Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

mercoledì 7 settembre 2011

BONING THE BAT

Da quando l'uomo primitivo raccolse un pezzo di legno per difendersi dagli attacchi della tigre dai denti a sciabola, capì l'enorme forza e il piacere di possedere una mazza. Da Robin Hood, alla mitologica scure di Paul Bunyan, alla clava di Ercole fino al martello di Thor, gli uomini della leggenda hanno sempre adorato stringere un manico, talvolta arrotolato con bende, per colpire l'avversario o il nemico da distruggere. Asce, accette, bastoni e badili col passare del tempo e con l'aiuto della tecnologia hanno subìto una riduzione delle loro dimensioni senza comprometterne la forza distruttrice e la soddisfazione di sferrare un bel colpo secco e preciso. Tali sensazioni sono familiari nello sport dove l'attesa per i nuovi modelli di mazze è sempre vissuta con estremo interesse sia nell'Hockey quanto nel Golf e non di meno nel baseball. Quale sarà il nuovo modello di mazza da coccolare e da nascondere al sicuro, lontano da pericolose mani infedeli?. Non c'è nulla di più noioso di una mazza sbagliata. Tutte le mazze servono per giocare a baseball, tutte le mazze servono ai battitori, ma UNA è quella che fa per voi. La mazza giusta è quella con un bilanciamento perfetto che non fa avvertire il peso, è la trave che sorregge l'anima dei ballplayers, la compagna da stringere a da proteggere. Oltre al guantone, la mazza è l'oggetto di maggior interesse nell'equipaggiamento di un ballplayer. "Se stai cercando dei guai, prova a toccare la mia mazza", disse George Scott dei Boston Red Sox. Di tutte le cose inanimate dello sport, come palle, scarpe, guanti, caschi ed ogni tipo di imbracatura, niente è così strettamente personale e onnipresente come una odorosa Louisville Slugger. Entrare in un magazzino con centinaia e centinaia di mazze da baseball, vederle sagomate partendo da un rude pezzo di legno d'acero, o di hickory, noce americano, il legno preferito di B.Ruth e L. Gerhig, o di frassino, il legno preferito da Ted Williams e J. DiMaggio, per poi essere sistemate in ordine di peso e grandezza, tutte belle lucidate, è un esperienza unica come l'abito indossato da una affascinante modella durante una sfilata di moda.
 Tutte le mazze sono per i giocatori, ma solo una è per il battitore, e quell'unica mazza sarà, per sempre, un amore eterno. "Ogni mazza si sente in modo diverso, anche se appartengono allo stesso modello", disse Roy White degli Yankees. Il forte esterno era uno dei tanti giocatori in grado di percepire la differenza di peso della mazza, anche di pochi grammi. "Una volta feci 5 su 5, con 5 tipi diversi di mazze", continua White, "Continuavo a cambiarle perchè non le sentivo bene nelle mani. Dopo aver ottenuto un 3 su 3 dissi a me stesso che forse era meglio continuare a cambiare mazza". Tommy Agee dei Mets ebbe la stessa sensazione e cambiò ben 22 mazze nel suo 22-game hitting streak. Ken Singleton affermò che era stato il peggior hitting streak della storia perchè Agee era in slump e per questo cambiava mazza tutte le volte. Spesso, nuvole minacciose offuscano l'azzurro e limpido cielo dell'universo delle mazze di legno. Come nel Far West, sto parlando di legno fuorilegge, di delinquente ricercato, di Wanted Wood. Ci sono state persone e atleti che hanno modificato le mazze rendendole più micidiali al contatto con la pallina. Artiglieria Mafiosa? Nessun numero seriale?. Greg Nettles, ruppe la sua mazza dopo aver effettuato una debole battuta al volo. Dal bastone rotto uscirono 6 palline di gomma durissima (paragonabili a quelle che noi chiamiamo palline-magiche), il catcher Bill Freehan di Detroit le raccolse indicando Nettles come prossima vittima di un plotone d'esecuzione. Mazza illegale equivale ad essere un automatico-eliminato. "What a hell", disse Nettles a Freehan, "Con una battuta del genere sarei stato eliminato in ogni caso". Diversi giocatori hanno usato mazze truccate in particolari momenti della partita. Niente di più facile. Con un trapano si pratica un foro sulla testa della mazza, si inserisce del sughero ben pressato e si richiude il foro sigillandolo con del legno plastificato. Earl Weaver disse che a New Orleans tutte le mazze della squadra erano truccate e lui stesso fece 6 homers in un mese. Quando gli arbitri se ne accorsero entrarono nello spogliatoio della squadra come se fossero dei poliziotti antisommossa, presero le mazze, le portarono sul campo e davanti a tutti i tifosi, con furia devastatrice le spaccarono tutte. "Volevo piangere", disse Weaver attuale manager degli Orioles (siamo nel 1979). Certamente non si può dire all'arbitro di controllare la mazza ogni volta che uno si presenta a battere perchè dovrebbe portare con sè una sega. Ma ci sono situazioni in cui un recidivo viene tenuto sotto osservazione, e in un momento cruciale della partita è facile sentire "Hey arbitro, dai un'occhiata alla sua mazza". Successe a Norm Cash di Detroit mentre si dirigeva nel box di battuta, con punteggio pari e corridore in terza base. Weaver avvisò l'arbitro di controllare la mazza e Cash fece prontamente dietrofront per dirigersi verso la panchina e cambiare la mazza. Risultato?. Fuoricampo di Cash. Nel 1978 Hal McRae dei Royals venne accusato più volte di usare mazze truccate. Gli arbitri, insospettiti, segarono più volte le mazze incriminate. ma il risultato fu quello di trovare solo segatura sparsa per terra. In Minor League vi fu l'abitudine di inserire all'interno della mazza un tubo riempito parzialmente con mercurio. La sostanza, essendo  pesante, garantiva un impatto devastante sulla pallina. Il fatto curioso era che, tenendo la mazza in verticale, la stessa sembrava più leggera. Ma quando iniziava lo swing, il mercurio si spostava all'interno del tubo per effetto della forza centrifuga e la mazza diventava più pesante col risultato di ottenere legnate più lunghe. Il Sig. Mercurio non giocò mai in Major League, pur possedendo una mazza invincibile. Anche l'universo della conservazione delle mazze  è lontano dall'essere semplicemente prosaico. Durante l'inverno, Frankie Frisch teneva le sue mazze nel fienile come fossero prosciutti. Honus Wagner invece, aveva un approccio scientifico e per evitare il deperimento del legno dovuto principalmente a fattori climatici, teneva le sue mazze a bagno nel CREOSOLO, sostanza disinfettante derivata dal petrolio meglio nota col nome di IDROSSIMETILBENZENE oppure METIL-FENOLO. Frank "Home Run" Baker, prima base dei Phillies, non rivelò mai il suo unguento segreto per conservare al meglio le mazze. Jimmy Frye di Baltimore era più grezzo e rustico. Lui insaponava le mazze con olio motore. Altri giocatori sbattevano la mazza contro superfici dure per meglio compattare il legno. "OH!, the baseball bat", con le venature sottili, con le venature larghe. Ogni giocatore ha la sua scelta e ha la sua teoria di conservazione per mantenerla sempre fresca e vivace, se vuoi che ti dia il meglio.

