Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

mercoledì 18 maggio 2011

THE KILLER IS GONE

Un commediografo non potrebbe preparare una scena migliore. Una tiepida giornata di Luglio a Bloomington, Minnesota, nel 1965. Al Metropolitan Stadium c'erano più di 35.000 tifosi mentre la squadra dei Twins affrontava i detentori dell'American League. Gli Yankees di New York. Con 2 out al 9° inning, Rich Rollins dei Twins era sul sacchetto di  prima base. Gli Yankees stavano conducendo per 5 a 4 e nel box di  battuta si presentò Harmon Killebrew con i suoi 95kg di peso e  35 once di mazza tra le mani. Stava per affrontare il lanciatore destro degli Yankees Pete Mikkelsen, 190cm di altezza per 100kg di peso. Un confronto fra titani, forza e potenza contro potenza e forza.
Mikkelsen portò il conteggio dei lanci a 3 balls e due strikes contro il temuto slugger. Killebrew ottenne due fouls sui lanci successivi mantenendo alta la speranza del successo della sua squadra. Poi, d'un tratto, il respiro dei tifosi si bloccò in sospensione. Il lanciatore sparò una dritta veloce come un proiettole. Il grande slugger, col peso del corpo gira la mazza e colpisce la palla. Il contatto è secco e il rumore riecheggia per tutto lo stadio. La traiettoria della pallina è alta e lunga e si perde nelle tribune sopra l'esterno sinistro a 400 piedi di distanza. I Twins vincono per 6 a 5. "Fu un momento emozionante", ricorda Killebrew, "quella vittoria consolidò la nostra posizione in vetta alla classifica". Due sere dopo nella All Star game, Killebrew fece un altro homer spedendo il lancio di Jim Maloney nei posti a sedere sulle tribune. Ecco un esempio di uno dei più grandi slugger che hanno solcato i  campi degli Stati Uniti d'America. Harmon Killebrew terminò la carriera con 573 homers, più di ogni altro battitore destro dell' American  League in quel tempo. Solo Babe Ruth ne fece di più, e solo Babe  Ruth e Ralph Kiner fecero homers con maggior frequenza di colui che è chiamato il Killer. Harmon fece un homer ogni 14,4 apparizioni alla battuta. I critici ritengono Killebrew un player "unidimensionale" riferendosi alla sua media battuta vita di appena.256. Non era veloce  sulle basi e non aveva un ruolo difensivo ben definito. The Killer faceva solo fuoricampi, ma lo faceva bene e il posto a Cooperstown ne è viva  testimonianza. Nato e cresciuto nell'Idaho, Killerbrew è stato un grande atleta vincendo l'All American come quarterback delle high schools statunitensi. In quell'occasione accettò la borsa di studio per l'Università dell'Oregon iniziando così il suo cammino verso lo sport che più amava.Il senatore Herman Welker si recava spesso al Griffith Stadium. In quel periodo la squadra dei Senators si trovava in  difficoltà a causa degli scarsi risultati sul campo. Welker parlò al proprietario Clark Griffith dicendogli che c'era  un ragazzo nell'Idaho in grado di poter giocare nella squadra risollevandone le sorti. Fu allora che Griffith mandò uno scout, Ossie Bluege, per dare un'occhiata al giovane Killebrew. "Quando Bluege arrivò a Payette!", ricorda Harmon, "Stava piovendo e sembrava che non  si potesse giocare quel giorno.Bluege mi disse se volevo allenarmi con la squadra di Washington. Gli risposi di si, ma avendo accettato la borsa di studio, dovevo giocare con la squadra dell'Università". Poi successe che le nuvole si allontanarono lasciando alle loro spalle un cielo limpido e azzurro. Subito gli addetti si adoperarono per rendere praticabile il campo.Killebrew conosceva quel campo sin dalla tenera  infanzia e mai aveva visto un giocatore battere un fuoricampo a sinistra, dove il campo misurava 400 ft. Quella sera Harmon ottenne un homer e la pallina atterrò in un prato adiacente. Mr Bluege andò a recuperare quella pallina e facendo un calcolo approssimativo affermò che quel fuoricampo misurava circa 437ft. Subito telefonò a Griffith il quale rispose: "Non male per un ragazzo di 17 anni. Andiamo dai suoi genitori