Joe a Brandon Mill
Joseph aveva passione per il gioco, e si allenava duramente fino a tarda sera. Tuttavia portava con sè il vizio paterno del bere e spesso anche durante le partite apriva la sua inseparabile fiaschetta per farsi un goccetto di whiskey di mais. Il problema dell'alcoolismo era molto diffuso nel baseball di quegli anni, ma Joseph era ancora un ragazzo con una luminosa carriera davanti a lui. Nel 1908 Tom Stouch diventò manager dei Greenville Spinners una squadra di Minor League della Carolina Association. La prima cosa che fece fu quella di contattare Joseph Jackson per offrirgli un contratto di $75 al mese. Il countryman accettò. Quella somma rappresentava più del doppio di quello che percepiva alla fattoria. Nessuno insegnò a Joseph come battere una palla da baseball. Tutto sembrava così naturale per lui. Iniziò a battere di destro poi, per caso, si accorse che il suo swing era più veloce e potente quando batteva di mancino. In quel periodo i battitori tendevano a schiaffeggiare la palla mantenendo lo swing parallelo al terreno. Era difficile far volare la pallina lontano e chi ci provava era spesso elminato con una presa al volo. Per Joseph tutto questo sembrò inesistente. La sua forza gli permise di colpire la palla con un uppercut swing della sua Black Betsy, generando lunghe e imprendibili volate fuori dalla portata degli esterni. Quando Joseph si presentava in battuta, tutta la squadra avversaria si spostava indietro di alcuni metri, interni compresi. La forza di Joseph fu in gran parte dovuta al duro lavoro presso il mulino, sollevando sacchi di farina che poi trainava in altre sedi della fattoria per la lavorazione. Quando arrivò in Major League, tanti giocatori giurarono che il suono della battuta prodotto dalla Black Betsy era unico e non si era mai sentito prima d'ora. Le battute e i line drives di Joseph vennero chiamate Blue Darters. Anche in difesa era unico, Joseph si piazzava all'esterno centro e dopo una presa al volo, ad es. la terza eliminazione della ripresa, o di fine partita, lanciava la pallina che viaggiava fin sopra casa base per finire sulle tribune tra i tifosi festanti. Purtroppo nessuno insegnò a Joseph nè a leggere nè a scrivere. L'educazione scolastica non rientrava nel sistema e nella vita dei contadini del Sud e non era considerata una priorità. A 19 anni iniziò la sua carriera nel baseball organizzato incapace di scrivere anche il suo nome, firmando i contratti semplicemente con una X. La Lega in questione si chiamava Carolina Association e comprendeva sei squadre: Greenville, Greensboro, Anderson, Winston-Salem, Spartanburg e Charlotte. Le condizioni di gioco erano crude, grezze e triviali. Non si poteva certo parlare di campi da gioco ma bensì di terreni da gioco, con qualche ciuffo d'erba e tante buche. Joseph si mostrò altrettanto rude e istintivo. Più di una volta tentò di rubare la base successiva che era già occupata da un compagno di squadra. Aveva ancora parecchio da imparare, ma quando batteva e difendeva era uno spettacolo mai visto. Ogni volta che si presentava nel box di battuta, i tifosi della squadra di Greenville intonavano "Give'em Black Betsy Joe, Give'em Black Betsy Joe". Dopo un homer o una bella presa al volo veniva sommerso di monetine e spesso i suoi fratelli più piccoli facevano avanti-indietro sulle tribune col cappello in mano per raccogliere le offerte. Un giorno arrivarono a racimolare $29,75. Il manager Stouch aggiunse 25cent: "Tieni Joe, let's make it $30".

A metà stagione i Greenville Spinners si trovarono in vetta alla classifica grazie al gioco difensivo e di attacco di Joseph e della sua Black Betsy. Ormai acclamata superstar della squadra, il countryman viaggiava con .400 di media battuta. Vi fu anche l'aggiunta di un interno-esterno che rispondeva al nome di Hyder Scotty Barr proveniente dal Davidson College. Anch'egli con una media battuta di .350 contribuì alle numerose vittorie dei Greenville Spinners. Nel Luglio del 1908 il proprietario della squadra regalò a Joseph un paio di scarpe nuove che lui indossò subito per poi trovarsi il giorno dopo con i piedi doloranti e vistose vesciche. Chiese a Stouch se poteva stare in panchina. Il manager disse di no, considerato il fatto che il roster della squadra era composto soltanto da 12 giocatori. Joseph allora giocò indossando soltanto le calze con un plantare all'interno. Sembrò che nessuno se ne accorse fino a quando, realizzando un triplo, Joseph conquistò la terza base arrivando in scivolata. Un tifoso di Anderson urlò "You Shoeless, you bastard". Un giornalista locale sentì quella frase e il giorno dopo sul Greenville News tutti vennero a conoscenza del nuovo nickname di Joseph: Joe "Shoeless" Jackson. Quella fu l'unica partita che giocò senza scarpe, ma il suo soprannome rimarrà eterno e incancellabile nella memoria e nella storia dell'Old Game. Jackson, ormai 20enne, cominciò ad avvertire la frustazione della sua condizione di analfabeta e non gradì mai quel soprannome perchè sentì sminuita la sua figura di campione di baseball. In quel periodo, era lui che provvedeva al sostentamento di tutta la famiglia. Il padre ebbe una disputa col proprietario della fattoria e venne licenziato. In seguito, con i guadagni di Joe, aprirà una macelleria. Come tanti giocatori del tempo, anche Shoeless era particolarmente superstizioso. Dall'inizio della sua carriera prese l'abitudine di raccogliere ogni molletta o hairpin che trovava sul campo e le metteva in tasca. Appena faceva una partita senza battute valide, prendeva le mollette e le gettava via iniziando poi a collezionarne di altre. Aveva anche l'abitudine di dare un nome alle mazze che usava e Joe era convinto che ognuna di esse poteva disporre di un numero limitato di battute valide. Anche in questo caso, alla prima partita con zero valide, Joe cambiava mazza. La sua preferita era la Black Betsy, ma c'era anche la General, la Dixie, la Blond Betsy e la Big Jim. Con la sua fama crescente e la sua consapevolezza di poter vivere col baseball, quell'anno Joe Jackson sposò la 15enne Katie Wynn il 19 Luglio del 1908. Katie aveva ricevuto una buona educazione e sapeva leggere e scrivere. Resteranno insieme per 43 anni e, fino alla morte di Joe, lei scrisse tutte le sue lettere, si interessò a leggere i contratti del marito e a gestire tutto il denaro insegnandogli solo a scrivere il suo nome. Joe Jackson non imparò mai a scrivere e nemmeno a leggere.
Le squadre della Carolina Association non erano affiliate a nessuna organizzazione di Major League. I proprietari traevano i loro profitti, oltre che dagli incassi delle partite, anche dalla vendita dei migliori talenti verso i grandi clubs di Major League del Nord. I detroit Tigers si interessarono a Joe Jackson, ma essendo in trattative per l'acquisto di Ty Cobb preferirono concludere con quest'ultimo. I Washington Senators mandarono Joe Cantillon nella Carolina del Sud per dare un'occhiata al giovane talento dei Greenville Spinners. Con un telegramma Cantillon informò il club di Washington che Shoeless sarebbe stato un fiasco come giocatore in Major League. Allora Tom Stouch scrisse a Connie Mack, manager degli Athletics di Philadelphia informandolo di possedere due ottimi giocatori, Jackson e Barre. In quegli anni i managers delle squadre erano anche scouts, procuratori, e decidevano l'ammontare delle cifre da destinare ai giocatori nei loro contratti. Connie Mack era maestro in tutte queste mansioni, in più era anche proprietario al 25% della squadra che allenava. Lui è stato l'unico manager nella storia a dirigere una squadra in giacca e cravatta. Nell'Agosto del 1908 Connie Mack mandò Ralph Seybold a Greenville per valutare Barre che stava battendo .299 e Jackson che era primo con .346 di media battuta. Seybold rimase impressionato da Jackson specialmente dopo averlo visto battere un doppio, un triplo e un homer contro Charlotte. Informò Connie Mack che gli rispose dicendo "Comprali tutti e due". Il Greenville News scrisse il giorno dopo che Tom Stouch ricevette $600 per Scotty Barr e $900 per Joe Jackson. Tanti giocatori del tempo sarebbero stati felici di poter giocare in Grande Lega, ma non fu così per Shoeless. Scotty Barr non esitò e appena conclusa la stagione con gli Spinners, prese il primo treno per Philadelphia. Per Jackson invece l'avventura in una grande città del Nord lo spaventava. Non si era mai allontanato dalla Carolina del Sud, nè dalla sua famiglia, nè dagli amici e nemmeno dalla sua giovane moglie. Non sapeva leggere e non conosceva nulla dell'esistenza di Connie Mack, dei Senators e di Philadelphia che al tempo vantava quasi 2 milioni di abitanti. Tom Stouch decise di accompagnare Jackson anche per proteggere i suoi $900. Si incontrarono di sera alla stazione di Greenville e dopo l'acquisto dei biglietti Stouch e Jackson cenarono sul treno. Sarebbero arrivati a destinazione il giorno successivo e Stouch avrebbe accompagnato Jackson e la Black Betsy direttamente allo stadio. Shoeless era nervoso e agitato. Stouch invece non lo era e si addormentò convinto di aver tranquillizzato Jackson.

L'arrivo a Philadelphia non fu privo di sorprese per Stouch. Al suo risveglio trovò la cuccetta del treno vuota. Shoeless non c'era, e non era sul treno. Preso dal panico, Stouch si incontrò con Connie Mack il quale aveva con sè un telegramma scritto dalla stazione di Charlotte: "NON-POSSO-VENIRE-A-PHILADELPHIA. JOE JACKSON". Joe dormì nella stazione e prese il primo treno per Greenville. Stouch spiegò la situazione a Mack il quale ordinò a Ralph Seybold di recuperare Jackson e di riportarlo con fratelli, sorelle, moglie, famiglia, amici, cani e gatti se era necessario. Connie Mack aveva avuto altre esperienze del genere e sapeva come trattare con i giovani che si allontanavano da casa e dai propri cari specialmente quelli del Sud, che erano molto legati alla loro terra e alle loro tradizioni. Seybold ritornò a Philadelphia insieme a Joe Jackson e subito si diressero verso lo stadio. Era il 25 Agosto del 1908. In una grigia e piovigginosa giornata Connie Mack inserì Jackson nel line-up contro i Clevceland Naps. Il giovane realizzò un singolo con un punto battuto a casa contro Heinie Berger, uno spitballer. Non ottenne altre valide ma costrinse l'esterno destro avversario ad indietreggiare fino al muro per effettuare una presa al volo. In difesa fu altrettanto efficace, impedendo ai corridori avversari di avanzare mostrando il suo braccio-fucile. Connie Mack fu entusiasta di questo giovane di campagna affermando che non aveva punti deboli e che giocava come se fosse un veterano. Il quotidiano Evening Times scrisse che Jackson confermò le sue abilità e che sarà la scoperta dell'anno. Ma il giovane Shoeless aveva altre idee in testa. Quella sera ritornò alla stazione per prendere il resto dei bagagli e quando lo speaker annunciò: "È in arrivo il treno per Baltimore, Washington, Richmond, Danville, Greensboro, Spartanburg, Greenville", quella voce rappresentò per Jackson una forza magnetica irresistibile e il giovane si precipitò a fare il biglietto. Ma venne fermato da un paio di dirigenti degli A's che lo avevano preventivamente seguito. Joe rientrò con la squadra per affrontare i Detroit Tigers in una serie di quattro partite. L'entusiasmo dei giornalisti fu alle stelle assegnando anche nuovi nicknames al giovane countryman. "Shoeless Joe" era adesso "General Jackson" e "Stonewalls". Quando la pioggia costrinse il rinvio delle partite per 2 giorni i newspapers celebrarono ulteriormente le qualità atletiche del giovane di Brandon Mill. In particolare sottolinearono il confronto fra due Sudisti, il Caroliniano Jackson e il Georgiano Cobb primo nella media battuta. Seduto in albergo senza dire nulla, Joe ascoltava i compagni di squadra che commentavano quella sfida. Ancora una volta fu preso dalla nostalgia di casa e come un'ombra, uscì dall'albergo, andò in stazione e prese il primo treno per Greenville. A Philadelphia, non accettarono quest'altra fuga di Jackson e gli stessi giornalisti che lo avevano elogiato scrissero che Joe aveva paura a confrontarsi con Ty Cobb. I compagni di squadra dissero che era un codardo perchè era fuggito alla vigilia delle partite contro i Tigers. Fu la madre, ancora una volta, a prendere le difese del figlio spiegando ai giornalisti che Joe era il baseball, e che le persone del Sud non temono nessuno perchè sono uomini coraggiosi. Joe è tornato a casa, disse ancora Martha, perchè suo padre stava molto male e qualsiasi persona di buon senso avrebbe fatto la stessa cosa. Alla fine delle quattro partite, Cobb ottenne solo una valida, ma Jackson era a Greenville e ci rimase per più di una settimana. Questa volta Connie Mack mandò il suo assistente Sam Kennedy insieme a Tom Stouch per riportare, ancora una volta, Joe a Philadelphia. E così avvenne. Ma, nonostante fosse osservato a vista, Joe Jackson per l'ennesima volta riuscì a scappare e a tornare al Sud.

