Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

giovedì 11 marzo 2010

LA "FOLLE CORSA" DI FRED MERCKLE


23 settembre 1908.Fu uno di quei giorni nell' Old Game, perchè se non fosse successo ciò che è successo, bisognerebbe aggiungere qualche anno agli oltre 100 di assenza dalle WS da parte dei Chicago Cubs. Nessuno, che giocò quella partita, o che l'avesse vista, è ancora in vita. Anche Il Polo Grounds di New York, dove venne giocato l'incontro, non è più in vita perchè venne demolito 50 anni più tardi. Non importa, la partita rimane. In quel giorno, 23/7/1908, Joe Tinker, interbase dei Cubs, realizzò un homer portando la sua squadra in vantaggio per 1 a 0. Dall'altra parte, il lanciatore dei Cubs, Jack Pfeister, concesse un punto ai NY Giants. Col risultato in parità, 1 a 1, si  arrivò alla fine della nona ripresa, con i Giants in attacco. Moose McCormick arrivò in prima su scelta della difesa, e con 2 out giunse in terza base spinto dal singolo del rookie Fred Merkle. E qui cominciano i misteri. Molti reporter e tifosi che seguirono la partita, si accorsero che Merkle avrebbe potuto ottenere un doppio. Ma la sua decisione di restare in prima base, venne considerata come una sorta di smart baseball. Infatti, non aveva senso rischiare di arrivare in seconda base, quando c'era il punto della vittoria in terza base. Al Bridwell, il successivo battitore dei NY Giants, sparò un secco line-drive nella zona centro-sinistra del campo, permettendo a McCormick di segnare il punto della vittoria. Ma ci fù un problema. Correndo verso la seconda base, Merkle vide McCormick toccare il piatto di casa base. I tifosi dei Giants, festanti ed euforici, si riversarono in campo ancor prima che McCormick segnasse il punto. Decidendo che la partita fosse terminata e vinta, Merkle, per sottrarsi all'entusiasmo della folla, puntò dritto verso gli spogliatoi che si trovavano dietro la recinzione dell'esterno centro, ad oltre 5ooft. da casa base. Nei pressi della seconda base, Merkle tagliò verso destra dimenticandosi di toccare il sacchetto. Johnny Evers, seconda base dei Cubs, vide l'azione e urlò all'esterno centro di tirargli la pallina. Ciò che successe dopo rimane ancora un mistero. Il giorno successivo, i giornali raccontarono l'accaduto con almeno una dozzina di versioni differenti. Nel momento in cui McCormick segnò il punto della vittoria, vi erano in campo ogni sorta di persone, una bolgia infernale tra tifosi, giocatori, arbitri, forze dell'ordine, polizia a cavallo, giornalisti e fotografi. La  partita, rappresentava una grande sfida fra due grandi città come Chicago e New York. Immaginatevi Merkle che scappa verso gli spogliatoi ed Evers, trovandosi in mezzo tra i tifosi che accorrevano da ogni parte, che urla per avere la pallina. Alcuni affermarono che il lanciatore Christy Mathewson dei New York Giants, allontanò Merkle dalla seconda base. Altri dissero che invece ci arrivò. Altri giornali scrissero che il lanciatore dei Giants, Iron Man J.McGinnity si tuffò nel tentativo di fermare il tiro sbagliato dell'esterno centro verso la seconda base. McGinnity si trovava nella zona del box del suggeritore di prima base e la pallina, rimbalzando finì sulle tribune. Intanto Evers continuava ad urlare. A quel punto, McGinnity decise di procurarsi un'altra pallina. E così fece. Alcuni raccontarono che fu la vera pallina che, dopo essere rimbalzata sulle tribune, venne sottratta ad un tifoso. Il lanciatore di riserva, tale Rube Kroh fu l'autore del recupero della pallina. Altri invece dissero che era un'altra pallina, ed era stata intercettata dall'interbase dei Cubs Tinker, il quale avrebbe dovuto tirare in seconda per completare l'eliminazione di Merkle. Ad ogni modo Evers, venuto in possesso di una qualsivoglia pallina, toccò il sacchetto di seconda base e disse all'arbitro che l'out di Merkle, per gioco forzato, avrebbe annullato il punto vincente di McCormick. A sua volta, l'arbitro di base Emslie, rispose che non aveva visto niente perchè si era tuffato per evitare il secco line-drive vincente di Bridwell. In seguito venne interpellato l'arbitro di casa base il quale affermò di aver visto tutto e disse che Merkle non aveva toccato il sacchetto e lo dichiarò out, annullando il punto della vittoria. Siamo ancora in parità. Successe di tutto. Proteste, risse, una gran confusione e la partita fu sospesa col punteggio di 1 a 1, alimentando una forte polemica che coinvolse le autorità e qualche losca presenza. Il Presidente della Lega Pulliam, non decise frettolosamente, perchè  mancavano 2 settimane alla fine della stagione e sperava che una delle due squadre potesse terminare al primo posto in classifica, vanificando l'opportunità di dover ripetere o continuare la partita. Purtroppo per lui, Chicago e New York finirono alla pari, rendendo necessario lo spareggio. Vinse Chicago per 4 a 2. Prima di questa partita, i Cubs vinsero contro Pittsburgh per 5 a 2. Quella fu un'altra partita di spareggio che portò Chicago esattamente alla pari con New York nel conteggio delle vittorie e delle sconfitte, 98-55, relegando Pittsburgh a mezza partita indietro. L'incontro di spareggio tra Cubs e Giants fu seguito da 250.000 persone. Un record per quel tempo. Le conseguenze per il rookie 19enne Merkle furono disastrose perchè diventò una sorta di vergogna nazionale ricevendo il soprannome di bone-head. Nonostante tutto, il giocatore rimase nell'ambiente per altri 20 anni, ricoprendo il ruolo di coach. Una volta disse: "Spero che non lo scrivano sulla mia tomba". I Cubs vinsero le World Series contro i Detroit di Ty Cobb per la terza volta consecutiva. Quelle del 1908 furono anche le ultime WS alle quali parteciparono i Cubs, e nei cuori dei tifosi di Chicago, il miracolo di una loro apparizione è ancora vivo e forte tuttora. E cosa successe al Presidente Pulliam?. Venne trovato cadavere con un colpo di pistola nel suo ufficio pochi giorni dopo lo spareggio. Ed anche qui, le notizie si accavallarono intorno alla morte del Presidente della Lega. Si parlò di suicidio ma la voce piu' diffusa fu quella che riconosceva Pulliam come  vittima della malavita imperante nel settore delle scommesse.