Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

giovedì 9 dicembre 2010

CHIMICA E CARPENTERIA DELLE MAZZE

E. Averill
                                                  LA CHIMICA...CONTA
 1947. Il nuovo General Manager di Detroit, Billy Evans, ricordava un episodio della sua carriera quando era alla guida dei Cleveland Indians. Earl Averill, stava affrontando uno slump tremendo avendo realizzato una sola battuta valida in due settimane. Continuando nel suo racconto, Evans sottolineò la grande preoccupazione che affliggeva tutta la squadra. In città viveva un farmacista, un assiduo tifoso, tanto assiduo che si guadagnò la fiducia di tutti i giocatori per la sua simpatia e le sue conoscienze in materia di chimica. Lui era il Druido del baseball. Un giorno si avvicinò e disse ad Evans: "Sono in grado di fermare lo slump di Averill". Il manager rispose che era fantastico. "Fammi avere mezza dozzina delle mazze che usa Averill", aggiunse il "Druido". Evans gli diedi 6 mazze. Due giorni dopo, il farmacista tornò con una delle 6 mazze e disse che le altre le aveva tutte sezionate. Infine aggiunse che tutto ciò che Averill doveva fare era quello di effettuare il contatto con la pallina. La forma della mazza era stata modificata, in particolare il barrell, che risultava più spesso e grosso ed era evidenziato con un colore più scuro, corrispondente alla lunghezza di 15cm. Tutto il lavoro venne terminato pochi minuti prima dell'inizio della partita. Evans chiamò Averill. "Questa è la tua mazza", gli disse, " quando vai nel box pensa solo a fare contatto". Più tardi al primo turno di battuta, su un lancio curvo, Averill ottenne un singolo appoggiando la mazza sulla pallina e da quel momento in poi il battitore ottenne una sequenza di battute sensazionale: 15 valide su 30 turni. Il General Manager si impaurì perchè il farmacista non disse cosa aveva fatto alla mazza. Evans temeva che ci fosse un cilindro di ferro all'interno. Cosa sarebbe successo se Averill avesse rotto la mazza?. Per me sarebbe l'espulsione per sempre nel baseball. Questi pensieri attanagliavano il manager e, rivolgendosi al trainer Weisman gli disse: "Se mai Averill dovesse rompere la mazza, voglio che ti precipiti frettolosamente a recuperarne i pezzi. Se dovesse succedere in casa, mi porti i pezzi in ufficio se invece succede in trasferta, me li spedisci per posta, via aerea". E fu così che, durante una partita a Cleveland, la mazza si ruppe. Weisman si precipitò a raccoglierne i pezzi e li consegnò al GM Evans che a sua volta li diede ad un falegname dicendo: "Tagliala cm per cm". Mentre il falegname eseguiva l'operazione, Evans si sedette. Era nervoso, sudato e accese un sigaro. Il pensiero di sentire il rumore della sega che avrebbe incontrato il metallo all'interno della mazza lo perseguitava. Ma ciò non avvenne e con sollievo il manager si accorse che la mazza era completamente in legno, quindi legittima, e che il farmacista aveva usato una qualche sostanza chimica per aggregare meglio il legno nella parte che aveva colorato. Fu così che Evans consegnò al farmacista un'altra dozzina di mazze in modo da poterne "forgiare" delle altre simili a quella di Averill. Ma il Druido non fu più in grado di ripetere l'operazione. "Però", concluse Evans, "fu in grado di aiutare Averill ad uscire da un tremendo "slump" e la cosa fu più che sufficiente".
                                                  CODOGNO 1976