Fu chiaro per Shoeless che la vita nelle grandi città del Nord non era alla sua portata. La sua incapacità di leggere e di scrivere dilatò ulteriormente questo malessere perchè Joe fu come un oggetto da deridere e da prendere in giro. Oltre ai compagni di squadra, anche gli stessi tifosi di Philadelphia non persero occasione per farsi beffe di lui. "Quale libro hai letto oggi Joe?". Hai scritto la lettera alla mamma?", erano frasi ormai comuni che rimbalzavano sulle tribune dello stadio. Per Joe, tutto questo era insopportabile e cercò in qualche modo di nascondere la sua ignoranza inventando degli stratagemmi, alcuni dei quali anche divertenti. Una volta Joe era seduto sul treno e sotto lo sguardo perplesso dei compagni di squadra osservava un quotidiano che teneva in mano. Improvvisamente gridò "Caspita, che notizia questa". Subito dopo, chiuse il giornale e rapidamente andò nel vagone successivo per evitare che qualche giocatore gli chiedesse: "Quale notizia, Joe?, di cosa parla?". Quando mangiava insieme alla squadra prestava attenzione a quello che ordinavano gli altri giocatori che leggevano il menù e di conseguenza Joe sceglieva quello che più gli piaceva. Qui arriva il bello. Shoeless aveva capito che la prima riga del menù riportava la voce Uova e Pancetta. Alla fine della dicitura vi erano dei puntini di sospensione che servivano per scrivere il N° di uova desiderato. Una mattina Connie Mack entrò in albergo e vide Joe da solo che faceva colazione. Il manager rimase sorpreso nel vedere una grande quantità di uova e disse: "Joe, come farai a giocare con una colazione così abbondante?". "Mr. Mack, io ho chiesto soltanto 2 uova", replicò il povero Joe. Il mistero delle uova, fu presto svelato. Il manager controllò cosa aveva scritto Joe sul foglio del menù. Non sapendo scrivere il N°2, il giovane aveva tracciato due aste sui puntini di sospensione. Ma due aste vicine corrispondono al N°11 e così il cameriere, sbigottito, gli portò 11 uova al tegamino. Niente da fare, per il giovane countryman, le luci, le macchine e la vita frenetica del Nord erano inadeguate e spesso si isolava rintanandosi in camera d'albergo a bere. L'11 Settembre contro Walter Johnson dei Senators, Jackson ottenne un singolo con punto battuto in una partita persa per 2-1. La sera si diresse verso la stazione di Washington e per l'ennesima volta prese il treno per Greenville e non tornò più a Philadelphia per quell'anno. Quest'ultimo viaggio ebbe dei risvolti a dir poco grotteschi. Nel frattempo, una delegazione da Greenville composta da tifosi e amici, aveva preso il treno per Washington per assistere alla partita e sostenere la loro giovane superstar. In quegli anni i giocatori non avevano i numeri sulla casacca e senza accorgersene, questo gruppo di sudisti campagnoli fece il tifo per Danny Murphy al posto di Joe Jackson.
Connie Mack si trovò ad affrontare un problema che si rivelò più faticoso del previsto. Mentre i giornali titolavano "Joe Jackson è un giocatore unico, ma ha paura delle macchine", il buon manager pensò di portare Shoeless a Savannah, Georgia, dove gli A's si allenavano durante gli Spring Training. Quando Sam Kennedy si recò a Greenville, Joe accettò la proposta e nel Marzo del 1909 si presentò a Savannah insieme a sua moglie Katie. Essendo la Georgia uno stato del Sud, Joe e Katie pensarono di trasferirsi per tutta la durata della stagione di baseball. La squadra locale era nel Farm-System dei Philadelphia e Connie Mack pensò che una permanenza di un paio d'anni a Savannah, sarebbero stati utili per Jackson. Durante gli allenamenti, il manager organizzò due squadre: i Regulars che comprendeva i titolari della prima squadra e gli Yannigans che era formata dalle giovani promesse come Eddie Collins, Frank Baker (che in futuro diventeranno grandi superstars del tempo) e Joe Jackson. Le due squadre si affrontarono diverse volte e gli Yannigans vinsero tutte le partite. Un giorno Connie Mack portò i suoi Yannigans a disputare una gara a Louisville, Kentucky. I dirigenti di Louisville volevano giocare contro i Regulars e il presidente della squadra disse: "Uccideremo questi giovanotti". Joe Jackson realizzò 4 valide e gli Yannigans vinsero per 21-2. Una delle 4 valide di Joe fu un homer a destra considerato la più lunga bastonata mai vista al Louisville Ballpark. Connie Mack, per evitare altre possibili fughe da Philadelphia, lasciò Joe Jackson nella squadra di Savannah nella Sally League per tutta la stagione del 1909. Nel frattempo, a Philadelphia, erano iniziate le costruzioni del nuovo stadio, quello che sarà il monumentale Shibe Park del co-proprietario della squadra, Benjamin Shibe. Lo stadio rappresentò un'opera rivoluzionaria, in grado di contenere oltre 25.000 spettatori e fu il primo a possedere un terzo anello e ad essere costruito in ferro. Intanto Joe balzò in testa alla classifica dei battitori della Sally League con .450 di media a due mesi dall'inizio di stagione. Il manager di Savannah, Bobby Gilks, continuò ad incoraggiarlo dicendogli che era più bravo di Ty Cobb. Nonostante le prestazioni di Jackson, la squadra perse molte partite e il manager venne licenziato. Questa notizia accolse tristemente Joe il quale si lasciò andare, ritornando ad essere il giovane senza disciplina. Durante una partita, verso la fine della stagione, a Columbus, nello stato della Georgia, Joe e il compagno di squadra Ed Luzon, un attaccabrighe, lasciarono il campo e si sedettero sulle tribune sgranocchiando noccioline. Il nuovo manager, Ernie Howard, mandò un altro giocatore per riportare gli altri due sul campo, ma anche questo giocatore apprezzò la compagnia di Joe e Ed. Howard, riconoscendo che non c'era più nulla da fare, andò di persona sulle tribune per ordinare al trio di rientrare immediatamente in campo. Come finì la storia?. La storia finì che anche il manager fece parte della combriccola insieme agli altri. L'arbitro, Fred Westervelt, diede ai quattro due minuti di tempo per rientrare in campo. Non ottenendo nessun risultato, multò Jackson di $50 e sospese gli altri. Jackson terminò la stagione con .358 di media e in Settembre fu chiamato ancora a Philadelphia, dove la squadra era in piena corsa per il titolo ancora contro i Detroit Tigers di Ty Cobb. Lo Shibe Park fu assalito da quasi 30.000 spettatori, una cosa mai vista per quei tempi. Per il povero Joe, una visione del genere rappresentò un incubo ed è facile capire come andò a finire. Connie Mack, ormai rassegnato cedette Joe Jackson nel 1910 ai Cleveland Naps. Ma il primo anno in Major League verrà disputato da Joe nel 1911 dove otterrà una media battuta di .408, la più alta nella storia in qualità di Rookie. Curiosamente arriverà secondo in classifica perchè Cobb in quell'anno ottenne uno straordinario .420 di media.
Chi era Joe "Shoeless" Jackson?. Ty Cobb disse di lui: "Il più grande talento naturale che sia mai vissuto. Riusciva a battere contro qualsiasi lancio e contro qualsiasi lanciatore. Non aveva un approccio scientifico alla battuta, lui girava soltanto la mazza e batteva valido. Se avesse avuto le conoscienze dell'intricata arte della battuta, le sue statistiche sarebbero state impossibili per chiunque". Babe Ruth disse di lui "Ho copiato lo stile di Joe perchè pensavo che lui era il miglior battitore che avevo mai visto". Tris Speaker lo descrisse così: "Il suo swing era così perfetto che per lui era impossibile fallire nel box di battuta. È stato il più grande battitore naturale che sia mai vissuto". Il destino fu bizzarro con Joe quando venne coinvolto nel famoso scandalo delle World Series del 1919 contro i Cincinnati Reds. Questo evento è stato ampiamente documentato nei libri di storia delle Major Leagues. Anche il film Eight men out del 1988 testimonia questa vicenda. In pratica tutti i giocatori di Chicago coinvolti in questa frode vennero ESPULSI A VITA dal baseball di Major League. Fra le tante documentazioni e testimonianze del tempo, c'è chi asserisce ancora adesso che Joe Jackson non fu direttamente coinvolto. Joe trovò in camera sua $5.000 senza sapere da dove provenissero. Intascandoli si rese innocente-complice della truffa, ma sul campo Joe fu il miglior battitore delle World Series con .375 mentre i suoi compagni di squadra volutamente persero quelle Series rendendosi autori di prestazioni sportive vergognose e impossibili per atleti del loro calibro. Al Schacht, pitcher dei Washington, discusse con Clark Griffith quale strategia di lancio adottare contro i battitori dei White Sox. Quando arrivarono al nome di Jackson, Griffith disse a Schacht: "Non lanciare nessuna palla veloce contro di lui". Nel mezzo della partita, con due uomini in base, Jackson si presentò in battuta. Il ricevitore segnalò a Schacht una palla veloce. Il lanciatore, non sapendo cosa fare, dopo una breve esitazione lanciò una dritta veloce. Si udirono due suoni. Il primo fu quello del contatto della mazza con la pallina e il secondo fu quello del contatto della pallina in alto sulle tribune. Rientrando in panchina Griffith disse al lanciatore "Al, pensavo tu fossi un pitcher intelligente, ma se ti guardi nello specchio certamente vedi un somaro". "Mr Griffith", rispose Schacht, "devono esserci tanti somari in questa lega perchè Jackson sta battendo .390". In quell'anno, 1920, su 570 turni di battuta, Joe andò strike-out soltanto 9 volte, un numero impossibile e impensabile anche per i forti battitori odierni. Questo era Shoeless Joe, il più grande di tutti, e non sarà mai a Cooperstown. È la figura più tragica e oscura di tutta la storia dell'Old Game. La mazza, la Black Betsy di Joe, è quotata presso i collezionisti quasi $600.000.

