Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

domenica 6 febbraio 2011

LA MALEDIZIONE

E' il ricordo di quella magnifica stagione del 1918. Ancora non siamo arrivati al 2004. Ci troviamo in un tempo indefinito e relativo, senza una reale percezione dell'alternanza che intercorre tra la notte e il giorno. Siamo negli anni 30, 40, 50, 60, 70, 80, 90, decadi prestigiose, caratterizzate da eventi epocali, non solo nel Baseball, ma anche all'intera umanità. C'è un qualcosa di arcano in queste decadi, un alone di misticismo e di magia. Antiche pratiche esoteriche saltano alla mente quando si parla della Maledizione del Bambino. Una tale nefasta alchimia trova il suo parallelismo con un'altra maledizione, sempre di un bambino, vissuto oltre 2000 anni fa. Quando Howard Carter, nel Novembre del 1922, risvegliò dopo un lungo sonno il faraone-bambino di nome Tutankhamon, Babe Ruth era da poco rimasto vittima del 10imo strike-out consecutivo contro il mancino Hub Pruett dei St.Louis Browns, un giovane esperto nel lanciare lascrew-ball. Quel tipo di lancio fu una maledizione così come quella del 18enne faraone d'Egitto che colpì per diversi mesi seminando vittime tra coloro che fecero parte della spedizione archeologica di Howard Carter.


