Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

giovedì 25 marzo 2010

CHEERS JACKIE


Il giorno 15 del mese di Aprile del 1947, Jackie Robinson fu chiamato in Major League dalla squadra dei Brooklyn Dodgers. Con Eddy Stanky in seconda base Jackie esordì nel ruolo di prima base. Sempre in quella data, all'Ebbets Field erano presenti circa 23.600 spettatori di cui 14.000 tifosi di colore per assistere all'esordio di Jackie Robinson, il primo Negro in una squadra di Major League da quando era nato il baseball. Fu un avvenimento storico molto importante perchè vennero spezzate le catene della segregazione e dell'emarginazione di milioni di persone. Tuttavia una precisazione va fatta. Un evento storico così importante richiede un analisi approfondita dell'argomento. Jackie Robinson non fu il primo giocatore di colore in assoluto a militare nelle Major Leagues. Negli anni settanta e ottanta del XIX secolo alcuni atleti di colore militarono nei massimi campionati americani. Ben presto gli organismi a capo delle varie leghe iniziarono a imporre dei vincoli alle squadre. Quando le leghe del baseball adottarono le disposizioni delle cosiddette leggi Jim Crow, la presenza di giocatori afroamericani fu bandita. Dal 1890 sino al 1947 i campionati professionistici americani furono composti esclusivamente da bianchi mentre i neri giocavano in campionati separati. Il primo giocatore di colore in assoluto è stato William Edward White (cognome curioso). W.E.White era il figlio di uno schiavo e dalla Georgia si trasferì alla Brown University in Providence per studiare. Fece parte della squadra, The Providence Grays, e disputò una sola partita nel ruolo di prima base. Era il 21 Giugno del 1879. Tuttavia l'esordio di Robinson con la maglia dei Dodgers mise fine a quasi sessanta anni di segregazione razziale in ambito sportivo, tenendo conto che fu proprio lui il primo colored a giocare in quella che ancora oggi è conosciuta come Major Leagues Baseball. L'impatto che ebbe Robinson non fu del tutto piacevole. I mass media, i tifosi e tanti giocatori di razza bianca non accolsero questo momento con entusiasmo. In quel periodo le tensioni razziali erano molto profonde al punto che vi era una netta separazione tra bianchi e neri. Tale tensione si manifestò anche nella squadra dei Dodgers dove parecchi giocatori preferirono stare in panchina piuttosto che giocare con Robinson in campo. Questa sorta di ammutinamento arrivò nell'ufficio del GM Branch "Mahatma" Rickey, il fautore di questa scelta, colui che diede a Robinson un'opportunità senza precedenti, colui che cambiò radicalmente l'immagine del baseball portandola ad una vera e propria istituzione sociale. Branch Rickey rispose ai giocatori ammutinati dicendo che potevano andarsene in qualsiasi momento, anche subito. Ci pensò il manager Leo Durocher a sistemare la situazione rivolgendosi alla squadra con queste parole: "I do not care if the guy is yellow or black, or if he has stripes like a fuckin' zebra. I'm the manager of this team, and I say he plays. What's more, I say he can make us all rich. And if any of you cannot use the money, I will see that you are all traded ".

(" Non m'importa se uno è giallo o nero oppure ha le strisce come una fottuta zebra. Sono il manager della squadra e dico che Lui gioca. Ci può arricchire a tutti quanti e se qualcuno non sa cosa fare con i soldi, sarò io a spedirlo in un'altra squadra".)