sabato 16 giugno 2012

1905 MLB DEBUT 1

Dopo un breve intervallo lei sparò verso la finestra. Avvolta dall'oscurità si avvicinò a quel corpo steso in un bagno di sangue. Joe, che abitava nella casa di fianco, dopo aver udito gli spari si precipitò di fuori e descrisse quella scena come la più brutta che aveva visto nella sua ancor giovane età. Il professore stava ancora respirando, aveva un'ampia ferita all'addome e un colpo gli aveva fatto schizzare il cervello. Joe corse a chiamare il dottor McCreary il quale non potè fare nulla e all'1,30 del mattino decretò la morte di W.H.Cobb. Sotto la sua giacca, in una tasca interna, venne trovata una pistola. Il giorno seguente, dopo aver ascoltato varie testimonianze, il giudice fece arrestare Amanda Cobb con l'accusa di omicidio volontario. Il funerale del marito si svolse in casa, alla presenza di numerose persone che si riunirono anche all'esterno in giardino. Dopo la sepoltura nel cimitero locale, venne stabilita un'ammenda di $7.000, una cifra che Amanda pagò per evitare l'umiliante permanenza in carcere. Alla fine di quel tenebroso mese di Agosto, i giudici si riunirono e decisero che il processo sarebbe avvenuto in Autunno. Tyrus Cobb passò qualche giorno insieme alla madre, al fratello e alla sorella in quei tremendi giorni che seguirono il funerale a Royston. Per lui, che era un giovane ragazzo, fu una sfida dolorosa poter rimettere le cose a posto nella sua testa, ritrovare la concentrazione per giocare a baseball mantenendo così la promessa fatta al padre. La reputazione della sua famiglia era compromessa, lo scandalo era sulla bocca di tutti e l'unico modo per dissolvere questa nebbia d'infamia era quello di dover eccellere come giocatore. Cobb si riunì alla squadra il 16 di Agosto del 1905 quando i giornali riportarono la notizia della morte di suo padre. Ad Augusta, contro i Charleston Seagulls, Tyrus ottenne due valide nella prima partita del doppio incontro, rimanendo a zero nel secondo confronto. La società di Augusta ricevette una lettera da parte dei Detroit Tigers per l'acquisto di Cobb. In quel periodo la squadra dei Tigers era decimata dagli infortuni e, con poche disponibilità economiche, il presidente Frank Navin, si rivolse all'ultima squadra nel farm system di Detroit col proposito di aggiungere un giocatore che avrebbe permesso al club di poter terminare la stagione. Alcuni parlarono bene di Clyde Engle, un interno che poteva giocare anche in campo esterno. Ma Bill Byron, un arbitro di Detroit, suggerì alla società che Cobb era molto promettente. Sempre a Detroit, Bill Donovan, rimasto impressionato da Cobb durante gli Spring Training, disse al manager Bill Armour di acquistarlo per il suo talento e la sua  determinazione. Fu così che per $700, più $200 (perchè la stagione non era ancora finita per la squadra di Augusta), Cobb, a quattro mesi dal suo 19esimo compleanno, diventò un giocatore di Major League. Disse Cobb: "L'unica cosa certa è che mio padre non lo saprà mai".

Il 25 di Agosto fu l'ultima partita di Cobb per la squadra di Augusta. Era un Venerdì ed erano presenti 1400 tifosi per assistere alla partita contro Macon, la prima in classifica. Le prestazioni di Tyrus in battuta e la sua spinta aggressiva sulle basi incantarono i fans di Augusta e quando Cobb si presentò a battere, nella seconda metà della prima ripresa, alcuni tifosi lo omaggiarono con un mazzo di fiori e un orologio d'oro. Visibilmente commosso Ty ringraziò tutti i presenti e finalmente entrò nel box di battuta. Terminò strike-out. In seguito ottenne due valide, rubò una base ed eliminò un corridore con un lancio perfetto dall'esterno centro. Mancavano pochi giorni alla fine della stagione della Sally League, ma Cobb era già il vincitore della media battuta con .326. Tuttavia le prime ombre affiorarono poco prima di lasciare la città di Augusta. Durante un'intervista disse con fermezza ad un giornalista che lui avrebbe dovuto percepire un compenso per la trattativa con i Detroit visto e considerato che per tutta la stagione era stato trattato al minimo dello stipendio.
L'avventura in Major League con i Detroit Tigers era pronta per decollare. Cobb si recò prima a Royston a salutare i familiari poi la sera di Sabato 26 Agosto del 1905, partì alla volta di Detroit col biglietto pagato dalla società di Augusta. Il viaggio di oltre 1.000km lo avrebbe tenuto occupato per almeno 30 ore ma i ritardi delle coincidenze ad Atlanta e Cincinnati portarono l'esausto Cobb a destinazione dopo 4 giorni di viaggio. Arrivò a Detroit nel giorno di Martedì verso le 10,30 di mattina. Scese dal treno col suo piccolo bagaglio che comprendeva la divisa della squadra di Augusta, il suo piccolo guantone Spalding e tre mazze. Cobb si incamminò verso l'uscita del Michigan Central Terminal di Detroit chiedendosi cosa l'avrebbe aspettato in questa città sconosciuta. Nessuno della società di Detroit era in stazione ad attenderlo, così Tyrus salì su un calesse che lo portò in un economico albergo nei pressi del Tigers Stadium. La camera gli costò $10 anticipati alla settimana. All'interno dell'albergo vi era anche un locale dove si svolgevano spettacoli di burlesque. Nel frattempo in città si era sparsa la voce dell'imminente arrivo di Cobb e il 27 di Agosto, il Free Press di Detroit pubblicò la notizia aggiungendo una foto in primo piano del giocatore dove spiccavano i lineamenti del viso dalla pelle chiara, le orecchie a sventola, il naso appuntito, i capelli biondi non ben pettinati e i suoi occhi grigio-verdi che gli davano un aspetto glaciale come quello di persona inquieta quasi senza anima. Tre giorni dopo, sempre sul quotidiano Free Pass, il reporter J.S.Jackson scrisse che Cobb era impressionante dalla velocità con cui usciva dal box di battuta. Nulla fu scritto riguardo la sua media d'attacco e il giornalista aggiunse che in Major League Tyrus avrebbe battuto con una percentuale di .275. In quello stesso giorno, il 30 Agosto 1905, T. Raymond Cobb esordì con i Detroit Tigers disputando la sua prima partita in Grande Lega. Ne seguiranno ancora 3.034.
Il mondo della Major League che vide Cobb nel 1905 non è proprio quello che i fans possone vedere ai giorni nostri. Un tifoso degli anni 30 o 40 che ha avuto l'occasione di sedersi in uno stadio del 1905 lo capirebbe facilmente e potrebbe dichiarare che praticamente tutto è cambiato in un campo da baseball. Se lo stesso tifoso avesse seguito giornalmente le squadre e ogni singolo atleta si sarebbe reso conto delle condizioni dei campi, degli arbitri, del materiale da gioco e dell'organizzazione logistica e finanziaria di tutto l'ambiente sportivo. Il primo ventennio del secolo scorso rappresentò un periodo particolare e distinto del baseball in quanto vi era in atto una vera rivoluzione strutturale che l'avrebbe distanziato dall'epoca precedente. Sotto l'aspetto geografico il baseball nel 1905 era molto compatto. Vi erano 8 squadre in ogni Lega per un totale di 16 e 11 di esse si trovavano in 5 aree metropolitane. Solo Detroit, Cleveland e Washington (American League) e Cincinnati e Pittsburgh (National League), furono le uniche città con una squadra. Queste 16 franchige rimasero stabili per oltre mezzo secolo (1903-1958) e la città più ad Ovest era quella di St.Louis. Questa geografia del baseball aveva permesso di poter sostenere tutte le trasferte in treno, un mezzo altamente valutato per tutto quel periodo. Dopo il 1903, fino al 1961, in entrambe le leghe si giocavano 154 partite a stagione e le squadre si incontravano per ben 22 volte: 11 in casa e 11 in trasferta. Nei primi anni del secolo scorso, ogni attività nel giorno di Domenica era proibita secondo le ordinanze e le leggi di ogni singolo stato americano. Quando Cobb esordì in Major League, solo a Chicago, Cincinnati e St.Louis era concesso giocare di Domenica, quindi nel caso ci fosse stata la necessità di giocare un recupero fra 2 qualsiasi squadre, queste città servirono proprio allo scopo. È capitato che la squadra di Detroit giocò di Domenica nella città di Columbus, Ohio. Questo perseverante Sabbatismo venne interrotto solo nel 1919 e finalmente anche a New York si potè giocare a baseball di Domenica. Successivamente, questa regola venne applicata anche nel Massachusetts fino ad arrivare alla Pennsylvania nei primi anni 30'. La nascita dell'American League nel 1901 portò una ventata di innovazioni rispetto alla vecchia e rigida National League nata nel 1876. I proprietari delle squadre gestivano i loro interessi come fossero baroni feudatari, disinteressandosi completamente di quello che poteva succedere all'esterno della propria franchigia. Il presidente Ban Johnson della nuova American League, subito si prodigò per creare regole e legislazioni che avrebbero interessato tutto il circuito del baseball professionistico, compreso quello delle Minors Leagues. Fu il primo a creare la National Commission che lui stesso presiedeva ed era composta da 4 rappresentanti, 2 della National e 2 dell'American. Lo scopo principale fu, appunto, quella di fornire regole innovative per soddisfare la crescente popolarità del gioco. Fra i tanti problemi che affliggevano i clubs, vi era il fuoco in quanto gli stadi erano costruiti in legno. L'atteggiamento rude e violento dei tifosi era una caratteristica predominante nei primi anni dal 900 in poi. Negli stadi si vendeva birra e anche vino in bicchieri e bottiglie di vetro che potevano trasformarsi in micidiali proiettili in mano ai tifosi più scatenati. Le risse, non erano fatti isolati, anzi tutt'altro. La settimana precedente all'arrivo di Cobb a Detroit, l'arbitro Jack Sheridan fu costretto a rifugiarsi negli spogliatoi perchè un gruppo di tifosi scalmanati lo bersagliarono con bicchieri e bottiglie.

