Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

domenica 28 agosto 2011

MORDIMI IL SEDERE

Nel baseball si sa, sono tanti i giocatori che si affidano alle cure del trainer o a quelle mediche in seguito agli infortuni riportati durante l'attività agonistica. Ogni anno, quella che si chiama disabled list, rappresenta la nota dolente di tanti managers i quali sperano all'inizio del campionato di avere tutta la squadra in salute almeno per buona parte della stagione. Dall'altra parte la disable list rappresenta una fonte di speranza per tanti Minor Leaguers che vedrebbero la possibilità di un avanzamento di categoria oltre all'opportunità di farsi notare per poter agguantare un ingaggio nella Major League. Gli infortuni sono frequenti specialmente negli sport dove predomina il contatto fisico. Il baseball non è uno sport propriamente violento, tuttavia le percentuali di rischio infortunio non sono da sottovalutare in quanto il lancio della pallina e lo swing della mazza rappresentano movimenti esplosivi che impegnano anche legamenti e tendini. Tutti sanno ormai che i lanciatori sono inclini ad accusare dolori al braccio in particolare alla spalla e al gomito. Altresì i battitori i quali risentono dei dolori provocati dalla rotazione delle anche, dolori che si trasmettono alla schiena, ai polsi, ed anche alle ginocchia. Tutto questo senza tener conto che una pallina battuta assume rotazioni ed effetti talvolta improvvisi e il rischio di un rimbalzo falso con brutte conseguenze al volto non è trascurabile. Aggiungiamo anche i contatti tra corridore e ricevitore talvolta dolorosi e pericolosi per non parlare di qualche lanciatore smaliziato che tira al corpo del battitore e qualche corridore che scivola con la gamba alzata. Insomma, alla fine questo gioco è pericoloso tanto quanto attraversare un fiume con i coccodrilli. Ma gli infortuni ai giocatori di baseball non avvengono solo in campo, ma anche fuori dallo stesso e quando ciò avviene, nella sua triste dimensione, l'infortunio, assume un risvolto divertente e curioso per non dire quasi biasimevole. È il caso di Sammy Sosa, che in seguito ad uno starnuto gli si bloccò la schiena e fu costretto a stare a letto per 2 giorni. Ma l'infortunio più clamoroso successe a Glenallen Hill esterno dei Toronto, nel 1990. Hill stava dormendo ed ebbe un incubo che riguardava i ragni. Si, avete letto bene, lo scrivo ancora: incubo con i ragni. La fobia di Hill nei confronti di questi insetti lo portò ad azioni violente nel sonno al punto che saltò giù dal letto e cominciò a sbattere il suo corpo contro il muro come se volesse liberarsi dai ragni. La moglie, svegliatasi di soprassalto chiamò l'ambulanza perchè il marito era sanguinante alla testa alle braccia e alle gambe. Finalmente Hill si accasciò per terra ferito e con diversi tagli su tutto il corpo. Lo portarono all'ospedale e successivamente la moglie tornò a casa per pulire il sangue che non era di nessun ragno. "Stavo sognando quelle bestiacce", dirà in seguito Glenallen. "Non sto scherzando, volevo liberarmene al più presto". Nel 1990 David Wells, lanciatore, mentre era sonnambulo ruppe il vetro della finestra della camera da letto con la mano con cui lanciava. "Difficile riposare la notte". Altri non hanno avuto molta fortuna nemmeno di giorno. John Smoltz, lanciatore di Atlanta, si ustionò il petto indossando una T-Shirt che era stata pressata col calore per imprimere il nome della squadra. Ruben Sierra si infortunò alla gamba nel tentativo di salvare il figlio sulla scala mobile di un centro commerciale. Von Hayes, esterno dei Phillies, andò