Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

venerdì 24 giugno 2011

BASEBALL FOOD (KOREA)

Nel 1982 ci recammo in Korea del Sud per disputare il mondiale a Seoul. Anche in questa occasione la sistemazione e l'organizzazione furono di prima classe. Infatti alloggiammo all'Hotel Sheraton Walker Hill situato alla periferia di Seoul. L'albergo era dotato di tutti i comfort possibili. C'era il cinema, c'erano i negozi per lo shopping, il casinò e tanto altro compreso il barbiere e un centro benessere.
L'ampio divario tra ricchezza e povertà mi colpì soprattutto quando vidi poco lontano dall'albergo un signore seduto ad un lato della strada che aveva deposto sull'asfalto un pò di ortaggi, della serie 4 o 5 patate, una decina di carote, 3 o 4 pomodori, qualche ciuffo di insalata, almeno così mi sembrava dall'aspetto e dal colore. Il clima caldo e umido e il contatto con la strada avrebbero deteriorato la verdura in brevissimo tempo. In questi ultimi anni, abbiamo potuto fare conoscenza con tanti documentari che si potrebbero riassumere sotto il titolo di Orrori Gastronomici. L'unica cosa che sapevo, a quel tempo, erano i racconti di mio padre il quale, per un periodo, lavorò in Nigeria. Al suo ritorno mi disse che da quelle parti mangiano le cavallette, sia cotte che crude. Con questi pensieri in testa e il desiderio di trovare delle risposte gastronomiche, mi recai al grande mercato di Seoul, da una parte incuriosito, e dall'altra parte ero intenzionato ad acquistare una piccola borsa in pelle in quanto era giunta voce che costavano molto poco, all'incirca 2 o 3 dollari. In più vi era la possibilità di averla personalizzata col proprio nome cucito sopra all'istante. Dopo una visita all'enorme magazzino NIKE, 3 piani completi con ogni modello nuovo della nota ditta di scarpe, mi incamminai verso il mercato. Capii di essere nelle vicinanze quando iniziai a respirare degli odori diversi e strani, poco piacevoli. Rimasi sorpreso nel vedere un febbrile viavai di persone brulicante in ogni direzione come fossero un esercito di formiche in preda all'agitazione. Tante bancarelle, mercanzia di ogni tipo, colori e confusione, fumi, vapori di cibi cotti e bolliti. Ero talmente incuriosito che la mia testa girava a destra e sinistra in continuazione e non mi rendevo conto di urtare le persone che che mi passavano vicino. Una di queste mi urlò qualcosa di incomprensibile, mi voltai e vidi una signora con larghi pantaloncini lunghi fino al ginocchio, gambe storte tipo cavallerizzo e i piedi piccolissimi, quasi da neonato. Di lì a poco trovai le mie risposte quando mi fermai proprio davanti ad una bancarella che mostrava dei tagli di carne che erano stati appesi con un gancio da macellaio. La cosa sgradevole fu la vista di vari insetti, come mosche, moscerini e simili che ronzavano intorno a questi pezzi di carne. Inoltre vidi anche che c'erano delle gabbie che contenevano roditori, serpenti e scimmie. Sul banco vi era una bella stesa di ortaggi colorati i quali decoravano i vari pezzetti di carne arrosto di colore scuro e non saprei dire con certezza a quali animali appartenessero. Potevano essere parti di uccelli, serpenti o addirittura insetti. Una certezza l'ho avuta quando vidi un gruppo di spiedini composti da grosse larve biancastre avvolte in una lucida sostanza che mi ricordava il caramello. Mi allontanai disgustato pensando che sarei morto di fame piuttosto che assaggiare certi cibi. Ma il bello doveva ancora venire. Camminando in direzione dello stadio Jamsil di Seoul, fui investito da un forte odore penetrante e caldo di cibo arrosto. "Cosa mai poteva essere?", pensai. Davanti allo stadio c'era un baracchino che assomigliava a quello di un caldarrostaio che serviva qualcosa tipo noccioline, anacardi, mandorle o pistacchi in fogli di carta arrotolati a forma di cono. Mi avvicinai e con orrore vidi che in realtà si trattava di scarafaggi tostati di color marrone, con tutti i zampetti rattrappiti sull'addome.
Non mi fermai a vedere la partita, ma ritornai all'albergo con la fotografia stampata nella mia mente di un bel piatto di spaghetti con olio e parmigiano. Quel Mondiale rappresentò per la squadra Gioia e Delusione. La partita di esordio contro la Korea del Sud ci vide trionfanti, con una bella vittoria per 2 a 1, con un grande Dave Red Farina sul monte di lancio. Il Rosso pitcher del Parma lanciò tutta la partita con grande intensità, cuore e orgoglio. "They ain't gonna touch me!", mi disse il giorno prima. Quella partita fu la prima ufficiale nel nuovo stadio Jamsil di Seoul, la cui costruzione venne iniziata nel 1980 e terminò nel Luglio di quell'anno. Un bellissimo stadio, con 30.000 posti a sedere.
Jamsil Stadium
Fu l'unica sconfitta della squadra Koreana in quel torneo e, in seguito, sarà la regina del Mondiale per la prima volta. Sempre in quella partita, l'asso Koreano, Dong-Won Choi, entrò a lanciare alla settima ripresa. Terminato il Mondiale, firmò un contratto con la squadra giapponese dei Lotte Marines ( qui). Un altra grande vittoria fu quella ottenuta contro la squadra del Giappone per 3 a 2. La parte del protagonista la fece il mancino Louis Colabello, che concesse solo 3 valide al forte line-up nipponico. Philip Sartori, Nettuno, entrò a chiudere la partita alla nona ripresa consegnando alla squadra Italiana la prima e ufficiale vittoria storica contro il team del Sol Levante. Con due successi così prestigiosi il morale della squadra era altissimo e affrontammo l'Olanda sicuri di vincere. A metà partita eravamo in vantaggio per 10 a 5. Alla nona ripresa invece eravamo 11 a 8. L'Olanda era la squadra di casa e realizzò i 3 punti del pareggio. Fu un momento tremendo che si trasformò in disperazione quando all'11° inning l'Olanda segnò il punto della vittoria. La partita assunse dimensioni quasi esoteriche, una sorta di magia nera. Il formidabile Charlie Urbanus in 6 turni di battuta ottenne 6 valide e 6 punti battuti a casa, 6-6-6, il numero del Diavolo. Quella sconfitta fu solo la prima di una serie che ci portò ad un risultato deludente in una competizione mondiale. Non vincemmo più una partita e l'ombra di quella sconfitta contro l'Olanda fu la causa principale di una discesa agli inferi, una debacle emotiva che rappresentò l'incubo sempre più reale giorno dopo giorno. L'Old Game insegna!.

Seoul-Korea-1982




In piedi da Sinistra: A. De Carolis, R. Bianchi, J. Noce, R. Bagialemani,
D. Borghino, L. Colabello, R. Radaelli, P. Ceccaroli, J. Guggiana, P. Sartori,
G. Carelli, R. Mari. In ginocchio da Sinistra: M. Romano, J. Cortese, C. Cattani, C. Orsi (mass.), R. Frinolli (prep. atl.), T. Lo Nero, P. Gagliano, M. Camusi,
G. Costa, S. Zucconi, S. Morville, G. Faraone

Charlie Urbanus