Nel 1907 al Polo Grounds di New York, 17.000 tifosi sciamarono e persero il controllo. L'arbitro Bill Klem fu costretto a dichiarare la sconfitta ai Philadelphia Phillies. Nell'Agosto dello stesso anno un tifoso di St.Louis lanciò una bottiglia contro il giovane arbitro Billy Evans che perse conoscenza per diverse ore prima di riaprire gli occhi in ospedale. Essere arbitri in quegli anni era davvero pericoloso. Quando Cobb arrivò in Major League, gli arbitri non erano di qualità e spesso nemmeno all'altezza del gioco. Non c'erano scuole per arbitri e chi svolgeva questo ruolo faceva affidamento solo alla sua esperienza maturata nelle Leghe Minori. Fu proprio Ban Johnson a reclutare personalmente i direttori di gara aumentando loro lo stipendio e fornendo l'autorità di sospendere o multare i giocatori e i managers. Nel 1908, c'erano solo 6 arbitri per ogni Lega di Major più uno di riserva. Quindi in un giorno completo di quattro partite, 3 arbitri per ogni lega dovevano condurre la partita DA SOLI!. Poco importa quanto bravo poteva essere, sta di fatto che un direttore di gara non era certo nella miglior posizione per giudicare le tante azioni che si svolgono in una partita di baseball. La procedura era semplice. Chi arbitrava da solo si posizionava dietro il piatto di casa base. Se un battitore arrivava in base, l'arbitro si spostava dietro al lanciatore per giudicare i balls e gli strikes. Se c'era un corridore in seconda o terza, l'arbitro ritornava dietro al ricevitore per poter giudicare un eventuale gioco a casa base. La cosa più difficile da giudicare era la doppia rubata. Solo nel 1909 vennero utilizzati più di 2 arbitri per le World Series. Tutto sommato gli umpires di quel periodo fecero un lavoro eccezionale dovendo fare i conti con i tifosi che venivano allo stadio dopo una giornata di lavoro, per cui l'inizio della partita poteva slittare anche di mezz'ora o 45 minuti (a seconda degli orari di lavoro). Inoltre gli arbitri dovevano mantenere le squadre efficenti e veloci nei cambi per poter terminare la partita prima che facesse buio. Parecchie partite venivano completate in meno di due ore perchè i managers non avevano tante possibilità di manipolare il gioco nè tantomeno di usare tattiche particolari. Le squadre erano composte da 15/17 giocatori: 4 esterni, 4 o 5 interni, 2 catchers e solo 5 o 6 lanciatori per tutta la stagione. Ovviamente al lanciatore gli si chiedeva di farsi tutta la partita. Non esistevano i lanciatori di rilievo propriamente specializzati.
Nonostante questo tirocinio, i pitchers dominarono in quegli anni. Quando Cobb entrò nelle Majors, la media battuta generale della National League era di .255, quella dell'American era di .241. Tutte le squadre totalizzarono appena 337 Home-runs, il più delle volte erano inside the park. Christy Mathewson vinse 32 partite. Tanti battitori si posizionavano vicino al piatto di casa base impugnando la mazza ben al di sopra del pomello cercando di battere la pallina non tanto con potenza, ma con precisione. "Batto la pallina dove non ci sono i difensori!", così disse Willie Keeler, il miglior battitore di quel periodo. I managers erano sempre alla ricerca di giocatori che correvano veloci, in grado di poter rubare un considerevole numero di basi. La media di 3000 basi rubate a stagione in quegli anni è una conferma di questo fatto. I lanciatori non erano specializzati a controllare i corridori e i ricevitori si posizionavano un pò più indietro rispetto a quelli odierni. Non possedevano un'attrezzatura adeguata e per cercare di eliminare i corridori in base non si accasciavano completamente, essi infatti si piegavano circa a metà permettendo a loro di poter rilanciare la pallina più rapidamente. Se l'equipaggiamento dei ricevitori era primitivo, così lo erano i guantoni, che servivano più che altro a parare una battuta piuttosto che catturare la pallina. I campi erano per lo più dei terreni spianati in modo grossolano. C'erano dislivelli, sassi e buche che provocavano rimbalzi del tutto inaspettati. Le palline subivano ogni sorta di tortura da parte dei lanciatori. Per ottenere traiettorie assurde e imprevedibili i pitchers del tempo le raschiavano, le graffiavano,  le tagliavano e ci sputavano sopra. Spesso con una pallina si effettuava una partita. Ogni palla battuta che finiva sulle tribune doveva essere obbligatoriamente rilanciata in campo dai tifosi. Nonostante questi disagi, la popolarità del gioco crebbe in ogni parte degli States producendo grossi profitti per tutte le franchige. Quando Cobb arrivò in Major League, Detroit aveva 286.000 abitanti e la Motor City era in pieno sviluppo demografico e tecnologico. Henry Ford inaugurò la produzione del modello T della celebre autovettura. L'anno successivo nel 1909 William Durant organizzò la Buick, Oldsmobile, Cadillac fondendole tutte insieme sotto il nome della General Motors.
Svegliandosi in quel mattino del 30 Agosto del 1905, Ty Cobb non ebbe nessuna idea del tumultuoso intrecciarsi di così tante forze dinamiche all'interno della città. Non ebbe nessuna idea della gente, del loro modo di pensare e del luogo che sarebbe diventato casa sua per i successivi 21 anni. Cambiandosi d'abito, dopo una breve colazione in albergo, si incamminò per le ampie strade di Detroit contornate dalle costruzioni in robusto cedro. Cobb venne investito dalla febbrile e rumorosa attività quotidiana della metropoli. I fischi delle locomotive, il frastuono delle industrie, lo scampanellio dei mezzi di locomozione, i carri, i carretti, le carrozzine, i venditori ambulanti. Tutto era freneticamente in movimento. Al posto del morbido e fluido accento del Sud, Cobb si trovò di fronte al dialetto grave e gutturale del Medio West, quello più forte Irlandese e quello più secco Germanico. Detroit era una città dove un terzo della popolazione era di origine straniera, proveniente dalle Isole Britanniche, Germania, Canada, Irlanda e Francia. Fu proprio un ufficiale francese, Antoine Laumet a dare il nome di Detroit, (situato a destra), al primo insediamento presso le rive del fiume  nel 1701. Tre quarti degli abitanti avevano almeno un parente straniero. Dall'altro lato il Georgiano-Cobb vide ben poche persone di colore, certamente non come ad Atlanta o Augusta o le città del profondo Sud. Il censimento del 1900 riportò che solo 5000 negri vivevano a Detroit, meno del 2% dell'intera popolazione. Bennett Park, lo stadio dove giocavano i Tigers, si trovava nell'area chiamata Corktown (sughero, tappo), perchè in quella zona vi era la massima concentrazione di Irlandesi. Nel primo pomeriggio Tyrus arrivò allo stadio, quel Bennett Park un pò traballante per gli standards delle strutture in legno del tempo. Era il più piccolo stadio delle Major Leagues e poteva contenere 8.500 spettatori su una tribuna che si sviluppava lungo la linea di foul di terza base ed un'altra più bassa che si estendeva verso l'esterno destro. Appena dietro la zona dell'esterno centro-sinistra si trovava una scomoda tribunetta costruita su un cumulo di terra che opportunamente spianato, anche se rivelò problemi di sicurezza, offrì un posto a sedere ai tifosi denominati wildcat bleachers, i gatti randagi, che scomodamente potevano assistere agli incontri per 5 cent. Le partite importanti invece costavano, sempre nei Wildcat Bleachers, dai 10 ai 15 centesimi. Il campo era stato costruito sopra una superficie di sassi e ciotoli i quali, in seguito, si trovavano sparpagliati dappertutto tra la terra rossa e l'erba. Nonostante tutto, Bennett Park sembrava un tempio davanti agli occhi del giovane Cobb. Un addetto al campo gli fece vedere dov'erano gli spogliatoi, gli unici, perchè al tempo non esistevano i locker-room per la squadra ospite. Chi giocava in trasferta indossava la divisa in albergo e veniva avvisato che spesso durante il tragitto verso lo stadio poteva essere bersagliato dai tifosi di casa con lanci di frutta e verdura. Ma tutto questo sembrava non importasse molto ai giocatori. Cobb si presentò nell'ufficio di Bill Armour, un elegante e piccolo signore sulla cinquantina che gli fece firmare il contratto. Sebbene fosse riferito ad un salario stagionale di $1.500, Cobb venne pagato solo per l'ultimo mese di campionato. Prima della partita Armour parlò con Cobb seduto sulla panchina all'aperto (al tempo non esistevano i dugouts come li vediamo oggi), per metterlo al corrente che giocherà esterno centro contro i New York Highlanders. Armour gli disse che avrebbe affrontato un lanciatore del calibro di Jack Chesbro, un ruvido ed erculeo spitballer, vincitore di ben 41 partite nell'anno precedente. "Queste sono le Major Leagues, ma ce la puoi fare!". Cobb era N°5 nel line-up e davanti a 1200 spettatori i Tigers si trovarono già all'arrembaggio contro Chesbro nella parte bassa della prima ripresa. Matty McIntyre, esterno sinistro, ottenne un doppio, Chris "Pinky" Lindsay, prima base, lo portò a punto con un singolo. Lindsay raggiunse la seconda su bunt di sacrificio di German Schaefer e arrivò in terza su battuta di Sam Crawford. Cobb catturò l'attenzione di tutti perchè fece degli swings di riscaldamento con tre mazze in mano. I compagni di squadra pensarono ad una forma di esibizionismo, non si era mai vista una cosa del genere. Tyrus si posizionò al piatto di casa base leggermente chinato con i piedi distanti 20/30cm. La mazza ben lontana dal corpo ed impugnata con le mani leggermente distanti l'una dall'altra. Era lunga 34 inches e pesava 40 once. Dopo uno swing a vuoto contro il primo lancio di Chesbro ed una curva chiamata strike dall'arbitro, Cobb girò la mazza solo con i polsi su un lancio alto e ottenne una valida al centro-sinistra, arrivando in seconda base prima del rilancio dell'esterno centro. Lindsay segnò il punto.

Quella fu l'unica battuta valida di Cobb della partita. In seguito ottenne una base su ball e venne eliminato su un tentativo di doppia-rubata. In difesa effettuò due prese al volo e mentre i Tigers vinsero 5-3, Cobb guardò attentamente i suoi compagni di squadra imparando di che pasta erano fatti i giocatori di Grande Lega. "Non ho mai pensato che quegli uomini potessero battere e difendere così bene," ricorda Tyrus. "Una tale velocità, classe e stile col fuoco negli occhi!". Schaefer scivolò contro Norman "Kid" Elberfeld e quando quest'ultimo tentò di bloccare la base, il rookie di New York terminò la stagione con un inforunio alla caviglia. Bill Coughlan, protestò violentemente contro l'arbitro Francis "Silk" O'Laughlin e venne espulso. Cobb capì subito che aveva raggiunto un livello dove la competizione era estrema, praticata da persone più vecchie, intelligenti, aggressive e più dotate di quello che aveva mai immaginato. Il giorno seguente Tyrus era ancora all'esterno centro con McIntyre a sinistra e Crawford a destra. Ottenne 2 singoli su 4 turni, mentre Bill Donovan lasciò a zero gli Highlanders. Detroit vinse 5-0. Kid Elberfeld diede il benvenuto a Cobb dopo la sua prima valida. Nel tentativo di rubare la seconda il giovane si tuffò di testa verso la base solo per constatare che il ginocchio dell'interbase premeva sul suo collo obbligandolo a sbattere la faccia contro la terra. Con il volto graffiato Cobb uscì dal campo in fretta e furia. In prossimità della panchina fu vittima dell'ironia dei compagni di squadra che considerarono quella scivolata da Lega dei Pivelli. Dopo quella figura Cobb non scivolò più di testa, e non segnò nessun punto, anzi fece un'altra figura da acerbo rookie quando tentò di arrivare a casa base partendo dalla seconda su una valida al centro esterno. Nonostante il coach di terza gli avesse intimato di fermarsi, Cobb continuò la sua corsa e venne eliminato di almeno 3 metri. Il manager e i veterani della squadra poterono soltanto scuotere le loro teste.
Tyrus fu l'esterno titolare per tutte le rimanenti partite di fine stagione. La sua media battuta fu di .240 (36 su 150) ma destò un'ottima impressione e rappresentò una pedina importante per la risalita della squadra che dal sesto posto, si piazzò terza in classifica vncendo 27 delle ultime 40 gare. Il rendimento di Cobb fu altalenante, le sue giocate furono maldestre e imbranate ma anche brillanti ed estrose, da grande superstar. Nella seconda partita contro i White Sox davanti a 7.500 persone, Cobb pose fine ad una rimonta di Chicago catturando al volo una battuta di John "Jiggs" Donohue. Il giovane corse all'indietro ed in totale estensione del braccio effettuò la presa al volo con una mano provocando una standing ovation tra il pubblico. Più tardi eliminò lo stesso Donohue che dalla prima tentava di andare in terza base su un singolo. In prossimità della panchina Cobb si tolse più volte il cappello per ringraziare il pubblico che gli stava creditando un applauso a scena aperta. Contro Cleveland al Bennett Park, Tyrus vinse la partita alla nona ripresa. Il rookie ottenne una valida e raggiunse la seconda su bunt di sacrificio per poi lanciarsi spedito a punto su una rimbalzante di McIntyre che venne catturata in tuffo dal seconda base il quale rilanciò la pallina verso casa base. Cobb scivolò evitando la toccata del catcher Nig Clarke consegnando la vittoria ai Detroit Tigers. A Washington, il manager Armour fu costretto  a spostare Cobb all'esterno sinistro dopo che il giovane rookie aveva sbagliato 3 facili prese al volo. Il giorno dopo, 23 Settembre 1905, il diciottenne Cobb colpì un lancio di Cy Falkenberg dei Washington Senators e ottenne il suo primo fuoricampo in Major League. La pallina rimbalzò lontano dall'accorrente esterno "Honest John" Anderson permettendo a Ty di completare il giro delle basi. Freddo e imprevedibile, Cobb impressionò tutti nell'ambiente del baseball. Paul Bruske del Detroit Time lo descrisse come un infant prodigy and a sensational fielder and thrower. Tenendo conto della sua giovane età e del peso della responsabilità derivante dalla morte del padre, Bruske aggiunse :"È incredibile la sua capacità di affrontare la vita". B.F.Wright, corrispondente del Sporting News scrisse :"C'è la convinzione che vedremo una potente locomotiva sui campi da baseball. È troppo veloce e non si accontenta di fare delle prese al volo nella sua zona, vuole anche quelle dell'esterno sinistro e quelle dell'esterno destro". Detroit terminò la stagione a Cleveland il 7 Ottobre con la vittoria per 7-1. Cobb ottenne 2 valide e stava imparando precocemente come si gioca in Major League. Si buttò contro il seconda base Bill Barbeau facendogli perdere la pallina e consentendo a Crawford di segnare il punto. Se tanta ammirazione aveva ottenuto Cobb al suo debutto in Grande Lega, non si può dire lo stesso per quanto riguarda la squadra. Parecchi giocatori non apprezzarono Cobb e nemmeno mostrarono il minimo interesse per quello che riguardava la sua tragedia familiare. Come dirà in seguito Tyrus, "l'unico che rivelò un atteggiamento amichevole fu il manager Bill Armour che mi diede consigli e mi aiutò nei miei miglioramenti". Terminata la stagione, i proprietari della squadra, Navin e Yawkey, organizzarono una cena per celebrare l'ottimo risultato ottenuto nell'ultimo mese di gioco consegnando ad Armour una targa con un diamante incastonato. Per il giovane Cobb fu una novità poter brindare con lo champagne tenendo conto che non beveva liquori nè tantomeno masticava tabacco. Il mondo si apriva rapidamente agli occhi del 19enne Tyrus.
Cobb ricevette $60 per aver giocato due partite con i Tigers contro squadre di semi-pro nell'area di Detroit. Era una consuetudine del tempo disputare queste partite a fine stagione, dove i giocatori potevano dividere i profitti. Il 10 di Ottobre si trovò sulla strada, o meglio, sul binario di ritorno verso il Sud. Era un ragazzo con 5 settimane di esperienza in Major League, con alcuni bei ricordi e altri imbarazzanti e col pensiero e il desiderio di far parte della squadra nella Primavera successiva. Questo gli avrebbe permesso di fornire il necessario supporto alla famiglia, alla madre e alla sorella. Il fratello Paul se la sarebbe cavata, ma la preoccupazione maggiore era verso la madre, che forse, avrebbe dovuto affrontare il carcere.
                                                                                                        
