Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

giovedì 16 giugno 2011

BASEBALL FOOD (GIAPPONE)

Dopo un lungo viaggio durato 27 ore arrivammo a Tokyo in Giappone per disputare i Mondiali Amateur di Baseball. Era il 1980. All'età di 21 anni mi apprestavo a gareggiare nel mio primo Campionato del Mondo. Chiaramente ero emozionatissimo e nonostante il volo da Odissea Omerica ero fresco e non vedevo l'ora di confrontarmi con i big di tutto il pianeta.Facemmo scalo in Arabia Saudita, in Nepal, a Singapore, Seoul, Hong Kong e Tokyo. La questione cibo, che tanto mi preoccupava, fu subito risolta perchè alloggiammo in un lussuoso albergo con la cucina internazionale. Questo albergo fu meta prediletta di tanti rappresentanti delle migliori marche di HI-FI, impianti stereofonici, radio, audio-cassette-player e tutto ciò che la tecnologia audio-video metteva a disposizione. Per la prima volta in assoluto facemmo la conoscenza del primo walkman della storia, il modello TPS-L2 del colosso SONY lanciato sul mercato giapponese nel 1979 e arrivato in Europa nel 1980. In Italia era ancora sconosciuto, o quasi.
 Il Giappone vanta una profonda tradizione nel gioco del baseball la cui nascita risale al 1872 da parte di Horace Wilson, un veterano della Guerra Civile Americana che si recò in Giappone in qualità di educatore e insegnante di Inglese. La prima squadra, i Shimbashi Athletic Club, nacque nel 1878. Con queste premesse si capisce che il baseball in Giappone rappresenta un qualcosa che va oltre la semplice pratica di una disciplina sportiva. L'organizzazione è talmente capillare tanto da annoverare una serie di leghe e divisions in netta concorrenza col sistema americano. Ci sono i professionisti, le Leghe Minori, i Semi-pro, Università e via discorrendo fino ad arrivare alle Little Leagues. In Giappone si gioca a baseball anche la mattina, prima di affrontare una giornata di lavoro. Gli stadi sono belli, moderni, tecnologici e capienti ed offrono ai tanti tifosi il massimo comfort per assistere allo svolgimento di una gara. I ristoranti non mancano, e sappiamo che il sushi è il piatto tradizionale Nipponico ma non solo. L'hot Dog è stato reinserito negli stadi dopo la sua esclusione che avvenne nel 1934 a causa del fatto che i giapponesi non gradivano la salsiccia e la buttavano via per mangiarsi solo il pane. Questa esclusione è durata 74 anni e l'hot dog è riapparso nel rinnovato e nuovo stadio di Hanshin Koshien stadium vicino a Osaka, che in origine venne costruito nel 1924. I tifosi giapponesi durante le partite gradiscono molto il Bento che rappresenta un pasto a base di riso ed okazu ovvero diverse specialità di pesce, carne, verdure cotte o marinate, e tofu accompagnati da una tazza di tè verde. Viene servito in un vassoio con tovaglioli e bastoncini. Altro piatto popolare da stadio è il soba che consiste di sottili tagliatelle di grano saraceno, solitamente cotti e serviti con varie salse e condimenti. Il piatto standard è il kake soba, a base di tagliatelle di soba bollite e servite in una tazza di brodo caldo chiamato tsuyu con una base di salsa di soia e guarnito con fettine di negi, una verdura come le cipollette. La soba viene virtualmente sempre mangiata con i bastoncini e in Giappone è tradizionalmente considerato educato mangiare gli spaghetti rumorosamente. Questo è specialmente comune con la soba calda, dato che aspirandoli rapidamente in bocca questi vengono raffreddati, cosa importante quando si mangia in fretta. Sorprendentemente notai che negli stadi giapponesi, oltre alle bevande classiche e tradizionali, il consumo della birra è ampiamente valutato dai tifosi e devo dire che in estremo oriente i produttori di birra non sono secondi a nessuno. Vi è quella chiara, rossa e scura, birra a doppio malto e con whiskey. Insomma, la varietà non manca nemmeno per soddisfare il più acerrimo bevitore di birra tedesco. Nel Mondiale di quell'anno, la Nazionale Italiana si comportò egregiamente vincendo 5 incontri su 11. Da sottolineare la vittoria contro gli Stati Uniti con Dave Di Marco sul monte di lancio impeccabile e sorretto da un attacco che collezionò 12 punti contro i 5 degli USA i quali iniziarono la partita presentando sul monte di lancio Frank Viola, che diventerà il lanciatore vincente delle WS del 1987 vinte dai Minnesota Twins. Lo stadio di questa vittoria fu il Korakuen Stadium, costruito nel 1937. Il diamante era costituito interamente da terra dal colore molto scuro, tipo melanzana dovuto al fatto che presentava una alta percentuale di materiale lavico polverizzato. In questo stadio, demolito nel 1987, giocavano i Yomiuri Giants. Michio Nishizawa nel 1942 effettuò 311 lanci in una storica partita durata 28 riprese. I cantanti Madonna e Michael Jackson fecero concerti da sold out davanti a 135.000 persone. Un'altra partita importante fu quella che perdemmo contro la Nazionale giapponese per 8 a 6 all'ultima ripresa davanti a circa 20.000 tifosi. Lo stadio era l'avveniristico Yokohama Stadium di Tokyo. Il campo da gioco era completamente costruito con erba sintetica, un aspetto del tutto nuovo per noi. Chi ha giocato sul sintetico lo sa, la pallina rimbalza come se fosse quella da ping pong. Ad ogni modo, come potete vedere nelle immagini,

 lo stadio aveva un aspetto altamente tecnologico e futuristico, il monte di lancio era a scomparsa per permettere lo svolgimento delle partite di Football e di Calcio. Fu l'unico stadio al mondo con tale caratteristica. Quella giapponese rimane una delle più belle esperienze sportive, arricchite da un'accoglienza straordinaria e da un'educazione ed un servilismo quasi maniacale. In albergo ogni più piccola richiesta veniva soddisfatta a tempo di record. Anche il semplice asciugamano pulito, dopo una manciata di secondi veniva consegnato dal personale con una cornice di inchini e sorrisi. Ora, dall'aeroporto di Tokyo, migriamo verso sud alla volta di Seoul, Korea. È il 1982.