Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

lunedì 11 gennaio 2010

THE FORGOTTEN PIONEER

Quella esile figura di colore che indossava una pallida t-shirt e pantaloni marroni entrò nella Hall dell'Edgewater Hyatt House in Oakland. Lou Piniella si trovava al boureau, lo vide e come se niente fosse uscì dalla Hall. Mickey Rivers insieme a Elrod Hendricks passarono davanti a lui chiaccherando senza nemmeno accorgersi della sua presenza. Quando Billy Martin uscì dalla sua stanza d'albergo l'esile uomo di colore lo fermò. "Mr. Martin!", disse, "È un onore poterti stringere la mano!". Billy lo guardò con sospetto pensando di trovarsi di fronte all'ennesimo cacciatore di autografi, uno dei tanti che di solito serpeggiano nelle receptions degli alberghi dove alloggiano le persone famose. Dopo un attimo di esitazione l'uomo di colore disse: " Sono Curt Flood". Flood giocò esterno centro a St Louis per 12 stagioni facendo registrare una media battuta complessiva di .293. In seguito i Cardinals lo cedettero ai Philadelphia Phillies. Ma Flood rifiutò di vestire quella casacca perchè contrario al regolamento che vedeva le sorti dei giocatori in mano ai proprietari delle squadre. Curt si rivolse alla Corte Suprema perchè non voleva essere trattato come merce di scambio. Perse la causa e venne dimenticato. Si trasferì nell'isola di Majorca dove noleggiò un bar, "The Rustic Inn.". Ora è tornato nella sua città che lo ha visto crescere e realizzare quello che per molti boys americani rappresenta un sogno: "Vestire la casacca di una squadra di Major League". Ma ora nessuno lo conosce e nessuno sa chi è. Quel giorno, il suo volto non scosse la memoria di nessuno. In quell'albergo, come nelle highway d'America, si vocifera che ogni giocatore che esce dal baseball per più di 5 anni si perde in una memoria sepolta. Ma la persona e il nome di Curt Flood, non dovrebbero essere dimenticati dai giocatori odierni. Grazie anche ad Andy Messersmith e Dave Mc Nally, oggi tanti players guadagnano cifre astronomiche. Tanti anni fa Flood con grande sacrificio mise a repentaglio la sua vita e la sua carriera sportiva nello sforzo di liberare se stesso e i suoi colleghi da una morsa sempre più stretta, che vedeva i giocatori in una posizione di completa sudditanza, costretti ad eseguire qualsivoglia azione da parte dei proprietari delle squadre. Questo sforzo ha ottenuto i suoi frutti al punto che ne hanno beneficiato anche gli altri sport professionistici americani. Mentre i tanti giocatori odierni guadagnano milioni di dollari, Flood non ha nulla. Vive in un modesto appartamento ad Oakland con sua madre di 80 anni. Per molti è improprio chiamarla vita, più che altro è un qualcosa che si potrebbe definire "esistenza", nel senso acre della parola. Flood ha 38 anni e si nasconde dal mondo che lo circonda, il suo orgoglio e il suo silenzio rappresentano i mattoni di un muro che ha costruito per materializzare la sua solitudine. Tempo fa ebbe un incidente cadendo dalle scale fratturandosi il cranio. I medici, dopo averlo esaminato, gli dissero che non aveva niente. Flood sorrise ironico come se quella frase non fosse riferita al trauma dell'incidente, ma bensì alla presenza del cervello. C'è mancato poco da quella che sarebbe stata l'ultima caduta, quella fatale, di un giocatore che ha respirato a pieni polmoni quel messaggio di giustizia sociale proclamato da Jackie Robinson e M.L.King. Il suo sorriso nasconde un sentimento più profondo. Una volta guadagnava 100.000 dollari a stagione in un periodo dove nessun giocatore guadagnava tale cifra. Oggi, in questo tiepido pomeriggio autunnale ad Oakland, tutto questo non ha più significato, il vento dell'oblio soffia impetuoso nella memoria delle persone. Curt scuote la testa all'idea di poter essere ingaggiato come tecnico in una squadra, ma piano piano addentrandosi nella discussione emerge dal suo profondo il desiderio di voler calpestare l'erba di un prato esterno, un prato che una volta gestiva con autorità e che gli procurò ben 7 Gold Glove Award. Il ricordo delle sue battaglie legali, le tante udienze in tribunale rappresentano per lui l'apice del rifiuto totale di essere calpestato nei suoi diritti di essere umano. Era solo, non ha ricevuto la solidarietà di nessun giocatore ma questo non lo ha fermato. "Non ho rancore verso i miei colleghi", dice Curt, "Anzi sono soddisfatto perchè anche se ufficialmente ho perso la causa, adesso i giocatori guadagnano bene, e se lo meritano perchè si dedicano e fanno tanti sacrifici. Per me questa è una vittoria". Curt Flood ha perso, ma non contro il sistema, è stato sconfitto dall'indifferenza e dal totale disinteresse. Lui è stato abbandonato nella sua sofferenza. Si è allontanato e pur non essendo un recluso, non è lontano dall'esserlo. La madre e i suoi pochi amici vorrebbero che uscisse dalla prigione che si è costruito intorno. Ma Curt è un fiore i cui petali appassiti, come anguste pareti, si chiudono di fronte alla perenne oscurità.
Lettera di Curt Flood al Commissioner B.Kuhen:
                                             December 24, 1969
After twelve years in the major leagues, I do not feel I am a piece of property to be bought and sold irrespective of my wishes. I believe that any system which produces that result violates my basic rights as a citizen and is inconsistent with the laws of the United States and of the several States.
It is my desire to play baseball in 1970, and I am capable of playing. I have received a contract offer from the Philadelphia club, but I believe I have the right to consider offers from other clubs before making any decision. I, therefore, request that you make known to all Major League clubs my feelings in this matter, and advise them of my availability for the 1970 season.

Dopo 12 anni in MLB non mi sento come un pezzo di proprietà da barattare contro i miei desideri. Ogni sistema che agisce in questo modo produce violenza sui diritti di base di ogni cittadino ed è incompatibile con le leggi degli Stati Uniti. È mio desiderio giocare a baseball nel 1970, e sono in grado di farlo. Ho ricevuto un'offerta dal club di Philadelphia, ma credo di avere il diritto di considerare le offerte anche da altri clubs prima di prendere una decisione. Quindi Le chiedo di far sapere a tutti i Clubs di Major League la mia disponibilità per giocare nella stagione 1970.)