in disabled list perchè si tagliò un dito con una sega rotante nel tentativo di ripararla. Scivolò e per proteggersi dallo strumento allungò il braccio infortunandosi. Questi bizzarri infortuni non sono senza precedenti. "Take me out to the ballgame, ma non fatelo in taxi. Il consiglio di non chiudere la portiera del taxi prima di essere completamente usciti dal veicolo, non è stato seguito alla lettera. John Smiley dei Pittsburgh si infortunò alla mano chiudendola nella portiera di un taxi. Non lanciò per un mese, mentre la squadra stava battagliando per vincere il titolo di lega. Lo stesso accadde a Nolan Ryan. Mariano Duncan dei Cincinnati soffrì di cervicale perchè prese un taxi con gli schienali bassi e senza poggiatesta. Casey Stengel addirittura venne investito da un taxi a Boston che gli costò la rottura della gamba e due mesi lontano dai campi da baseball. Alan Trammell di Detroit si travestì da Frankenstein durante l'Halloween Party. Cadde dai trampoli infortunandosi alla gamba. Sempre Trammell, si stava accomodando al tavolo in un ristorante quando Dave Rozema, suo compagno di squadra, innavvertitamente tolse la sedia e il povero Trammell cadendo si infortunò alla schiena. Per di più possedeva un oggetto di vetro nella tasca posteriore che si ruppe e qualche frammento si infilzò nel suo sedere. Il 3 Settembre del 1988 il seconda base Lou Whitaker si infortunò ai legamenti del ginocchio mentre stava ballando ad un party con amici. Attenzione ai catchers dei Mets. Barry Lions nel 1987 andò a sbattere contro il lanciatore John Tudor dei Cardinals nel tentativo di effettuare una presa al volo in territorio foul. Tudor venne ricoverato col ginocchio rotto. Lo stesso accadde a Danny Cox sempre dei Cardinals il quale riportò una leggera frattura all'anca. Entrambi gli episodi avvennero nel giorno di Pasqua. Se Barry Lions è in circolazione, state lontano dai foulballs. Un altro catcher dei Mets, Mackey Sasser prese una sedia e si sedette posizionando una gamba della sedia sopra l'alluce del lanciatore Doc Gooden...OUCH! CHE MALE!. Bobby Ojeda, altro lanciatore mancino dei Mets, si tagliò la mano sinistra mentre potava la siepe di casa sua. Tutti ricordano Vince Beep-Beep Coleman, velocissimo esterno dei St.Louis. Prima di Game 4 dei Play Off del 1985, gli addetti alla manutenzione del campo azionarono la macchina che stende il telone protettivo in caso di pioggia. Coleman era sul campo e, non accorgendosi della macchina, venne investito dalla stessa e il giocatore si infortunò al ginocchio.
Vince Coleman
Venne portato in ospedale col taxi, ma il cab ebbe un incidente che peggiorò la condizione di Coleman. Anche questo è il baseball, dove gli infortuni fanno parte di questo mondo costellato di pazzia e ingenuità. Fate molta attenzione ai taxi, ai catchers, e soprattutto quando volete coricarvi per un buon riposo notturno. Per ultimo, ecco un infortunio veramente storico. Clarence Blethen era un giocatore di Minor League, che fece un paio di apparizioni in Majors durante i suoi 18 anni di carriera. Ebbene, Clarence detiene un record. È l'unico giocatore della storia che è riuscito a mordersi il sedere, si, il suo culo. Blethen era un lanciatore che portava la dentiera e quando saliva sul mound se la toglieva e la metteva nella tasca dietro. Durante una partita andò in battuta dimenticandosi la dentiera in tasca. Avvenne nel 1923 quando Blethen giocò per i Boston. Fu l'unica volta che arrivò in base e, scivolando in seconda, la sua dentiera gli morsicò il sedere. Venne sostituito per sanguinamento alla natica dovuto al suo morso.
