Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

lunedì 23 aprile 2012

ROSSO-SANGUE

"Cobb è stato l'autore di un omicidio?". In un'epoca dove la cronaca nera quotidiana balzava sulle prime pagine dei giornali, ancora oggi, la posizione di Cobb, per un fatto avvenuto nel 1912, è un mistero. Nell'Agosto di quell'anno Ty e sua moglie uscirono di casa al 103 di Commonwealth a Detroit per dirigersi verso Sud direzione Trumbull sulla strada che li avrebbe portati verso la stazione dei treni. Cobb doveva disputare una partita il giorno dopo a Syracuse ed era alla guida della sua Chalmers. Avvicinandosi all'incrocio fra Temple Street e Trumbull Cobb rallentò quando 3 uomini apparvero dal retro del palazzo situato all'angolo di quell'incrocio e minacciosamente si avvicinarono alla Chalmers. Cobb affermò che quei tipi erano ubriachi e parlavano con accento straniero. Uno di loro intimò al giocatore di fermarsi e gli chiese dei soldi. Cobb scese dalla macchina e discusse animatamente con i malviventi. Nei giorni successivi l'atleta raccontò diverse versioni dell'accaduto tutte con lo stesso finale, cioè che lui aveva avuto la meglio sugli assalitori. In nessun giornale del tempo viene riportato che vi fu una rissa, anzi venne scritto che i rapinatori fuggirono. Tutto questo è in contrasto con la versione che Cobb diede ad Al Stump del Chicago Daily Tribune. Infatti sul quotidiano vi era scritto che "Gli uomini riconobbero la vittima". Cobb affermò che i tre rapinatori lo assalirono con spirito di vendetta ed erano ubriachi. Due di loro lo riconobbero e tentarono di fermare la rissa che si era creata. Cobb disse di aver steso uno di loro ramato di coltello per difendersi e che nella collutazione la lama gli aveva procurato un taglio dietro la spalla. I malviventi si scusarono e prestarono una sorta di first aid al compagno che era rimasto a terra. La versione scritta sul Syracuse newspaper invece è un pò diversa. Tale versione venne riportata anche dal NY Times il 13 Agosto 1912. "Il coltello tagliò il cappotto penetrando fino a procurare una ferita a Cobb. Appena si resero conto del ferimento di Ty i tre uomini scapparono impauriti. Cobb risalì in macchina  per proseguire verso la stazione. Nel 1959 Al Stump ascoltò una versione dei fatti completamente diversa e con un finale drammatico. Cobb si ribellò e colpì ripetutamente uno di loro lasciandolo steso a terra in pessime condizioni. Quindi il giocatore si lanciò all'inseguimento degli altri due riuscendo a catturarne uno ed iniziò a colpirlo sul viso col calcio della sua "Belgian Luger", una pistola che Cobb portava sempre con sè. Lasciò il malcapitato a terra privo di sensi e ritornò verso la macchina senza dir nulla alla moglie. Successivamente dalle notizie di cronaca, si apprese che due uomini andarono dal dottore per essere curati. Questo è ciò che è scritto da Al Stump nel suo primo libro, nel 1961, sulla vita di Cobb. Si deduce quindi che il giocatore non uccise nessuno. Ma nel 1994, nel suo secondo libro su Cobb, Albert Stump descrive che col coltello e con la pistola l'esterno centro di Detroit sfigurò letteralmente il volto del rapinatore rendendolo irriconoscibile e lasciandolo a terra in una pozza di sangue senza la certezza che respirasse ancora. Cobb credette di averlo ucciso. Qualche giorno più tardi i giornali riportarono il rinvenimento di un corpo non identificato nei pressi di Trumbull Street. Mistero, le versioni dei fatti non combaciano. Nel 1996, nel libro The National Passtime a pag. 25-28 si legge "Ty Cobb non commise nessun delitto". Doug Roberts racconta la sua personale ricerca. Doug era un avvocato, un