Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

venerdì 4 dicembre 2009

FORSE

Pete Gray
Fu una di quelle serate che nessuno ricorderà perchè forse, troppo unica. Infatti, ci sono eroi nell'Old Game che vengono dimenticati. Forse, sono  inadeguati agli standards promozionali e commerciali, forse sono scomodi e possono oscurare le immagini pubblicizzate dai promoters e dai giornalisti. Forse non sono quei modelli di riferimento che il sistema mediatico propone per ottenere il controllo sulle popolazioni. Ai giorni nostri, questi biechi e servili personaggi vengono erroneamente chiamati creativi, con i loro sciocchi spots, forse tendenti a sottolineare il fatto che siamo utenti, clienti, acquirenti, consumatori, dimenticando che, forse, prima di questi appellativi, noi siamo persone che hanno reso necessario, forse, lo sviluppo della percezione, della reazione cognitiva e della consapevolezza. Forse l'eroe di quella sera ha un nome. Si chiama Gene Rye e viene descritto come un giocatore che era alto poco più della mazza che usava, e il suo peso corporeo oscillava tra i 70 e 72Kg. Era soprannominato Mezza Pinta Rye. Nella calda serata del 6 Agosto del 1930, nello stato del Texas, forse, si stava svolgendo una partita di baseball tra la squadra dei Waco Cubs e quella dei Beaumont Exporters. Siamo all'ottava ripresa e Rye, della squadra di Waco Cubs, si presenta nel box di battuta e a basi vuote, forse, ottiene un fuoricampo. Poco più tardi, stessa serata e stessa ripresa, Gene Rye si presentò nel box di battuta con un corridore in base e forse, ottenne un altro fuoricampo. Ancora più tardi, sempre nella stessa ripresa, Gene Rye si presentò nel box e con le basi piene, forse, fece un altro fuoricampo. La partita terminò col punteggio di 20 a 7 e in quella ripresa il team di Waco segnò 18 punti. Rye non ebbe più l'opportunità di andare in battuta e dovette accontentarsi di quello che è, ancora ai giorni nostri, un record imbattuto per un giocatore professionista. Forse, sarà impossibile batterlo, ma anche eguagliarlo. Un altro eroe fu Peter Gray. Tutti si misero a ridere quando il manager di Memphis nel 1943 fece giocare all'esterno Gray il quale aveva un solo braccio. All'età di 6 anni, mentre guidava un trattore, scivolò e il braccio destro si spappolò sotto le ruote. Portato in ospedale gli venne amputato l'arto fin sopra il gomito. Ciò non fu abbastanza per allontanare la  passione di Gray per il baseball. Nel 1944, con 63 basi rubate e una media battuta di .333 Peter Gray forse, vinse il most valuable player nella Southern Association. Un altro fu Henry Oana, un hawahiano dal fisico scultoreo che arrivò in Major come battitore di potenza e ritornò nelle Minors per affermarsi come grande lanciatore diventando anche una sorta di leggenda nella tenue e fioca luce delle Leghe Minori. Forse, per molti, Oana venne adorato come un oggetto di culto.  Joe Bauman fu il primo, ed è l'unico tutt'ora, ad aver battuto 70HR quando giocava prima base per Roswell nel 1954. Bill Bell lanciò 2 no-hit consecutive per Bristol nel 1952. Ron Necciai, anche lui con la squadra di Bristol sarà ricordato per sempre quando il 13 Maggio 1952 lanciò l'unica partita in tutta la storia lasciando al piatto 27 battitori.  Joe Wilhoit di Wichita, ha battuto valido per 69 partite consecutive nel 1919. Da allora nessuno si è mai nemmeno avvicinato ad un simile hitting streak. Myril Hoag, all'età di 39 anni ha battuto .358, vincendo 17 partite come lanciatore con 1.83 di media punti guadagnati. La lista di questi recordman è lunga, ed è tanto lunga quanto dimenticata.
Essi sono gli eroi sconosciuti, perchè Rye era troppo basso di statura, Bauman aveva le mani troppo piccole, Oana aveva i piedi enormi ed era circondato dalle carezze femminili. Hoag lanciava la spit ball e la sua sete di whiskey era insaziabile. Wilhoit non era mai in albergo la notte. No, per loro non c'è mai stato il benchè minimo ritaglio nelle prime pagine dei giornali, nemmeno una riga e neanche il nome. Sono solo lettere che risiedono nei cuori di chi li ha visti giocare. Questi atleti sono condannati all'oblio, ancorati agli abissi come antichi relitti. Per loro, forse, non ci sarà mai un posto a Cooperstown. Ma i veri tesori non si nascondono nelle profondità oceaniche?. Allora Mr. Selig allarghiamo questo museo per ospitare questi tesori?. Forse. Lasciatemi cantare gli sconfitti che giacciono in strada mentre l’ultimo bus se ne va. I marciapiedi sono deserti, i canali di scarico si tingono di rosso mentre si brinda al Dio delle feste convenzionali. Tutti hanno un nome per i vincitori, il mio è il nome di chi ha perso. Descrivono l'Alabama come la Crimson Tide, descrivetemi come il Diacono della Malinconia.