Ad ovest dell'Egitto, oltre l'Oceano Atlantico e precisamente a Boston, un'altra maledizione stava assumendo proporzioni quasi apocalittiche avvolgendo tra le sue spire una squadra, una franchise tra le più antiche e gloriose di tutto il baseball. I Boston Red Sox. Questo maleficio durò per ben 86 anni, una vera calamità, dove un periodo di gioia veniva espresso con la frase "Aspetta e vedrai, tanto non ce la faranno". Un periodo di dolore invece veniva sottolineato con l'espressione "Figurati, lo sapevo". Mentre ogni stagione volgeva al termine, quando i Boston erano in testa alla classifica, sciupavano quel vantaggio perdendo sempre le ultime partite di campionato. Se invece non erano primi, in breve scomparivano. Nessuna fede e speranza per questa squadra, l'impegno e il desiderio dei giocatori non veniva nemmeno valutato. Erano dei perdenti, non alla fine, ma all'inizio di ogni stagione. Com'è potuto accadere?, com'è possibile che una squadra che vince 5 edizioni delle World Series su altrettante partecipazioni si trova in caduta libera verso un inferno durato quasi un secolo?. La risposta è semplice. È la Maledizione. Un'oscura vendetta nata nel 1920 quando Babe Ruth venne ceduto agli Yankees perchè il proprietario della squadra di Boston, Harry Frazee, trovandosi in crisi economica pensò bene di vendere il suo pezzo migliore per poter sanare le sue finanze che poi sarebbero servite per sponsorizzare No No Nanette, la sua opera teatrale in produzione a Broadway. Questo fatto è inserito nei Top 3 delle più scellerate e vergognose azioni della storia del Baseball. Le altre due sono il Black Scandal delle WS del 1919 e la distruzione dell'Ebbets Field di Brooklyn nel 1960. Procedendo con ordine, ci troviamo nel 1918, anno in cui i Boston vinsero le World Series contro i Chicago Cubs. Diversi sono gli aneddoti che riguardano la manifestazione, tanto curiosi quanto inquietanti come se possedessero la capacità di presagire un nefasto avvenimento che si sarebbe protratto per più di 80 anni. Una vera tortura, una condanna che sarebbe ricaduta anche sugli eredi, sui figli dei figli. Innanzi tutto queste World Series furono le prime in assoluto dove venne eseguito per la prima volta il brano Star spangled banner, che diventerà l'inno nazionale nel Marzo del 1931. Furono le uniche Series ad essere giocate nel mese di Settembre. I giocatori minacciarono uno sciopero perchè contrari al fatto di giocare in prossimità del rientro delle truppe militari che erano state impegnate nella Prima Guerra Mondiale e che avrebbero meritato un'accoglienza con tutti gli onori. Infatti i giocatori sfilarono ad ogni partita con la bandiera degli Stati Uniti. La richiesta dei giocatori fu quella di posticipare la data delle World Series. Infine vi furono i sospetti che i lanciatori dei Cubs Phil Douglas, Claude Hendrix e Hippo Vaughn, quest'ultimo vincitore della tripla corona per i lanciatori, avessero venduto le partite. Le indagini non portarono a nulla considerando che le pagine dei giornali dedicarono ampio spazio al rientro dei soldati dalla guerra. Tuttavia Douglas e Hendrix vennero accusati nel 1920, sempre per un giro di scommesse non legato alle World Series del 1918 e vennero sospesi a vita. Le Series vennero disputate e i Red Sox vinsero grazie all'apporto di due lanciatori di grande spessore come un giovane Ruth che vinse 2 partite senza concedere punti agli avversari per 20 riprese. L'altro pitcher fu Carl Mays che possedeva una dritta esplosiva. Entrambi i lanciatori vennero venduti agli Yankees e fu così che iniziò un'era di massima frustazione al Fenway Park. Ogni trionfo portava con sè la certezza della tragedia ed ogni momento di estasi della vittoria rappresentava la sicurezza dell'agonia della sconfitta. Nel 1946 persero alla settima contro St Louis, nel 1948 e nel 1949 persero contro Cleveland all'ultima di campionato. Nel 1967 i Red Sox persero alla settima contro i  St Louis del feroce lanciatore Bob Gibson, il quale ottenne anche l'homer della vittoria. La squadra di Boston perdeva, perdeva e continuava a perdere, non vinceva mai all'ultima partita e nemmeno in quella successiva. E nelle WS del 1975 contro Cincinnati?. Alla 12esima ripresa di quella che è considerata la più bella partita della storia del baseball, Carlton Fisk ottiene l'homer della vittoria per i Sox. Fu un trionfo, che venne spezzato puntualmente alla 7ima partita consegnando il titolo alla Big Red Machine di Pete Rose, Joe Morgan e Johnny Bench. Nel 1978 contro gli Yankees, banjo hitter Bucky Dent, ottenne un homer al Fenway per la vittoria di NY. E cosa dire del Post Season del 1986?. Nemmeno Nostradamus avrebbe potuto profetizzare simili eventi, nemmeno il miglior Alfred Hichcock avrebbe potuto ideare un drammatico thriller di tale portata. Nella National League passarono i Mets contro gli Houston vincendo Gara 5 e gara 6 rispettivamente alla 12-esima ripresa e alla 16-esima ripresa. Nell'American League i Boston vinsero gara 5 all'11-esima ripresa. Poi vinsero  gara 6 e gara 7 contro i California Angels. Ed eccoci alle World Series. Game 6, Boston conduce con 3 partite vinte. Inizia la 10ima ripresa di quella che sarà la partita più maledetta per i Boston. Il punteggio è di 3 a 3, i Mets giocano in casa. Henderson ottiene un homer e Barrett con un singolo permette a Boggs di segnare, portando il punteggio a 5 a 3 per Boston. Parte bassa della 10ima ripresa. Con 2 OUT E 2 STRIKES, Gary Carter, catcher dei Mets, ottiene un singolo seguito dal pinch hitter K. Mitchell, che ottiene un altro singolo. Il successivo battitore, Ray Knight, CON 2 STRIKES realizza un altro singolo con Carter a punto e Mitchell in terza. Va alla battuta Mookie Wilson e, sempre con 2 out e 2 strikes, il lanciatore di Boston, B. Stanley effettua un lancio basso e interno che sfugge al catcher R. Gedman permettendo a Mitchell di segnare il punto del pareggio per New York mentre Ray Knight dalla prima arriva in seconda. Al 10imo lancio Mookie Wilson ottiene una debole battuta a terra proprio davanti al prima base dei Boston, Bill Buckner, che sbaglia clamorosamente e la pallina passa in mezzo alle sue gambe permettendo a Knight di segnare il punto della vittoria per i Mets. Lo stadio sembrava che dovesse crollare da un momento all'altro, il boato dei tifosi fu come un terremoto in tutto lo stato di New York. Per più di 3 minuti il cronista della NBC, Vin Scully, non parlò ai microfoni, mentre lo spettro di Babe Ruth si ergeva inquietante sbeffeggiando la franchise che lo aveva venduto. La maledizione di Babe Ruth, la maledizione del giovane faraone, un intreccio di estasi e sofferenza verso la quale nulla è possibile, non c'è esorcismo, non c'è Dio. Ogni periodo di storia ha la sua maledizione e la nostra attuale ha il sapore del fiele più amaro.