Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

giovedì 1 luglio 2010

MISS SWEET CAKE



In un tiepido pomeriggio, i ragazzini potevano assistere alla partita con un ingresso gratuito e con posti riservati sulle tribune dell'esterno sinistro. Ziggy, Josh, Sally e Jamie avevano occupato quei posti con l'entusiasmo di essere in prima fila per assistere alla massima attrazione dello spettacolo. Sgranocchiavano noccioline ed erano agitati come dispettosi cuccioli di leone che mordono la coda della madre. Alle loro spalle, in bella mostra, vi era un enorme manifesto pubblicitario raffigurante Miss Sweety Cakes che mostrava sorridente una ghiotta torta a strati, decorata con succose ciliege disposte in tondo sul bordo del dolce. Ma quelle piccole pesti non erano intressati al dolce, ma barattavano le loro noccioline cercando di indovinare quale parte del corpo sarebbe stata colpita dalla pallina di un eventuale fuoricampo. Vi era un'altra zona dello stadio, con la pubblicità delle lamette da barba e un piccolo annuncio "Hit it here for a blade supply!".
Per quei cuccioli era il paradiso perchè la Domenica i Royals giocavano sempre con lo stadio completo in ogni posto a sedere. C'erano anche parecchi tifosi che si agitavano sul tetto del palazzo Wigham adiacente allo stadio nella zona dell'esterno destro. Billy era il più scatenato e urlava: "Se una pallina mi colpisce in testa è un fuoricampo regolare". Nel 1945, i Royals acquistarono il primo giocatore di origine Ebrea, Kermit Kitman. Fu una grossa novità e la simpatia dei tifosi verso la squadra si trasformò in una forte e profonda passione. Kitman era un esterno centro. I giornali di Montreal non risparmiarono la più piccola porzione di pagina per elogiarlo dopo aver effettuato una sorprendente presa al volo contro Jersey City nello stadio Victoire situato in Rue Delormier. Nel suo primo turno di battuta Kitman realizzò un homer e dopo la partita si avventurò per le strade di Montreal contento della sua prestazione. Entrò in un Barber-Shop all'angolo di St.Catherine e St. Joseph. Il barbiere stava tagliando i capelli ad un uomo seduto, che indirizzò gli occhi verso il giocatore. "Ma tu sei Kermit Kitman?", chiese l'uomo seduto. "Si, sono proprio io", rispose l'atleta, pieno di sè ricordando il suo fuoricampo. "Figlio di puttana, sei stato eliminato in seconda base. Mi sei costato $100". Kitman era il lead-off dei Royals. Aveva 22 anni  e si era guadagnato un contratto di $650 al mese più gli alberghi pagati e $3 al giorno per i pasti. Aveva anche un bonus di $1800 se avesse vinto le Little World Series. Altri cambiamenti avvennero nella squadra dovuti soprattutto ad un forte interesse verso l'allora Negro League. Il GM Branch Rickey ordinò ai suoi talent-scouts di visionare con molta attenzione quella lega ed in particolare un giocatore il cui nome era Jackie Robinson. Jackie fece ottima impressione e firmò il contratto con i Royals nel giorno 23 di Ottobre del 1945. Hector Racine, presidente del club disse. "Robinson è un buon giocatore ed è ampiamente raccomandato dai Brooklyn Dodgers. Gli offriremo un buon contratto per giocare col nostro club". Robinson ottenne $600 al mese più un bonus di $3500 in caso di vittoria finale. Un giorno nel segregato campo di Daytona, Kitman ottenne una battuta valida. Subito dopo Robinson fece un bunt di sacrificio. Eddie Stanky, coprendo il sacchetto di prima base toccò l'accorrente Robinson in modo sleale e con una spinta lo fece cadere appena superata la base. Robinson, a terra agonizzante per il pugno subito nella zona bassa dell'addome, si rialzò furibondo trattenendo la sua ira e ricordando le parole di B.Rickey. "NIENTE RISSE". Si