Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

martedì 1 maggio 2012

ERCOLE e ACHILLE

Non c'è mai stato un quadro più drammatico della struttura finanziaria del baseball da quando, tra il 1910 e il 1914, i Philadelphia Phillies scesero in campo con un pacchetto di interni valutato $100.000. Se oggi, si spargesse la voce che il seconda base Eddy Collins è un free agent, i proprietari delle squadre farebbero le corse in banca scorrazzando con i loro furgoni pieni di dollari. Quando Connie Mack, alla fine del 1914 decise di vendere i suoi infielders super salariati, non ottenne molto in cambio, soprattutto con Home Run Baker. Le critiche furono aspre nei confronti del leggendario Mack, perchè i suoi giocatori, a parte Collins, erano pressochè sopravvalutati. Jack Berry, interbase, era un battitore da .250 di media. Stuffy McInnis, prima base, era un buon giocatore con buone statistiche, ma nulla di straordinario. Baker, un solido terza base, ebbe soltanto qualche stagione straordinaria come battitore. Altri giocatori contribuirono alla  delusione per le loro prestazioni sportive. Rube Oldring e Amos Strunk furono due dei migliori esterni dell'epoca e Jack Coombs vinse 79 partite in tre anni prima di fare i conti col dolore alla spalla. Nonostante l'ostilità dei mass-media, gli Athletics vinsero il titolo di lega 4 volte, tra il 1910 e il 1914, fallendo solo nel 1912. Se avessero vinto anche in quell'anno sarebbero diventati la prima squadra nella storia a vincere 5 titoli consecutivi di lega. I motivi di questo inciampo furono 2, entrambi sorprendenti. Il primo riguarda Sheldon Chief Bender, nativo indiano della tribù degli Ojibwa, che nel 1912, non ebbe una buona annata vincendo solo 13 partite per gli Athletics. Il Capo Indiano Chief viene accreditato dalla storia come il primo pitcher in assoluto ad usare il Nickel Change, un tipo di lancio che diventerà famoso, quello che oggi viene chiamato Slider. La seconda ragione fu un altro lanciatore, Smokey Joe Wood dei Red Sox che nel 1912 vinse 34 partite portando i Boston a vincere le WS. Nel primo ventennio del secolo scorso, le innovazioni introdotte a livello strutturale furono importanti e decisive per il futuro dell'Old Game come l'ingresso della nuova  American League, avvenuto nel 1901 sulle ceneri di quella che si chiamava in precedenza Western League. Il Junior Circuit, così viene chiamata l'American League, del fondatore e Pres. Ban Johnson, diede  l'opportunità di espandere l'ambiente professionale, aggiungendo, oltre alle nuove squadre, anche una fitta ragnatela di sotto-squadre, sviluppando ulteriormente le basi per quello che in seguito verrà chiamato Farms System, dove tante giovani promesse avrebbero avuto l'opportunità di mettersi in evidenza. L'American League fu anche la prima Lega ad adottare la regola del Battitore Designato. Ron Blomberg degli Yankees, fu il primo DH della storia del baseball. Il 6 Aprile del 1973 si presentò in battuta contro Louis Tiant dei Boston Red Sox e ottenne una base su ball. Curiosamente, nel 1906, il  Genius Connie Mack, propose di adottare questa regola per evitare che i lanciatori andassero in battuta visto e considerato il notevole sforzo atletico al quale venivano sottoposti. Attualmente, solo la  National League e la Nippon Prof. Baseball Central League, Giappone, non usano il Battitore Designato. Nei primi decenni del secolo scorso si alternarono grandi giocatori e vennero abbattuti  parecchi records, alcuni dei quali resistono ancora oggi. Nel 1910 Russ Ford, lanciatore alla sua prima stagione con gli Yankees, vinse 26 partite effettuando più di 200 strikes-out.  Il suo repertorio di lanci comprendeva la Palla Veloce, la Palla Sputata, la Palla Tagliata, graffiata con carta vetrata o taglierino e la Knuckle Ball. La media battuta fu vinta da Ty Cobb per la quarta stagione consecutiva proprio all'ultimo giorno di campionato. Fu un titolo contestato e controverso perchè Cobb non giocò le ultime due partite di stagione dicendo che aveva problemi agli occhi. L'altro contendente era Nap Lajoie dei  Cleveland, un battitore devastante a tal punto che molti storici affermano che Nap con la velocità di Cobb avrebbe battuto con una media di .500. Ecco cosa successe in quell'ultimo giorno della stagione 1910. Il 9 Ottobre Lajoie giocò un doppio incontro affrontando i St.Louis Browns. Il manager Jack O'Connor dei Browns, che detestava Cobb, disse al suo  giovane terza base, Red Corriden, di giocare profondo e vicino all'erba altrimenti Lajoie l'avrebbe ucciso con una legnata. Vedendo l'opportunità di incrementare la sua media battuta, Lajoie, nelle due partite fece 6 bunt validi più un triplo e una valida interna