Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

mercoledì 20 ottobre 2010

BASEBALL CON OPZIONI

Si è spesso parlato di velocizzare i tempi morti nel baseball con l'introduzione di nuove regole che in certi casi graffiano e contaminano l'anima e l'essenza del gioco. Ad esempio c'è il numero limitato di visite da parte del coach per l'eventuale sostituzione del lanciatore, oppure l'impossibilità da parte del battitore di uscire dal box tra un lancio e l'altro e che dire della formula del Tie-Break, che ha un pò diviso gli appassionati e i tifosi in merito alla sua applicazione. La storia dell'Old Game è ricca di modifiche e trasformazioni come ad esempio la distanza dal monte a casa base, oppure la stessa altezza del monte di lancio o ancora le dimensioni dei campi da gioco. Nell'ultimo decennio dell'800 il conteggio degli strikes per eliminare il battitore era di 4. Nel 1886 Matt Kilroy fece registrare un record di 513 strikeout quando da appena un anno i lanciatori iniziarono a tirare da sopra la testa e la distanza del monte da casa base era appena di 15 mt!. Inoltre quando un battitore veniva colpito il lancio era considerato un ball. Immaginatevi quei poveri battitori, a fine partita, rischiavano di essere colpiti 5, 6, 7 volte!, a fine campionato erano da ricoverare se ci arrivavi!. Nel 1945 ci fu una reale volontà di creare un baseball con opzioni. Allo Yankees Stadium durante un doppio incontro Walter Haight seguiva attentamente la partita quando sentì battere sulla sua spalla. Si girò di scatto quasi impaurito. "Haight del Washington Post?", chiese educatamente Dan Parker, un esile e minuto reporter con la genuina abitudine di guardare dritto negli occhi. Colpito da quello sguardo Haight non fece in tempo a rispondere e osservò Parker che, frettolosamente srotolava dei fogli di carta e aggiunse, "Conosci le mie nuove regole del baseball?. Riguardano le basi su balls, i battitori colpiti e le basi intenzionali!. Ho altro da dire, ma sei occupato?". Haight rispose, "Si, quando guardo una partita, non voglio perdermi nemmeno un lancio". "Allora ci vediamo più tardi!", Parker sorrise e se ne andò. Ci fu una discussione durante la partita tra un giocatore e l'arbitro, Haight si rilassò un attimo appoggiandosi allo schienale della sedia. "Cosa ne pensi del mio sistema di conteggio nel tennis?", sussurrò una voce alle spalle di Haight. Si voltò, e lo stesso Parker dileguandosi disse, "Allora ci  vediamo più tardi". In serata, Haight venne a conoscienza che vi era un football con opzioni, golf con opzioni più regole per altri sport con opzioni compreso il badmington, lo squash, la pallamano, il ping pong. Il giornalista si innervosì e si mise a cercare qualcosa da bere, con o senza opzioni. Julian Rice è una persona seria e meticolosa soprattutto se si tratta di riscrivere le regole di uno sport. E' stato in guerra e ha lavorato per i sistemi di difesa ed è un maestro di Bridge. Ha rielaborato le regole di gioco per il basket, il football e il golf ed ora Haight sta osservando quel foglio con le regole del baseball con opzioni. La prima  dice che un battitore ha la facoltà di rifiutare di andare  in base nel caso fosse colpito oppure, dopo 4 balls, di rifiutare la base, nel tal caso rimarrebbe a battere ancora. Se il battitore riceve una base per la seconda volta, ha il diritto di andare direttamente in seconda base con conseguente avanzamento dei corridori, se la prima e la seconda sono libere il corridore di terza rimane dov'è. Questo, eliminerebbe tutte le basi per ball intenzionali, con corridore in seconda o in seconda e terza. Se con 2 out e corridore in seconda il battitore riceve una base per ball e il prossimo battitore è debole, sarebbe una bella situazione specialmente se ci troviamo verso la fine della partita sotto di un punto quindi si può scegliere se andare in base su balls, oppure provare a battere il punto a casa base. Una cosa è certa, verrebbero eliminate tutte le basi per ball intenzionali che sono l'oggetto principale della noia da parte dei tifosi. Nelle regole di Rice, ci sono anche tre zone di foul, dietro il catcher, lungo le linee e sulle tribune. Con 2 strikes, il foul dietro al catcher o sulle tribune, sempre dietro al catcher, viene conteggiato come uno strike-out. Mentre le regole del foul lungo le linee rimangono invariate. La zona di campo che sta dietro al ricevitore è delimitata dalle linee di fouls di prima base e di terza base le quali continuano fino al muro che sta dietro al catcher. Ma a quel punto Haight ha già scolato 3 bicchieri con opzioni, e pensa che al terzo strike il battitore è out!.

Per un lungo periodo di tempo nessuno seppe il motivo dell'espulsione di un rookie, proprio al primo turno di battuta quando mosse i suoi primissimi passi verso casa base in qualità di pinch hitter. Finalmente, un giorno, l'enigma venne risolto. Appena il rookie entrò nel box di battuta l'arbitro gli chiese il nome per poterlo comunicare all'annunciatore della partita, al tempo non c'erano gli speaker odierni e questa era la prassi. Il rookie rispose all'arbitro "Shut up!", sta zitto. L'arbitro sbuffò ma fece finta di niente e formulò di nuovo la stessa domanda al battitore, ricevendo la stessa risposta. "Shut up!". A quel punto l'arbitro si rivolse al giocatore con tono deciso e seccato ottenendo la stessa risposta da parte del rookie il quale si sentì infastidito dalla stessa domanda. La pazienza dell'arbitro giunse alla fine e con il classico gesto puntò l'indice al giocatore e successivamente, sempre con l'indice, indicò al giocatore la direzione da seguire, cioè quella degli spogliatoi. Poco tempo dopo, il mistero di questa decisione venne svelato. Il giocatore si chiamava Shaddup. Questo nome detto in un dialetto Brooklinese, o in un linguaggio da montanaro del Tennessee assume il significato di "shut up!", che vuol dire "cuciti la bocca!".