   UMILIANTE E MISERABILE 

I mesi invernali del 1905-06 si rivelarono difficili per il giovane Georgiano così come per coloro che furono vicini alla sua famiglia per la morte di William Herschel Cobb. Appena giunto a Royston, Tyrus fu informato che l'udienza in tribunale per l'omicidio del padre sarebbe stata posticipata alla Primavera successiva. Gli avvocati di Amanda Cobb ebbero così parecchio tempo per organizzare una linea di difesa, nonostante le spese gravassero pesantemente sulla famiglia. Il futuro di Cobb con i Tigers era incerto. In fondo, la sua breve permanenza in Major League gli aveva fruttato una media battuta di appena .240, con 2 basi rubate e qualche incertezza in difesa. I Detroit Tigers cedettero Duff Cooley e il manager Bill Armour affermò che il popolare Jimmy Barrett, appena fosse guarito dall'infortunio al ginocchio, sarebbe stato l'esterno centro titolare per la stagione successiva. I Tigers acquistarono anche un altro esterno, Davy Jones, che aveva giocato a Chicago nel 1905 terminando il campionato con una media di .348. Se Barrett si fosse ripreso, due dei tre fra Cobb, Jones e McIntyre sarebbero partiti come riserve tenendo conto che a destra c'era l'affermata superstar di nome Sam Crawford. Il giornalista Paul Bruske scrisse che Cobb aveva avuto un impatto favorevole tra i tifosi e che sarebbe stato un urlo di disprezzo se non veniva riconfermato. Appena 19enne, l'idea di non far parte della squadra cominciava a perseguitare il giovane Cobb. I suoi dubbi svanirono in parte quando nel Gennaio del 1906 ricevette per posta il contratto da firmare insieme alle felicitazioni di Armour. La cifra stabilita era di $1.500 per l'intera stagione ed erano $300 in più rispetto a quello che era stato pattuito prima della partenza di Cobb. Armour spiegò questo fatto come la volontà da parte del club di raggiungere un accordo soddisfacente sperando che quella cifra fosse anche di sostegno per la causa della madre. In più Armour si assicurò di vedere il suo giovane talento concentrato e motivato in ogni partita. Cobb spedì il contratto firmato al manager il quale gli rispose dicendogli di presentarsi ad Augusta per gli Spring Training. In quell'inverno Cobb fece molti allenamenti dedicandosi all'esecuzione delle smorzate. I dirigenti dei Tigers non gli dissero che altri club si erano interessati al suo acquisto, la risposta del presidente Navin fu unica e telegrafica: "Cobb non è in vendita!". Per racimolare qualche soldo extra, Tyrus fece il tecnico presso la University of Georgia situata a Stone Mountain ad Est di Atlanta. Il manager non fu d'accordo all'inizio ma quando in Febbraio si incontrarono alla stazione di Atlanta, Armour diede il benestare a Cobb per rimanere qualche giorno in più prima di raggiungere la squadra per gli Allenamenti di Primavera. Il 9 Marzo Cobb si registrò all'Albion Hotel di Augusta dove si trovavano tutti i giocatori e presto indossò la divisa pronto per allenarsi al Warren Park. Nonostante le preoccupazioni e i pensieri, Cobb mostrò un buon appetito durante l'inverno e si presentò in campo con 5kg di peso in più ma la sua forma atletica e la sua velocità non vennero intaccati da questo aumento di peso. Era in perfetta forma fisica e adesso era tra i più muscolosi giocatori della squadra. I reporters lo notarono, e se prima lo chiamavano Tyrus Cobb ora, per tutti, lui era TY. S. Jackson del Free Press fu il primo a dargli il soprannome di Georgia Peach e tale nomignolo rimarrà inalterato per sempre.
Quell'anno verrà ricordato da Ty come "la più miserabile e umiliante esperienza della mia vita". Per Cobb si stavano aprendo le porte della disperazione e della costante agonia. Non sarebbero bastate le sue doti fisiche, avrebbe dovuto aggiungere fermezza e solidità mentale per affrontare un calvario che partì proprio all'interno del club. Un gruppo di giocatori, guidato da Matty McIntyre, decise che Cobb non poteva far parte della squadra per il suo carattere e per la sua antipatia. In realtà McIntyre voleva assicurarsi il posto all'esterno sinistro relegando Cobb al ruolo di riserva. Sapendo che il giovane non avrebbe accettato questa situazione McIntyre coinvolse intorno a sè un gruppo di giocatori per poter attuare il suo bieco disegno. Lui era un buon esterno, al quarto anno in Major League. Aveva un buon braccio e poteva coprire una vasta zona di campo sia alla sua destra che alla sua sinistra. In accordo col suo compagno di camera, il pitcher mancino Ed Killian, i due si convinsero che Jones era migliore di Cobb nel ruolo di esterno centro. Nel frattempo Barrett non guarì completamente e venne ceduto ai Cincinnati. Anche Crawford e altri giocatori della squadra si unirono a McIntyre e Killian, creando così un'atmosfera di ostilità e disprezzo nei confronti del giovane Georgiano che diventò la vittima di soprusi, scherzi e talvolta di azioni crudeli. È difficile dire quanto questo atteggiamento possa essere riferito ad una sorta di benvenuto al rookie, dove, come era abitudine in quei tempi, venivano fatti innocui scherzi alle matricole. Cobb, il più delle volte reagì con decisione alimentando l'atteggiamento di disprezzo nei confronti di McIntyre e la sua gang. "Non eravamo cannibali o pagani", disse Crawford qualche anno più tardi. "Eravamo solo giocatori che cercavano di andare d'accordo, e lui arrivò in squadra con l'antagonismo di quelli del Sud che vedono tutti quanti noi come dannati yankees". Cobb era cresciuto sotto una rigida educazione paterna ed era stato indottrinato presso la chiesa Battista, la cui principale caratteristica era un forte dissenso nei confronti della Chiesa di Roma. Nel Nord-Est invece, il Cristianesimo rappresentava un credo comune ed anche quest'aspetto contribuì a creare una forte separazione tra Cobb e la squadra. Tyrus era un giovane ben temprato e solido mentalmente con una straordinaria sensibilità e mai accettò la parte del rookie perseguitato. Era determinato a dimostrare il suo valore al padre che aveva perso, agli amici che si chiesero perchè non fosse stato a casa vicino alla madre, agli abitanti di Royston che spettegolavano sulla famiglia e sulle circostanze di quell'omicidio, ai tifosi di Augusta che lo osannarono e che erano dubbiosi sulla sua carriera in Major League ed infine ai giocatori della squadra che risero di lui quando esordì l'anno precedente. Era come se Cobb volesse dimostrare a tutto il mondo di essere il migliore. Intanto la data del processo alla madre si stava avvicinando e gli avvocati erano fiduciosi sull'esito, ma chi poteva assicurarlo?. Con tutti questi pensieri che si agitavano nella mente, l'ultima cosa di cui Cobb aveva bisogno era la preoccupazione di essere preso di mira dalla squadra. McIntyre e la sua gang iniziarono dal campo di gioco e Cobb si ritrovò ben presto escluso dal fare l'allenamento in battuta. In albergo venne chiuso fuori dal bagno che veniva usato dalla squadra e costretto ad aspettare infreddolito e livido. L'acqua della doccia per lui era fredda. Una volta, terminata la cena in solitudine, si alzò per prendere il cappello e lo trovò con la visiera strappata. Sul pullman fu vittima dello schiaffo sul collo da dietro eseguito con un giornale arrotolato. L'apice della crudeltà di McIntyre e della sua gang venne raggiunto quando Cobb trovò la sua mazza di frassino, costruita dal padre di Joe a Royston, segata in due. Cobb maledì gli autori di quello scempio usando parole volgari e offensive, dicendo che erano un mucchio di yankees codardi e che non erano tanto uomini da affrontarlo faccia a faccia. Il manager Armour non diede troppo peso a quella situazione pensando che prima o poi si sarebbe risolta tra gli stessi giocatori. Bill Donovan e Davy Jones cercarono di parlare con Cobb e si resero conto che il giovane del Sud non aveva nessun senso dell'humor sia verso gli altri ma soprattutto verso se stesso. Solo, amareggiato e sempre più sospettoso, Cobb iniziò a portare con sè una pistola dalla quale non si separò mai. Anche quando andava a letto, la teneva stretta nella mano e si addormentava. "Ero un ragazzo di buone maniere, ma quei veterani mi trasformarono in un gatto selvatico e ringhioso", dirà Cobb dopo tanti anni.

