Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

giovedì 15 settembre 2011

IT'S JUST A GAME

È SOLO UN GIOCO. L'espressione presa con il suo vero significato, ne ha acquistato uno più profondo e sarcastico. Viene definito un gioco, ma parecchie volte assume una dimensione amara, un serio affare dove la frase Il Baseball è il Gioco della vita, si può sostituire con Il Baseball è il Gioco della morte. Vita e Morte?. Certamente. Guardate quello che è successo in Europa e Sud America a proposito del calcio, un vero bollettino di guerra, e ci si rende conto che si può perdere la vita anche assistendo ad una semplice gara sportiva. Football, basketball, hockey e baseball hanno generato risse anche molto violente, dove parecchi giocatori hanno subito gravi infortuni obbligandoli ad un ricovero ospedaliero. Ci sono diversi elementi di pericolo nel baseball, come ad esempio un lancio addosso al battitore, o una scivolata in base con gli spikes che sfregiano la gamba del difensore. Anche il lanciatore si trova in una posizione di estremo pericolo, è già successo che sia stato colpito da un line-drive. L'elemento che più di ogni altro esaspera il grado di pericolosità è senza dubbio l'accanito desiderio di vincere, cioè quel desiderio che genera uragani di emotività. Coloro che deridono gli adulti che giocano col cuore da bambini, forse non sanno di cosa si tratta. Il bisogno di vincere è importante per l'atleta che ha la massima dedizione, così come allo stesso modo è importante il tocco preciso di una nota da parte di un musicista, oppure la perfetta tonalità di colore scelto dall'artista. Interpretare gli sports e i giochi in modo delicato e attento, è divertente per il proprio essere, ma è anche dannatamente serio. Ma è soltanto un gioco. SOLTANTO UN GIOCO?. Chiedetelo a Reggie Smith, che per due volte ha sentito la terra contro la faccia cadendo per evitare due lanci di Bob Humphrey. Voleva combattere, ma qualcuno ha minato alla sua vita. Lasciò il box di battuta per dirigersi verso il monte di lancio. Nessuno può permettersi di usare il suo corpo come bersaglio. Ma altri arrivarono prima di lui e i giocatori si ammucchiarono sul campo. L'arbitro intervenne mentre il massiccio Frank Howard, slugger dei Washington, sovrastava tutti con i suoi 2.06mt di altezza e 135kg di muscoli. Nessun pugno è stato sferrato, nessuno si è fatto male e nessuno è stato espulso. Questa volta la rissa è stata evitata. Ma la prossima volta?. Perchè R.Smith è stato bersagliato?. L'evidenza è chiara. Smith era un forte battitore, i Senators stavano perdendo e nella precedente partita il lanciatore dei Red Sox, Sonny Bert, aveva colpito Howard e polverizzato Ken McMullen. Rappresaglia?. Vendetta?. Vero, tanto nella vita quanto nel gioco. Qualche giorno dopo Ray Culp, lanciatore dei Boston, colpì per ben due volte Don Wert dei Detroit, che aveva realizzato le uniche due battute valide della partita. Intimidazione?. Vero, sia nella vita quanto nel gioco. Il giorno successivo Mickey Lolich di Detroit colpì Carl Yastrzemski dei Boston. L'arbitro ammonì Lolich che si giustificò dicendo che Wert era stato messo KO per ben due volte. Yankees e Boston non vanno certo per il sottile quando si tratta di darsele sonoramente. Nel 1967, T. Tillotson colpì J. Foy nella seconda ripresa. Quando, alla nona ripresa, il pitcher degli Yankees si presentò a battere Jim Longborg lo colpì in pieno. "Non potevo permettergli di lasciare il campo dopo aver colpito uno della mia squadra", disse Longborg. Entrambe le panchine si svuotarono. Petrocelli e Pepitone ingaggiarono un incontro di boxe. Reggie Smith sollevò il corpo di Tillotson e lo sbattè per terra. Sembrava che ci fosse lotta per tutto il campo. Quindi la pace, con Petrocelli che disse: "Io e Pepitone stavamo scherzando, siamo amici e spesso ci punzecchiamo" a vicenda". Quella fu una rissa abbastanza normale, tanta confusione ma nessuno si fece veramente male. Quello che successe a Los Angeles nel 1965 invece fu qualcosa di sanguigno. Juan Marichal dei Giants, aprì la testa di John Roseboro colpendolo con la mazza. Un lancio in direzione della tempia fu la causa di tutto. L'unica differenza è che il lancio proveniva dal catcher Roseboro. "Tirò la pallina colpendomi l'orecchio di striscio", disse Marichal. Il lanciatore dei Giants fece tre giri di mazza e uno di questi colpì Roseboro provocandogli un taglio sulla testa. Marichal venne sospeso per una settimana con una multa di $ 2.000 e Roseboro lo citò in giudizio per $ 110.000. E quello che successe a George Moriarty?. Divertente. G.Moriarty (1885-1964), giocò terza base per Chicago e Detroit dal 1903 (19 anni) fino al 1916. In seguito divenne arbitro dal 1917 al 1940. In entrambi i ruoli, di giocatore e arbitro, Moriarty fece parlare di sè specialmente dopo aver messo KO per ben tre volte, in tre occasioni diverse, il campione della cattiveria Ty Cobb. Moriarty divenne tanto temuto e rispettato al tempo che una volta durante una partita rubò la seconda base arrivando in scivolata. Il lancio del ricevitore lo colpì alla schiena e Moriarty, rialzandosi di scatto, iniziò a urlare, "Chi mi ha colpito con un pugno?". I difensori scapparono via. In qualità di arbitro, Moriarty non perse il suo carattere grintoso. A Cleveland nel 1932, Moriarty era arbitro capo. Stanco delle continue proteste dei giocatori di Chicago, si diresse verso la panchina e disse loro che se volevano discutere lui li avrebbe aspettati sotto le tribune a fine partita. Il lanciatore Milt Gaston terminò in ospedale col naso rotto.
La stessa sorte capitò al manager Lew Fonseca e al catcher Charlie Berry i quali terminarono stesi per terra. Nella sua biografia, Hank Greenberg, Hall of Famer, ricorda Moriarty perchè lo difese dai continui insulti che arrivavano dai giocatori dei Cubs. Greenberg era ebreo, e anche in quella occasione Moriarty si avvicinò alla panchina dei Chicago. Non si sa cosa disse ai giocatori, ma da quel momento smisero di insultare Greenberg. Well, it's just a game folks.