Robinson venne deriso e sbeffeggiato dagli avversari. Furono tante le volte in cui venne colpito mentre era in battuta. Contro la squadra di St Louis, gli entrarono con gli spikes nella gamba provocandogli uno squarcio di 7 inches (1 inches= cm 2,54). Dall'altra parte, Jackie Robinson ottenne sostegno e incoraggiamento da tanti giocatori. Il compagno di squadra Pee Wee Reese disse: "Puoi odiare un uomo per tante ragioni. Il colore della pelle non è una di esse!". Nel 1948 a Cincinnati sempre Reese, abbracciò Robinson come gesto di risposta agli insulti che stava ricevendo il "colored". Questo momento venne immortalato in una statua fatta nel 2005 dall'artista-scultore William Behrends, dove si vede appunto Reece col braccio intorno al collo di Robinson. La superstar Hank Greenberg, di origine ebrea, dovette anch'egli sopportare ingiurie e volgarità di ogni tipo da parte dei tifosi e degli avversari in campo. Durante una partita sussurrò qualcosa all'orecchio di Robinson. "Jackie, l'unico modo per combattere le ingiurie è quello di sconfiggerli sul campo". Tanto dovette sopportare Robinson nel corso della sua carriera sportiva e tanto fece nel corso della sua vita, lottando contro l'odio razziale per l'acquisizione dei diritti umani nei confronti di tutte le etnie del mondo. Il suo impegno sociale è stato condiviso da un'altra figura di spicco, Martin Luter King. Grazie a Jackie Robinson e a Branch "Mahatma" Rickey, abbiamo potuto ammirare i più grandi atleti nella storia dell'OLD GAME. Da Frank Robinson a Hank Aaron, da Willie Mays a Roberto Clemente, da Curtis Flood a Lou Brock a Rickey Henderson. L'ultima apparizione in Major League di J.Robinson risale al 10 Ottobre del 1956. Nel Gennaio del 1957 annunciò il suo ritiro dal baseball dovuto anche a grossi problemi fisici. Le iniezioni di insulina non lo aiutarono a debellare il diabete e Robinson morì nell'Ottobre del 1972 all'età di 53 anni. Due mesi più tardi, nel Dicembre dello stesso anno morì Roberto Clemente. Dopo solo 9 anni di attività, nel 1962 Robinson venne eletto nella Hall of Fame. È l'unico giocatore ad aver ricevuto tale onoreficenza perchè il minimo richiesto è di 10 anni di permanenza in Major League. Famosi sono anche i diversi  telegrammi spediti alla Casa Bianca dove Robinson, rivolgendosi al Pres. degli Stati Uniti, denunciava la forte condizione di disagio sociale della comunità negra Americana. Un altro avvenimento importante fu la realizzazione di un film che venne girato nel 1950. The Jackie Robinson Story. Parecchie furono le polemiche specialmente da parte dei produttori Hollywoodiani di razza bianca. In questa pellicola  Jackie Robinson interpreta se stesso e l'attrice Ruby Dee interpreta la moglie di Robinson, Rachel. Lo sforzo di Jackie Robinson ha rappresentato un passo monumentale nella rivoluzione per i diritti sociali in America. Se per tanti atleti e tifosi, il diamante rappresenta la realizzazione di un sogno, per Jackie non fu altro che un tempio di sofferenza e crudeltà.

