Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

mercoledì 10 novembre 2010

FENWAY PARK

1912
Fenway Park era già vecchio appena costruito. Visto dall'esterno è sgradevole, sembra un antico deposito di mattoni assemblati disordinatamente tanto da fornire un aspetto estetico, informe e sregolato nelle sue prospettive. Può ospitare 36.000 tifosi la cui maggioranza arriva all'ingresso di malumore perchè forzati a parcheggiare la macchina in quel di Worchester, distante qualcosa  come 15 km. Entrano allo stadio in modo caotico, confuso e prendono posto sulle tribune trangugiando birra. Fischiano e deridono la propria squadra quando sono scontenti e urlano in modo stravagante ogni volta che i loro istinti selvaggi vengono deliziati. Fenway Park è unico. Non c'è costruzione al mondo in grado di trasmettere tanto fascino pur possedendo le sue colpe. Come un adulto alle prese con il gioco dei  suoi bimbi circondato da una folla rumorosa che lo prende sul serio. L'esterno sinistro è angusto sormontato dal Muro alto 30 mt. E' tanto  inquietante da essere soprannominato Mostro Verde e si erge ossessivo ad una  distanza di circa 90 mt da casa base. E' così vicino che rappresenta la massima  tentazione per i battitori destri, i quali si aprono nella loro posizione di battuta con  l'intento di colpire in anticipo per ottenere un fuoricampo. Il Green Monster è anche la  disperazione di tanti battitori autori di grandi legnate che si schiantano contro il Mostro trasformandole in semplici singoli. Fenway Park è piccolo, è pazzesco, devi ordinare un biglietto in Marzo per una serie  con i Baltimore in Settembre e trovarti in Aprile con i biglietti sulle tribune  in alto all'esterno destro. Gli hot-dog sono sempre squisiti e deliziosi, mentre le  bevande sono state migliorate per soddisfare i "forti bevitori", parecchi dei quali, entrano allo stadio nascondendo tra gli abiti liquidi ben più euforici della birra. E infine la squadra...ooh!, The Boston Red Sox. Tanti giocatori leggendari, un gruppo in grado di mettere alla prova la pazienza di tutti, dagli ubriachi ai più sobri. Ma, nonostante questi difetti, Fenway Park è ampiamente assolto in quanto, con rassicurante energia e certezza, parla in favore della vita che numerosi New Englanders hanno acquisito dalla nascita all'età adulta. Tralasciamo quella parte di vita che si chiama maturità, perchè Fenway è la bellezza, è l'eternità riflessa nello specchio della nostra vita. Forse un giorno chissà, arriverà anche l'età adulta, ma a noi piace così, sempre in crescita. Non c'è limite al magnetismo del Fenway Park. Ammassati sulle tribune c'erano due giovanotti. Entrambi vestivano  con un giubbotto ed avevano il classico cappellino colorato con la grande B di Boston e tutt'intorno al berretto si leggevano i nomi dei giocatori, Rooster, Dewey, Yaz, Pudge, Boomer, Fred, Jim e Rico. Rico era Rico Petrocelli che quell'anno, nel 1975, giocava terza base quando vennero messi in vendita i cappellini. Il ragazzo più  giovane, muscoloso e riccioluto disse che non aveva il biglietto e per procurarsene  uno se ne andò a Cincinnati, proprio a Cincinnati. Disse alla moglie che quella sera doveva allontanarsi per lavoro, un lavoro che lo tenne lontano per 4 giorni!. Il giovane aveva con se una carta di credito e $ 300 in contanti. Non avendo effettuato prenotazioni in nessun albergo, dormì in una bettola paragonabile ad una casa per gatti. Vi era un frenetico viavai di gente per tutta la notte tanto da non poter chiudere occhio. Il giorno dopo, subito al Fenway. Davanti allo stadio si vendono i programmi e gli "scorekeeper" delle partite. Il ragazzo li compra tutti  per $100 e riceve il giacchetto e il gadget in omaggio. Voleva assistere a tutte e tre le partite!. Prima della terza partita fece la stessa cosa energicamente, quasi volesse uccidere la gente, comprò per $50 tutti i programmi rimasti...e, oltre al giacchetto, questa volta ottenne anche il cappellino!. Dopo 4 giorni tornò a casa, si, tornò a casa. Per altri 4 giorni la moglie lo fece dormire sul divano. "Cacchio, com'era incazzata"..."Cacchio, se ne è valsa la pena". Al Fenway, non è come Los Angeles. All'Ovest il baseball è visto come puro intrattenimento, per Boston la partita è come un certificato di sopravvivenza e di rinascita. È l'eterno e antico paganesimo che avvicina i bostoniani  alla squadra, il tutto rinforzato dalle dominanti teologie dell'area circostante che sintetizzano annualmente la parabola della tentazione e della debolezza nel Giardino dell'Eden. Non c'è dubbio che un qualsiasi credente possa comprare  un biglietto per il Fenway, perchè il Fenway è il paradiso. Ci sono Cattolici, Italiani, Polacchi, Tedeschi, Cinesi, Calvinisti, Protestanti ,Metodisti, Ebrei e Giudei, oltre alla Chiesa Africana Episcopale. Insomma!, Fenway Park è il paradiso di tutti e Dio li accomuna. A nulla importa se si appartiene ad un credo apocalittico e pessimista o angelico e speranzoso, il comandamento e la regola teologica è una soltanto, "Let's go Red Sox!".