             

mercoledì 24 agosto 2011

TAXI DRIVER

Con una spettacolare presa in tuffo, il seconda base dei Cubs Darwin Barney, la più impopolare e sconosciuta persona esistente nella South-East degli Stati Uniti, pone fine all'hitting streak di Dan Uggla dei Braves, fermando la striscia a quota 33 partite consecutive con almeno una battuta valida ottenuta. Un risultato prestigioso nel baseball odierno considerando i frequenti cambi di lanciatori durante le partite e le difese sempre più protagoniste con giocate spettacolari e di altissimo livello atletico. La fine dello streak di Uggla mi riporta indietro nei ricordi per cercare il nome di colui che decretò la fine dello streak più prestigioso della storia del baseball. Sto parlando ovviamente della striscia di 56 partite consecutive effettuato da Joe Di Maggio nel 1941. Zappando e scavando nel Web, mi sono trovato a Cleveland il 17 Luglio del 1941. Gli esperti del gioco sanno che in quella data Di Maggio non realizzò nessuna battuta valida grazie alla robusta performance del lanciatore partente Al Smith, del lanciatore di rilievo Jim Bagby Jr. e soprattutto grazie a due giocate strepitose del terza base dei Cleveland, un giocatore oscuro e misterioso, mai apparso in qualche nota di merito. Quel giorno però, si guadagnò il suo spazio di notorietà. Il suo nome è Ken Keltner. Oltre a lui, ci furono altri 4 giocatori che contribuirono alla fine dello streak di Di Maggio. Contro Al Smith, lo Yankees Clipper ottenne una base su ball e due secche battute lungo la linea di foul di terza base. Keltner con due giocate istintive catturò le insidiose battute riuscendo ad eliminare in prima base l'accorrente Di Maggio. Più tardi, all'ottava ripresa, Di Maggio si presentò per l'ultimo AB della partita contro il rilievo Bagby. Jim Bugby morì nel Settembre del 1988 a causa del cancro che lo colpì alla trachea. Aveva 71 anni. Non fu più in grado di parlare dal 1982 e gli sarebbe piaciuto avere un nastro registrato per poter rispondere alle domande riguardo lo streak di Di Maggio. La moglie, che riusciva a leggere il movimento delle labbra disse che il marito lanciò soltanto lanci dritti e che Di Maggio ne colpì uno in pieno che però finì diretto verso l'interbase Lou Boudreau. Il difensore fece un'acrobazia perchè la pallina battuta ebbe un rimbalzo anomalo proprio davanti a lui. Con un gesto istintivo Boudreau allungò il braccio e prese la pallina a mano nuda, la lanciò al seconda base per iniziare un doppio gioco. Fu così che terminò lo streak di Di Maggio. Ma, aspettate, non è finita. La vicenda si fa interessante e ricca di curiosità e di coincidenze. Qualcuno si appellerebbe al destino o al caso o alla fatalità. Dopo questa partita, Di Maggio ottenne un altro streak di 16 partite consecutive con almeno una valida. Ve lo immaginate?, 73 partite di hitting streak. 56 partite è un qualcosa di irraggiungibile, 73 sarebbero da associare a qualcosa che non appartiene a questa Terra. Eppure, c'è mancato pochissimo, un niente, per poter assistere ad una impresa eroica da parte di Di Maggio. In quella partita gli Yankees conducevano per 4 a 1 alla nona ripresa e presentarono 5 giocatori alla battuta. Se gli Indians avessero pareggiato nella parte bassa della ripresa, Di Maggio sarebbe stato il terzo battitore a presentarsi nel box alla decima ripresa. Lefty Gomez, il lanciatore degli Yankees, iniziò la nona ripresa concedendo una valida. Dopo un time-out chiesto dal manager Joe McCarthy, il successivo battitore degli Indians ottenne un'altra valida. A quel punto il manager sostituì Gomez con il miglior lanciatore della lega, il closer Murphy, che era in testa alla classifica delle salvezze. Vincendo la partita, Murphy avrebbe anche eliminato ogni possibilità per Di Maggio di andare alla battuta. Il