e concordiamo il contratto!". Fu nel 1959 che lo slugger iniziò la sua cavalcata che lo porterà a  realizzare 573 homers in carriera. Non fu facile per lui perchè dovette affrontare infortuni al ginocchio e il continuo cambio di ruolo difensivo. Da interbase a prima base, da terza base a esterno sinistro. In un modo o nell'altro  il suo nome doveva essere nel line-up. Nel 1961 la squadra si  trasferì a Minnesota. "Ero molto ansioso per lo spostamento", disse Killebrew, "pensavo che stavamo diventando una buona squadra e che i tifosi  meritavano questo. Non fui molto contento all'inizio". Ma il nome di Killebrew stava mietendo vittime tra i lanciatori e il suo soprannome "The Killer" rappresentava l'altro aspetto di una straordinaria persona di vera classe. La sua disponibilità e gentilezza rimarranno impresse nella mente di tutti dai giocatori ai tifosi, dalla stampa agli arbitri. Mai un gesto nè una parola fuori posto contro i direttori di gara. Anche quando sbagliavano una chiamata "Good call Sir!", così rispondeva Killebrew. Negli anni 1962, 1963 e 1964 guidò la classifica degli homers con 48, 45 e 49. Oltre a Mickey Mantle, anche Killebrew si guadagnò l'appellativo di Tape Measured Homer. Nel 1964, il giorno 24 di Maggio, contro Milt Pappas dei Baltimore, il Killer sparò una volata di 475ft sopra l'esterno centro al Memorial Stadium che risulterà essere la legnata più lunga effettuata nella storia di quel campo. Il 3 Giugno del 1967 al Met Stadium, Killebrew spedì la pallina a 520 ft.,un blast pauroso, il più lungo nella storia di quel campo. Nel Luglio del 1968 ottenne 6 RBI in una partita. Ma nel Settembre dello stesso anno Killebrew si superò. Contro gli A's realizzò un homer da 3 punti e un Grande Slam. "Le statistiche non mi hanno mai interessato", disse Harmon, "ho capito più tardi, a fine carriera quanto in realtà fossero importanti". Nelle sue 8.147 apparizioni al piatto, Killebrew non ha mai eseguito un bunt. "Mi allenavo tutti i giorni con le smorzate, solo che durante le partite non mi è mai stato chiesto di farne una. Non ho mai fatto un tentativo di bunt in una partita di Major League. Il baseball è cambiato dagli anni 50, 60, in poi", afferma Killebrew, "L'introduzione dei campi artificiali ha cambiato un pò la tecnica di gioco, specialmente per gli esterni che dovevano affrontare i rimbalzi della pallina con molta cautela. Era come giocare a Ping-Pong. Anche gli interni con "poco braccio" potevano trarre vantaggio dal prato sintetico. Tante eliminazioni in prima base avvenivano con assistenze dove la pallina rimbalzava a 3 o 4 mt davanti al difensore, acquistando velocità attraverso il rimbalzo. "Ma il cambiamento radicale del baseball, sono i giocatori", continua Harmon, "gli alti stipendi, i contratti a lungo termine ed essere Free Agent hanno modificato il comportamento, l'attitudine e il modo di pensare dei giocatori. Credo che oggi non ci sia più il divertimento come succedeva ai miei tempi". Siamo nel 1990, Harmon Killebrew ha 53 anni, lui non lo sa ma tra poco inizierà una partita di baseball, la più faticosa che un essere umano possa affrontare. Gli viene diagnosticata una infezione all'esofago e nel corso degli anni successivi deve subire ben 3 interventi chirurgici l'ultimo dei quali lo costrinse per un periodo a usare la sedia a rotelle.Ieri nell'ospedale di Scottsdale Ariz. all'età di 74 anni, dopo una battaglia durata 11 anni The Killer ha ceduto al cancro e ha deposto la sua mazza da 35 once per consegnare il suo nome all'immortalità. Ambasciatore di gentilezza e signorilità, Harmon sarà per sempre un simbolo non solo per la città di Minnesota,anche per tutti gli Stati Uniti e per tutti i tifosi dell'Old Game. Sandy Valdespino, compagno di squadra di Killebrew e manager del Rimini nel 1983 mi disse."Quando Killebrew andava a battere, gli avversari si disponevano all'esterno centro e a sinistra. Ma era inutile, perchè dovevano spostarsi sulle tribune". So long KILLER