criminologo specializzato in indagini forensi e per soddisfare la sua personale curiosità si recò a Detroit presso il Medical Examiner Office. Iniziò a controllare in archivio tutti i documenti e i files riguardanti autopsie e interventi chirurgici del periodo Agosto-Settembre 1912. In tutti quei documenti, corredati con nome, età, luoghi di rinvenimento, cause di decessi, non fu trovato nulla che riguardasse qualcuno con grossi traumi e ferite al volto. Doug Roberts si recò anche nella biblioteca di Detroit per controllare tutti i quotidiani del tempo riferiti alle settimane successive al tentativo di rapina. Dopo giorni di analisi e revisioni Roberts non trovò nessuna corrispondenza, nessun corpo, nessuna vittima e quindi concluse che non vi fu nessun omicidio. C'è da aggiungere che Ty Cobb raccontò di quel fatto in uno stato di ubriachezza, disse Stump, per cui la sua credibilità rimane compromessa. In uno stato di alterazione, raccontare di aver ucciso un uomo che tentava di rapinarlo può assumere connotazioni eroiche in un periodo come quello. Sta di fatto che credere a ciò che dice una persona sotto l'effetto dell'alcool è pressochè azzardato. Proviamo però ad analizzare il fatto usando la nostra logica interna. Se Cobb avesse ucciso il rapinatore cosa avrebbero fatto gli altri due?. Dopo la fuga sarebbero tornati sul luogo per soccorrere il compagno?. Legalmente è reato uccidere, se non per legittima difesa, ma dal momento che i rapinatori stavano fuggendo, Cobb, inseguendoli, è passato dall'essere vittima ad essere assalitore. Se il rapinatore fosse morto, i suoi compagni avrebbero denunciato il fatto alla polizia. Ma questo non avvenne. Se Cobb avesse ucciso quella persona non credo che, con calma, si sarebbe diretto verso la macchina con la moglie che lo aspettava. Quest'ultima addirittura non si accorse, o fece finta, della ferita da arma da taglio subita dallo stesso Cobb. No. Cobb non ha ucciso nessuno. Nell'articolo che scrisse Doug Roberts nel 1996 viene fatto uno specifico riferimento all'accaduto. Cobb raccontò al Syracuse Journal che il tentativo di rapina fu inaspettato e ideato da persone sconosciute. In realtà le ricerche di Roberts portarono al fatto che Cobb sapeva chi erano quelle persone e sapeva il motivo per cui agirono in quel modo. Alcuni giorni prima Cobb ebbe una violenta discussione con un ragazzo che si faceva chiamare Scabby. L'argomento di tale discussione riguardava una brutta partita dei Detroit. Ty colpì quel ragazzo e qualche giorno dopo gli amici di Scabby attaccarono Cobb per vendicarsi. Questi malviventi erano parte di una organizzazione di scommettitori e Scabby aveva il compito di raccogliere le scommesse. Non ci sono riscontri sul fatto che Cobb fosse uno scommettitore (anche se ciò è possibile, considerando quei tempi). Il mistero di Cobb-assassino rimane tale. La moglie non fornì mai una testimonianza di quello che vide e su consiglio del marito tacque sulla vicenda. I compagni di squadra e il manager Jennings non notarono nulla di strano nel comportamento di Ty e l'esterno destro Sam Crawford non vide nessuna ferita dietro la spalla di Cobb. Però, anche lo stesso Crawford cambierà la sua versione ed in seguito dirà di aver visto delle tracce di sangue sotto la divisa di Cobb all'altezza del fianco destro, dovuto al fatto che Ty si medicò da solo la ferita appoggiandoci sopra delle semplici bende. "Il Baseball", disse Cobb, " è uno sport rosso-sangue praticato da uomini rosso-sangue, una lotta per la supremazia e una sopravvivenza del più forte".
Cobb non è più grande del baseball, ad ogni modo, è stato il più grande nel baseball.