Il vecchio Aqualung stringe il suo bastone al petto. I bimbi si avvicinano e lo osservano, si guardano e si chiedono: "Chissà dove andrà?". Forse un giorno lo incontreremo ed anche a lui potremo dire: "È andata così!".

domenica 15 novembre 2009

TROUBLE AND GLORY FROM THE HILL

L'intera carriera in Major League di Alva Bobo Holloman si può racchiudere in una sola stagione, quella del 1953, o meglio, in una sola serata. Holloman lanciò in 22 partite, 10 come partente e 12 in rilievo. Solo in una occasione terminò ciò che aveva iniziato. Soltanto una volta riuscì a lanciare tutte e nove le riprese. Accadde al Busch Stadium, il 6 Maggio 1953. Quella sera lanciò una no-hit contro i Philadelphia Athletics. Ma c'è dell'altro. In tutta la sua carriera Holloman si presentò alla battuta soltanto 19 volte ottenendo 2 battute valide e tre RBI. Quelle valide e quei punti battuti a casa vennero realizzati nella stessa partita in cui lanciò la no-hit. Le circostanze sono davvero bizzarre, ma c'è ancora dell'altro. Una no-hit è sempre imprevedibile e i Browns al tempo erano una squadra debole e scarsa, e a metà stagione erano fuori dal contesto per vincere il titolo di lega. I tifosi risposero a questa situazione nel modo più evidente, cioè si allontanarono dallo stadio e quel Mercoledì del 6 Maggio fu anche una brutta giornata per il baseball. Piovve tutto il giorno e l'umidità era quasi soffocante tanto da creare quel senso di affanno durante la respirazione. Quella sera contro i Philadelphia erano presenti circa 2.473 spettatori. Il GM Bill Veeck, vedendo così poca gente e temendo di essere riconosciuto e insultato dai tifosi per l'andamento della squadra, decise di sedersi in un posto sicuro come la sala stampa. Nel tentativo di affievolire quella situazione Veeck fece circolare un avviso nel quale affermava che i presenti alla partita avrebbero potuto entrare gratuitamente per il resto della stagione. Poche persone approfittarono del privilegio, anzi quasi tutti conservarono quel biglietto come souvenir per aver assistito alla no-hit. Holloman era un lanciatore destro di 29 anni che aveva passato una decina di primavere nelle Minors. Possedeva una buona palla veloce, ma non riusciva a controllarla. Era stato designato a lanciare due partite precedentemente, ma erano state sospese per pioggia quindi quella sera fu la sua prima gara ufficiale come lanciatore partente. Iniziò subito concedendo 2 basi su ball in aggiunta ad un errore. Ma Holloman se la cavò con un doppio gioco, casa-prima, ed un out al volo. Mano a mano che la partita procedeva, ci si accorse che c'era in serbo qualcosa di inaspettato. In sala stampa e sulle tribune l'attenzione era salita allorchè iniziava la sesta ripresa e Holloman aveva bisogno dell'aiuto della difesa. Fu così che l'esterno sinistro Jim Dyck indietreggiò su una volata e saltò contro la recinzione per effettuare una spettacolare presa al volo. Bill Hunter il seconda base fermò una radente dietro il sacchetto e rapidamente tirò in prima base eliminando il corridore proprio mentre stava toccando la base col piede, quello che si definisce un bang-bang play. Si arrivò così alla nona ripresa con Holloman stanco in quella umida serata. I Browns stavano conducendo per 6 a 0. Il primo battitore ottenne una base su ball con 4 lanci. Stessa sorte per il secondo battitore, ancora con 4 ball consecutivi. Il Pitching coach Harry Breechan, andò sul monte per parlare con Holloman permettendogli così di riprendere un pò di fiato. In battuta per i Philadelphia si presentò Elmer Valo che ottenne una secca radente che la difesa trasformò in una doppia eliminazione. Al battitore successivo Holloman concesse un'altra base su ball permettendo allo slugger Eddie Robinson di presentarsi alla battuta. Sul conteggio di 1 ball e 1 strike Robinson colpì la pallina spedendola all'esterno destro. Il difensore Vic Wertz indietreggiò, poi corse in avanti con un leggero inciampo, attimi di tensione, e alla fine l'esterno seppur in modo goffo riuscì ad effettuare la presa al volo consegnando la no-hit a Holloman. Fu l'unico momento di gloria per il pitcher che terminerà la stagione con 3 vittorie e 7 sconfitte, nessuna partita completa, solo questa. In seguito ebbe problemi al braccio che lo costrinsero a ritirarsi dai campi da gioco. Una settimana più tardi i St. Louis Browns giocarono a Philadelphia. Holloman venne designato come lanciatore partente. Effettuò una ripresa e 1/3, concedendo 3 battute valide e 6 basi su ball. Ma non perse la partita e questo è come un tocco di finale ironia. Entrò un rilievo un lanciatore che non concesse più nulla ai battitori di Philadelphia, permettendo ai Browns di vincere la partita per 6 a 3. Il nome del lanciatore?. Don Larsen, lo stesso Larsen che tre anni più tardi realizzerà l'impresa unica nella storia del baseball ancora adesso di ottenere un perfect-game in una World Series!
Steve Gromek
Era come un brutto sogno per Steve Gromek. Stordito e avvolto in un profondo silenzio osservava i Red Sox che segnavano punti sopra punti, un vero assalto e i suoi Tigers vennero demoliti per 17 a 1. Era il 17 Giugno del 1953. Era il primo giorno per Gromek con la divisa dei Detroit. Sapeva che i Tigers non erano una squadra titolata, erano saldamente all'ultimo posto in classifica e non avevano nessuna possibilità di risalire.I Boston segnarono tanti punti e realizzarono un alto numero di battute valide, che a fine partita risulteranno essere di 20. Generalmente in queste situazioni di estrema drammaticità i giocatori cominciano a sorridere e scherzare in quanto non c'è altro da fare per attenuare la disperazione. Ma Gromek, al suo primo giorno con la squadra avvolse se stesso in un religioso silenzio e nulla uscì dalla sua bocca nemmeno una sillaba. Il pensiero di essere paragonato ad una sorta di bluff permise alle sue labbra di rimanere saldamente incollate. I Tigers avrebbero dovuto affrontare i Red Sox al Fenway anche il giorno dopo e sarebbe stata una buona occasione per Gromek, essendo stato designato come lanciatore partente, poter far dimenticare la brutta sconfitta subita il giorno prima. Ma i Boston ancora segnarono 17 punti, ma questa volta fu diverso perchè tutti vennero realizzati in una sola ripresa, un record nella storia dell'American League. Il record di tutte e due le leghe appartiene ai Chicago con 18 in data 6 Settembre 1883 I Brooklyn ne segnarono 15 il 21 Maggio del 1952. Per Gromek tutto ciò era impossibile e illogico. I Boston presentarono ben 23 battitori in una ripresa-carneficina che durò quasi un'ora, 48 min. per l'esattezza, detronizzando i Tigers per 23 a 3. Gromek non lo dimenticherà mai. Era lui sul monte di lancio ed ogni valida, ogni rimbalzante fuori dalla portata dei suoi difensori, ogni rubata e ogni punto segnato furono immagini vivissime nella sua mente. "Questa è la fine!", penso Gromek. Nello spogliatoio era sotto shock e già immaginava un prossimo futuro nelle Minor Leagues. Di sicuro il manager Hutchinson non gli avrebbe dato un'altra possibilità. Quattro giorni dopo i Tigers affrontarono Philadelphia e Hutchinson  si avvicinò a Gromek dicendogli: "Steve!, oggi lancerai tu!". Gromek rimase letteralmente sbalordito di fronte a quelle parole inaspettate. Non solo lanciò tutta la partita, ma Philadelphia non segnò nemmeno un punto!.

