Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

sabato 28 aprile 2012

FLASH INTO THE 40'


Al Kaline
Tutto iniziò con una lotta al titolo che venne decisa da un lanciatore tanto oscuro e sconosciuto che in seguito non venne nemmeno registrato negli annali del "Baseball Register". La corsa al titolo terminò in entrambe le leghe all'ultimo giorno della regular season. Fu una decade, quella degli anni 40', in cui 11 squadre parteciparono alle World Series. Furono i 10 anni più competitivi nella storia del baseball e non di meno i più spettacolari. Proprio in quel periodo, l'Old Game registrò nelle sue statistiche per l'ultima volta, una media battuta di .400 e un lanciatore che completò più di 35 partite in una stagione. Infine, la cosa più importante che avvenne negli anni 40', fu quella di vedere, per la prima volta nella storia delle Major Leagues, un giocatore di colore posizionarsi in prima base. Fu come l'inizio di un nuovo mondo, una dimensione del gioco mai vista in precedenza. Certo, durante la guerra ci furono momenti in cui il baseball non raggiunse buoni livelli tecnici al punto che non furono pochi i puristi che auspicarono un'interruzione del campionato. Tante furono le superstar che prestarono servizio militare durante la Grande Guerra. Ted Williams, Joe DiMaggio, Hank Greenberg, Bob Feller, Jackie Robinson giusto per citarne qualcuno. Gli Yankees, ancora una volta, presero il volo per affermare una dinastia che sarebbe stata ancora più dominante rispetto agli anni precedenti. Senza uno stop da parte dei Tigers la squadra di New York avrebbe iniziato la decade con una striscia di 5 vittorie stagionali consecutive. Detroit e Cleveland battagliarono fino all'ultimo giorno della regular season del 1940 con i Tigers in vantaggio di una partita. In una disperata ricerca per affrontare Bob Feller che aveva vinto 27 partite quell'anno, il manager dei Tigers, Del Baker fu l'autore di una delle più "disgraziate" decisioni che un manager potesse prendere in situazioni del genere. Affondando le dita nel classico cappello, tirò fuori il nome di Floyd Giebell, un lanciatore destro di 30 anni che aveva vinto 2 sole partite in  quell'anno. Oggi Giebell rappresenta una nota a piè di pagina di un ipotetico "trivia book" oppure potrebbe essere la risposta esatta in un quiz televisivo con la domanda da 1, 2, 3 milioni di dollari. Ebbene, Giebell battè Feller per 1 a 0 e i Tigers vinsero la stagione. Non fu la sua partita più importante della vita, ma fu l'unica partita importante della carriera di Giebell. Infatti da quel momento non sarà più presente in major league. Dall'altra parte gli Indians furono fortunati a trovarsi in una posizione del genere. Il manager Ossie Vitt passò l'intera stagione seminando discordia nella squadra e i giocatori presentarono più volte al presidente, Alva Bradley, una petizione per esonerare il manager. Questa situazione portò all'assurda idea di assimilare la squadra ad un gruppo di bambini piagnucolosi. Il manager venne esonerato a fine stagione. Passarono altri otto anni prima di vedere gli Indians ancora in corsa per il titolo e, ironia della sorte, affrontarono ancora i Detroit. Gli Indians persero una partita con un lanciatore che mai più vincerà un Major League game: Russ Christopher. Quell'anno, il 1948 fu testimone della prima partita di spareggio per il titolo di lega nel corso della storia. Con la sconfitta contro i Tigers all'ultima giornata di stagione, i Boston e Cleveland si trovarono alla pari in classifica e disputarono una partita di spareggio il 3 Ottobre 1948. Cleveland vinse 8 a 3. In seguito gli Indians vinsero le World Series contro i Boston Braves, presentando per la prima volta in assoluto un lanciatore di colore: Satchel Paige. Il 15 Maggio del 1941 Joe Di Maggio iniziò la sua scalata alle 56 partite consecutive con almeno una valida, un record inaccessibile ai giorni nostri, non per difficoltà, ma perchè un talento come "Joltin Joe", è paragonabile al suo record e si traduce in una sola parola: fantascienza. Anche in questa occasione vennero coinvolti i Cleveland Indians perchè furono proprio i lanciatori  di quella squadra a porre fine al record di Di Maggio. Il 17 Luglio a Cleveland di fronte a 70.000 spettatori, i lanciatori Al Smith e Jim Bugby Jr. contribuirono ad uno 0 su 4 ottenuto da Joe il quale nell'intervista di fine partita si mostrò amareggiato non per aver terminato il suo hitting streak, ma per aver perso $10.000, un bonus che gli era stato promesso nel caso avesse raggiunto quota 57, un numero che sarebbe servito come etichetta pubblicitaria da porre sulla confezione del ketchup. Un altra star della decade fu Pete Reiser. Dopo una solida e spettacolare stagione come esordiente, emerse l'anno successivo come il più giovane vincitore della media battuta nella storia della National League. Tante persone che videro Reiser giocare, affermano che sarebbe stato il miglior esterno-centro della storia se solo non avesse avuto una serie di frequenti infortuni. Per coloro che vissero negli anni 40, il ricordo di Reiser svenuto a terra nel prato esterno dopo aver sbattuto il corpo contro il muro di recinzione nel tentativo di effettuare una presa al volo, è nitido e stampato nella memoria. Mentre per i più giovani la figurina con la sua immagine ha assunto una dimensione leggendaria, irraggiungibile. Quanto era bravo Reiser?. Non si può dire, ma senza i continui infortuni il paragone più autentico sembra quello con Al Kaline, che vinse la media battuta a 20 anni per poi non vincerne più a causa di tanti infortuni. "Ho sempre giocato a baseball nell'unico modo che sapevo fare!", dirà più tardi Pete Reiser. Il passato è come un ladro: non porta nulla, ma può rubarti il futuro.