Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

giovedì 18 febbraio 2010

EROI DEL SILENZIO


R.Clemente-B.Laurenzi
I Mondiali di Baseball del 1972 in Nicaragua rappresentarono non solo un evento sportivo, ma soprattutto una manifestazione di carattere sociale e di solidarietà. Il Baseball in Nicaragua è sempre stato fonte di speranza e di luce negli occhi di una popolazione che ha conosciuto povertà e miseria, ma soprattutto violenza e ribellione come successe in quel periodo quando i Sandinisti dovettero affrontare il potere del pres. Somoza. Ho ricevuto per email la preziosa testimonianza di un giocatore della Nazionale che nel 1972 partecipò a quel Mondiale, e che visse in prima persona i tragici eventi accaduti in Nicaragua. Un grande campione, un atleta il cui contributo è stato determinante in molti dei successi della sua squadra. È Bruno Laurenzi di Nettuno. Imponente ricevitore e figura carismatica in quegli anni, dove il baseball, da sempre è l'espressione principale dell'entusiasmo e dell' orgoglio degli abitanti della ridente cittadina tirrenica. Questo silenzioso e determinato atleta ha collezionato piu' di 90 Homer e 500 RBI, di cui 43 erano vincenti. Confermando classe e grande spirito di sacrificio Bruno è un esempio perchè per lui non è mai stato importante apparire, ma esserci. Lo Slugger di Nettuno racconta un aneddoto importante di quella trasferta che aumenta la grandezza di un altro grande campione: Roberto Clemente. "Un giorno, in giro per la capitale Managua, entrai in un negozio per comprare una camicia tipica del posto. La proprietaria mi disse che erano finite perché mezz'ora prima era passato Roberto Clemente e le aveva comprate tutte. Quello è stato l’anno del grande terremoto in Nicaragua. Venti giorni dopo la nostra partenza successe la fine del mondo. Tra i primi alberghi a cadere ci fu proprio quello dove alloggiavamo noi facenti parte della squadra Nazionale Italiana. In seguito lessi sui giornali che Roberto Clemente con un aereo personale, pieno di viveri di prima necessità, intraprese il viaggio verso il luogo della tragedia per portare soccorso alla popolazione Nicaraguense. Ma fu vittima di un tragico incidente. Il suo aereo cadde per un'avaria al motore, e nel drammatico impatto, Clemente, all'età di 38 anni, perse la vita.... ed entrò nella leggenda, non solo come giocatore, lo era già, ma come custode e messaggero di una forte carica umanitaria, una carica che lo ha portato a misurarsi con i più grandi giocatori americani di baseball, una carica che trova le sue fondamenta nell'amore per la sua terra e per la sua gente. Va ricordato che Clemente era portoricano, ma il suo impegno umanitario era esteso a tutta la popolazione latino-americana. Un amore le cui vette sono accessibili solo a uomini speciali come Roberto Clemente che nonostante i pericoli della situazione, verrebbe da dire che si è consegnato proprio al suo destino. Secondo le cronache del tempo, il Nicaragua dopo il terremoto cadde sotto legge marziale. Erano anni di profondi contrasti sociali  che opponevano le forze del presidente Anastacio Somoza contro quelle di Cèsar Sandino il quale riceveva supporto militare da Cuba e Unione Sovietica. Israele inviò una nave carica di armi in aiuto al pres. Somoza, ma il carico venne intercettato e il pres. Americano J.Carter ordinò alla nave di rientrare in Israele. Il terremoto piegò letteralmente le gambe ad una popolazione che già viveva in drammatiche condizioni di povertà aggiungendo la tremenda piaga dello sciacallaggio. Tre aerei carichi di viveri e di aiuti vennero intercettati dagli ufficiali del pres.Somoza, e non giunsero mai a destinazione. R.Clemente decise allora di muoversi personalmente per permettere al carico di arrivare a destinazione. Nonostante gli fu sconsigliato di compiere un'azione così avventata e piena di rischi, Clemente salì sul quel fatale volo N°4 per non far più ritorno, lasciandoci la memoria di un grande uomo e di un giocatore delle meraviglie. Quattro titoli di Media Battuta e 12 volte Gold Glove. C'è un record particolare che solo Clemente detiene in tutta la storia del Baseball. Il giorno 25 del mese di Luglio dell'anno 1956, i Pittsburgh vinsero contro i Cubs 9 a 8 grazie all'unico e storico WALK-OFF INSIDE-THE-PARK-GRAND SLAM. Il campo era il Forbes Field, famoso al tempo perchè la zona dell'esterno centrale copriva una distanza di oltre 140mt da casa base.