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A metà Marzo, anche Crawford firmò un contratto per $3.000 a stagione. Raggiunse la squadra per gli Spring Training e il suo arrivo venne sottolineato dalla stampa come una definitiva assunzione al ruolo di riserva da parte di Cobb. Infatti, nella prima partita di allenamento contro i Brooklyn Superbas, Davy Jones venne schierato all'esterno centro. Cobb giocò il giorno seguente e ottenne un triplo, un bunt valido e segnò due punti. A Charlestown venne eliminato due volte a casa base dal tiro dell'esterno centro della squadra locale di Sally League. Nel tardo pomeriggio di Venerdì 30 Marzo, Cobb salì sul treno per Lavonia GA, dove si stava svolgendo il processo alla madre. Nonostante Carnesville fosse stata la sede designata per l'udienza, i lavori di restauro del tribunale dirottarono la causa a Lavonia nel Nord-Est della contea. Cobb si lasciò alle spalle Augusta col proposito di ricongiungersi alla squadra la settimana successiva a Birmingham. Al processo, gli avvocati difensori sostennero che Amanda aveva agito per legittima difesa in quanto, avendo sentito dei rumori che provenivano dalla finestra della camera da letto, si svegliò di colpo nel buio. Intimorita prese il fucile e sparò nella direzione della finestra dove a malapena si riusciva a distinguere una figura umana. Gli avvocati dell'accusa invece insistettero nel chiedere ad Amanda quanto tempo fosse passato tra il primo e il secondo sparo senza nemmeno accennare ad un presumibile atto di infedeltà matrimoniale. La giuria era composta solo da uomini ed il tradimento coniugale avrebbe complicato notevolmente la posizione di Amanda. Ma questo fatto non venne accennato, forse per mancanza di prove e nel pomeriggio del giorno dopo la giuria si riunì per formulare la sentenza. Amanda venne dichiarata innocente dall'accusa di omicidio di primo grado. Cobb si precipitò nel vicino Ufficio Postale e con un telegramma informò Armour che il processo aveva avuto l'esito sperato e che avrebbe raggiunto la squadra a Birmingham come stabilito in precedenza. Cobb trascorse i giorni successivi con la madre e la sorella gratificati dal fatto che tutto era finito per il meglio e che il nome della famiglia era di nuovo libero da ogni sospetto. In seguito, l'esterno di Detroit si recò in stazione insieme al fratello Paul che era diretto ad Atlanta, alla Georgia Tech, per giocare a baseball. Tyrus proseguendo il viaggio, si ricongiunse alla squadra.

Ancora una volta la grande determinazione, la volontà e il forte temperamento furono le doti principali di Cobb che gli permisero di ottenere tre valide contro la squadra di Birmingham. Nelle successive partite disputate a Cincinnati, la Pesca della Georgia giocò altrettanto bene, quanto basta per far parte della squadra, ma ancora non da titolare. Come se non avesse avuto abbastanza guai fino a quel momento, il giovane Cobb fu vittima di una forte tonsillite tanto acuta da rendere doloroso ogni volta che deglutiva del cibo. Germany Schaefer, il seconda base della squadra, accompagnò Cobb dal medico. Il giovane Tyrus aveva 38,5 di febbre quella mattina al Boody Hotel di Toledo e il dottore, visitandolo, gli disse che doveva asportare le tonsille. Cobb si sottopose all'intervento che venne eseguito senza anestesia, in un ambiente con attrezzi di dubbia asetticità. Il giovane Tyrus subì sette incisioni, alla quinta svenne e gli fu girata la testa per evitare che soffocasse a causa dell'abbondante perdita di  sangue. Germany Schaefer stordito da quella scena da macelleria, caricò sulle sue spalle il giovane ed esausto Cobb dirigendosi verso l'albergo. Il giorno dopo contro la squadra di Columbus Tyrus giocò per sette riprese e nonostante la debolezza riuscì a battere una valida da due basi. "Sputava sangue per tutto il campo", dirà in seguito Sam Crawford. Ma la tortura di Cobb non finì ancora perchè dovette sostenere un'altra seduta dal macellaio-medico per asportare alcuni piccoli residui di tonsille. Dopo pochi mesi si venne a sapere che questo medico non era certificato ad esercitare la professione. Venne arrestato ed in seguito fu dichiarato infermo mentale e venne rinchiuso in un istituto psichiatrico.

Pittsburgh Press
All'Opening Day del 1906, al Bennett Park davanti a 14.000 spettatori, Davy Jones era all'esterno centro e Cobb in panchina. Dovette aspettare il 5° incontro dei Tigers il 21 di Aprile a Chicago, quando entrò in difesa all'esterno destro per sostituire Sam Crawford che si era infortunato alla gamba. Giocò ancora a St.Louis contro i Browns dove segnò un punto, eseguì un perfetto bunt di sacrificio ma non ottenne nessuna battuta valida. Cobb continuò a giocare all'esterno destro mentre l'infortunato Crawford venne impiegato occasionalmente in battuta. Tyrus non voleva perdere quell'occasione e si impegnò con tanta intensità in quel ruolo difensivo. Ma la troppa esuberanza lo portò a commettere degli errori tanto da obbligare il manager Armour a sostituirlo in battuta con Crawford. Il giorno successivo contro Cleveland, il giovane Tyrus realizzò per la prima volta 2 battute valide in una partita e fu protagonista di un errore in difesa che permise a Cleveland di pareggiare. In seguito la partita fu interrotta per la pioggia. Cobb continuò a battere con efficacia e quando Crawford si ristabilì, Armour spostò il giovane Tyrus all'esterno centro e Davy Jones in panchina. Cobb non era in grado di battere bene contro i lanciatori mancini, ma contro quelli destri era determinato ed efficace come pochi nelle Majors. Gli allenamenti con George Leidy in inverno ad Augusta, gli permisero di diventare uno dei migliori esecutori di smorzate e di batti e corri della Lega al punto che il manager Armour decise di spostare Cobb nel line-up per assegnargli il ruolo di lead-off dell'ordine di battuta, sfruttando così tutta la velocità del giovane Georgiano. A metà Maggio B.F.Wright descrisse Cobb come "lo sbarbato di 20 anni nella luce di una saetta", mentre "Sporting Life" scrisse "il suo tempismo in battuta non ha eguali". Dopo aver eseguito una spettacolare presa al volo all'Huntington Avenue Grounds di Boston e ottenuto la valida vincente alla nona ripresa, il Free Press annunciò che il ragazzo baseballista ha ottenuto il suo ruolo da titolare.
Tutto sembrava procedere nel modo migliore per il giovane Tyrus, ma l'antagonismo con McIntyre e la sua gang rimase accesa ed infuocata e, quel che è peggio, l'ostilità tra i due giocatori arrivò a contaminare le partite. Cobb e McIntyre si rifiutarono di collaborare quando le palline battute cadevano in mezzo a loro evitando di comunicare all'altro il gioco da effettuare. Parecchie legnate, che sarebbero state facilmente prese al volo, caddero per terra permettendo agli avversari di posizionarsi in zona punto. Armour pensò all'inizio di escludere Cobb, ma subito capì che non era una buona strategia. Allora spostò Cobb all'esterno sinistro, fece giocare Davy Jones al centro e ordinò a McIntyre di sedersi in panchina. Il manager ne aveva avuto abbastanza di questa situazione feudale all'interno della squadra. Ora c'era il campionato e bisognava cercare di vincere il più possibile. Sporting News scrisse che McIntyre odiava Cobb e che non avrebbe giocato in squadra con lui. Quando Tyrus era in base, McIntyre non fece nessuno sforzo per fare avanzare il compagno di squadra. Come testimoniò il catcher di St.Louis: "Cobb si trovava in seconda base e McIntyre mi disse, "Non penserai che io faccia qualcosa...vero?". L'esterno venne multato dal manager per atteggiamento indifferente durante le gare. McIntyre rispose che voleva essere ceduto ad un'altra squadra, Armour gli disse "O Detroit o nessun'altra parte". Nel frattempo Cobb era sempre solo e non aveva amici nel club. Edgar Willett, un giovane e promettente lanciatore nativo della Virginia, arrivò in squadra e condivise la camera d'albergo con Cobb. Subito, McIntyre e la sua gang fecero notare al giovane pitcher che non doveva stare insieme a Cobb o sarebbe finito male. Willett, intimorito, pensò di allontanarsi dal giovane Georgiano il quale si trovò ancora nella situazione in cui poteva contare solo su se stesso. A Detroit come nelle trasferte, Cobb soggiornò in albergo in camere singole, cenava in solitudine nella quasi totale noncuranza dei compagni di squadra. L'idea di trovare una qualsiasi attività che potesse riempire la giornata fuori dall'impegno del campionato brillò nella mente di Tyrus. Fece lunghe camminate nelle città in cui si trovava. Visitò musei e biblioteche interessandosi all'arte e alla storia del luogo. In particolare il giovane Georgiano mostrò una forte curiosità per la storia e la cultura di Boston, New York e Washington. La sua rigida educazione lo aveva portato a crescere in mezzo ai libri, il che rappresentava un fatto insolito per quei tempi. Passò ore intere in camera d'albergo immerso nella lettura delle biografie di grandi personaggi della storia come Napoleone e Giulio Cesare. Anche gli argomenti scientifici destarono la sua curiosità, in particolare trovò interesse verso la Frenologia, una dottrina pseudoscientifica propagandata nei primi anni dell'800 dal medico tedesco F.J.Gall, secondo la quale le funzioni cerebrali dipenderebbero da particolari zone o regioni del cervello che ne avrebbero determinato il carattere e l'intelligenza di una persona. La sua notorietà come giocatore di baseball gli permise di ottenere diversi ingressi gratuiti al Belle Isle Park di Detroit dove Cobb poteva assistere a rappresentazioni teatrali, in particolare Shakespeare, ed anche a spettacoli di intrattenimento di vario genere come quelli di Harry Houdini che lasciavano il pubblico senza fiato. Cobb frequentò anche il Detroit Opera House venendo a conoscenza dei grandi componimenti classici di Beethoven, Brahms, Chopin e Tchaikovsky. Addirittura il giovane prese lezioni di ballo, un'attività non certo ben tollerata dai seguaci della chiesa Battista.
Cobb era come una spugna, una calamita. Riusciva ad incamerare e ad attrarre tutto dentro di sè. La sua curiosità, il suo interesse verso il mondo e tutto ciò che lo circondava erano paragonabili al suo desiderio di emergere, INFINITO. Le sue distrazioni e i suoi svaghi non lo allontanarono da quello che per lui era la cosa più importante di tutte. Giocare a baseball e trovare sempre il modo di migliorare. Ogni piccolo movimento degli avversari, ogni spostamento, ogni occhiata, ogni possibile modifica della tecnica di battuta potevano essere utili al raggiungimento di quello che per il giovane Cobb rappresentava l'apice della grandezza di un baseballplayer. I miglioramenti di Cobb nell'affrontare i lanciatori mancini furono evidenti specialmente contro i Southpow di Boston, Dutch Leonard e Babe Ruth, dove il Georgiano ottenne rispettivamente .375 e .326 di media battuta. Anche la sua abilità di correre sulle basi migliorò notevolmente e spesso, partendo dalle prima base, con un bunt di sacrificio riusciva ad arrivare in terza base approfittando di ogni minima incertezza del difensore. Anche con una battuta valida nella zona del centro-destra o del centro-sinistra, il giovane Cobb arrivava in terza base perchè dallo sguardo del difensore e dalla posizione del guanto capiva la provenienza del lancio. Con furia vandalica Tyrus avrebbe scivolato in modo da trovarsi tra la traiettoria della pallina e il difensore che in questo caso sarebbe stato incapace di effettuare l'eliminazione perchè travolto dalla sua irruenza. A metà stagione i Tigers si trovarono ben sopra .500, che rappresentò una buona percentuale di Vittorie-Sconfitte. Ma i dissapori all'interno della squadra continuavano a rendere l'ambiente amaro e sgradevole. Germany Schaefer provò con il suo carattere brillante ed estroverso a mitigare questa situazione. Durante un giorno di pioggia a Cleveland, entrò in campo con l'impermeabile; a Chicago dopo aver battuto un homer come pinch-hitter, fece il giro delle basi scivolando su ognuna di esse. Ciò non bastò perchè l'antagonismo, il disprezzo e l'ostilità fra Cobb, McIntyre, Killian e gli altri aprirono ferite difficilmente suturabili. Killian sottolineò il suo nervosismo rivolgendosi al manager e affermando che la squadra non lo stava aiutando in difesa perchè erano dei rammolliti. Un giorno lo stesso Killian arrivò al campo ubriaco e con la mazza spaccò sedie e armadietti nello spogliatoio. Venne sospeso e multato. Infine ci pensò anche Sam Crawford ad alimentare il dissenso in squadra lamentandosi perchè voleva più soldi e dicendo a McIntyre che Armour non era un buon manager.
Il giovane Cobb non ne poteva più. La sua sopportazione e la sua pazienza raggiunsero il limite e le preoccupazioni intaccarono i suoi propositi di eccellere nel gioco. Il suo stato di salute e la sua concentrazione diventarono evidenti specialmente nelle sue prestazioni in attacco. Verso la fine di Giugno la sua media battuta era di .350, ai primissimi posti in tutta la lega, ma da lì in poi, la percentuale cominciò a calare costantemente arrivando ad Agosto con una media battuta di.319. Nessuno si accorse dello stato di salute di Cobb e nessuno sottolineò che gradualmente il giovane Georgiano era sempre più assente dal line-up. Tyrus fu come un "Battello Ebbro in preda ai marosi" (A.Rimbaud "Le Bateau ivre"). La situazione peggiorò nel 1906, anche se Cobb non disse nulla in merito al suo stato di salute. In un secondo momento, i reporters si accorsero della situazione quando Armour annunciò che Cobb non avrebbe sostenuto la trasferta a Boston e sarebbe rimasto a Detroit per riposare. Andando a fondo della notizia, i giornalisti scrissero che Tyrus era affetto da collasso fisico ed emotivo, in pratica era vittima di un esaurimento nervoso. Venne ricoverato in ospedale e dopo una settimana subì un intervento allo stomaco per l'asportazione di un'ulcera. Con l'assenza di Cobb, qualche altro infortunio e il parco lanciatori in profonda crisi, la squadra dei Tigers scivolò in sesta posizione quando si aprirono le porte dell'ultima settimana del mese di Agosto. Verso la fine dello stesso mese, mentre la squadra stava tornando da Washington, il treno si scontrò contro un merci nei pressi di Buffalo. Non vi furono gravi infortuni tra i giocatori sbalzati fuori dalle loro cuccette. Il tutto fece pensare ad una sorta di maledizione che si era abbattuta sulla squadra e sul club. Il roster della squadra era ormai ridotto al minimo e Frank Navin decise di ingaggiare il 46enne Sam Thompson, grande superstar dei gloriosi Tigers di fine 800, nella speranza che i bei ricordi del vecchio slugger potessero incrementare l'affluenza dei tifosi al Bennett Park. Nel frattempo il giovane Cobb si riprese dall'intervento chirurgico recuperando in pieno le sue doti fisiche e mentali. Il 30 Agosto esordì con i Cadillacs di Detroit, una squadra di semipro, e realizzò 3 battute valide contro Oxford, Michigan. Quando i Tigers balzarono verso St.Louis il 3 di Settembre, il giovane Cobb si riunì alla squadra disputando la sua prima partita dal 18 Luglio, allo Sportsman's Park. Dopo sette riprese la gara terminò a causa della pioggia con i Browns in vantaggio per 1-0. Cobb giocò all'esterno centro ed era quarto nell'ordine di battuta. Ottenne una valida contro il lanciatore Barney Pelty, rubò una base ma su una lunga battuta di Charley Hemphill viziata dal vento, il Georgiano commise un'incertezza che trasformò quella lunga battuta in un fuoricampo. Certamente non fu un piacevole ritorno per il giovane Tyrus.