martedì 10 novembre 2009

IL TEAM DI PINO TRIDENTI


Era il 1973 e un gruppo di amici, appassionati di baseball e frequentatori della Taverna degli Artisti (o era la Caverna degli Autisti...non ricordo), sfidò i frequentatori dello Chez Vous, locale contiguo, ad una partitella. Che accozzaglia di elementi si fece avanti!. Un tale Geppe Anelli, detto Yeti, professore di Inglese, e bi-laureato, oggi stimato architetto si offrì come catcher..mancino, tale Nestore Crocesi, purtrppo mancato qualche anno fa, massiccio gestore di bar e ristoranti, si offrì come mazza di primordine ed esterno sinistro, Piero Spina, avvocato,avrebbe giocato in qualunque ruolo se solo il braccio gli avesse permesso di assistere dalla secona alla prima senza tagli, Daniele Ciotti, detto Corvo, albergatore, si propose come shortstop, a patto che nel guanto ci fosse una taschina per la spazzola con cui sistemarsi i capelli dopo ogni assistenza, Pino Tridenti, (il sottoscritto) avrebbe fatto carte false per giocare in diamante, ma spedito all'esterno centro perché dotato di buon braccio e aveva l'agilita di un rinoceronte caduto in una pozza di fango, Torquato Tristani, detto Tasso, oggi avvocato, era un pitcher con una discreta varietà di lanci ma una statura che lo faceva sembrare in una buca anziché sul monte di lancio, Claudio Tonelli, detto Mago, oggi ingegnere, era uno dei pochi che aveva già giocato in una squadra giovanile, Paolo Anelli detto la Vecchia, già allora avvocato, prima di lanciare faceva un movimento con la testa, quasi girandola per guardare indietro con il risultato che già durante il riscaldamento faceva presagire il peggio e poi c'era Aurelio Girelli, Penzi, Alfredo Lisi, detto Porno (chissà poi perché!) e Chopper, nato come portiere e tramutato in terza base. Non avevamo una divisa e ognuno si era arrangiato a trovare qualcosa in prestito o in qualche negozio di articoli sportivi.