Un uomo e i suoi 4 bimbi avevano i posti sopra il dug-out della squadra, all'altezza della prima base. I bambini avevano in testa delle imitazioni in plastica dei caschetti che usano i battitori. Odiano i pop-corn e parlano solo di Jim Rice. Odiano i gelati e vogliono l'autografo di Jim Rice. Sono impazienti perchè aspettano Fenway Franks, gli hot-dog più buoni pubbicizzati da Jim Rice. Uno di questi bimbi critica energicamente Yaz, perchè quando lui gioca, J.Rice stà in panchina.

Il padre tranquillo sorride e pensa che portare il figlio allo stadio è stato il miglior regalo di compleanno che poteva fare. Il bimbo ha 9 anni, e ne sarebbero passati altri 9 prima di mostrare interesse per la birra, pensò il padre, appoggiando teneramente la mano sulla spalla del pargolo. Poi l'uomo stende il braccio alla sua sinistra coprendo un paio di posti vuoti mostrando così agli altri tifosi, di essere il proprietario di quelle due seggiole. Ed ecco arrivare sua moglie in compagnia della graziosa figlioletta la quale tiene in mano un triangolo di pizza mentre il sugo di pomodoro era sparso qua e la sul bianco vestitino e intorno alla bocca. Nell'altra mano la piccola creatura stringe un pupazzo dei Red Sox il quale aveva un occhio fuori dalla sua sede e ciò provocò qualche lacrimuccia alla bambina. Rincuorandola, il papà la solleva e la fa accomodare in una delle due seggiole libere mentre la mamma con un blazer rosso Sox e jeans controlla con un'occhiata i figli per farsi notare. "Hi Mom", salutano i ragazzi. "Questi sono ottimi posti", dice la donna al marito. "Si, Howard ha fatto una buona scelta". "Devono essere costosi", aggiunge la moglie. "E' tutto ok, lo dovevo fare per il compleanno di Joy. Poi Howard mi dirà il prezzo". "Ci puoi scommettere", aggiunge con tono risoluto la moglie. "E' stata una gran bella idea", dice il marito con tono ironico indicando la bambina, "quel vestitino si abbina molto bene con la pizza". "Sono sorpresa che non hai ancora una birra tra le mani", replica la moglie con tono civettuolo. "Non ti preoccupare, presto ne avrò una", aggiunge il marito allontanandosi. Al suo ritorno i Boston Red Sox stavano ultimando il pregame in difesa, e il piccolo Joy dice al padre, "Daddy, quanto pesa George Scott?". "Molto", risponde l'uomo, "È troppo grasso, ci vogliono tre rimorchiatori per spostarlo". "Perchè non gli fanno perdere un pò di peso?", replica il bimbo. L'uomo si siede. "Perchè l'unico modo per farlo sarebbe quello di bollirlo, ma non c'è una pentola così grande". E il padre comincia a bere la sua birra. Nel frattempo lo speaker annuncia l'ordine di battuta, la donna, sempre con tono civettuolo rivolgendosi al marito dice "Non riesci nemmeno a rilassarti alla partita". Il marito, per un pò non risponde e dopo un altro sorso di birra dice, "Certo...mia cara".
Si dice che un giorno il mondo spezzerà i cuori degli uomini. Ma a Boston sono fortunati, perchè il loro cuore è trafitto tutti i giorni al Fenway Park.