Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

lunedì 23 agosto 2010

IL RIBELLE N°9


                                                                             OTTOBRE 1960
Hey ragazze!. Aggiungete pure Roger Maris alla vostra galleria di uomini che vi fanno sognare. Lui ha gli occhi verdi, i capelli castano chiari, la bocca e la mandibola dolcemente sagomate e quello sguardo da diavolo tentatore. Ma fate attenzione. Maris non è Sir Falstaff, perchè lui ha soltanto una cosa in testa: Il baseball. Roger corre, batte e lancia e crede di non aver bisogno dei consigli di nessuno a parte quelli di Roger Maris. Lui è uno spirito libero, indipendente e ribelle. La Vecchia America rappresenta un vestito troppo aderente per Roger, la Vecchia America pretende che i giocatori eseguano tutto ciò che viene detto dai proprietari delle squadre, dai managers, dai tecnici, dai giornalisti sportivi e dai tifosi. Ma Roger sa cosa fare su un campo da baseball e nessuno può dirgli cosa non fare. A lui piace giocare a baseball nel suo modo e, per molti aspetti, ha ragione.

                                                                              OTTOBRE 1970
Roger Maris occupa un posto speciale nello sport americano. Con una prestazione senza precedenti ha battuto il record stagionale dei fuoricampi detenuto da Babe Ruth quando ne realizzò 60, nel lontano 1927. Nel 1961 Maris collezionò 61 homers e non fu più dimenticato. Per lui rappresentò il record più amaro nella storia del baseball. A Gainesville, in Florida, Maris è conosciuto dalla gente come uno dei tanti venditori di birra, ma per molti tifosi americani di baseball egli rappresenta un'oggetto da disprezzare, un'immagine da strappare, qualcuno da dimenticare. Maris si è ritirato due anni fa, alla giovane età di 33 anni diventando distributore della nota birra Budweiser. Insieme al fratello Rudy gestisce un centro di distribuzione. Pesa 110kg, 10kg in più rispetto a quel famigerato anno 1961. "Se ho dei bei ricordi del baseball, essi riguardano gli anni precedenti al 61", racconta Roger. Poche persone hanno potuto resistere alla pressione di una sanguinosa pubblicità come quella 1961 e poche persone hanno avuto la capacità di resistere e affrontare tutti i giorni l'ostilità e il disprezzo dei giornalisti e dei media. "Quell'anno avrei preferito giocare sotto una maschera e indossarne un'altra a fine partita. Parecchie persone amano la vita da celebrità come Pepi, Joe Pepitone, compagno di squadra. Alcuni di loro avrebbero indossato la divisa degli Yankees camminando per la Fifth Avenue. Per ciò che mi riguarda, quel record mi ha procurato soltanto grosse emicranie". Così racconta Maris.
Ora è rilassato e contento, i suoi capelli sono ricresciuti folti e ben pettinati. I suoi candidi occhi trasmettono uno sguardo piacevole, impossibile da evitare. Il suo corpo è ancora robusto, il collo e gli avambracci sono i soliti dello slugger quando spediva la pallina oltre la recinzione dell'esterno destro, territorio esclusivo e riservato di Babe Ruth. "Non leggo molto i giornali", dice Roger, "Il lavoro mi impegna molto, esco di casa alle 8 del mattino e parecchie volte rientro all'una del mattino seguente. "I miei clienti non parlano molto di baseball, al massimo mi chiedono come vanno i Cardinals oppure se conosco la classifica delle squadre. Gli è stato chiesto cosa ne pensava degli Yankees. "Gli Yankees?", rispose Maris, "non so nemmeno in quale division si trovano". I ricordi dei suoi anni con la squadra di New York rivelano non poco risentimento nonostante lui afferma che è tutto finito, fa parte del passato. Le sue parole sono amare quando fa riferimento all'organizzazione degli Yankees. Per una ragione o l'altra nessuno voleva che lui battesse il record di Babe Ruth. Anche Mickey Mantle era in corsa per il record ed era il favorito da tutti. Se lui stava male lo facevano riposare mentre Maris doveva giocare anche con gli infortuni subiti. Anche i giornalisti non volevano che lui battesse il record di Ruth perchè non era il giusto candidato e veniva paragonato ad una sorta di muffa del mitico Babe. I reporters, specialmente quelli più anziani che avevano mitizzato l'immagine di Ruth, dicevano che era un burbero arrogante e presuntuoso. Doveva affrontare la stessa domanda per due ore a fine partita contro tutti i giornalisti che gli davano contro. Dallo stress aveva perso quasi tutti i capelli e fumava ancora più sigarette. In seguito il commissioner decise di mettere un asterisco al record perchè venne ottenuto in un campionato con 162 partite. Ruth fece 60 HR in un campionato con 154 partite a stagione. Ma allora quanti record sono stati battuti con 162 partite e nessuno di loro ha l'asterisco?. Ma il commissioner Ford Frick, che era stato grande amico di Babe Ruth e che spesso uscivano insieme per bere una o due birre, decise di aggiungere questo asterisco quando Maris realizzò il 50esimo HR a circa un mese al termine della stagione regolare. L'atteggiamento ostile del commissioner servì soprattutto per sminuire la prestazione del forte esterno destro. In quel maledetto 1961 Roger fece il primo fuoricampo alla 11esima partita, quindi ne fece 61 nelle 151 partite successive. Gli fu chiesto: "Se potessi tornare indietro rifaresti ancora questo record?". Maris rispose: "Ero un giocatore professionista e quando ero in campo davo tutto me stesso. Il baseball era la mia vita. Nessun altro lavorava così duramente come ho fatto io e se c'era un record sulla mia strada da battere, quel record doveva cadere". Roger Maris terminò la sua carriera con i St. Louis Cardinals dove ottenne tutti i riconoscimenti dovuti ad un grande atleta. Morì di cancro nel Dicembre del 1985 nell'ospedale di Houston. A lui è stato dedicato un intero museo nella cittadina di Fargo, North Dakota, con tutti i cimeli che riguardano l'eccezionale record di quell'anno, quel maledetto 1961. Nel 1998 Mark Mc Gwire portò il record stagionale a 70 hr. La famiglia di Maris era presente nelle tribune d'onore e l'immagine dell'abbraccio di Big Mac alla moglie e ai figli dopo il 62esimo fuoricampo rimane per sempre come una grande manifestazione di umano calore, quel calore che è stato negato a Roger. Ma l'amore del gioco ha permesso al Ribelle N°9 degli Yankees di conquistare una vetta rimasta inviolata per quasi mezzo secolo.