Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

domenica 17 ottobre 2010

THE BENCHWARMERS

Molti di loro imparano ad adattarsi al ruolo secondario di essere delle riserve. Ma, se sono pronti in quel momento, diventano la gioia del manager e in un attimo si trasformano negli eroi dei sogni di tutti i tifosi. Stanno seduti nel dugout, osservano e studiano i lanciatori e la posizione della difesa. Forse un giorno chissà, saranno l'asso nella manica del coach perchè sanno che non potranno mai vestire i panni di una superstar ben pagata e tantomeno di un titolare della squadra. Vengono spesso descritti come dei tappabuchi ed ogni squadra ne possiede almeno uno che raramente ottiene stima e riconoscimento dalla stampa e dai tifosi. Ma le persone che contano, come il manager, i dirigenti e i compagni di squadra capiscono la sua importanza. Casey Stengel disse: " Non vinci la stagione senza quei ragazzi", e certamente non parlava di Mantle, Musial, Mays, si riferiva piuttosto a giocatori come Al Weis che fece l'homer vincente per i Mets oppure a Gary Waslewski che vinse una partita delle World Series. Chiamateli come volete, vacanzieri, sostituti, utility players o macchie o forse nullità. Qualcuno lo deve fare e parecchi che vengono scelti lo sanno fare. Paul Popovich, ad esempio, è stato in Major League per 9 anni e veniva utilizzato per circa la metà della stagione. Nonostante fosse stato titolare nel 1968 con i Dodgers è finito per essere una riserva con i Pittsburgh Pirates. "Quando sei in una squadra piena di talenti", disse Paul, "ti puoi aspettare che starai seduto in panchina per parecchio tempo". Popovich iniziò la sua carriera nei Cubs come seconda base quando decisero di impiegarlo anche in altri ruoli come terza base e interbase. "Ho giocato in seconda per tutti i miei anni a partire dal college", continua Popovich, "ma non hai molte scelte se vuoi stare in Major League. Se non sei un titolare e se vuoi aiutare la squadra, devi adattarti a giocare anche in ruoli differenti. Durante l'inverno ho dovuto allenarmi a battere anche di mancino per poter offrire ancora più possibilità di essere utilizzato". Cambiare posizione in difesa, abituarsi a tirare da tutte le posizioni o modificare l'assetto in battuta possono danneggiare i titolari, ma per Popovich essere diventato un battitore ambidestro è stato un aggiustamento essenziale al punto che preferiva battere di mancino perchè un giocatore di riserva ha molte più possibilità di entrare in partita e affrontare un lanciatore destro. Come molti benchwarmers, la più grande emozione per Paul era quella di poter osservare il talento degli altri. "Ho giocato una volta quando Don Drysdale stava realizzando il record delle riprese consecutive senza subire un punto", dice Popovich. "Lui era incredibile, un gran controllo e potenza nei suoi lanci. Un ricordo ancora fresco nella mente e che non dimenticherò mai". Quando sei una riserva cerchi qualcuno o qualcosa da ricordare, o da dimenticare. Prendete Walt Williams, che è qualcosa che il manager degli Yankees Bill Virdon, ha visto di rado sui campi da baseball. Williams non era un candidato per restare in panchina, anzi per lui si aprirono le porte del successo considerando che nel 1973 terminò la stagione con una media battuta di .305. Ma nel 1974, l'uomo chiamato Senza-collo si ritrovò ad essere l'uomo senza-corpo in seguito ad un 6 su 54 slump che lo trascinò in una vertiginosa discesa.

Da titolare al ruolo di nessuna entità pur percependo il doppio assegno da Aprile fino a Ottobre. "Walter è un ragazzo terribile", disse Virdon, "Non si abbatte mai, continua a lavorare duramente e incita con energia tutti i compagni di squadra. E' il primo a stuzzicare i lanciatori avversari. Deve essere stato l'inferno per lui ma so che è tenace e continuerà a provarci". "Amo il baseball, questo è tutto", dice Williams sorridendo, "certo, quando non giochi è dura da sopportare. Però credo che ci siano tanti modi per contribuire al successo della squadra. Ho sempre voluto giocare e anche adesso che sono un panchinaro, amo il baseball". Ancora più triste è la storia di Bill Plummer catcher di Cincinnati, costretto a stare in panchina da Johnny Bench. "La situazione di Plummer non è unica", disse Alex Grammas, "sicuramente Bill sarebbe il ricevitore titolare in tante squadre, ma non qui perchè J. Bench è il più grande ricevitore del pianeta. "E' frustrante", risponde Plummer, "però c'è molto da imparare anche stando seduti in panchina ad osservare  Johnny". Qualche volta lui gioca in prima base oppure in esterno", continua Plummer, "e allora ecco il mio momento e devo essere pronto perchè gioco in una grande squadra costruita per affrontare il post season". Nel baseball, una carriera può svanire in un attimo e all'età di 28 anni è difficile cambiare e ricominciare da capo in un nuovo ambiente. I Reds rappresentano un team ricco di talenti e farne parte, anche stando seduti in panchina, è una grossa sfida, una prova durissima ed è un motivo di orgoglio perchè quando il manager pronuncia il tuo nome hai la possibilità di cambiare il risultato, l'acqua in vino, di diventare l'eroe di un piccolo sogno condiviso. E' il coronamento di tanto lavoro sotto gli occhi di tecnici e compagni di squadra, tanti sacrifici dietro le quinte perchè mass-media e tifosi hanno microfoni e sorrisi per i titolari. Sono i benchwarmers, gli scaldapanchina, i personaggi in cerca d'autore ma anche il fiore all'occhiello di tanti managers. Rappresentano l'ultima chance, l'ultimo sperone di roccia che separa lo scalatore dalla cima della montagna. Sono le riserve, ancore di salvezza, oasi di verde speranza nell'arido deserto della sconfitta.