Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

sabato 30 gennaio 2010

IL SILENZIO DEI PRATI D'ESTATE


                                                        Maggio 1952
John Mullen ha appena terminato di leggere la lettera spedita da Sid Pollock, quando lo sguardo cadde su un paio di righe alla fine della lettera. Dopo i saluti vi era una nota, il classico Post-Scrittum che così diceva: "Ho 17 anni, gioco interbase, batto n°4 nel line up e la mia media è di .450". Con sorpresa, Mullen notò che non c'era il nome e neanche il luogo o la squadra. "Chi mai sarà?", pensò. In qualità di direttore dei Boston Brave, John Mullen aveva negoziato diversi giocatori insieme a Pollock, che era il proprietario degli Indianapolis Clowns nella National Negro Professional League. Fu così che Mullen diede uno sguardo al calendario dei Clowns e vide che la squadra avrebbe giocato un doppio incontro la Domenica successiva a Buffalo N.Y. Ricorda Mullen: "Telefonai a Dewey Griggs, che era il nostro scout in quell'area dicendogli di dare un'occhiata al ragazzo interbase dei Clowns". Griggs, in seguito, mi ritelefonò tutto eccitato dicendomi che il nome del ragazzo era Henry Aaron ed era talmente bravo che avrebbe speso tutti i suoi soldi per lui. Mullen si consultò col GM dei Braves John Quinn. La squadra non stava andando bene e gli acquisti dei giocatori, negli ultimi tempi, si erano rivelati un inutile sperpero di denaro. Nonostante tutto Quinn disse a Mullen che valeva la pena negoziare con Pollock per tentare di acquistare il ragazzo interbase. Pollock replicò alla richiesta dicendo che non poteva fare a meno di Aaron, perchè era la stella  della squadra e aggiunse che avrebbe considerato la questione più avanti quando sarebbe stato nella posizione di affrontare il trasferimento del giocatore. In seguito a varie trattative, le due parti giunsero ad un accordo e i Braves avrebbero dato a Pollock $2.500 più altri $5.000 se Aaron restava per più di un mese. Dopo questi 30 giorni, John Quinn dei Braves si presentò nell'ufficio di Mullen chiedendo se aveva avuto notizie del giovane interbase. "Niente", disse Mullen, "ma non ti preoccupare, Pollock ci ha dato la sua parola". "Meglio controllare", suggerì Quinn. In quel momento Pollock non si trovava a casa a Terrytown, la moglie disse che era andato a Chicago. Ma dopo un controllo, Pollock non era registrato in nessun albergo di Chicago. Allora Mullen chiese se Tom Baird era registrato così avrebbe telefonato a lui. Baird era il proprietario dei Kansas City Monarch, la più forte squadra della Negro League, ed era registrato nell'hotel. "Hai visto Sid Pollock?", domandò al telefono Mullen, "Si, è in stanza con me, ma ora non c'è",  replicò Baird. "È andato alla reception a controllare un telegramma arrivato dai S.Francisco Giants. Anche loro vogliono comprare il giovane interbase". Mullen, la cui prospettiva di perdere Aaron si stava  materializzando, andò su tutte le furie. "Pollock non mi ha detto niente, damned". Pochi minuti più tardi Pollock telefonò a Mullen. "Non ti preoccupare, John,  anche se i Giants mi hanno fatto un'offerta migliore, ho speso la mia parola con te quindi Aaron è tuo. Mullen dichiarò che ci fu un'aggiunta di $50 al contratto. Senza quei $50 in più, Aaron avrebbe giocato nei Giants insieme a Willy Mays, e la storia del baseball sarebbe cambiata. Era metà Giugno e Aaron fece parte della squadra di Eau Claire, nel Wisconsin. Il 1 Luglio fu nominato All-Star-interbase. Terminò la stagione con .336 di media battuta e l'anno successivo giocò a Jacksonville Fla. dove, a soli 18 anni, ottenne il Most Valuable Player. Durante l'Inverno i Braves acquistarono dai Giants l'esterno Bobby Thomson. Agli Spring Training dell'anno successivo, Thomson si infortunò all'anca durante una partita d'allenamento. Un timido e riservato giocatore di colore prese il suo posto per iniziare una scalata che lo porterà ad essere il detentore del record dei records, del primato più prestigioso di ogni disciplina sportiva. Era il 13 Aprile del 1954 nel sud degli Stati Uniti D'America, nello stato della Georgia, nella città di Atlanta, la culla di ciò che diventerà il simbolo della protesta di una generazione, un ragazzo con i polsi come martelli e l'eleganza nello swing ha appena iniziato una lunga storia d'amore che terminerà il 3 Ottobre del 1976. Mentre Martin Luther King urlava per le strade: "I had a dream", Henry Aaron nel silenzio dei prati d'estate si preparava a conquistare il trono più ambito che un atleta possa immaginare. È lui il Re dei fuoricampi. Nell'inverno del 1973, ad un passo dal record, gli uffici postali di Atlanta ebbero molto da fare per consegnare 930.000 lettere minatorie indirizzate ad Aaron e a tutti coloro che sottolinearono l'importanza di questo record. Anche l'editore dell'Atlanta Journal, Lewis Grizzard, venne investito di lettere con messaggi di morte per aver riempito le prime pagine del suo giornale. Polizia ed F.B.I. si interessarono al caso ed iniziarono una robusta attività investigativa reclutando guardie del corpo con lo scopo di sorvegliare Aaron 24 ore al giorno. Le indagini portarono alla scoperta di nuclei di persone appartenenti al Ku Klux Klan. Una di queste lettere diceva: "Dear Hank, for your fame and your shame...you're a "nigger" just the same!". Molte persone erano contrarie al fatto che il record di Babe Ruth potesse cadere per mano di un giocatore di colore. "La mia vita è cambiata, conservo tutte le lettere. Non avrei mai pensato che la gente fosse così crudele", dirà Hank Aaron. La stessa vedova di Babe Ruth, la signora Claire Hodgson, intervenne in modo energico e significativo dicendo che se Babe fosse vivo lui stesso appludirebbe Aaron per la conquista del record. Il resto è storia.
Opening Day 4 Aprile 1974, al primo turno di battuta contro Jack Billingham di Cincinnati, con il primo swing della stagione, Aaron ottiene il fuoricampo N° 714 ed è pari con Babe Ruth. La notte dell'8 Aprile 1974, alle ore 21.07 ET, su uno slider di Al Downing, lanciatore dei Dodgers, Aaron all'età di 44 anni realizzò il fuoricampo n°715. "Che momento meraviglioso per il baseball. Che momento meraviglioso per Atlanta e lo stato della Georgia. Che momento meraviglioso per il paese e per tutto il mondo intero. Un uomo di colore sta ottenendo ovazioni a scena aperta nel profondo Sud per aver battuto il record di una leggenda del baseball. Che momento meraviglioso per tutti noi e per Henry Aaron!". Queste furono i primi commenti  del cronista Vin Scully. Sul volto di Aaron, il sollievo prese il posto della tensione accumulata, segno indelebile di chi ha vissuto la prigione di una vita e l'inferno di un off-season come il suo. Il 20 Luglio del 1976 Aaron realizzò il suo ultimo fuoricampo in carriera, N°755 contro Dick Drago, lanciatore dei California Angels. Attualmente il record appartiene a Barry Bonds con 762, ma il mio home run king rimane il  Martello di Atlanta.