per un totale di 8 su 9, compreso un arrivo in base su errore dello shortstop. Charles Alexander, autore del libro Ty Cobb, scrive che il coach dei Browns, Harry Howell, mandò il bat-boy dallo scorer ufficiale, E.V.Parrish, con un biglietto in cui c'era scritto di cancellare l'errore in cambio di un vestito nuovo. Parrish non acconsentì. Il giorno dopo sui giornali venne decretato Lajoie come vincitore  della media battuta e questo fatto sollevò furiose polemiche a Detroit. Tuttavia il risentimento nei confronti di Cobb portò i suoi stessi compagni di squadra a scrivere un telegramma a Lajoie congratulandosi per  la vittoria. Il presidente Ban Johnson convocò nel suo ufficio il manager O'Connor, il coach Howell e il terza base Corriden e dopo averli consultati decise di espellere a vita i due managers mentre per il rookie terza base la carriera  continuò. Finalmente, la rivista The Sporting News pubblicò le statistiche ufficiali:
Ty Cobb      MB .385,0687
Nap Lajoie  MB .384,0947
La vicenda non finisce qui perchè negli anni 80, lo storico del The Sporting News, Paul McFarlane, scoprì che Cobb venne erroneamente accreditato di due valide in più durante quella stagione ma il commissioner del tempo, Bowie Kuhn, rifiutò di togliere il titolo a Cobb preservando così la sua striscia di 9 titoli consecutivi di battuta. The Georgia Peach, Ty Cobb, fu ancora più terribile nel 1911, vincendo tutte le classifiche  d'attacco tranne quella dei fuoricampo, terreno esclusivo di Home Run Baker che guidò la classifica con 11. Va ricordato che in questo periodo, denominato Dead Ball era, le strategie di gioco erano impostate sulle smorzate, i batti e corri e le rubate. Pochi homers in quel periodo, i campi avevano dimensioni più vaste, basti pensare che il West Side Grounds di Chicago, nella zona  del centro-esterno, aveva una distanza da casa base di 560ft, 170,69mt, lo stadio Huntington Avenue Grounds di Boston arrivava all'assurda distanza di 635ft da casa base alla recinzione dell'esterno centro, 193,55mt. Stesso discorso per il Braves Field, il Polo Grounds, il Griffith Stadium. Le palline erano diverse, meno compattate e spesso con una di esse si completava una partita. Ad ogni foul-ball sulle tribune i  tifosi erano obbligati a rilanciare la pallina in campo. I lanciatori usavano ogni forma di strategia per rendere la traiettoria di lancio il più imprevedibile possibile. Dallo sputo col tabacco, alla strisciata contro qualsiasi parete ruvida o gancio o coltellino. Di solito verso le ultime riprese la pallina era morbida, scura e non perfettamente sferica. Non era facile batterla lontano e non era facile nemmeno per le difese. Nel 1920 vennero introdotte nuove palline con un corpo centrale più compatto e da lì in poi Babe Ruth cambiò radicalmente la visione del baseball. Cobb vinse ancora la classifica dei battitori con un travolgente .420 di media con 248 battute valide in 146 partite giocate. Joe Shoeless Jackson dei Cleveland Indians si piazzò al secondo posto con una incredibile media di.408. I due battagliarono per tutta la stagione e non ci fu un giorno in cui Cobb andò sotto i .400 di media. Dopo 80 partite la Georgia Peach veleggiava alla mostruosa quota di .450, mentre Shoeless era a .380. Dopo 100 partite Cobb era a .417 e Jackson a .398. Dopo 130 partite Cobb era a .416 e Jackson ancora a .398.
Poi ci fu Rube Marquard, un ebreo acquistato dai Giants per l'astronomica cifra di $11.000 che si impose come un temibile lanciatore sfruttando la sua velocità e il forkball unitamente ad un pregevole controllo. Nel 1912 vinse 19 partite consecutive, un record ancora imbattuto. Un altra stella fece l'ingresso in Major League, fu Grover Alexander dei Phillies, che realizzò l'impossibile e inattaccabile record vincendo 28 partite in qualità di rookie-pitcher. Tanti nomi importanti passarono per quel periodo storico in quanto molti di loro realizzarono sorprendenti performances forse improponibili ai giorni  nostri. Questi atleti segnarono la differenza che intercorre tra l'essere un buon giocatore ed essere una superstar. Questo limite sarà la muraglia di riferimento, l'obbiettivo per entrare nella leggenda e che vedrà l'avvicendarsi  dell'Era del Bambino che, grazie alle sue doti di attacco frantumerà quella muraglia. Proprio in questo periodo vennero tracciate le fondamenta per creare la più forte squadra di tutta la storia, che vedrà i  Murderers Row, ovvero i New York Yankees, salire sulla vetta più alta dell'Olimpo degli Dei. È il Paganesimo dell'Old Game che si intreccia col mito di Ercole e del Pelide Achille. Storie e leggende che si fondono armoniosamente per  affermare la più alta sublimazione dell'essere. L'Ateismo.