Oddio non è che fosse un gran vedere ma ci sembrava di avere, tutto sommato un aspetto da ball players consumati anche se un pò originali. E a propostito di originalita citerei come autentico campione l'esterno destro: sfoggiava un berretto autentico dell'Afrika Korps. La partita, con il senno di poi non fu bellissima per la pochezza degli avversari ma la gente si divertì lo stesso, soprattutto con gli sfottò e per alcune perle in campo. Mi ricordo di una volata presa dall'esterno destro (sempre lui il compianto Nestore). Era tanta la soddisfazione di aver fatto l'eliminazione che si guardava intorno sorridendo beato e tenendo il guanto alzato come un trofeo...senza rilanciare la palla beninteso. E intanto i corridori sulle basi fecero il loro dovere ed entrarono i pochi punti dei nostri avversari. La sfida si giocò nell'odierno stadio dei Pirati con addirittuta una colonna sonora che con la voce di Khalil (fornitore abituale di colonne sonore per artiste di night club, si insomma... spogliarelliste!), che annuciava in francese con sottofonde musicale in stile grande evento sportivo americano: "Bienvenù a tous les amateurs de ce sport formidable!", del resto Khalil era Libanese e quindi o faceva l'annuncio in francese, (lingua prediletta delle vedette internazionali che frequentavano il suo studio), oppure lo faceva in arabo e ancora in meno lo avrebbero capito. Il pubblico, (saranno stati quasi venti), tutti avventori dell'uno o dell'altro bar, partecipava con sberleffi e incitamenti ed alla fine la sfida si concluse con la nostra vittoria per 16 a 3. Sulle ali dell'entusiasmo, di lì a poco fondammo il Malatesta Baseball e ci iscrivemmo al campionato di serie C.

                                                            Pino Tridenti

domenica 1 novembre 2009

NON SOLO BASEBALL...ANCHE POESIA



È molto carina l'iniziativa della società Nettunese di far giungere ai propri tifosi attraverso le edicole, l'album delle figurine con tutti i giocatori, i dirigenti e i vari personaggi che nel corso della storia di questa società sportiva, hanno contribuito con le loro gesta ad affermare Nettuno come indiscussa culla del baseball italiano. Certamente in altre zone d'Italia si è giocato a baseball ancor prima che a Nettuno, come viene confermato dal ricercatore storico della FIBS, il Sig. Roberto Buganè, ma in questa cittadina sulla costa tirrenica lo sviluppo e la notorietà del baseball sono cresciuti in modo esponenziale coinvolgendo gli abitanti e le istituzioni locali. Questo progetto ha portato la squadra di Nettuno al vertice non solo in campo Nazionale ma anche in Europa, dove per anni ha dominato sugli altri clubs del Vecchio Continente. Questo libro-raccolta di figurine rappresenta una sorta di battuta vincente, un altro game winning RBI. La pubblicazione rappresenta un tuffo nel passato con tanti bei ricordi di atleti che si sono distinti per le loro prestazioni sportive. I ricordi si mescolano con i miei di quando ero ragazzino in quel di Codogno. Ai tempi i miei genitori gestivano un bar-tabaccheria, e l'arrivo, ogni 15 giorni, del rappresentante della "Panini Modena", era un appuntamento immancabile. Il periodo riguarda gli anni 60'. Codogno era un paese allora di circa 15.000 anime, dove passava il carrettino dell'uomo del ghiaccio e quello dell'ortolano che gridava, "Insalatinaaa!!!". La sua voce, si mescolava insieme a quelle dei gruppetti di bambini sul marciapiede oppure agli angoli delle strade intenti al "mitico scambio di figurine!!"... "Ce lho!..ce l'ho!..si!..si!.."...Parole che si alternavano in continuazione per interi minuti, e ogni tanto interrotte dal secco urlo di stupore "Nooo!..Non ce l'ho!...Finisco la pagina!." E la risposta era, "Questa è difficile!,.. vale doppio!." (ricordo il tennista Majoli, quasi introvabile). Da quel momento, iniziava una articolata trattativa che coinvolgeva anche le leggendarie "biglie di vetro, e di ceramica (che valevano di più) e che noi chiamavamo "cinesine!". È stato un momento cerimoniale poter incollare le figurine dell'album del Nettuno baseball.

Un'altra straordinaria iniziativa, che oltre a Nettuno coinvolge la vicina cittadina di Anzio, è rappresentato da un volumetto dal titolo "Femminile Anziatino". Si tratta di una raccolta di poesie scritte da sole donne, poetesse, che appartengono ad un'area dove la pratica del batti e corri è vissuta come un evento importante, di forte tradizione e con sanguigna emotività. Non solo baseball, quindi a Nettuno e Anzio, ma anche Arte, con la A maiuscola perchè dare voce e sottolineare il femminile, rappresenta un passo importante nella nostra cultura ancora aggrappata ad un indottrinamento inquietante e forzato, dove le religioni a carattere fondamentalistico hanno, da sempre, assegnato un ruolo di sudditanza alla donna. Questa raccolta di poesie rappresenta un inno al sublime, dove la musicalità delle parole acquista il fascino profondo della ricerca simbolica e del loro vero significato. È una goccia di saggezza in un oceano di pregiudizi, che ci permette di assaporare l'affascinante universo femmininle, che da sempre ci è stato negato. Colgo l'occasione per annunciare la scomparsa di Alda Merini,  la voce poetica più significativa del 900'.