avvicinò alla prima base togliendosi la polvere dai pantaloni in completo silenzio. Dopo la partita Stanky si recò nello spogliatoio di Robinson scusandosi per l'irregolarità commessa e aggiungendo che aveva dovuto farlo su ordine del GM B.Rickey per metterne alla prova il suo temperamento. Kitman, dopo un inizio stellare non riuscì più a mantenere le aspettative rivelandosi un battitore mediocre e nel 1947 decise di abbandonare il baseball. Ma la grande notizia fu proprio quella dell'Opening Day del 18 Aprile del 46' quando i Royals affrontarono la squadra di Jersey City. Il Montreal Gazzette così titolava. "Il primo uomo della sua razza in una partita di baseball professionistico ha scaraventato la pallina a 333ft. ottenendo un homer e aggiungendo altre 3 valide per la vittoria dei Royals su Jersey City. Per completare il lavoro, Robinson ha rubato anche 2 basi, ha segnato 4 punti e ne ha battuti a casa 3. È stato accreditato di un errore difensivo". Robinson guidò la International League con una media battuta di .349. Ottenne 40 basi rubate con 113 punti segnati e .985 di media difesa nel ruolo di seconda base. In poco tempo diventò una vera stella in territorio canadese, un monumento nella città di Montreal. Tutti lo adoravano come mai era successo in precedenza. Bastava che arrivasse in prima base dopo una valida e i tifosi cominciavano a urlare di gioia mentre Jackie faceva avanti e indietro stuzzicando il lanciatore per rubare la seconda base. I Royals vinsero e dovettero affrontare i Louisville Colonels nelle serie finali. Le partite iniziarono proprio a Louisville, dove Robinson venne assalito costantemente da profondi insulti razziali provenienti specialmente dalla panchina avversaria e in 2 partite Jackie ottenne soltanto una battuta valida. In seguito Montreal pareggiò il conteggio delle partite vinte e giocarono la decisiva gara al Delormier Field. Vinsero i Royals di Montreal, e fu l'apoteosi. I tifosi dedicarono a Robinson una serenata in tipico spirito francese "Il a gagné ses Epaulettes", incitandolo a presentarsi sul campo per ricevere la standing ovation. Quando Robinson uscì dalla panchina venne circondato da una massa festante di tifosi che lo abbracciarono e lo trasportarono in spalla intorno al diamante. Visibilmente commosso il black-player pregò tutti quanti di lasciarlo andare perchè doveva prendere l'aereo per gli States. Quando uscì dagli spogliatoi, centinaia di persone lo stavano ancora aspettando. Robinson scappò ma venne inseguito da quella massa di tifosi festanti. Un motociclista gli diede un passaggio all'Hotel, salvandolo così da unafuga inconsueta. I giornali di Louisville, Kentucky, nel sud degli Stati Uniti così scrissero: "Probabilmente è la prima volta in assoluto in tutta la storia dell'umanità, che un gruppo di Bianchi insegue un Negro animati da tanto affetto piuttosto che dall'odio razziale". Tutto questo è successo tanto tempo fa. Quei piccoli cuccioli seduti sulle tribune ora sono grandi, ma il ricordo di Miss Sweety Cakes è limpido e stampato nelle loro menti. Nessun fuoricampo venne battuto in quella partita, nessuna pallina venne battuta in quella direzione e nessuna pallina colpì una parte del corpo di Miss Sweety Cakes. Pazienza. Dove non è arrivata la pallina, là arrivarono le piccole mani dei piccoli mocciosi. Facendo la scaletta l'uno con l'altro toccarono la torta della Miss senza evitare un contatto con le forme generose del corpo della Miss. Ma cosa successe a Billy?. Billy è steso senza sensi sulle tribune con un ematoma in fronte. Nella sua mano stringe ancora la pallina del fuoricampo e nel suo cuore ha imprigionato il ricordo della più bella botta della sua vita.