Verso la metà del secolo scorso, vi fu un notevole aumento della produzione di mazze di legno di frassino. Essendo più leggero dell'hickory, il frassino si adattava meglio per essere usato anche dai giocatori che non disponevano di forza bruta come quella di B.Ruth, J.Foxx, K.K.Keller, J.Jackson, L.Gerhig, H.Wilson. Ma col passare del tempo, il frassino tendeva a sfogliarsi, perdendo così la sua compattezza. Ecco allora che i giocatori iniziarono una nuova attività che prese il nome di Boning The Bat, ossia sfregavano la testa della mazza con un grande osso di bovino appena macellato, ripristinando così la giusta densità al legno di frassino. In seguito venne usato un cilindro di porcellana e al giorno d'oggi gli stessi produttori di mazze come la Louisville Slugger dispongono di uno specifico attrezzo per ossare le mazze prima della consegna.




Babe Herman (1903-1987) esterno dei Brooklyn Dodgers, era sempre alla ricerca di mazze diverse da usare. Una volta chiese al bat-boy di andare a prendere una dozzina di mazze. Quando il bat-boy ritornò, Herman esaminò le mazze provandole con qualche swing a vuoto e disse "No, non le voglio, mi servono mazze più pesanti". Il bat-boy raccolse le mazze e le riportò nello spogliatoio. Una settimana più tardi Herman chiese ancora al bat-boy di portare delle mazze. Il ragazzo andò nello spogliatoio e prese le stesse mazze della settimana precedente. Herman ne provò qualcuna. "Finalmente, ecco le mazze che volevo". Si rivolse al bat boy e disse: "Fai un ordine di 2 dozzine per me".