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Tyrus tornò presto in forma. Dopo una settimana i Chicago hitless wonders, che vinceranno il titolo di Lega con una media-battuta-squadra di appena .230, sorprendentemente affossarono i Tigers per 13-5. In quella partita Cobb ottenne un doppio e rubò la terza base sul catcher Billy Sullivan. Più tardi realizzò un singolo con un punto battuto a casa e guadagnò la seconda base sfidando il tiro dello stesso Sullivan. Fu bello rivedere Cobb con la sua vitalità in una squadra decimata dagli infortuni che presentò in difesa due riserve, un lanciatore all'esterno sinistro e un catcher all'esterno destro. Da quel momento in poi, Cobb deliziò gli spettatori giocando un ottimo baseball, brillante e dinamico, ma soprattutto intelligente, segno di una crescita esponenziale del suo approccio con l'Old Game. Contro Washington, Tyrus decollò dalla prima per arrivare in terza base su un bunt di sacrificio di Schaefer per poi segnare il punto su una battuta a terra verso l'interbase. Sempre nella stessa partita, Cobb arrivò a punto partendo dalla seconda base su una volata al centro esterno arrivando a casa base poco prima del rilancio dell'interbase verso il ricevitore. I resuscitati Tigers vinsero 8 partite consecutive compreso un doppio incontro sostenuto dal lanciatore George Mullin. Contro Philadelphia al Bennett Park, i Detroit persero il confronto, ma Cobb corse sulle basi all'apice della forma neutralizzando i tentativi dei due catcher degli Athletics: Ossie Schreckengost e Mike Powers. A Cleveland, dopo una base su ball a Crawford, Tyrus colpì il lancio di Bob Rhoads che si perse sulle tribune all'esterno destro. Fu il secondo homers in major League, il primo nella stagione del 1906 per il giovane Georgiano. Nonostante le buone prove di Cobb, la stagione del 1906 non fu esaltante per i Tigers. McIntyre aveva saltato diverse partite per gli infortuni e per la sua sospensione, rientrando in squadra quando Cobb si ammalò dividendo così il prato esterno con Davy Jones, fino a quando quest'ultimo terminò la stagione anticipatamente a causa di una fastidiosa ernia. Ma appena Cobb rientrò in squadra, McIntyre si lasciò andare e tra i due ricominciarono le dispute in campo e negli spogliatoi accusandosi a vicenda su come si doveva giocare una determinata pallina battuta. Il 6 Ottobre i Tigers persero il doppio incontro a St.Louis. Alla settima ripresa del primo incontro con un uomo in base, George Stone dei Browns, in lotta per il titolo di miglior battitore di lega, sparò una battuta tesa verso l'interbase Charley O'Leary. Entrambi gli esterni, McIntyre e Cobb corsero in direzione della palla, ma si fermarono poco dopo urlando l'uno contro l'altro su come doveva essere giocata la pallina battuta. Fu così che una semplice battuta da una base si trasformò in un giro delle basi per Stone in quanto la pallina rotolò verso la recinzione. Nessuno fu più esasperato del lanciatore Ed Siever dei Tigers che, facendo parte della gang di McIntyre, se la prese nervosamente con il solo Cobb. Quando la squadra rientrò in panchina alla fine della ripresa, il Georgiano disse a Siever che era pronto per affrontarlo immediatamente ma il lanciatore rispose che doveva finire la partita. Al termine della gara i due contendenti vennero separati dagli altri giocatori della squadra. Quella sera nella sala ristorante del Planter Hotel, Siever ripropose il combattimento ma il giovane Tyrus se ne andò. Più tardi la squadra si trovò in stazione per andare a Chicago e ancora Siever, minaccioso, si avvicinò a Cobb ma Bill Donovan fece appena in tempo a soffermarsi in mezzo ai due allontanandoli. Siever andò vicino ad una colonna a parlare con McIntyre e qualche altro giocatore. Cobb era nei paraggi, Siever si girò bruscamente per sferrare un gancio sinistro al volto del Georgiano. Il giovane Tyrus era pronto e parò il colpo per rispondere con un destro alla mascella che atterrò Siever. Cobb continuò a colpirlo anche con calci al volto fino a quando Donovan non lo allontanò e gli suggerì di prendere posto sul treno lontano dalla squadra. Tyrus alloggiò in una cuccetta e durante il viaggio per Chicago si addormentò, stringendo la pistola in mano.
Ed Siever, ancora malconcio dopo il match contro Cobb, non indossò la divisa nell'ultima partita di stagione a Chicago. Ed Killian lo sostituì egregiamente fermando le mazze dei White Sox e vincendo la partita per 6-1. Oltre 10.000 tifosi di Chicago applaudirono la squadra di Detroit perchè nel mese di Settembre i Tigers vinsero 3 partite contro New York e questo permise alla squadra di Chicago di portarsi in vetta alla classifica. Il giovane Tyrus non realizzò nessuna battuta valida in 5 turni contro il lanciatore Lou Fiene. Prima e dopo la partita diversi giocatori dei Tigers si lamentarono con i giornalisti dicendo che Cobb avrebbe dovuto raccogliere la pallina battuta da Stone in quanto si trovava più vicino rispetto alla posizione di McIntyre. Terminò cosi, quella dannata stagione del 1906. Il giovane Tyrus si trovò abbattuto, malato nel cuore e disilluso per aver trascorso un anno in mezzo a gelosie, contrasti e persecuzioni. Lui che sognava spesso di far parte della squadra di Detroit, dovette fronteggiare conflitti e maldicenze che aprirono profonde voragini nel suo animo e che lasceranno un segno incancellabile nella sua memoria. Il 1907 sarebbe stato un altro anno con i Tigers, con lo stesso manager e con gli stessi giocatori, a meno che, un improbabile cambio di gestione, potesse aprire una porta di speranza per il ragazzo-baseballista. La stagione del 1906 non fu certo esaltante per Detroit che terminò il campionato in sesta posizione, 21 partite indietro rispetto alla capolista White Sox, che vinceranno le "Chicago World Series" contro i Cubs. Solo 170.400 persone pagarono il biglietto per vedere i Tigers al Bennett Park, qualcosa come 25.000 tifosi in meno rispetto al 1905. La franchigia di Detroit si trovò con le spalle al muro e con il futuro incerto. Le statistiche di Cobb in attacco, diedero un minimo di conforto intorno all'ambiente della Motor City e quando il Chicago Office di Ban Johnson rese note le graduatorie si apprese che Cobb giocò 96 partite terminando con .320 di media battuta posizionandosi al 5° posto tra tutti i battitori dell'American League e 35 punti di percentuale sopra la superstar Sam Crawford (MB.285). Tyrus segnò 45 punti e rubò 22 basi, la maggior parte nell'ultimo mese di stagione affermandosi come uno dei più forti ballplayer in circolazione. Lo dimostrò ai tifosi di Detroit, alla gente di Royston e di Augusta ed anche ai suoi compagni di squadra, i quali, a malincuore, accettarono e ammisero l'idea che Cobb era un ottimo giocatore. Il giovane Tyrus non si fece intimorire da nessuno, nemmeno dal catcher di Cleveland, Nig Clarke, che tirava una manciata di terra sulle sue scarpe poco prima che il lancio arrivasse. Oppure da Jack O'Connor dei St.Louis Brown, che metteva il guanto dietro la nuca del battitore chiedendo al lanciatore di tirare in quella zona. Ma più di tutto Cobb aveva assecondato le parole del padre che lo stimolò a diventare un giocatore di baseball e lo avvisò di non tornare a casa come uno sconfitto. Questi furono i segnali di un possibile anno migliore per lui e la squadra dei Tigers. Il presidente Frank Navin passò all'azione cedendo Armour e ingaggiando un nuovo allenatore, Hughey Jennings, un ex minatore della Pennsylvania che in seguito frequentò la Cornell University per diplomarsi in legge. Jennings fu giocatore e manager dei Baltimore Orioles fino al 1903. La sua reputazione era alquanto nota, alla pari di quella di  John "Napoleon" McGraw dei New York Giants. I due giocarono insieme negli Orioles di fine 800 dove fecero notare le loro doti di grinta e determinazione. Forse Jennings con la sua indole guerriera e la sua carica competitiva avrebbe potuto trasformare i giocatori dei Tigers in una squadra vincente. Cobb preparò le sue valige per dirigersi a casa, nella sua tanto familiare Georgia, con più confidenza rispetto a 14 mesi prima.