Dave Altizer, di Pearl Illinois, di ritorno dalla II Guerra Mondiale fece una buona carriera come interbase. Lo chiamavano "DDD" (Dare Devil Dave) in quel di Chicago e fu vittima di uno tra i più divertenti show che si sono visti sui campi da gioco. Altizer venne ceduto dai Cleveland e quel giorno al Comesky Park di Chicago si disputò la partita che vedeva di fronte i Sox contro la ex squadra di Altizer, appunto, i Cleveland. Desideroso di riscatto per essere stato ceduto, alla settima ripresa, col risultato di 2 a 1 per Cleveland, Altizer con zero out ottiene una valida e con estrema soddisfazione trotterella verso la prima base compiaciuto della battuta e consapevole che rappresentava il punto del pareggio. Segnale di batti e corri. Altizer vola verso la seconda, il battitore spara una linea in bocca al prima base il quale tocca il sacchetto di prima base per la doppia eliminazione. Altizer non si accorse di nulla perchè stava procedendo verso la seconda base, lasciandosi il prima base alle spalle. Nick Altrock, coach di terza base, prese spunto dell'occasione e urlò ad Altizer di scivolare in seconda. Nel frattempo George Stovall, il prima base, avendo completato la doppia eliminazione fece quello che di norma fanno tutti e cioè tirò la pallina verso la seconda base per il classico "giro della palla" tra gli interni. Però la pallina finì all'esterno centro. Allora Altrock ordinò ad Altizer di rialzarsi e procedere velocemente verso la terza base. L'esterno centro raccolse la pallina e tirò prontamente verso la terza base. La pallina colpì Altizer in scivolata e finì verso le tribune. Altizer si rialzò e, sempre su consiglio del coach Altrock, si diresse verso casa base incitato dal suggeritore che urlava "scivola Dave!...Scivola!". Il terza base di Cleveland dopo aver rincorso la pallina, la lanciò al ricevitore Clark il quale, intenzionalmente, non toccò Altizer, perchè era stato eliminato per regola dal prima base. L'arbitro, che aveva seguito tutto il percorso di Altizer, si mise a ridere e formalmente dichiarò Altizer "out!", mentre sulle tribune i tifosi rumoreggiavano vivacemente. Un inning più tardi, Dave Altizer mentre si dirigeva verso la sua posizione difensiva, si fermò a casa base e abbaiando si rivolse verso l'arbitro dicendo: "Continuo a sostenere che hai fatto la chiamata più vergognosa che abbia mai visto!...NON SONO STATO TOCCATO!!!!"

                        ALL'OMBRA DI MORFEO

Joe Cantillon, vecchio e attempato manager di Minneapolis, nell'ultima
partita di stagione  dell'American Association a Milwakee, si addormentò nel
dugout durante la partita. Dopo poche riprese di gioco Carl Fisher, interno
della squadra, versò un secchio d'acqua sulla testa del manager. Cantillon si svegliò spaventato e borbogliando con voce roca disse, "Andiamo ragazzi!, arriviamo al 5°inning così la paga è assicurata!".
Ci fu anche la storia di George Binks, un rookie che proveniva da Milwakee
e che giocò esterno destro per Washington, Philadelphia e St.Louis. Alto e dinoccolato George era un  mancino e vinse la classifica come miglior battitore nelle Leghe Minori affrontando solo lanciatori destri. Un giorno, e la storia continua, Binks si addormentò nel dugout. Il manager Casey Stengel lo svegliò con un calcio dicendogli di andare a battere per sostituire un altro battitore. C'erano le basi piene. Svegliatosi di soprassalto, ancora incoscente nel
torpore del sonno George disse, "chi?...Io?". Ebbene, dopo un paio di sbadigli
e una stirata ai muscoli con qualche swing a vuoto, George Binks entrò nel box di battuta e ottenne un Grande Slam!. Binks nacque l'11 Luglio del 1914 ed è tutt'ora, il quinto giocatore più vecchio ancora vivente. Ecco nell'ordine gli altri "veterani", aggiornato al 22 Settembre 2010 e, visto l'argomento trattato, direi che questa classifica è suscettibile di modifiche!.
Tony Malinosky  101 anni e   7 giorni   Brooklyn Dodgers
Connie Marrero   99 anni e  62 giorni   Washington Senators
Ace Parker       98 anni e 148 giorni   Philadelphia Athletics
Art Mahan        97 anni e 126 giorni   Philadelphia Phillies
George Binks     96 anni e  93 giorni   Washington, Philadelphia, St.Louis
qui si trova la lista completa...http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_oldest_living_Major_League_Baseball_players
Bene!..se qualcuno ha ancora dei dubbi riguardo al fatto che il baseball è il gioco della vita, qui si deve ricredere perchè
...GIOCARE A BASEBALL...ALLUNGA IL...CORSO DELLA VITA!
George Binks