Un fatto simile successe nella finale del 1976 disputata a Codogno (squadra nella quale militavo), contro il team di Ronchi dei Legionari. La finale valeva il titolo di Campione d'Italia e la promozione nell'allora denominata Serie Nazionale. Un paio di settimane prima dello svolgimento delle finali, si ruppe il pomello di una mazza di alluminio che si staccò completamente dal manico. La mazza in questione era quella più usata da tutti i giocatori della squadra e aveva sopportato una stagione intera più tutti gli allenamenti. Con gli urti subiti e i maltrattamenti ricevuti, la povera mazza era fortemente danneggiata. Eravamo reduci dalla difficile trasferta di Ronchi Dei Legionari dove eravamo riusciti a vincere entrambi i contest e ci sentivamo ad un passo dalla vittoria finale. Raccolsi la mazza rotta e la consegnai al Sig. Emilio. Il Sig. Emilio, era un dirigente della società, un tuttofare. Aveva conoscenze di falegnameria, di meccanica, lavorava il ferro e si destreggiava bene anche nel campo dell'elettronica. In breve, era una persona preziosissima. Pochi giorni dopo, il Sig. Emilio riportò la mazza e con gioia vidi che era come nuova. In pratica aveva saldato il pomello al manico inserendo all'interno un cilindretto di legno della lunghezza di circa 2 o 3 cm. per dare supporto alla saldatura. Il risultato fu ottimo. Il segno della saldatura era praticamente identico alla stessa saldatura che si vede quando si acquista una mazza di alluminio. IMPORTANTE PRECISAZIONE. Tutti coloro che hanno usato le mazze di alluminio, sanno che all'atto dell'acquisto, il manico è coperto da una guaina di gomma nera. Chi non usava i guantini, dopo un allenamento di battuta, si ritrovava con le mani annerite dalla tinta che veniva applicata sulla gomma. Per evitare questo spicevole inconveniente, era pratica comune togliere la gomma con un taglierino per poi avvolgere intorno al manico del tape come quello che si vende nei negozi di Sanitaria. Altra soluzione era quella di acquistare un tape specifico che si usa per avvolgere i manici delle racchette da tennis, che è morbido e anche bucherellato per evitare l'eccessiva sudorazione delle mani. Dico questo perchè quando abbiamo tolto la gomma nera dal manico della mazza abbiamo potuto notare che il segno della saldatura originale era identico a quello eseguito dal Sig. Emilio. "Grande Emilio, ottimo lavoro", ci siamo detti, senza nemmeno pensare minimamente, ma nemmeno nel più profondo dell'universo stellato, che tutto questo potesse rivelarsi come una sorta di irregolarità o truffa. In fondo, se avessimo spedito la mazza nella fabbrica EASTON, avrebbero fatto la medesima cosa. Ciò che successe nel week end è storia scritta. Codogno perse game 3 e in game 4, alla nona ripresa con 2 out e basi piene, ottenni un grande slam per la vittoria. Appena terminai il giro delle basi, il manager friulano chiese di controllare la mazza e notando la saldatura decise di mettere sotto protesto la partita. In seguito gli arbitri accolsero il protesto ed inviarono la mazza in Federazione per un attento esame. Quando i giudici si accorsero del cilindro di legno all'interno della mazza decretarono l'illegalità della stessa. La questione andò avanti con lettere di protesta da parte dei dirigenti del Codogno Baseball e alla fine venne assegnato uno scudetto a tavolino per entrambe le squadre. Fu una decisione sciocca perchè senza senso. È come giudicare un lancio "mezzo ball e mezzo strike, oppure giudicare un corridore in base "mezzo out e mezzo salvo". Il cilindro di legno pesava circa 3 gr. e secondo gli "esperti", (chiamiamoli così..va là), avrebbe potenziato gli effetti della mazza in questione (tutto da ridere). Il sindaco di Codogno ironizzando disse durante la festa annuale del baseball: "Non sapevo se potevo essere presente, perchè illegalmente, il mio peso corporeo era maggiore di 3gr.". Secondo i giudici federali, quel pezzetto di legno all'interno del pomello, avrebbe aumentato la forza d'impatto contro la pallina col risultato di ottenere battute più lunghe. Condizione accettabile solo se si fosse introdotto un qualsiasi materiale all'interno della testa della mazza, ovvero nella zona del contatto con la pallina.

Un altro fatto analogo si verificò in Major League, esattamente a New York (1984) quando George Brett ottenne un homer che in seguito gli venne annullato per eccesso di pine tar sulla mazza. La partita in seguito venne ripetuta e si trasformò in una farsa. Il manager degli Yankees, Billy Martin, schierò all'esterno centro il lanciatore Ron Guidry e in seconda base il mancino Don Mattingly.