Cobb passò quell'inverno a Royston andando a caccia, il suo passatempo preferito come lo era di tante persone in quegli anni. Il giovane Tyrus amava la tranquillità dei boschi e delle colline e passava giorni interi all'aria aperta per allontanarsi dagli affanni quotidiani di casa. In mezzo agli alberi e alla natura il Georgiano ritrovò quel senso di convinzione e certezza che avrebbe fatto parte della squadra nel 1907. Prima della sua partenza, Jennings e Navin gli fecero firmare il contratto per l'anno successivo. Convinto dell'abilità del giovane Tyrus, Navin alzò l'offerta e Cobb firmò un contratto per $2.400. Durante quell'inverno il giovane Tyrus si rese conto che aveva bisogno di soldi per dare supporto alla famiglia impegnata nel gestire la coltivazione di un campo di cotone del quale ne erano i proprietari. Il denaro sarebbe servito per pagare la manodopera, le sementi e la successiva aratura di primavera. Cobb chiese un anticipo al presidente Navin il quale gli diede $300 con la promessa di non dire nulla per non creare precedenti con gli altri giocatori. L'Inverno fu insolito nella Georgia, caratterizzato da una temperatura primaverile specialmente in Gennaio e Febbraio. Tyrus ne approfittò per giocare in tornei di semipro intorno all'area metropolitana di Augusta racimolando così un pò di denaro extra. Nel frattempo i giornali parlarono di una possibile cessione di Matty McIntyre nell'interesse di portare qualche giocatore nuovo nel team di Detroit. Era chiaro che uno dei due doveva andarsene e considerato che Cobb diventò molto popolare e ammirato, la soluzione migliore sembrò proprio quella di cedere McIntyre. Il giovane Tyrus rese noto ai giornali di Royston la sua volontà di affrontare la stagione 1907 con la massima grinta e col forte desiderio di vincere la stagione. Aggiunse anche che era disponibile per riconciliarsi con McIntyre, ma quest'ultimo doveva fare la prima mossa. La seccatura, come scrisse S. Jackson, fu, che tanti giocatori nella squadra dei Tigers non sopportavano Cobb, ma McIntyre fu l'unico ad esprimerlo apertamente. Agli Spring Trainings, McIntyre ribadì la sua volontà di essere ceduto. Tyrus invece si unì alla squadra il 12 Marzo ad Augusta. Quella sera parlò con il nuovo manager  Jennings, il quale disse al Georgiano di mantenere il controllo delle sue emozioni ma soprattutto gli fece capire che non aveva nulla da insegnargli come giocatore. Il nuovo manager si mostrò ben disposto nei confronti del giovane Cobb perchè sapeva del suo valore in campo. In più voleva letteralmente capovolgere quell'atmosfera di intolleranza che regnava all'interno della squadra. Jennings non era nuovo di fronte alle difficoltà anzi era ben collaudato ad affrontare situazioni difficili, anche le più rognose. Nel 1897 rimase quasi vittima in seguito ad un lancio alla testa, dove riportò una piccola frattura. Più avanti cadde in una piscina senza acqua e si fratturò nuovamente la testa. Nei pressi di Scranton perse il controllo della macchina a causa del ghiaccio e andò a sbattere contro un'altra vettura dove il conducente perse la vita.  Jennings venne ricoverato in ospedale ritornando in vita dopo una nottata in coma. Quest'ultimo incidente avvenne proprio quando il manager dovette incontrarsi con Frank Navin per firmare il contratto con i Tigers. Nonostante l'atteggiamento paterno di  Jennings, la fine dei guai per Cobb era ancora lontana. Quando la squadra arrivò al Warren Park, il giorno 16 Marzo, un addetto al campo di colore si avvicinò al giovane Tyrus. I due si conoscevano da tre anni e l'operaio allungò la sua mano a Cobb per stringerla con un saluto. Per un motivo sconosciuto, quell'uomo di colore chiamò Cobb col nome di Carrie. Il giovane Tyrus seccato, gli diede una spinta ma l'addetto al campo si avvicinò di nuovo. Ulteriormente infastidito Cobb trascinò con violenza quell'uomo fino all'ingresso dello spogliatoio. Fu allora che intervenne la moglie dell'operaio che stava facendo le pulizie e iniziò ad urlare contro il Georgiano. Per tutta risposta Cobb la prese per il collo fino a quando il catcher Charley Schmidt intervenne per calmare la situazione. Schmidt, che aveva lavorato nelle miniere di carbone dell'Arkansas, era un bastiano forte e robusto che aveva sostenuto un match di box con lo sfidante dei pesi massimi Jack Johnson. Arrivò a Detroit l'anno precedente insieme a Davy Jones. Schmidt era l'uomo più forte nel baseball e alcune volte divertiva i compagni di squadra mentre spezzava delle assi di legno con un pugno oppure si stendeva per terra e invitava tutti i giocatori ad impegnarsi nel tentativo di tirarlo su in piedi. Ebbene, il forte ricevitore ammonì Cobb dicendogli che stava agendo da codardo e gli diede un leggero destro al mento. Cobb indietreggiò per poi avanzare dando inizio ad un combattimento che venne interrotto dall'arrivo dei giocatori e del manager Jennings.

Jennings prese contatto con Macon, dove si allenavano i Cleveland chiedendo al manager-giocatore Napoleon Lajoie se era disponibile per fare uno scambio di giocatori alla pari: Cobb in cambio dell'esterno Elmer Flick. Nel 1905 Flick vinse la media battuta e fece ancor meglio nel 1906 pur avendo dei contrasti con Lajoie e non aveva ancora firmato il contratto per il 1907. Lajoie rifiutò l'offerta di Jennings perche disse di non volere un piantagrane come Cobb nella sua squadra. Elmer Flick firmò il contratto con Cleveland tre giorni dopo. Clark Griffith, manager dei New York Highlanders suggerì a Jennings uno scambio con l'esterno Frank Delahanty che nel 1906 aveva battuto appena .240. Jennings chiuse le trattative dicendo che solo un giocatore di prima scelta poteva essere scambiato con Cobb quindi, lo stesso Cobb sarebbe rimasto a Detroit. Negli anni a seguire Frank Farrell il proprietario degli Highlanders, ora New York Yankees, ebbe modo di parlare con Cobb immaginando come sarebbero andate le cose se lui avesse fatto parte di una buona e ricca squadra come gli Highlanders. Quattro giorni dopo la disputa con Schmidt, Cobb giocò all'esterno sinistro durante la prima partita di allenamento dei Tigers ad Augusta. Realizzò un triplo, rubò due basi e segnò tre punti sotto lo sguardo dei giornalisti i quali affermarono che Tyrus era svogliato e disattento. Dopo la partita il Georgiano si lamentò perchè non aveva amici in squadra e disse che voleva giocare da qualche altra parte. A Columbia, South Carolina, Cobb incantonò Jennings e senza mezzi termini gli disse che voleva essere ceduto o venduto subito, all'istante. Jennings rispose che le trattative con New York erano inaccettabili. Il presidente dei Cleveland, Charles Somers mostrò un certo interesse verso Cobb, ma non ebbe il coraggio di portarlo in squadra. Volente o nolente il destino del giovane Tyrus aveva un nome: Detroit, The Motor City. Sei mesi più tardi Lajoie dei Cleveland si rese conto che se avesse avuto Cobb in squadra avrebbe vinto la stagione. The Georgia Peach ottenne il permesso per andare a Royston a prelevare la madre e la sorella per portarle a Detroit a vivere con lui per tutta la stagione. Cobb voleva bene alla madre, anche se questo affetto fu, a dir poco, misterioso, lontano da quel genere di sentimento che unisce una madre al figlio. Nella sua biografia, Tyrus non scrisse delle circostanze della morte del padre e non fece nessun riferimento all'integrità morale di sua madre. Per molti Tyrus sapeva di più, ma Tyrus non disse nulla.


Anche il fratello Paul, dopo aver terminato il campionato alla Georgia Tech, si stabilì a Detroit. In questo modo Tyrus potè circondarsi almeno dell'affetto dei suoi familiari. Fu proprio alla presenza della madre e della sorella che Cobb realizzò un homer ad Atlanta contro la squadra locale di Southern League. In seguito i Tigers giocarono a Meridian, Mississippi, e non fu solo baseball, ma anche un altro incontro di boxe tra Cobb e Schmidt. Secondo l'articolo apparso su un quotidiano di Atlanta, Cobb era in grado di affrontare chiunque a mani nude. Schmidt non digerì totalmente quel fatto avvenuto all'ingresso dello spogliatoio dichiarando di essere stato ferito nell'orgoglio. I due si misero d'accordo e, in una sala del Marquis of Queensberry Hotel si affrontarono e Schmidt ebbe la meglio colpendo il giovane Tyrus più volte che si ritrovò con entrambi gli occhi gonfi e il naso rotto. Sotto le cure della madre che medicò le ferite, Cobb non fu in grado di giocare contro Cotton State e Vicksburg. Rientrò in squadra a Little Rock realizzando un singolo e rubando casa base.
Sul treno per Birmingham furono presenti alcuni giornalisti che scrissero le loro impressioni facendo un resoconto delle partite di pre-campionato disputate dai Tigers. L'atmosfera all'interno della squadra era in netto miglioramento, anche se precedentemente vi fu un altro episodio di abuso nei confronti di Cobb. Infatti per la seconda volta, il giovane Tyrus trovò nella sua camera d'albergo la mazza segata in più pezzi attribuendone la responsabilità a Sam Crawford e dicendogli che avrebbe usato la pistola con la classica frase "Next time i kill you". Crawford convinse Cobb sostenendo che non era stato lui e che non era il tipo di persona per fare simili cose. I giornalisti, riferendosi alle ultime partite, scrissero che mai come in quei giorni avevano assistito ad un Cobb in splendida forma ma aggiunsero anche che nell'aria si respirava qualcosa come se un nuovo match tra Schmidt e Cobb fosse quasi inevitabile. Ci pensò il manager  Jennings a cancellare questa strana sensazione dicendo al reporter Paul Bruske che Cobb, nonostante il suo carattere, era troppo bravo come giocatore e i Tigers avevano bisogno di lui. Jennings, con la Regular Season ormai alle porte, fece appello a tutta la sua diplomazia parlando con tutti i giocatori, uno ad uno, nel tentativo di rasserenare una situazione che rischiava di degenerare. L'imperituro manager convinse McIntyre a firmare il contratto e preferendolo a Davy Jones, lo fece giocare all'esterno sinistro. Spostò Sam Crawford dall'esterno destro all'esterno centro e sistemò Cobb all'esterno destro separandolo da McIntyre. Questa, per anni, fu la linea di esterni dei Detroit Tigers con Cobb quarto nel line-up dietro a Crawford.  Jennings risolse così la situazione, i conflitti, gli antagonismi in squadra e all'Opening Day del 1907 al Bennett Park di Detroit, iniziò una scalata per i Tigers che diventeranno protagonisti nella storia e i primi vincitori del titolo di lega per ben tre anni consecutivi. Il tutto fu possibile con una mossa di una semplicità quasi allarmante.
                                                                NOTE
Questo breve racconto l'ho scritto con riferimenti tratti dai libri biografici di Ty Cobb, i cui autori sono:
Charles C.Alexander, Al Stump e lo stesso Ty Cobb.
Tyrus Raymond Cobb morì all'età di 74 anni il 17 Luglio del 1961.
Giocò la sua ultima partita l'11 Settembre del 1928.
Nel 1936 fu eletto nella Hall of Fame con 222 voti su 225 (la più alta percentuale nella storia). Quando Cobb si ritirò dal baseball gli vennero accreditati 90 record di attacco la metà dei quali rimasero imbattuti per oltre mezzo secolo. Se Cobb avesse giocato le Regular Season a 162 partite, come lo sono tutt'ora, invece di 154, come lo erano fino al 1961 per l'American League e fino al 1962 per la National League, The Georgia Peach avrebbe totalizzato quasi 5.000 battute valide in carriera. Nel 1919 vennero disputate 140 partite di Regular Season. In una delle sue ultime interviste, risalente alla fine degli anni 50, un giornalista gli chiese: "Con i buoni lanciatori di adesso, quanto pensi di poter battere oggi?". Cobb rispose: "Con i lanciatori di oggi batterei intorno a .290/.300". Il giornalista rispose: "Coooosa?...ma tu hai battuto .400 più di una volta nella tua carriera. Dimmi il motivo per cui batteresti solo .290".
"Perchè ho 72 anni, ignorante figlio di puttana", concluse Tyrus Cobb.