giovedì 11 marzo 2010

LA "FOLLE CORSA" DI FRED MERCKLE


23 settembre 1908.Fu uno di quei giorni nell' Old Game, perchè se non fosse successo ciò che è successo, bisognerebbe aggiungere qualche anno agli oltre 100 di assenza dalle WS da parte dei Chicago Cubs. Nessuno, che giocò quella partita, o che l'avesse vista, è ancora in vita. Anche Il Polo Grounds di New York, dove venne giocato l'incontro, non è più in vita perchè venne demolito 50 anni più tardi. Non importa, la partita rimane. In quel giorno, 23/7/1908, Joe Tinker, interbase dei Cubs, realizzò un homer portando la sua squadra in vantaggio per 1 a 0. Dall'altra parte, il lanciatore dei Cubs, Jack Pfeister, concesse un punto ai NY Giants. Col risultato in parità, 1 a 1, si  arrivò alla fine della nona ripresa, con i Giants in attacco. Moose McCormick arrivò in prima su scelta della difesa, e con 2 out giunse in terza base spinto dal singolo del rookie Fred Merkle. E qui cominciano i misteri. Molti reporter e tifosi che seguirono la partita, si accorsero che Merkle avrebbe potuto ottenere un doppio. Ma la sua decisione di restare in prima base, venne considerata come una sorta di smart baseball. Infatti, non aveva senso rischiare di arrivare in seconda base, quando c'era il punto della vittoria in terza base. Al Bridwell, il successivo battitore dei NY Giants, sparò un secco line-drive nella zona centro-sinistra del campo, permettendo a McCormick di segnare il punto della vittoria. Ma ci fù un problema. Correndo verso la seconda base, Merkle vide McCormick toccare il piatto di casa base. I tifosi dei Giants, festanti ed euforici, si riversarono in campo ancor prima che McCormick segnasse il punto. Decidendo che la partita fosse terminata e vinta, Merkle, per sottrarsi all'entusiasmo della folla, puntò dritto verso gli spogliatoi che si trovavano dietro la recinzione dell'esterno centro, ad oltre 5ooft. da casa base. Nei pressi della seconda base, Merkle tagliò verso destra dimenticandosi di toccare il sacchetto. Johnny Evers, seconda base dei Cubs, vide l'azione e urlò all'esterno centro di tirargli la pallina. Ciò che successe dopo rimane ancora un mistero. Il giorno successivo, i giornali raccontarono l'accaduto con almeno una dozzina di versioni differenti. Nel momento in cui McCormick segnò il punto della vittoria, vi erano in campo ogni sorta di persone, una bolgia infernale tra tifosi, giocatori, arbitri, forze dell'ordine, polizia a cavallo, giornalisti e fotografi. La  partita, rappresentava una grande sfida fra due grandi città come Chicago e New York. Immaginatevi Merkle che scappa verso gli spogliatoi ed Evers, trovandosi in mezzo tra i tifosi che accorrevano da ogni parte, che urla per avere la pallina. Alcuni affermarono che il lanciatore Christy Mathewson dei New York Giants, allontanò Merkle dalla seconda base. Altri dissero che invece ci arrivò. Altri giornali scrissero che il lanciatore dei Giants, Iron Man J.McGinnity si tuffò nel tentativo di fermare il tiro sbagliato dell'esterno centro verso la seconda base. McGinnity si trovava nella zona del box del suggeritore di prima base e la pallina, rimbalzando finì sulle tribune. Intanto Evers continuava ad urlare. A quel punto, McGinnity decise di procurarsi un'altra pallina. E così fece. Alcuni raccontarono che fu la vera pallina che, dopo essere rimbalzata sulle tribune, venne sottratta ad un tifoso. Il lanciatore di riserva, tale Rube Kroh fu l'autore del recupero della pallina. Altri invece dissero che era un'altra pallina, ed era stata intercettata dall'interbase dei Cubs Tinker, il quale avrebbe dovuto tirare in seconda per completare l'eliminazione di Merkle. Ad ogni modo Evers, venuto in possesso di una qualsivoglia pallina, toccò il sacchetto di seconda base e disse all'arbitro che l'out di Merkle, per gioco forzato, avrebbe annullato il punto vincente di McCormick. A sua volta, l'arbitro di base Emslie, rispose che non aveva visto niente perchè si era tuffato per evitare il secco line-drive vincente di Bridwell. In seguito venne interpellato l'arbitro di casa base il quale affermò di aver visto tutto e disse che Merkle non aveva toccato il sacchetto e lo dichiarò out, annullando il punto della vittoria. Siamo ancora in parità. Successe di tutto. Proteste, risse, una gran confusione e la partita fu sospesa col punteggio di 1 a 1, alimentando una forte polemica che coinvolse le autorità e qualche losca presenza. Il Presidente della Lega Pulliam, non decise frettolosamente, perchè  mancavano 2 settimane alla fine della stagione e sperava che una delle due squadre potesse terminare al primo posto in classifica, vanificando l'opportunità di dover ripetere o continuare la partita. Purtroppo per lui, Chicago e New York finirono alla pari, rendendo necessario lo spareggio. Vinse Chicago per 4 a 2. Prima di questa partita, i Cubs vinsero contro Pittsburgh per 5 a 2. Quella fu un'altra partita di spareggio che portò Chicago esattamente alla pari con New York nel conteggio delle vittorie e delle sconfitte, 98-55, relegando Pittsburgh a mezza partita indietro. L'incontro di spareggio tra Cubs e Giants fu seguito da 250.000 persone. Un record per quel tempo. Le conseguenze per il rookie 19enne Merkle furono disastrose perchè diventò una sorta di vergogna nazionale ricevendo il soprannome di bone-head. Nonostante tutto, il giocatore rimase nell'ambiente per altri 20 anni, ricoprendo il ruolo di coach. Una volta disse: "Spero che non lo scrivano sulla mia tomba". I Cubs vinsero le World Series contro i Detroit di Ty Cobb per la terza volta consecutiva. Quelle del 1908 furono anche le ultime WS alle quali parteciparono i Cubs, e nei cuori dei tifosi di Chicago, il miracolo di una loro apparizione è ancora vivo e forte tuttora. E cosa successe al Presidente Pulliam?. Venne trovato cadavere con un colpo di pistola nel suo ufficio pochi giorni dopo lo spareggio. Ed anche qui, le notizie si accavallarono intorno alla morte del Presidente della Lega. Si parlò di suicidio ma la voce piu' diffusa fu quella che riconosceva Pulliam come  vittima della malavita imperante nel settore delle scommesse.