nome Larry Rosenthal vi dice qualcosa?. Niente, quel nome si trova nella terra di nessuno, ma quel giorno Rosenthal, .209 di media battuta, quasi salvò lo streak di Di Maggio. Entrò come pinch-hitter e con 2 corridori in base colpì il lancio di Murphy spedendo la pallina nella zona centro-destra del campo, in mezzo tra J. Di Maggio e Tommy Henrich. Gli Indians segnarono due punti e Rosenthal arrivò in terza base dopo aver inciampato in prossimità della seconda base. In molti affermarono che Rosenthal avrebbe avuto la possibilità di arrivare a casa base, pareggiando la partita e offrendo a Di Maggio l'occasione di andare a battere alla decima ripresa. In quel momento la situazione della partita era la seguente: nona ripresa, 4 a 3 per gli Yankees, zero eliminati e corridore in terza. Si presentò alla battuta Hal Trosky che ottenne una rimbalzante verso il prima base Johnny Sturm, che raccolse la palla e completò l'eliminazione. Un eliminato, Rosenthal fermo in terza. A battere si presentò Clarence Campbell, pinch hitter mancino, al posto del lanciatore Bagby. Campbell colpì forte a terra in direzione del lanciatore Murphy il quale raccolse la palla e vide che Rosenthal era distante dalla terza base. Rapidamente Murphy si diresse verso il corridore intrappolato ormai tra la terza e la casa base. Nel frattempo Campbell arrivò salvo in prima base e inspiegabilmente rimase fermo osservando Rosenthal preso in trappola. In quella situazione Campbell avrebbe dovuto correre verso la seconda base perchè una successiva battuta valida gli avrebbe permesso di segnare il punto del pareggio. Rosenthal venne eliminato e Roy Weatherly rappresentò l'ultima speranza per Cleveland e per Di Maggio. Il prima base degli Yankees, Johnny Sturm, giocava vicino al sacchetto per controllare il corridore Campbell. Weatherly battè una secca rimbalzante lungo la linea di foul del sacchetto di prima base. Il difensore la raccolse e col piede sul sacchetto completò l'eliminazione. Se Campbell, mentre Rosenthal era stato preso in trappola, fosse andato in seconda base, Sturm avrebbe giocato lontano dal sacchetto di prima base e la battuta di Weatherly sarebbe stata come minimo una valida da due basi e Campbell avrebbe segnato il punto del pareggio e, chissà, forse oggi nel libro dei records non ci sarebbe più 56, ma 73. A fine partita il terza base di Cleveland, Keltner, fu scortato dalla polizia perchè gli amici di Di Maggio lo volevano aggredire. C'è un'ultima domanda. Chi effettuò il lancio dall'esterno che costrinse Rosenthal a fermarsi in terza, Henrich o Di Maggio?. I giornali non ne parlarono. Il seconda base Joe Gordon, che avrebbe ricevuto il lancio dall'esterno posizionandosi come uomo di taglio, è morto così come il terza base Red Rolfe e il lanciatore Murphy. Rosenthal, Bill Dickey, catcher degli Yankees, e Henrich non si ricordano. Di Maggio, persona schiva e poco comunicativa, alla domanda "Ti ricordi chi fece quel lancio dall'esterno?", semplicemente rispose di no. Tommy Henrich riassume nel modo migliore tutta la vicenda. "Sarebbe stato molto facile manovrare la pallina permettendo a Rosenthal di segnare il punto del pareggio, ma quando si parla di onore nello sport, stiamo parlando di baseball". Prima della partita, Joe e il suo roommate Gomez, presero un taxi per arrivare al campo. Il taxista li riconobbe e rivolgendosi a Di Maggio gli disse, "Spero che tu possa continuare con il tuo streak, ma ho la brutta sensazione che oggi non farai nessuna valida". Gomez, infuriato, disse al taxista di stare zitto e di pensare a guidare. Ken Keltner lo troviamo in una breve apparizione nel film Major League del 1989 nel ruolo di consulente tecnico per il reclutamento dei giocatori della squadra più scassata d'America. Morì nel Dicembre del 1991.
Ken Keltner